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INFATUAZIONE  di RIESI 09/05/2006 alle 19:25
Prendo a prestito il titolo della bellissima riflessione dell’amico Pino Testa: “PIÙ BELLO È IL SOGNO PIÙ BRUTTA È LA REALTÀ, AL RISVEGLIO”, per fare una considerazione amara.

Penso che l’affaire polo tessile sia stata una semplice infatuazione del popolo riesino calcolata nel dettaglio, che ha determinato in tutti passione, entusiasmo, esaltazione, fanatismo, fervore, invasamento, innamoramento, cotta, imbarcata e infine una scuffia finale da grande cinema.
Alle fine ci si è trovati fregati generando in tutti delusione, disillusione, depressione, demoralizzazione, angoscia, disgusto, odio, distacco, allontanamento, indifferenza, freddezza ad ogni cosa.
Per sognare bisogna dormire: dormire di notte; dormire a occhi aperti di giorno. Bisogna dormire per sognare e fantasticare un mondo (mondo riesino) migliore. Questo non è successo perché c’è stata partecipazione piena e sveglia e guai ad osare di pensare che qualcosa non andava perché eri l’appestato, l’invidioso, il quasi comunista e pure senza quasi che non amava Riesi. Sono stati pochi gli invidiosi, gli appestati e i quasi comunisti che loro malgrado hanno percepito il triste destino che l’infatuazione stava portando.
Chi ha veramente dormito è stata la classe politica rijsana, ma non per sognare, lungi da loro sognare, bensì per non volere vedere.
Ennesima illusione? Oppure è arrivato il tempo di non farsi fregare dalle promesse al vento e dal chiacchiericcio di una classe politica votata a se stessa quando va bene, e al proprio interesse quando bene non và.
Ricordate Tornatore nel film “L’uomo delle stelle”? La storia di un buono a nulla (Attore, Sergio Castellitto) che per fare qualche soldo cercava talenti cinematografici? Cercava talenti per i paesini più poveri della Sicilia post bellica. A tutti prometteva fama e fortuna al modico prezzo di 1500 lire (ah... le vecchie lire che valevano il doppio) per il costo dello sviluppo della pellicola del provino. La pellicola era scaduta e nessuno poteva vedere quei provini. Una bellissima metafora per raccontare parte della nostra storia. Storia di siciliani da sempre illusi, sfruttati e traditi.
Cambia la macchina da presa (per il fondelli) ma la pellicola è sempre scaduta e il popolo siciliano (in questo caso rijsanu) sempre illuso, sfruttato e tradito.
Buona notte a tutti, carissimi rijsani, e che il sogno che verrà possa essere vero e il risveglio foriero di novità.

Rosario Riggio