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LE PROPOSTE DEL MOVIMENTO PACIFISTA PER IL PRESIDENTE  di pites 06/05/2006 alle 17:53
Caro Romano Prodi,
nel corso della bella e vasta campagna di "primarie presidenziali dal basso" , che propone Lidia Menapace, per diverse straordinarie ragioni, come prima Presidente della Repubblica, trovo saggia e realistica la lettera di Renato Solmi, filosofo torinese e grande traduttore di filosofi, oggi valente operatore nella cultura di pace e nonviolenza, il quale scrive:
" Mi unisco, naturalmente, a tutti coloro che hanno lanciato o fatto propria la candidatura di Lidia Menapace alla carica di presidente della Repubblica, che avrebbe un valore simbolico straordinario e potrebbe dar luogo a sviluppi interessantissimi nel quadro della politica italiana e anche europea.
Nel caso, purtroppo verosimile, che questa candidatura per tanti aspetti "ideale" non passi, ritengo tuttavia che si debba tener conto anche di altre figure di primo piano, estranee alla politica vera e propria, ma gia’ piu’ note per la parte da esse svolta nel corso degli ultimi anni, come Luigi Ferrajoli, Stefano Rodota’ e Leopoldo Elia, su cui potrebbero convergere, per validi motivi, i voti della maggior parte della Sinistra.
Ritengo, infatti, che le figure di questi outsider, maestri e studiosi di primo piano nel campo della teoria politica e costituzionale, potrebbero contribuire a placare gli animi e ad alleggerire le tensioni piu’ di quanto non sarebbe il caso di attendersi dalla scelta di un capo di partito che potrebbe difficilmente presentarsi nelle vesti di un saggio sperimentato e di un mediatore imparziale.
L’esito delle elezioni politiche non consente, infatti, di assumere toni trionfalistici e di dar luogo a forzature eccessive, ma dovrebbe indurre piuttosto a porre l’accento sulla validita’ intrinseca del pensiero e sull’obbiettivita’ indiscussa dei giudizi che le personalita’ in questione sarebbero in grado di manifestare e di esprimere nell’esercizio di una funzione cosi’ elevata e tendenzialmente superiore ad ogni prospettiva di parte ".
Fino qui l’intervento di Renato Solmi. Nel frattempo, ancora altre proposte degnissime sono state avanzate, come quella di Gustavo Zagrebelsky, di Tina Anselmi, o di Alberto Monticone.
Non c’č contraddizione nel fare presenti vari nomi qualificatissimi come questi. Gli elettori nel Parlamento in seduta comune allargata sarā bene che li considerino, senza restringersi a logiche di partito, mentre č estremamente urgente che la classe politica riceva valori e nuova linfa dalla societā e dalla cultura civile.
Con la mia stima e i miei auguri
Enrico Peyretti, Torino