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Articolo/dettagli     23/12/2009  
 
 
ARTICOLI E  di sb 23/12/2009 alle 13:25
ARTICOLI, EVENTI, INCONTRI E GRUPPI


27/11/2014

Verso l’Alto

Cos’è Verso l’Alto?
È una Associazione Interculturale, Internazionale, Interreligiosa, con sede a Caltanissetta,
e Michele Cavallotto ne è il presidente.
L’Associazione promuove e favorisce iniziative alfine di creare un ambiente di conoscenza,
rispetto, dialogo, comprensione e collaborazione tra le diverse culture, nazionalità, etnie,
fedi, religioni.
Portando le diverse entità in uno stato di reciproco riconoscimento e riconciliazione,
utilizzando i valori comuni (identità, famiglia, servizio, solidarietà, ambiente, pace),
come base di dialogo per convergere in alto verso una nuova visione di cultura e di pace.

Chi volesse saperne di più, scriva a: cavallottom@alice.it
Oppure telefoni al nr. 3388087402




17/9/2014

Giornata internazionale della pace
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

La Giornata internazionale della pace viene celebrata il 21 settembre di ogni anno. È stata istituita il 30 novembre 1981 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione 36/67.
L’Assemblea dichiarò che il Giorno sarebbe stato osservato, il terzo giovedì di settembre ogni anno, come un giorno di pace e di non-violenza, e volse un invito a tutte le nazioni e persone a cessare le ostilità durante il giorno. La risoluzione invitava tutti gli stati membri, organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, organizzazioni regionali enon governative ed individui a commemorare il giorno in maniera appropriata, sia attraverso l’educazione e la consapevolezza pubblica, sia nella cooperazione con le Nazioni Unite per la pace globale.
Dopo una campagna di Jeremy Gilley e della organizzazione Peace One Day, 7 settembre del 2001 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 55/282 tramite la quale dichiara che, a partire dal 2002, la Giornata Internazionale della Pace sarà celebrata il 21 settembre di ogni anno, e questo sarebbe diventato il giorno del Cessate il fuoco.
Nel 2005 si tenne una cerimonia al "Peace Bell" alle Nazioni Unite a New York.
L’osservanza della giornata mondiale per la pace sta cominciando ad essere sempre più diffusa, soprattutto nelle scuole con attività volte alla Pace.
L’11 ed il 21 settembre 2003, il network MyPacis.com ha ospitato un "Blog carnival for peace". Lo scopo di questo blog è di simulare discussioni e trovare risposte per realizzare la vera pace nel mondo.





21/09/2012

La gente pensa spesso che è la politica a muovere il mondo,
ma non è così.
Sono l’arte e la cultura che muovono il mondo.
E’ il sentimento, non il ragionamento, a colpire le persone
nella parte più riposta del cuore.


Dal libro: La mia vita per la pace.
Rev. S.M.Moon (1920-2012)


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02/03/10


Comunicato stampa

Domenica a Lecce, giovani e donne in bici per dire "Pace si può"
Segui le donne, trova la pace, ...in bici!
"GPace - Giovani per la Pace" sostiene l’iniziativa di CicloAmici Lecce
con la presenza di Cecilia Gentile e la sua esperienza in bici dal Libano alla Palestina




Niente è impossibile per la bici se a far girare i pedali sono la determinazione, la grinta, e (se vogliamo) l’incoscienza di donne provenienti da ogni parte del mondo che inforcano la bicicletta e senza batter ciglio (ma battendo il ciclo) attraversano il Medio Oriente. E’ il caso di Cecilia Gentile che domenica 21 febbraio porterà a Lecce la sua particolarissima esperienza e non lo farà solo con una presentazione del suo ultimo libro ma lo farà pedalando in città con questa bellissima iniziativa concepita insieme all’associazione CicloAmici di Lecce, un gruppo di cicloecologisti capitanato da Enrico Melissano che vuole rendere le città e la natura circostante più vivibili, più sicure e meno inquinate.

L’iniziativa si chiama "Segui le donne - trova la pace" e consiste in una bellissima pedalata simbolica che partirà da Piazza Sant’Oronzo domenica mattina alle 10 (raduno ciclisti alle 9.30) e che percorrerà alcune vie del bellissimo centro salentino. Alla pedalata parteciperanno Cecilia Gentile e Cinzia Nachira. La prima è redattrice di La Repubblica ma è anche una donna che fa, che sfida, che parte e poi racconta in prima persona. Questa volta racconta l´avventura di 250 donne di tutto il mondo in bici per il Medio Oriente. Un viaggio lento, alla ricerca del contatto con le donne del territorio, per costruire con loro, in una solidarietà tutta al femminile, un nuovo percorso di pace. Avventura che poi descriverà durante la presentazione del suo ultimo libro "Segui le donne, da Beirut alla Palestina, pedalando per la pace" che avverrà presso il Palazzo Turrisi Palumbo. Cinzia Nachira è invece un’autrice salentina e presenterà a sua volta il manoscritto “Identità e conflitto: il caso israelo-palestinese” con il quale ci aiuterà a cogliere le linee possibili di frattura sulle quali basarci per far avanzare la pace in Medio Oriente.
Il gruppo "GPace - Giovani per la Pace", creato e gestito da studenti dell’Istituto Costa di Lecce, invita TUTTE LE RAGAZZE E LE DONNE (...ma anche i ragazzi e gli uomini che condividono la causa) a partecipare all’iniziativa e a rimarcare con i propri "pedali" che PACE SI PUO’!!!

Il 2 maggio del 2008 la Gentile è partita da Roma con una sua amica, Silvia, per due settimane di avventura. "Quando ho deciso di partire ho telefonato subito ad Alberto Stabile, il nostro corrispondente da Gerusalemme e lui istintivamente mi ha sconsigliato di partire, perchè erano i giorni della Nakba, la catastrofe, il periodo di maggiore attenzione mediatica e il migliore per fare degli attentati. Ma alla fine sono partita proprio per sfidare una delle condanne di quei paesi, l’isolamento, per dimostrare "io non ho paura", io sono con voi". Arrivata a Beirut, all’inizio, Cecilia si è mossa con circospezione e si è stupita nel vedere le ragazze libanesi truccatissime e curate, con le unghie laccate, i jeans attillati e le magliette che lasciano scoperte buona parte della schiena e della pancia. Il viaggio comincia così, con lo stupore. Tra la tortura degli orari da rispettare e i chilometri da consumare a pedalate, nel racconto di Cecilia, però, lo spazio del racconto comincia lentamente a riempirsi di donne, donne siriane e giordane, donne iraniane e donne turche. Sono le 250 cicliste. E anche Cecilia e Silvia, le italiane, hanno la loro divisa: calzoncini a pinocchietto e gilet azzurri. Il viaggio parte da Beirut, passa per il Libano, la Siria (Damasco), la Giordania, il Mar Morto, per arrivare in Palestina (550 chilometri in bicicletta).




Ricevo e pubblico

30/01/10

Premio Pace 2009


Dall’anno scorso IRFF ONLUS Adozioni a Distanza collabora con dall’Associazione di promozione Sociale Italia-Moldavia (onlus).
Sotto una bella iniziativa che questa Associazione ha organizzato.
Un saluto Sergio

Biagio (Gino) Marelli è stato insignito del prestigioso Premio Pace 2009, organizzato dalla Regione Lombardia ottenendo una menzione speciale:

“ha compiuto nell’agosto 2008 uno straordinario viaggio in bicicletta dalla Provincia di Varese fino alla Repubblica Moldova, pedalando per 14 giorni e coprendo la distanza di 2.200 chilometri in solitaria. L’impresa organizzata ed ideata dall’Associazione di promozione Sociale Italia-Moldavia (onlus) ha contribuito a rafforzare i legami di amicizia e di solidarietà tra i due popoli, riuscendo a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche sociali ed umanitarie in favore dei bambini moldavi malati di diabete.”

Una grande soddisfazione per Gino da condividere con tutti noi!

Se si pensa che ad essere premiati dal Presidente Formigoni sono state grandi ONG ed istituzioni di pregio e rilevanza, il riconoscimento assume ancor più valore e ci rende orgogliosi del lavoro e dell’impegno rivolto in favore dell’infanzia moldava più sfortunata.
Un grande ringraziamento a Gino per il suo coraggio, il suo spirito di avventura e di sacrificio e per tutto quello che ancora intenderà svolgere, ne siamo certi, per la Moldova.


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TROFEO DELLA PACE 2009
NEWS


TROFEO DELLA PACE 2009

Torneo interetnico di calcio a 7 – quarta edizione

di Carlo Chierico

Promosso e organizzato dalla sezione di Monza Brianza della UPF Universal Peace Federation, il Trofeo della Pace ha avuto l’adesione e il patrocinio della Provincia di Milano e dei Comuni di Monza, Agrate Brianza, Brugherio, Cologno Monzese e Villasanta.

Il Trofeo della Pace è iniziato il 22 marzo con la “festa del sorteggio” mentre il calcio d’inizio è stato dato domenica 29 marzo con la partita inaugurale tra la squadra campione in carica dell’Egitto Nord Africa e il Senegal.

Poi per molte domeniche, nei campi da gioco dei vari Comuni aderenti, fino al 24 maggio, giornata conclusiva con la finalissima, le premiazioni e il rinfresco finale, questo torneo ha visto protagonisti insieme circa 200 giocatori con 16 squadre: Bangladesh - Bolivia - Colombia - Costa D’Avorio - Ecuador - Egitto 1 - Egitto N. A. - Italia Birmania - Italia Diritti Umani - Italia Maunazzi - Marocco - Perù - Romania – Senegal – The African Football e Tibet.

Sempre nello spirito di integrazione, coesione sociale, amicizia e rispetto dei popoli, che costituiste "l’anima fondante" del Trofeo. Credendo fermamente nei grandi valori che lo sport è in grado di esprimere: lo sport è passione, lo sport è condivisione, lo sport è pace, lo sport è vita. E cercando di fare in modo che questi non siano slogan vuoti ma libera espressione dei tanti giovani, di tutte le etnie, nazionalità e fede religiosa, che vi hanno partecipato.

Come l’anno scorso, anche per l’edizione 2009 sono stati utilizzati i palloni della campagna “diritti in gioco”, fabbricati in Pakistan senza lo sfruttamento del lavoro minorile e distribuiti in Italia da Commercio Alternativo, mentre tra i vari sponsor tecnici citiamo la società del Monza Calcio e il Centro Sportivo Ambrosini di Monza dove sono state giocate molte partite.

Per ulteriori informazioni ed eventuali proposte di collaborazione ed adesione alla prossima edizione si può scrivere all’indirizzo mail monza@iifwp.it oppure visitare il sito dedicato www.trofeodellapace.org



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"Rumori di Pace"



Incontro su "Famiglia, Comunità e Pace" - Sotto il Monte (BG), 10 ottobre 2009


Incontro su


Famiglia, Comunità e Pace


Sotto il Monte, 10 ottobre 2009





Si è svolto il 10 ottobre l’incontro su "Famiglia, Comunità e Pace" organizzato da UPF* Bergamo e WFWP** Bergamo, con la collaborazione della Federazione delle Famiglie per la Pace nel Mondo (BG).


L’evento prevedeva due relazioni, presentate da Christine Bianchini (WFWP) e da Carlo Zonato (UPF), la prima dal titolo:
"La ricerca dei valori universali"


in cui è stata messa enfasi sulla crescita interiore individuale, e la seconda

"Famiglia, scuola d’amore e di pace".


in cui è stata esposta la visione della famiglia promulgata dalla UPF.


L’interesse dei circa 30 partecipanti è stato mostrato dalle domande che sono state fatte, alle quali è stato posto un limite solo dal termine previsto per il programma.


L’incontro si è concluso con una cena nello stesso agriturismo.


Il prossimo appuntamento è per il giorno 24 ottobre, sempre presso l’Agriturismo Clelia di Sotto il Monte per un approfondimento dello stesso tema.



* Universal Peace Federation: Federazione Universale per la Pace.
** Women’s Federation for World Peace (Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo


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L’Albero della Pace





In occasione della Giornata Internazionale della Pace del 23 settembre 2009, sancita dall’ONU, il Comune di Bergamo ha accolto, precedentemente, la proposta fatta dall’UPF - BG (Federazione per la Pace Universale) di celebrare questo giorno con l’impianto di un “ALBERO della PACE”.
L’evento è stato celebrato con una cerimonia presso il Parco Pubblico del “Polaresco” sito in via Polaresco al n. 15, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Bergamo, Ufficio Pace e Cooperazione Internazionale con la partecipazione del Sindaco e di autorità cittadine e rappresentanti religiosi. Vi è stata posta anche una targa commemorativa.
Nei giorni seguenti, sono stati organizzati, dall’UPF, alcuni incontri di giovani palestinesi e israeliani i quali hanno cercato di sviluppare una cooperazione pacifica tra loro.

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La speranza, mia, è che questi incontri diano buoni frutti.

Ma c’è un altro Albero per il quale, pare, non si riesce a trovare nemmeno 10 centimetri quadrati di spazio per piantarlo : quello della Pace del Cuore.

Se l’albero fisico è molto facile da piantare non lo è per quello del cuore, interiore o, se preferite, spirituale.
Ed è per quest’ultimo, credo, anzi ne sono sicuro, che i giovani hanno accettato di incontrarsi.

Riporto di seguito alcuni brani tratti da un discorso del Prof. Vladimir Hudolin (1922-1996), croato, psichiatra e fondatore della associazione denominata CAT (Club Alcolisti in Trattamento) sparsa in tutta Italia, e che ho avuto il piacere di conoscere qualche anno fa, e che, secondo me, dà un senso molto pratico alla Pace.

Dice: “...Ognuno di noi si chiede cosa bisogna fare nel futuro, quali sono i programmi da preparare per il prossimo millennio. La richiesta di base – lo affermano tutti – è quella di creare programmi che, oltre al resto, abbiano lo scopo di proteggere la pace. Senza pace non si può organizzare una vita migliore, cioè una migliore salute nelle comunità; non ci si può aspettare migliore spiritualità antropologica. Da sempre si parla di pace, ma, quando viene il momento di fare i passi necessari per la sua promozione, non si fa molto...”

“...la pace non si conquista con dichiarazioni formali, ma con un cambiamento umano profondo...”

“...dobbiamo trovare la pace nel nostro interno, nel profondo del cuore, nelle nostre famiglie e comunità. Quando l’avremo, potremo offrirla anche agli altri...”

“...cosa significa pace? tutti pensano che si tratta di problemi degli altri, dei problemi internazionali, ma in verità si tratta di noi tutti...”

“...come possiamo realizzare un programma che parla di solidarietà, di amore, di amicizia, di convivenza, di compartecipazione, della possibilità di perdono, dell’accettazione del diverso, se riteniamo che la pace significa solo fermare le grandi guerre e lasciar libere le piccole guerre quotidiane? Non si può fare così, perché le nostre piccole guerre conducono a quelle grandi.
Abbiamo visto che tutte le conferenze internazionali non risolvono e conflitti nati fra di loro a causa dei propri diversi interessi.”

salvatore buttiglieri


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Da un giornale svizzero


INVITO DI J. REUBEN SILVERBIRD A NON DIMENTICARE


Un “pellerossa” in riva al Ceresio (Lago di Lugano)

Figlio di un capotribù Apache e di una guaritrice Cherokee. Musicista, attore, storico e messaggero di pace. J. Reuben Silverbird gira per il mondo tentando di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla difficile e controversa situazione in cui versano le 576 “nazione indiane” originarie. A gennaio era a Oslo per perorare la causa di Eloise Cobell (la donna che ha portato il governo americao davanti alla corte suprema chiedendo 176 miliardi come risarcimento per un presunto caso di sfruttamento delle risorse petrolifere dei nativi) chiedendo che le fosse attribuito il Nobel per la pace.
Giovedì era a Lugano, invitato dalla sezione ticinese della Universal Peace Federation, per una serata contraddistinta dal bisogno di ricordare le difficoltà che giornalmente affrontano i quasi 3 milioni di “pellerossa” che vivono negli Stati Uniti.
<Mai c’è stato un processo riparatore, e questo è incredibile visto che la biblioteca del Congresso è stracolma di documenti provanti, se ancora ce ne fosse bisogno, le atrocità compiute dai coloni nella corsa verso il “west”. Chi si ricorda del “percorso delle lacrime”? Chi si ricorda che Andrew Jackson, il presidente degli Stati Uniti in persona, ordinò la deportazione di Cherokee,Chickasaw e dei Seminole dalla Georgia all’Oklahoma? In quel tragitto morirono di fame e di stenti 3.000 bambini; lo stesso numero di morti dell’undici settembre.
È stato un presidente! E con lui, a scortarci verso le riserve, l’esercito americano!È solo uno dei tanti esempi di ciò che abbiamo subito. Una tragedia dimenticata. Eppure, nonostante tutto, ci sono ancora 18.000 nativi americani sotto le armi a combattere in Iraq. Credono nella forza dell’unità. Ci credo anche io e credo in Obama: il primo uomo con un cuore entrato alla Casa Bianca>>.

J.B.


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Dichiarazione per una Cultura della Pace



Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.



Il concetto di Cultura della Pace fu formulato al Congresso Internazionale sulla Pace in Costa d’Avorio nel 1989. Il Congresso raccomandò all’UNESCO di lavorare per costruire una nuova visione della pace basata sui valori universali di rispetto per la vita, la libertà, la giustizia, la solidarietà, la tolleranza, i diritti umani e l’uguaglianza tra uomo e donna. Questa iniziativa nacque in un contesto internazionale influenzato dalla caduta del muro di Berlino e la conseguente scomparsa delle tensioni legate alla Guerra Fredda.
Nel 1994 si tenne il primo Forum Internazionale sulla Cultura della Pace in San Salvador. L’anno dopo la 28ma Conferenza Generale dell’UNESCO introdusse il concetto di Cultura della Pace nella Strategia a Medio Termine per il quinquennio 1996-2001, durante il quale fu sviluppato il progetto Towards a Culture of Peace (Verso una Cultura della Pace). ONG, associazioni, giovani e adulti, media nazionali e locali e leader religiosi attivi per la pace, la non-violenza e la tolleranza si impegnarono nel diffondere in tutto il mondo una Cultura della Pace.
Nel 1997 l’Assemblea Generale dell’ONU stabilì un punto separato dell’agenda dei lavori intitolato Towards a Culture of Peace e proclamò il 2000 "Anno Internazionale per la Cultura della Pace" approvando la Risoluzione 52/15.
Nel 1998 l’Assemblea Generale dell’ONU, su proposta di alcuni premi Nobel per la pace, approvò la risoluzione 53/25 con la quale proclamò il 2001-2010 "Decennio Internazionale per una Cultura della Pace e della Non-Violenza per i Bambini del Mondo".
Il 13 settembre 1999 l’Assemblea Generale dell’ONU approvò la risoluzione 53/243 adottando con essa la Dichiarazione per una Cultura della Pace

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Testo della Dichiarazione per una Cultura della Pace

« L’Assemblea Generale,
Richiamando la Carta delle Nazioni Unite, nonché gli scopi e i principi in essa contenuti,
Richiamando la costituzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, in cui si afferma che “dal momento che le guerre hanno inizio nella mente degli uomini, è nella mente umana che bisogna iniziare a costruire la pace”,
Richiamando inoltre la Dichiarazione Universale dei diritti umani e altri strumenti in materia del sistema delle Nazioni Unite,
Riconoscendo che la pace non è solo assenza di conflitto, ma richiede un processo positivo e dinamico di partecipazione, all’interno del quale il dialogo venga incoraggiato e i conflitti siano risolti in uno spirito di comprensione e cooperazione reciproca,
Riconoscendo che la fine della guerra fredda ha ampliato le possibilità di rafforzare la cultura della pace,
Esprimendo viva preoccupazione per il persistere e il proliferare di violenza e conflitti in varie parti del mondo,
Riconoscendo inoltre la necessità di eliminare tutte le forme di discriminazione e intolleranza, comprese quelle basate su razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica o altra, origine nazionale, etnica o sociale, proprietà, disabilità, nascita o altro stato, (...)
Proclama solennemente la presente Dichiarazione sulla Cultura di Pace, allo scopo che Governi, organizzazioni internazionali e società civile possano essere guidati dalle sue norme nelle loro attività volte a promuovere e consolidare una cultura della pace nel nuovo millennio.
Articolo 1 - Una cultura di pace è un insieme di valori, atteggiamenti, tradizioni e modi di comportamento e stili di vita fondati su:
• a) rispetto per la vita, fine della violenza e sulla promozione e la pratica della nonviolenza tramite l’educazione, il dialogo e la cooperazione;
• b) pieno rispetto dei principi di sovranità, integrità territoriale e indipendenza politica degli Stati e non intervento in questioni che rientrano essenzialmente nell’ambito della giurisdizione nazionale di uno Stato, in conformità con quanto previsto dallo Statuto delle Nazioni Unite e dal diritto internazionale;
• c) pieno rispetto e promozione di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali;
• d) impegno in favore di una composizione pacifica dei conflitti;
• e) sforzo per soddisfare le esigenze inerenti allo sviluppo e all’ambiente della presente e delle future generazioni;
• f) rispetto e promozione del diritto allo sviluppo;
• g) rispetto e promozione di pari diritti e opportunità per donne e uomini;
• h) rispetto e promozione del diritto di ognuno alla libertà di espressione, di opinione e di informazione;
• i) aderenza ai principi di libertà, giustizia, democrazia, tolleranza, solidarietà, cooperazione, pluralismo, diversità culturale, dialogo e comprensione a tutti i livelli della società e fra le nazioni;
ed è alimentata da un ambiente nazionale e internazionale favorevole e orientato alla pace.
Articolo 2 - Il cammino verso un più completo sviluppo di una cultura della pace si realizza attraverso valori, atteggiamenti, tradizioni, comportamento e sistemi di vita che siano favorevoli alla promozione della pace fra gli individui, i gruppi e le nazioni.
Articolo 3 - Il progresso verso un più completo sviluppo di una cultura di pace è indissolubilmente legato ai seguenti fattori:
• a) promozione della composizione pacifica dei conflitti, rispetto e comprensione reciproca e cooperazione internazionale;
• b) adesione agli obblighi internazionali, secondo la Carta delle nazioni Unite e il diritto internazionale;
• c) promozione della democrazia, dello sviluppo e del rispetto e osservanza su scala mondiale di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali;
• d) al mettere in grado le persone di ogni condizione di sviluppare abilità in materia di dialogo, negoziazione, costruzione del consenso e risoluzione pacifica delle differenze;
• e) rafforzamento delle istituzioni democratiche e garanzia di piena partecipazione al processo di sviluppo;
• f) sradicamento della povertà e dell’analfabetismo e ridurre le disuguaglianze all’interno e fra le nazioni;
• g) promozione di uno sviluppo economico e sociale sostenibile;
• h) eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne, mediante l’empowerment e l’equa rappresentanza a tutti i livelli decisionali;
• i) garantire il rispetto, la promozione e la protezione dei diritti dell’infanzia;
• j) assicurare la libertà del flusso dell’informazione e migliorare l’accesso ad essa;
• k) incrementare trasparenza e responsabilità nell’azione di governo;
• l) eliminazione di tutte le forme di razzismo, di discriminazione razziale, di xenofobia e dell’intollerante ad esse collegata;
• m) aumentare la comprensione, la tolleranza e la solidarietà fra tutte le civiltà, i popoli e le culture, nonché verso le minoranze etniche, religiose e linguistiche;
• n) alla piena realizzazione dei diritti di tutti i popoli, compresi quelli che si trovano sottoposti a dominazione coloniale o straniero o ad occupazione straniera, all’autodeterminazione, contenuto nella Carta delle Nazioni Unite e inserito nei Patti internazionali sui diritti umani, nonché nella Dichiarazione sull’indipendenza dei paesi e popoli coloniali contenuta nella Risoluzione AG 1514 (XV) del 14 dicembre 1960.
Articolo 4 - L’istruzione a tutti i livelli, costituisce uno dei principali strumenti per costruire una cultura di pace. In questo contesto è di particolare importanza l’educazione ai diritti umani.
Articolo 5 - I Governi hanno un ruolo essenziale nel promuovere e consolidare una cultura di pace.
Articolo 6 - La società civile ha bisogno di essere pienamente coinvolta nello sviluppo avanzato di una cultura di pace.
Articolo 7 - Il ruolo educativo e informativo dei media contribuisce alla promozione di una cultura di pace.
Articolo 8 – Un ruolo chiave nella promozione di una cultura di pace compete a genitori, insegnanti, politici, giornalisti, organismi e gruppi religiosi, agli intellettuali, a quanti sono impegnati in attività scientifiche, filosofiche, creative e artistiche, agli operatori in campo sanitario e umanitario, agli operatori sociali, ai dirigenti a vari livelli come pure alle organizzazioni non governative.
Articolo 9 - Le Nazioni Unite dovranno continuare a rivestire un ruolo chiave nella promozione e nel rafforzamento di una cultura di pace nel mondo.


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Un pò di anni fa l´ONU aveva indetto l`Appello Internazione per un milione di minuti di pace un´iniziativa estesa a
40 paesi,ciascuno dei quali si era impegnato a raccogliere – per lo meno – un milione di minuti di pace
nell´arco di un mese.
Lo scopo dichiaratamente ’’senza fondo politico“ era quello di “incoraggiare le persone di ogni età,e di ogni estradizione culturale,religiosa e razziale,a scoprire il loro stato naturale di pace,donando almeno
1 minuto del loro tempo“.

Ecco come era formulato l´appello e... buona lettura!







UN MILIONE DI MINUTI DI PACE
CERCASI




SCOPO:


Dare l´opportunità ad ogni individuo di partecipare attivamente all´Anno Internazionale di Pace delle Nazioni Unite.

IN COSA CONSISTE L`APPELLO?


- Non è una carità - Non è un evento a fondo monetario - Si tratta soltanto di una donazione di tempo - Non di molto: SOLO UN MINUTO! – di più se lo desiderate,selezionate uno dei tre modi proposti,e date i vostri migliori pensieri al mondo...

CHI NE BENIFICERÀ?


- Innanzi tutto, i partecipanti stessi – La gente che ci circonda in famiglia,nell´ambiente di lavoro.
- In conclusione il mondo intero per far sì si sparga un´armonia di Pace.

Prendono parte in 40 paesi,le scuole,gli ospedali,le congragazioni religiose,i gruppi di comunità,
Di gioventù,gli organismi lavorativi.



TRE MODI PER LA DONAZIONE


A: buone azioni
Tema: PACE
Crea momenti costruttivi
pensanso alla Pace...

Puoi fare:
Disegni,
Poesia,
Musica,
Ecc.......



C: preghiera

Signore, fa di me uno strumento della Tua
Pace.
Dove è odio, fa che io porti l’Amore
Dove è offersa, che io porti il Perdono
Dove è discordia, che io porti l’Unione
Dove è il dubbio, che io porti la Fede
Dove è errore, che io porti la Verità
Dove è disperazione, che io porti la Speranza
Doce è tristezza, che io porti la Gioia
Dove sono le tenebre, che io porti la luce

Maestro, fa che io non cerchi tanto
Di essere consolato, quanto di consolare
Di essee compreso, quanto di comprendere
Di essere amato, quanto di amare

Perché è
dando che si riceve,
Perdonando che si è perdonati,
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna...



C: meditazione

Sedendomi in una posizione comoda
Rivolgo la mia attenzione
Nel mio profondo.

Sono conscio dei pensieri che
Attraversano la mia mente.

La velocità dei miei pensieri si attenua,
concentro la mia attenzione
su una stella di Luce radiante
nella mia mente,e creo pensieri di Pace.

Piano piano la mia mente diventa
come la superficie di un lago
completamente calma
e totalmente tranquilla.

Sperimento un silenzio profondo
Appena divento conscio che io
Sono la Pace.

E spargo il potere di quella Luce
E di quella Pace nel mondo intero.