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MI PIACE QUESTO ARTICOLO  di surfararu 08/05/2006 alle 18:27


PIÙ BELLO È IL SOGNO PIÙ BRUTTA È LA REALTÀ, AL RISVEGLIO di Pino Testa


A volte si passa la notte a sognare e nel sogno si costruisce la propria vita ideale; si immagina un avvenire bello e gioioso per se stessi e la propria famiglia, con una sistemazione fondata su un lavoro stabile ed onesto che consenta di vivere con dignità.
Ci si immagina di trovarsi a far parte di una società civile ove le regole della democrazia vengono osservate e la nobile arte della politica onorata, da uomini e donne che la ritengono uno strumento al servizio della collettività.
Ma ahimè, con l’amaro risveglio al mattino tutto assume la triste e grigia dimensione della realtà ed i sogni svaniscono uno ad uno, come bollicine di sapone che per un attimo hanno riempito l’aria di iridescenti sfaccettature cromatiche e che scoppiano tornando ad essere una semplice gocciolina di acqua e sapone.
A Riesi dal 1997 e per qualche tempo si è vissuto come in un sogno e il sogno parlava del ritorno di un emigrato riesino che aveva imparato il mestiere del tessitore nel mitico Nord-Est e che ritornava a casa per impiantare una fabbrica tessile, la più grande del Mediterraneo.
Costui fu definito l’uomo della provvidenza, la sua amicizia personale con la famiglia Benetton disposta ad affidargli commesse miliardarie (a prezzi stracciati!) rappresentava una carta di credito illimitato che tutti accettavano senza verificarne la copertura.
I finanziamenti agevolati della legge 488, i patti territoriali, l’abbuono dei contributi previdenziali per gli apprendisti e per altre categorie con accollo degli oneri a carico della Regione e dello Stato, tutto ha contribuito ad alimentare il sogno.
La creazione poi di un polo tessile, la costruzione a cavallo del 2000 di capannoni con l’arrivo di macchine e telai, gli oltre 300 posti di lavoro distribuiti tra 8 aziende, in un paese di diecimila abitanti e le 150 donne occupate hanno rafforzato il sogno di un futuro migliore.
Tanti vi hanno creduto, al punto che alcune decine di famiglie e di giovani sono tornati dal Nord Italia e dall’estero per riunirsi nuovamente alle loro radici culturali ed affettive, perché qui finalmente c’era lavoro per tutti..
Il risveglio avvenuto dopo qualche anno di attività ha rivelato dal 2001 in avanti, invece, una realtà profondamente diversa, fatta di mensilità arretrate e non corrisposte, di cassa integrazione non pagata, di assegni di maternità trattenuti dal datore di lavoro, di indennità di malattia compensate con altre tasse, di ammortizzatori sociali concessi come una elemosina.
Infine sul finire del 2005 prima l’arresto dell’imprenditore con l’ipotesi di truffa allo Stato, poi il sequestro dei beni finalizzato alla confisca degli stessi ed infine nel Febbraio 2006 il pronunciamento del giudice che, accettando le istanze dei creditori, ha dichiarato fallite tutte le 8 aziende.
Si tratta del triste epilogo del sogno del polo tessile ora affidato alla custodia giudiziaria ed a due curatori fallimentari.
Ed i sogni come le bollicine svaniscono lasciando posto ad una realtà ancora più dura da affrontare.
Intanto perché i giovani che avevano cominciato a progettare la loro vita si sono sposati, hanno acceso mutui per l’acquisto della casa in cooperativa, i mobili, l’auto nuova, hanno firmato cambiali, si sono impegnati con le finanziarie e così via, con il solo risultato oggi di infoltire di giorno in giorno il lungo elenco dei protestati, quel famigerato elenco degli insolventi ai quali nessuno vorrà concedere nuovi prestiti nel futuro.
Al danno la beffa, onesti lavoratori che si trovano loro malgrado dalla parte del torto.

Anche la politica, passerelle a parte, che avrebbe potuto fare qualcosa per venire incontro alla soluzione del problema ha avuto il suo amaro risveglio.
Il sogno di avere una classe politica locale democratica e rappresentativa delle esigenze della popolazione si è dissolto di fronte al grumo di interessi che ha visto coinvolti ed interagire uomini della politica, della mafia e dell’impresa.
L’arresto del presidente del Consiglio Comunale di Riesi, nel Dicembre 2005, ha indotto 18 consiglieri su 20 a dare le dimissioni facendo decadere il Consiglio stesso.
Ma con il decreto di scioglimento del consiglio per infiltrazione mafiosa, seppure intervenuto successivamente, anche il sindaco e la giunta comunale sono stati dichiarati decaduti ed il comune affidato ad una terna di commissari straordinari nominati dal ministro degli Interni, una terna di tre donne che amministreranno il paese per 18 mesi con i poteri di Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale.
Questa è la seconda volta nell’arco di dieci anni che il Comune è commissariato a motivo della commistione mafiosa con l’Amministrazione locale.
Di fronte ad avvenimenti di questa portata la Chiesa non può fare a meno di prendere posizione ed è quello che ha fatto nel corso dell’Assemblea congiunta del XVI Circuito insieme all’Associazione Battista di Calabria e Sicilia, tenutasi a Vittoria lo scorso Novembre, laddove alla fine di un OdG ha scritto che “si impegna ad annunciare con più forza la Parola di Dio che predica l’amore fra tutte le creature umane”.
Amore, rispetto, solidarietà; queste le parole d’una predicazione volta al contrasto dell’odio, dello sfruttamento, della disonestà e del potere mafioso, per annunziare la Pasqua di Resurrezione che non è un sogno, ma consapevole e splendida realtà della salvezza operata da Gesù Cristo.

Pino Testa