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Articolo/dettagli     23/12/2009  
 
 
CORSO  di sb 23/12/2009 alle 08:57




CORSO EDUCATIVO PER ADOLESCENTI E GIOVANI






PRESENTAZIONE


Il seguente Corso Educativo per Adolescenti e Giovani di Richard A. Panzer, titolo originale: Reports (Westwood, NJ, 2001) Center for Educational Media, vuole essere uno stimolo per i ragazzi che, per la loro giovane età, sono facilmente influenzabili, per molti versi, da una società talvolta poco corretta.

Il Corso Educativo, che può essere seguito anche dagli adulti, non vuole essere un “maestro di vita” ma vuole semplicemente offrire qualche spunto in più per aiutare i giovani in un periodo così delicato della loro vita.

Il testo, qui riprodotto, è solo una esposizione e per ovvie ragioni, si presenta schematico. Tuttavia è possibile organizzare degli incontri, avendo come obiettivo la formazione dei giovani, alla loro crescita personale e caratteriale.

È auspicabile, in un futuro prossimo, organizzare degli incontri nella realtà.

Inoltre sarà possibile partecire al proseguo del presente Corso, all’’Educazione del Carattere’, che al momento è inedito.

Il corso si presenta in quattro parti: 1^ RAPPORTI; 2^ AUTODISCIPLINA; 3^ RELAZIONI INTERPERSONALI; 4^ RAPPORTI CON LA COMUNITÀ. APPENDICEA, B, C, D.


==========




(c) 2001 Center for Educational Media
RQ: Building Relationship Intelligence di Richard A. Panzer





RAPPORTI





PRIMA PARTE




Noi tutti cerchiamo la felicità attraverso i rapporti. Abbiamo il bisogno di essere a contatto con altre persone e con il mondo che ci circonda.

Nonostante la necessità che abbiamo delle persone, in realtà i rapporti stabili possono essere difficili da creare e mantenere. Le persone alle quali vogliamo più bene possono farci del male, più di quelle a noi meno vicine.

In questa prima sezione del programma sulla sensibilizzazione ai rapporti, osserveremo i rapporti con amici e familiari e come il periodo di transizione dall’infanzia alla maturità influenzi questi rapporti.



PRIMA LEZIONE -


L’AMICIZIA


Una delle grandi gioie nella vita sono gli amici. Vi ricordate i vostri amici d’infanzia? Sarebbe difficile dimenticare le persone che hanno vissuto con voi le difficoltà, i momenti belli e anche le pause di un lungo pomeriggio d’estate. Avere un buon amico nel quale si può credere, col quale si può parlare onestamente ed apertamente, è molto importante nella nostra vita.

L’amarezza causata dall’infrangersi di un’amicizia è difficile da superare. Quando un buon amico comincia ad ignorarci o non ci invita ad una festa, ci rimaniamo molto male.

I malintesi sono inevitabili in qualsiasi rapporto. E’ facile rimanerci male e siamo tentati di dire cose sgradevoli o di “vendicarci”. Questo sentimento di vendetta (gli faccio vedere!) può portare un po’ di sfogo temporaneo, ma in seguito ci lascia sgomenti e soli. Il sapore amaro della rabbia e della vendetta rimane con noi. Le ragioni e le giustificazioni della nostra ira continuano a tormentare la nostra mente. Non si scappa dai nostri pensieri, infatti, noi ne diventiamo i prigionieri.

Se reagiamo con rabbia, i nostri amici si sentono giustificati nel rispondere nello stesso modo. Questa è una dinamica simile a quella delle bande (gang) rivali. Ogni banda dà la colpa all’altra per aver iniziato la rissa ed ogni volta che una banda attacca l’altra c’è sempre una nuova ragione per ricominciare la violenza in un circolo vizioso che non finisce mai.

Nei nostri rapporti siamo di fronte alla stessa sfida. Per superare i malintesi è necessario esprimere onestamente quello che sentiamo e, perdonando, si può chiudere questo circolo vizioso, o risolverlo prima che inizi. Possiamo dire: “Ci sono rimasto male quando non mi hai invitato alla festa, ma ho deciso di perdonarti.” Il nostro amico può rendersi conto che ha fatto un errore e scusarsi, oppure spiegare un dettaglio che noi ignoravamo.
Anche in caso di reazione ostile noi avremmo fatto ciò che è giusto.

Nel capitolo otto discuteremo come comunicare meglio per poter risolvere le situazioni di conflitto. Il nostro desiderio di amicizia è così forte che a volte tolleriamo un rapporto distorto. Se un nostro amico fa il bullo, è violento con noi o con quelli più deboli di lui, rimaniamo in silenzio o gli diciamo quello che pensiamo? Dobbiamo rischiare e chiedergli di cambiare se sta facendo una cosa che ci infastidisce o che sappiamo che è sbagliata. Quando un nostro amico ci spinge a fare qualcosa che non vogliamo fare, è opportuno dirglielo, se è un buon amico capirà e rispetterà la nostra opinione. Lui stesso potrebbe anche cambiare idea.

La vera amicizia è basata sul credere nella parte migliore dei nostri amici. Se la nostra amicizia si sta esaurendo, possiamo fare la lista di tutti gli aspetti positivi del nostro amico e metterla a confronto con la lista delle cose che ci danno fastidio. In questo modo ci possiamo rendere conto che le cose che ci irritano sono più numerose degli aspetti positivi. Oppure ci rendiamo conto dell’opposto. Se questa persona è brava nello sport, ma non è una persona con la quale possiamo confidarci, comprenderemo i suoi limiti; in questo modo avremo meno possibilità di rimanere delusi. Apprezzeremo così gli aspetti positivi ed eviteremo gli aspetti negativi.

Se gli aspetti negativi sono molto più numerosi di quelli positivi, potremmo decidere che questa amicizia non è da coltivare. Possiamo pensarci per qualche giorno in modo che non sia una decisione emotiva, presa in un momento di disappunto. Ricordiamoci che è preferibile non aver affatto un rapporto che avere un rapporto non edificante.

ATTIVITA’

1. Descrivi un tuo amico. Che cosa rende la vostra amicizia speciale? Che sensazione ti fa provare questa amicizia?









2. Hai mai avuto dei disaccordi con il tuo amico? Che cosa hai fatto per risolvere questi disaccordi? Ti sei vendicato dicendo o facendo qualcosa con cattiveria? Questo ha risolto il problema?










3. Mentre alcuni amici hanno un’influenza positiva, altri possono influenzarci in modo negativo. Descrivi un’amicizia (tua o di qualcun altro) che ha avuto una parte negativa. Cosa c’era di sbagliato? Che cosa avrebbe potuto fare la persona coinvolta per migliorare l’amicizia o per concluderla senza causare ulteriori problemi?









4. Definizione di amicizia.

Questo esercizio ci aiuterà a definire le nostre amicizie. Pensiamo ad un amico specifico e rispondiamo ad ognuna delle seguenti domande con “Vero” o “Falso”, nel modo più onesto possibile.

V F Questa persona sa mantenere un segreto.

V F Quando abbiamo dei disaccordi li risolviamo
senza “tenerci il muso”.

V F Questa persona trova quasi sempre del tempo
per me ed anche io per lui/lei.

V F Quando mi dà un consiglio, rispetto il suo punto
di vista perché sò che è disinteressato e perché condividiamo gli stessi valori.

V F Posso essere veramente me stesso con questa
persona.

V F Sa ascoltare.

V F Mi è rimasta accanto nei momenti difficili
ed è disposta a fare dei sacrifici personali per me.

V F Conosce i miei limiti e i miei difetti, ma
mi vuole bene comunque.

V F Nel nostro rapporto c’è un giusto equilibrio di
dare e ricevere.

V F Non è invadente e rispetta i miei spazi e le mie
esigenze.

V F Parliamo di qualsiasi cosa.

V F Posso sempre contare su questa persona.





___Numero totale di risposte “V” per______________

___Numero totale di risposte “V” per______________

___Numero totale di risposte “V” per_____________



Punteggio:

Addiziona il numero di risposte vere per ogni amicizia che hai valutato. Il punteggio totale più alto è 12 per ogni rapporto.
Per interpretare il punteggio vedi le note:

10-12 Non ci sono dubbi, questo è un buon amico.

7-9 Questa persona potrebbe essere più sensibile alle tue necessità. Ciò nonostante dimostra grande potenziale. Devi essere attento/a, altrimenti potresti rimanere molto deluso/a.

0-6 Questo amico è probabilmente troppo superficiale per esserti accanto nei momenti difficili.






Nota conclusiva:

UNO DEGLI ASPETTI PIU’ BELLI DELLA VITA E’ UN BUON AMICO, MA L’AMICIZIA DEVE ESSERE BASATA SU VALORI VERI E RISPETTO RECIPROCO.




SECONDA LEZIONE -


ESPLORIAMO I RAPPORTI



ATTIVITÀ

Immagina di essere su un aereo in volo che sta terminando il carburante. Il pilota annuncia che rimangono pochi minuti e poi l’aereo precipiterà; tu decidi allora di scrivere la tua ultima lettera prima di morire. Scrivi quella lettera.




























DISCUSSIONE

Negli ultimi momenti della nostra vita è naturale pensare alle persone che amiamo di più. Spesso i rapporti più importanti sono quelli con i nostri familiari. Ogni famiglia ha delle regole più o meno dichiarate, alcuni ruoli che ogni membro ha, e una particolare dinamica nelle relazioni interpersonali. In questa lezione consideriamo i nostri rapporti familiari, per poter capire ed apprezzare la loro influenza sul nostro modo di percepire le cose, di pensare e di comportarci.

In un certo senso i rapporti sono come dei conti in banca. Se continuiamo a fare dei depositi e limitiamo i prelievi, il nostro “conto” cresce. Cerca di immaginare il tuo “Conto in Banca Emotivo” (CBE) per ogni rapporto significativo nella tua vita. I depositi sul tuo CBE sono rappresentati dalla tua disponibilità e capacità di capire, aiutare e servire una particolare persona. I prelievi dal tuo CBE sono rappresentati da tutte le cose che tolgono fiducia, energia, gioia e comunicazione.

Osserva la lista che riporta dieci diversi tipi di “depositi” e “prelievi”. Formulare frasi con “io” si riferisce al modo di reagire a ciò che viene detto o fatto da un’altra persona secondo la nostra opinione o punto di vista; al contrario dire “tu” è dare un messaggio che esprime un giudizio e che ci pone nella posizione di “vittime”.

Per esempio invece di dire:

“Tu mi fai arrabbiare!
Tu sei sempre in ritardo!
Tu non cambierai mai!”

possiamo dire:

“Quando non hai mantenuto la promessa, ci sono rimasto male e mi sono arrabbiato molto”.




DEPOSITI >> PRELIEVI
Cercare di capire l’altra persona >> Voler essere capiti senza cercare di comprendere l’altra persona
Mantenere le promesse >> Non mantenere le promesse
Essere onesti ed aperti >> Voler manipolare
Essere gentili e cortesi >> Essere sgarbati e scortesi
Chiarire ciò che ci aspettiamo >> Disattendere le aspettative
Essere leali nei confronti di chinon è presente >> Slealtà, duplicità
Saper chiedere scusa >> Orgoglio, arroganza, presunzione
Accettare i consigli >> Non accettare i consigli
Formulare frasi con “io” >> Formulare frasi con “tu”
Saper perdonare >> Tenere il muso




ATTIVITÀ

Disegna un “albero genealogico” su un foglio di carta grande. Chiedi a tuo padre, a tua madre, ai tuoi nonni e parenti di raccontarti ciò che sanno delle persone della tua famiglia: chi sono o erano, dove hanno vissuto, cosa hanno fatto nella loro vita ecc. Scrivi i loro nomi e alcune frasi chiave che caratterizzino ogni parente sul tuo albero genealogico.

1. Che cosa hai imparato dalla tua famiglia su ciò che è importante nella vita e nei rapporti?
Quali sono le regole di vita della tua famiglia che devi mantenere?








2. Quali sono le qualità dei tuoi familiari che cerchi di emulare (di realizzare nella tua vita) e perché?







3. Ci sono delle cose che vorresti fossero migliori? Come potresti contribuire per rendere la tua famiglia più forte?





4. Fai una lista di cinque o più desideri che descrivano quello che vorresti dalle persone che ti sono vicine. Come vorresti che si comportassero con te? Cosa vorresti che facessero per te o con te? Cerca di essere specifico.












5. a) E i tuoi familiari, che cosa vogliono che tu faccia per loro? Elenca cinque cose che tu potresti fare per i tuoi familiari.












b) Prepara una scatola per il tuo “Conto in Banca Emotivo”. Puoi usare una scatola da scarpe e, se vuoi, puoi anche decorarla. Ritaglia dei cartoncini che serviranno da ricevute. Durante la settimana trascrivi su questi cartoncini le azioni e i “messaggi” che dimostrano il tuo affetto e la tua considerazione per i membri della tua famiglia.
Annota le loro reazioni. Se non ci saranno reazioni, non mollare. Ricordati che dare è già gratificante di per sè!
Questa attività cambia il concetto del tuo ruolo all’interno della tua famiglia.

6. Che tipo di famiglia vorresti avere quando sarai grande? Che cosa puoi fare adesso per cominciare a lavorare a questo progetto?













7. Valuta la lista di depositi e prelievi sul “Conto in Banca Emotivo”. (vedi i dieci punti)
In che modo i depositi migliorano i rapporti ed il benessere della famiglia? In che modo i prelievi deteriorano la fiducia e l’unità? Condividi questa lista di depositi e prelievi? Ne vuoi cancellare alcuni o aggiungerne altri?














8. Con l’aiuto dei tuoi familiari scrivi una piccola “Dichiarazione di Intenzioni” che descriva ideali e obiettivi caratterizzanti la tua famiglia o ciò che la tua famiglia desidera realizzare. Se vuoi tieni presente la lista sottostante.


LA NOSTRA FAMIGLIA

___ Dà importanza al dialogo

___ Incoraggia e sostiene ogni membro

___ Insegna il rispetto per il prossimo anche se di un’altra razza, religione o nazionalità

___ Sviluppa un senso di fiducia

___ Ha il senso dell’umorismo

___ Suddivide le responsabilità secondo la capacità dei diversi membri

___ Insegna ciò che ritiene giusto

___ Ha molte tradizioni e abitudini

___ Ha un’interazione armoniosa tra i suoi membri

___ Condivide gli stessi valori fondamentali

___ Ritiene importante il servizio verso gli altri

___ Considera i pasti insieme un’opportunità di incontro e di scambio

___ Sta insieme nel tempo libero

___ Riconosce i problemi e ne persegue attivamente la risoluzione



Dichiarazione di Intenzioni della Famiglia_______________





























Nota conclusiva:

POSSIAMO CAPIRE MEGLIO NOI STESSI COMPRENDENDO LE FAMIGLIE NELLE QUALI SIAMO CRESCIUTI. POSSIAMO APPREZZARE IL SACRIFICIO DI COLORO CHE SONO VENUTI PRIMA DI NOI E COSTRUIRE SULLE BASI DA LORO POSTE.


TERZA LEZIONE –


RITI DI INIZIAZIONE



ATTIVITÀ

Vedi l’esempio sottostante di una tipica “linea di vita”.

/_________________________________________________/
nascita, scuola, università, matrimonio, nascita dei figli, carriera, pensione, morte

1.Traccia la tua linea della vita nello spazio apposito. Includi eventi significativi già accaduti e eventi futuri desiderati. Inserisci l’inizio e la fine degli studi, il matrimonio, la nascita dei tuoi figli, l’inizio della carriera lavorativa ecc. Cerca di essere il più specifico possibile. Scrivi liberamente le cose che sogni di fare.

LA MIA LINEA DELLA VITA

/_________________________________________________/
nascita morte

2. Immagina che siano passati molti anni e che sia giunto il giorno della tua morte. I tuoi amici e la tua famiglia si sono radunati ed è stato chiesto al tuo amico più caro di portare una testimonianza di te (elogio funebre), un breve discorso che descriva la tua vita e l’impatto che essa ha avuto sugli altri. Cosa desideri che venga detto in quella occasione? Scrivi questa testimonianza immaginando di essere questo tuo amico che riflette sulla tua vita.






DISCUSSIONE

Che cosa significa essere un uomo o essere una donna? Nella nostra nazione, come avviene il passaggio dall’adolescenza all’età adulta per un ragazzo o una ragazza? Esistono alcuni comportamenti o atteggiamenti che fanno di una persona un adulto? Nelle diverse culture e tradizioni esistono riti e cerimonie che rendono ufficiale questo passaggio. Talvolta i giovani indossano costumi particolari, affrontano prove di coraggio o periodi di isolamento.

In molte cerimonie di iniziazione dei maschi all’età adulta, il giovane viene separato dalla sua famiglia, portato in un campo speciale o persino costretto all’isolamento per diversi giorni, a volte senza cibo. In un secondo tempo, in quella che è chiamata la fase di transizione, spesso gli è richiesto di praticare rituali, di sottoporsi a prove di coraggio o di imparare la tradizione della tribù. Per ultimo viene riaccolto nella tribù come uomo e i membri della comunità festeggiano la sua nuova posizione sociale con danze e celebrazioni.

In alcuni gruppi religiosi si organizzano cerimonie per ufficializzare l’entrata dei ragazzi e delle ragazze nel mondo dei fedeli adulti. Secondo il rito della fede ebraica il ragazzo o ragazza, di solito a tredici anni, celebra questa transizione con un rito chiamato; “bar mitzwah” nel quale legge la Tora (il libro sacro degli ebrei) in lingua originale. Molte chiese cristiane rimarcano il passaggio all’età adulta con il “Sacramento della Comunione, o della Cresima”. Prima della cerimonia il giovane deve dimostrare la conoscenza dei punti fondamentali del suo credo religioso e promettere di attenersi ad essi.

Oltre alle cerimonie religiose, i riti di passaggio all’età adulta nella moderna società industriale spesso includono il diploma o la laurea, per i ragazzi che proseguono gli studi, e giuramenti o divise per coloro che si uniscono ad organizzazioni di adulti, come ad esempio l’esercito.

La letteratura è ricca di storie di iniziazione. La storia di un umile ragazzo dal cuore puro, chiamato Artù, che si distingue essendo l’unico capace di estrarre la spada magica dalla roccia, è un esempio. In periodi più recenti abbiamo la storia di Luke Skywalker nel film Guerre Stellari, un giovane che diventa un vero uomo liberando la sua galassia dall’impero del male.
L’iniziazione all’età adulta all’inizio del ventunesimo secolo può sembrare meno romantica delle battaglie contro una galassia nemica o dell’andare nella foresta alla ricerca di se stessi tra le forze della natura, ma rimane una sfida. I giovani di oggi spesso devono affrontare lunghi anni di studi scolastici prima di trovarsi di fronte al mondo del lavoro (degli adulti).

Molti di loro prendono delle scorciatoie. Siccome la cultura popolare ci dice continuamente che gli adulti normali, sani, forti e sessualmente attraenti fanno sesso con diversi partner, alcuni adolescenti (teenagers) fanno sesso per dimostrare che anche loro sono maturi. Recentemente ha fatto scalpore negli Stati Uniti un gruppo di ragazzi di Lakewood, in California, chiamato “Spur Posse”. Questi adolescenti facevano a gara tra di loro e chi riusciva a portare a letto più ragazze diventava il capo. Questo tipo di comportamento aiuta forse a sviluppare delle abitudini per dei rapporti stabili e durevoli? E come si sentivano le ragazze usate e scaricate per aumentare il punteggio?

Per alcune ragazze adolescenti, rimanere incinte e avere un bambino è visto come un modo di essere al centro dell’attenzione. I neonati sono carini ed è un segno evidente che la madre è ormai una “donna”. La dura realtà di una maternità prematura, da affrontare spesso senza il padre del bambino, è un problema da considerare e risolvere più tardi.

Fare sesso è un modo di dimostrare la propria maturità? Rifletti su questa domanda e leggi le testimonianze allegate di adolescenti e giovani che hanno un punto di vista diverso. La prima è una lettera scritta da Missy, una ragazza di 16 anni, a Ann Landers, che ha una rubrica di consigli pubblicata su 3 riviste settimanali americane di grande tiratura.





LETTURA

Cara Ann Landers,

Mi sono proprio infognata. Sono una ragazza di 16 anni e faccio sesso con il mio ragazzo, Ed, di 18 anni.
Credo di essere una ragazza simpatica. Non fumo, non bevo, non faccio uso di droghe nè di altre porcherie. A scuola vado bene.

Dopo alcuni mesi che Ed ed io stavamo insieme, ci era sembrata una cosa normale fare sesso. Lui non mi ha forzata. Lo volevamo entrambi. Usiamo metodi anticoncezionali, così siamo tranquilli. Quello che mi preoccupa sono i miei sentimenti verso di lui.

Non voglio continuare così. Ho detto ad Ed che voglio smetterla, ma lui non ne vuole sapere. Non mi va proprio più di uscire con lui perché ogni volta vuole avere rapporti sessuali. I miei genitori lo hanno capito e mio padre quasi non riesce a guardarmi negli occhi. L’altro giorno ha persino detto che voleva avvisare la polizia. Quasi vorrei che lo facesse perché sembra l’unico modo per uscire da questa situazione.

Pensavo di essere innamorata di Ed, ma ora mi rendo conto che era soltanto un’attrazione fisica. Mia madre mi aveva detto di aspettare prima di avere rapporti sessuali, ma io non l’ho ascoltata. Darei qualsiasi cosa per poter tornare indietro. Per favore Ann, continua a dire alle persone quanto è sbagliato fare sesso troppo presto. Se soltanto una ragazza come me tra le tue tante lettrici ti ascolterà, la mia sofferenza nello scrivere questa lettera non sarà stata vana.


*Tua Missy




DOMANDE PER LA DISCUSSIONE

1. In un primo tempo Missy, pensando di essere innamorata di Ed, decise di avere un rapporto sessuale con lui.
a) Adesso come si sente?








b) La sensazione di “sentirsi innamorati” può cambiare?








c) Pensi che gli adolescenti abbiano un’idea realistica circa la stabilità nel tempo e la durata del loro rapporto?







d) Molti adolescenti pensano che se un ragazzo e una ragazza si “vogliono bene”, sia normale fare sesso; tu cosa ne pensi?








2. a) Come è possibile distinguere l’attrazione fisica dai più profondi sentimenti di amore?





b) Quale è la differenza?





c) Nel caso di Missy fare sesso è stato utile a sviluppare il suo rapporto affettivo oppure no?





d) Come può un rapporto che coinvolge anche il sesso portare uno dei partner a sentirsi “incastrato”?






3. a) Cosa significa per te essere “adulto”, essere una persona matura?



b) Quali sono le immagini vere e quelle false di maturità che la nostra cultura ci propone?




“Un “flirt” di una settimana
ha delle conseguenze indesiderate”

Cara Abby,

Sono una donna di 22 anni. In seguito a una delusione amorosa mi sono presa una vacanza al mare dove ho incontrato un uomo con il quale ho avuto un “flirt”. Sapevo che quello che stavo facendo era sbagliato.

Alla fine della breve vacanza Jordan mi chiese il mio numero di telefono e promise che mi avrebbe chiamato, ma non lo fece. Due mesi più tardi, mi resi conto di essere incinta. Dopo una lunga ricerca riuscii a rintracciare il suo numero di telefono e lo chiamai.

Quando rispose al telefono finse di non riconoscere la mia voce. Jordan ha una voce molto particolare e per questo sono sicura che era proprio lui, ma si comportò in modo molto scortese dicendomi che avevo sbagliato numero per concludere al più presto la telefonata. Non riuscii a dirgli che sarebbe diventato padre.

Abby, non ho intenzione di chiedere denaro a questa persona, per fortuna non ho problemi economici.
A giorni nascerà il bambino e sento l’obbligo morale di informarlo.

Parte di me dice: “Tieni questo bambino per te stessa. Per Jordan sarebbe soltanto un problema”.
Un’altra parte dice: “Deve saperlo, e poi sarà lui a decidere.“ Sono anche preoccupata per mio figlio. Che cosa gli dirò quando mi chiederà chi è suo padre?

Jordan probabilmente non sarebbe un buon padre e, quindi, forse la cosa migliore è non dirgli niente.
Abby, per favore aiutami, non so cosa fare.

Laura
(ristampato dalla rubrica “Dear Abby” 5/7/97)


DOMANDE PER LA DISCUSSIONE

1. Perchè Laura ha avuto un flirt con un uomo che considera egoista e che secondo lei “non sarebbe un buon padre”?








2. Come pensi che il bambino di Laura vivrà l’assenza di un padre?








3. Quali sono la qualità di un partner fisicamente attraente e sono queste le stesse qualità di un buon padre o di una buona madre? Quali cose dobbiamo chiederci quando siamo attratti fisicamente da una persona?

Sono innamorati ma non pronti per il sesso

Tim e Erika sono innamorati, ma non sanno ancora se si sposeranno. “Abbiamo stabilito di comune accordo all’inizio di non avere rapporti sessuali.” dice Erika che ha finito le superiori l’anno scorso e che attualmente frequenta la Morgan State University in Baltimora. “Ancora non so se rimarrò con questa persona per tutta la vita e, quando si ha un rapporto sessuale, si prende una decisione irreversibile.”

Questo non significa che tra di loro non c’è passione. Anzi, è proprio il contrario. Ci sono stati momenti in cui hanno quasi dimenticato la loro promessa e quasi perso il controllo delle loro emozioni.

“Quando siamo insieme soli e ci stiamo surriscaldando un po’ troppo, ci aiutiamo a vicenda ad interrompere la dinamica che porterebbe al rapporto intimo completo, che noi abbiamo deciso di non avere,“ spiega la coppia.

Inoltre Tim e Erika sono attenti ed evitano situazioni “difficili”. In genere, escono con altre coppie per fare attività in gruppo anche quando vanno al cinema, a ballare, al bowling e per gite fuori città.

Spesso i loro coetanei li prendono in giro. Erika era spesso oggetto di battute durante le superiori.
“Siccome Tim ed io non frequentavamo lo stesso liceo, le mie amiche mi dicevano che lui probabilmente otteneva quello che non aveva da me da qualche altra ragazza,” dice Erika. “Questi commenti mi facevano dispiacere e mi imbarazzavano, e quindi decisi di non parlarne più con le mie compagne di classe.”

Ripensandoci adesso, Tim e Erika si rendono conto che spesso quei commenti venivano fatti perché quelle stesse ragazze rimpiangevano il fatto di avere avuto rapporti sessuali troppo presto, quando erano ancora troppo giovani. Per Tim e Erika la priorità del loro rapporto non è mai stata il sesso e per questo il loro affetto è cresciuto in altri modi, il loro rapporto si è rafforzato ed ora sono veramente due buoni amici.
“Ci rispettiamo ed amiamo profondamente,” dice Erika. “E più a lungo rimaniamo insieme senza fare sesso, più cresce l’amore e il rispetto.”

(Tratto da: Network for Family Life Education, Rutgers State University of New Jersey)



DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. Tim e Erika dicono che più a lungo rimangono insieme senza fare sesso, più cresce il loro amore ed il loro rispetto reciproco. Perché?

Dire “no” alle cose che non voleva

Fare le cose che fanno gli altri coetanei, il bisogno di sentirsi amati e la ribellione contro il volere dei genitori sono tutte ragioni sbagliate per iniziare un rapporto con una persona. Ma succede molto spesso.

E’ stato il desiderio di fare come gli altri che ha spinto Kerri Robes tra le braccia dei ragazzi sbagliati.

“Ho cominciato ad uscire con i ragazzi per sentirmi come le altre,” Kerri ricorda. “Le mie amiche avevano il ragazzo e io mi sentivo di troppo. Stanche di vedermi reggere la candela, le mie amiche mi convinsero ad avere il ragazzo. Io accettai nonostante non mi sentissi pronta.”

Christine Boucle, che ha cominciato ad uscire con un ragazzo a 13 anni, ci racconta un’esperienza simile. “Penso che i miei amici volessero aiutarmi,” dice, e aggiunge che, secondo loro, non avere il ragazzo a 13 anni era un’anormalità, quasi come una malattia.

Alcuni adolescenti (ed anche alcuni adulti) non hanno molta autostima e hanno bisogno che qualcun altro li aiuti a capire il loro valore di persone. Kerri vede molte delle sue amiche che hanno il ragazzo proprio per questa ragione. “Hanno bisogno di qualcun altro per sentirsi sicure” dice.

Kerri, infine, ha deciso di dire “no” a questi rapporti che considera sbagliati ed ha deciso di dedicare un po’ di tempo a scoprire se stessa.

“Ho scoperto me stessa” dice Kerri. “Stare sola mi ha fatto bene. Mi ha aiutata ad avere una visione più obiettiva delle altre coppie. Mi sono resa conto della dinamica distorta di questi rapporti ed ho scelto di aspettare.”

Questo le è stato di aiuto nel prepararsi per un rapporto serio ed impegnato con la persona giusta al momento giusto.
“Abbiamo un rapporto onesto, con delle basi forti,” dice Kerri parlando di se stessa e del suo ragazzo. “Abbiamo un rapporto di fiducia e rispetto reciproco.”


(Tratto da “Flying Solo, When Love Relationships aren’t the Answer,” Network for Family Life Education, Rutger State University)



DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. Kerri dice che molte delle sue amiche hanno il ragazzo per le ragioni sbagliate. Quali sono queste ragioni sbagliate?








2. a) Quali sono le “scorciatoie” che usano gli adolescenti per dimostrare di essere adulti?







b) E’ una tentazione per tutti prendere le “scorciatoie” verso la maturità in diversi periodi della nostra vita. Che cosa diresti a una persona che vuole prendere queste scorciatoie?









3. Alcune persone pensano che avere un rapporto sessuale o avere un bambino siano modi di dimostrare la propria maturità. Sei d’accordo? Perché? Oppure perché non lo sei?










4. Pensi che avere “il ragazzo” o “la ragazza” sia un’esperienza indispensabile per un adolescente, oppure pensi che questo rapporto possa aspettare qualche anno? Perché?












5. a) Quali sono le possibili conseguenze di rapporti sessuali con un’altra persona quando si è adolescenti? (Fai una lista)











b) Sarebbe diversa questa lista se le due persone che decidono di avere un rapporto sessuale fossero sicure di non avere malattie veneree, fossero sposate e avessero deciso di essere fedeli a vicenda (di non avere rapporti sessuali con altre persone)?











6. Conosci qualcuno che ha una falsa immagine di cosa significa essere un uomo o una donna maturi?
Questa falsa immagine che ripercussione ha avuto nella sua vita?












Nota conclusiva:

AVERE UN PROGETTO A LUNGO TERMINE PER LA TUA VITA PUO’ AIUTARTI A NON PERDERTI LUNGO IL CAMMINO DELLA REALIZZAZIONE DEI TUOI SOGNI E DEI TUOI OBIETTIVI.



SECONDA PARTE -


AUTODISCIPLINA









Chiunque voglia avere successo nella vita e nei rapporti deve considerare la necessità dell’autocontrollo. Si può diventare famosi se si ha un talento particolare in un campo, come ad esempio nello sport o nello spettacolo. Ma se un atleta o attore è disonesto, violento o ha il vizio del bere, non potrà mai considerarsi una persona realizzata.

Analizziamo insieme come possiamo diventare persone mature e realizzate, innanzitutto nella nostra vita personale, poi nei nostri rapporti con gli altri ed infine nella nostra comunità.



QUARTA LEZIONE -


CAPIRE LA TUA VERA IDENTITÀ


ATTIVITÀ

La vita di ognuno di noi è paragonabile a un contenitore che può essere riempito di pietre grandi o di molti sassolini. Alcune persone non decidono mai di mettere nel contenitore le cose più importanti, “le pietre grandi”. Al contrario, si curano soltanto di riempire “il contenitore” della loro vita di sassolini, vale a dire di cose che non portano grande soddisfazione.

Immagina di veder realizzati i cinque desideri più grandi della tua vita, cinque e solamente quelli. Quali sarebbero? Scrivi le cinque priorità che intendi realizzare, o almeno iniziare a realizzare nei prossimi cinque - dieci anni. Che cosa potresti fare già da ora, nelle settimane, mesi e anni a venire, per realizzare questi obiettivi?

OBIETTIVI FUTURI ---------PASSI VERSO QUESTI OBIETTIVI


1._______________________________________________


2._______________________________________________


3._______________________________________________


4._______________________________________________


5._______________________________________________

INTRODUZIONE

Ognuno di noi ha tre “io” (vedi diagramma della pagina successiva), non stiamo parlando di cloni o di gemelli identici a noi.

In primo luogo esiste “l’io pubblico”, la persona che va a scuola, a lavorare, che ha alcune caratteristiche fisiche, un modo di camminare, parlare ecc, che ha certi gusti e preferenze.

In secondo luogo esiste “l’io emotivo”, che è costituito dai nostri pensieri e sentimenti. L’io che gli altri non vedono, a meno che non siano persone molto vicine a noi, a volte non è neanche riconoscibile completamente da noi stessi. (Alcuni esperti ritengono che l’80% di questo “io” non è riconosciuto neanche dalla persona stessa). A scuola, al lavoro, nella società impariamo a nascondere i nostri pensieri e i nostri sentimenti perché l’obiettivo principale è di mostrare le nostre abilità nell’attività che svolgiamo. Inoltre, spesso si ritiene, più o meno giustamente, che alcuni sentimenti non debbano essere espressi, per questo impariamo a reprimerli senza manifestarli.

Se una persona viene ferita (fisicamente, emotivamente, verbalmente) in qualche modo, specialmente durante il periodo dell’infanzia o dell’adolescenza, oppure non ha mai imparato ad esprimere le proprie emozioni in modo positivo, “l’io emotivo” può diventare incandescente ed esplodere in reazioni incontrollabili. Per esempio, succede che gli adolescenti nell’ambiente scolastico o in altre situazioni sociali si sentano accusati o non rispettati ed abbiano reazioni verbali e persino fisiche di rabbia e violenza.

Ognuno di noi può avere delle “allergie emotive”. Queste sono reazioni emotive che altre persone possono indurre in noi. In realtà, tali reazioni possono avere poca inerenza con le loro parole o azioni, e molto a che fare con le nostre esperienze precedenti di difficoltà e ferite nei rapporti. Questo è il motivo per cui esploreremo come capire le nostre reazioni e come percepiamo e reagiamo nei nostri rapporti con gli altri.

Il terzo io è “la nostra identità più profonda”, (la nostra essenza), ciò che siamo veramente e che ci rende esseri umani unici ed inimitabili. Nessuno può privarci di questa nostra identità che è il valore centrale. Tuttavia, se non ci rendiamo conto della nostra identità, del nostro valore unico come esseri umani, potremmo ritenere che ciò che gli altri pensano o dicono di noi possa aumentare o diminuire il nostro valore. Questo è un grave errore che potrebbe portare al tentativo di controllare ciò che gli altri pensano o dicono di noi, operazione laboriosa e quasi impossibile da realizzare.

Alcune persone dedicano un’enorme quantità di energia e di pensieri a preoccuparsi e ad arrabbiarsi per i torti subiti. Questa è una dinamica che abbiamo sperimentato un po’ tutti, ma sarebbe meglio e più facile investire le nostre energie nel realizzare ed accettare noi stessi, invece di preoccuparci costantemente di ciò che gli altri dicono di noi.



CONSCIO

IO Pubblico


Pensieri Sentimenti
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INCOSCIO

Identità profonda,
essenza


Prendiamo come esempio Nelson Mandela che ha scontato 26
anni di pena nelle prigioni sudafricane a causa della opposizione alle leggi razziali chiamate apartheid, prima di essere eletto presidente del governo sudafricano multirazziale.

Immaginate se qualcuno vi rinchiudesse ingiustamente in prigione, anche solo per un giorno. Non sarebbe normale essere estremamente risentiti verso queste persone? Ora moltiplicate questo per 26 anni, aggiungete un brutale abuso della persona, il negato contatto con i familiari e pensate a quanto risentimento e rabbia Nelson Mandela avrebbe potuto accumulare verso i suoi carcerieri!

Invece di esternare il suo io emotivo con episodi di rabbia, o di preoccuparsi per il mancato rispetto verso la sua persona, Nelson Mandela decise che nulla di ciò che i suoi aguzzini avrebbero detto o fatto poteva diminuire i suoi valori fondamentali o ridurre la giustizia della sua causa o il suo valore profondo di essere umano. Decise per questo di non reagire con rabbia o odio ai suoi carcerieri, ma di trattarli con rispetto e gentilezza. Chiese loro i nomi e l’età dei figli, se riuscivano bene negli studi ecc. Spesso li incoraggiava a leggere, ed essendo un uomo istruito, insegnò loro diverse materie.

Mantenendo questo approccio, diventò impossibile per molti dei suoi carcerieri mancargli di rispetto. Mandela riconobbe e rispettò il loro “valore fondamentale” e di conseguenza essi cambiarono il modo di rivolgersi a lui. Iniziarono a chiedere i suoi consigli, a riconoscere e rispettare Mandela come persona ed ebbero il desiderio di servirlo e aiutarlo in diversi modi.

Mandela capì che, se una persona fa qualcosa di sbagliato, questo non legittima la reazione scorretta di chi riceve un’ingiustizia.

“Due cose sbagliate non ne fanno una giusta.”
Nelson Mandela capì che, se la persona che riceve un’ingiustizia controlla le proprie emozioni e la propria rabbia e risponde con rispetto, l’altra persona comincerà a capire che c’è qualcosa di sbagliato nel suo comportamento e potrà anche cambiare il modo di agire.

Capire il nostro valore profondo ci aiuta non solo a controllare la rabbia o altre emozioni, ma in tutti i rapporti. Fino a quando una persona non accetta profondamente se stessa, avrà rapporti non per sentirsi realizzata, per voler dare, crescere, maturare, ma per necessità, per soddisfare il bisogno di attenzione. (Qualcuno ha bisogno di me, questo vuol dire che sono una persona OK).

Non è realistico né giusto pretendere che un’altra persona (sia questa un amico, un fidanzato o un futuro marito o moglie) ci dia un senso di valore o riempia i vuoti nella nostra vita. Non è il dovere di qualcun altro darci un’identità o farci diventare una persona completa.

Gli educatori francesi Les and Leslie Parrott scrivono:

“Le persone a noi care devono essere parte della nostra vita, non la nostra vita”.









Nota conclusiva:


NESSUNO TRANNE TE PUO’ FARE DELLA TUA VITA UN SUCCESSO. LA CONSAPEVOLEZZA DELLE “PIETRE GRANDI” CHE VUOI INCLUDERE NELLA TUA VITA E’ UNA PARTE FONDAMENTALE PER REALIZZARLA.

DISCUSSIONE

1. Secondo te, è più importante raggiungere gli obiettivi o comportarsi bene? Il buon comportamento è una parte essenziale per avere successo? E’ giustificabile cercare il successo a qualsiasi costo?





2. Molte persone perseguono la ricchezza, il potere o la fama.
a) Questi obiettivi, di per sé, rendono le persone felici? Se no, che cosa rende le persone felici?





b) Che cosa significa diventare una persona con valori profondi per la comunità, un leader in senso vero?







c) Che tipo di persona vuoi diventare?









3. Alcune persone possono essere eccessivamente sensibili alle parole o alle azioni degli altri, e reagire con rabbia a quello che loro considerano mancanza di rispetto.
a) Come potrebbero reagire in modo diverso?





b) Da dove proviene il nostro senso di essere una persona che ha valore?





c) Le altre persone possono privarci del nostro valore?




d) Oppure hai tu il potere di decidere se mantenerlo o privarti di esso?




4. a) Se qualcuno si comporta male nei tuoi confronti, come dimostra di essere?




b) Se qualcuno ti manca di rispetto, quali sono i diversi modi in cui tu puoi scegliere di reagire?



c) E’ necessario rispondere al “fuoco con il fuoco”?






5. Conosci qualche altra persona che, come Nelson Mandela, ha scelto di reagire con la consapevolezza del proprio valore fondamentale, invece di reagire soltanto emotivamente a quello che fanno o non fanno gli altri?










6. Conosci delle persone che dipendono troppo dagli altri o collezionano i rapporti come trofei per provare che sono desiderate? Che cosa potrebbero fare per accettare se stesse e per diventare più serene?


QUINTA LEZIONE–


FORTUNA, FATO O SCELTA



LETTURA


Leggi il seguente estratto dal racconto per l’infanzia, “Charlotte’s Web” di E.B White, nel quale Nasse, un maialino, ha una breve esperienza con la libertà:

Un caldo pomeriggio di giugno, il porcellino Nasse, che aveva quasi due mesi, passeggiava nel piccolo cortile della fattoria. Anna (la bambina che l’aveva salvato e che era diventata sua amica), non era ancora arrivata per la sua visita giornaliera. Nasse riposava all’ombra e si sentiva solo ed annoiato.

“Non c’è mai niente da fare da queste parti,” pensava camminando lentamente verso la conca del cibo. Trovò delle bucce di mela e le mangiò. Gli prudeva la schiena, così si strofinò contro lo steccato. Poi andò verso il letamaio, ci salì sopra e si sedette. Non aveva sonno, non aveva voglia di scavare, era stanco di camminare e stanco di rimanere sdraiato.
“Non ho ancora due mesi e sono stanco di vivere,” pensò. Poi ritornò nel cortile.

“Quando sono qua” disse, “posso soltanto andare nella stalla. Quando sono nella stalla non ho altra scelta che tornare nel cortile.”

“Ti sbagli di grosso, amico mio, amico mio,” disse una voce.

Nasse guardò attraverso lo steccato e vide l’oca.

“Non devi rimanere in quel cortile piccolo e sporco, piccolo e sporco,” disse l’oca, che camminava veloce.
“Una delle assicelle della staccionata non è inchiodata. Spingi forte, spingi forte e esci fuori!”

“Cosa?” disse Nasse. “Parla più lentamente.”

“A costo di ripetermi, ripetermi,” disse l’oca “ti suggerisco di uscire. E’ meraviglioso qua.”

“Hai detto che un’assicella non è inchiodata?”

“L’ho detto, l’ho detto,” disse l’oca.

Nasse andò a vedere ed era vero, un’assicella non era inchiodata. Abbassò la testa, chiuse gli occhi e spinse con forza. L’asse cadde rumorosamente a terra. Improvvisamente Nasse saltò fuori e si ritrovò sull’erba verde ed alta del prato. L’oca starnazzò dicendo:
“Come ti senti adesso che sei libero, sei libero?
”Mi piace,” voglio dire “forse mi piace.”
In realtà Nasse si sentiva a disagio oltre la staccionata, senza barriere tra lui e il resto del mondo.

“E adesso dove devo andare?”

“Dove vuoi, dove vuoi,” disse l’oca.“Vai giù nel frutteto, scava un buco! Vai nell’orto a mangiare le carote, le carote! Sradica quello che vuoi! Mangia quello che vuoi! Rotolati nell’erba! Salta, balla! Vai a camminare nel bosco! Sguazza nel fango dello stagno! Il mondo è meraviglioso, ci sono così tante cose da fare e tu sei giovane.”

“E’ vero ,” rispose Nasse. Fece un salto, si rotolò nell’erba, corse fino al melo, si fermò, si guardò intorno, annusò gli odori del pomeriggio, e poi si incamminò attraverso il frutteto.

“Ad un certo punto cominciò a scavare. Si sentiva felice.
Riuscì a scavare per un bel po’ prima che qualcuno lo notasse.

La signora Olga fu la prima a vederlo. Lo vide dalla finestra dalla cucina, e immediatamente chiamò il marito.

“Oscar!” gridò. “Il maiale è uscito! E’ laggiù nel frutteto.”

“Adesso cominciano i guai,” pensò Nasse.

L’oca, che aveva osservato la scena, iniziò a starnazzare.
“Corri! Corri! Corri! Verso i boschi, verso i boschi. Non ti prenderanno mai, mai, nei boschi.” Strillò.

Il cane pastore tedesco, attirato dal trambusto, cominciò a correre dietro al porcellino. Il signor Oscar uscì dal magazzino dove stava aggiustando un attrezzo. Baldassarre, il suo aiutante, uscì dall’orto dove stava togliendo le erbacce. Tutti corsero verso Nasse, e Nasse non sapeva cosa fare. I boschi sembravano molto distanti e poi lui non c’era mai stato, nei boschi. Chissà se gli sarebbero piaciuti.

Nasse non sapeva cosa fare o da che parte andare. Sembrava che tutti lo rincorressero.
“Se questo è quello che si prova ad essere liberi,” pensò, “preferisco rimanere nel recinto.”

Il grosso cane aveva quasi raggiunto il maialino ed immediatamente dopo c’erano il signor Oscar e Baldassarre con in mano un bastone.

“Questo è terribile,” pensò Nasse. “Perché non viene Anna, dov’è Anna?” e cominciò a piangere.

L’oca prese il comando e cominciò a dare ordini.
“Non rimanere fermo, Nasse! Scappa, scappa!” strillò l’oca. “Corri verso di me, corri a destra e sinistra! Dai che ce la fai!”

Il cane cercò di mordere la gamba di Nasse, che, con uno scatto deciso, riuscì ad evitare i denti aguzzi. Baldassarre cercò di fermarlo senza riuscirci. L’oca distrasse la signora Olga e nella gran confusione Nasse riuscì a scappare.

“Corri giù per la collina!” gli disse la mucca.

“Vieni verso di me!” strillò la capra.

“Corri su per la collina” suggerì la pecora.

“Corri a zigzag, zigzag!” urlò l’oca.

“Salta, salta e rotola!” gli ordinò il gallo.

“Attenzione al cane!” gli dissero i colombi.
“Ascoltami, ascoltami!” urlò di nuovo l’oca.

Il povero Nasse era spaventato e senza fiato. Non gli piaceva essere al centro di tutto quel parapiglia. Cercò di seguire le istruzioni che i suoi amici gli davano, ma non riusciva a fare tutto, non poteva andare su per la collina e verso il bosco allo stesso tempo, e poi, così spaventato, piangeva e non riusciva neanche a vedere quello che succedeva intorno a lui. Dopo tutto Nasse era un maialino molto giovane, poco più di un neonato. Avrebbe voluto che Anna fosse lì, lo prendesse in braccio e lo coccolasse. Quando si girò e vide il Signor Oscar dietro di lui con un secchio di avanzi, tirò un respiro di sollievo. Alzò il naso e annusò. L’odorino era delizioso - latte caldo, bucce di patate, avanzi di spaghetti, una mezza mela marcia, nessun maiale avrebbe potuto resistere.

“Vieni maialino, vieni maialino” disse il signor Oscar mostrando il secchio “Vieni maialino.”

Nasse fece un passo verso il secchio.

“No, no, no, no!” disse l’oca. “E’ il vecchio trucco del secchio, Nasse, non farti fregare, non farti fregare, ti sta ingannando! Non ascoltare il tuo appetito o perderai la tua libertà, perderai la tua libertà.”

Nasse era frastornato. Il profumo del cibo era delizioso, aveva l’acquolina in bocca. Fece un altro passo verso il secchio…

DOMANDE

1. Nasse, il maialino, esprime dei sentimenti contraddittori nei confronti della sua libertà. Quali sono questi sentimenti?




2 a) In che modo la paura di Nasse nei confronti del mondo oltre la staccionata può essere paragonata alla nostra paura nei confronti di ciò che non conosciamo?




b) Quali sono le cose che i giovani della tua età temono?




c) E’ possibile che una cosa bella possa essere sbagliata se fatta troppo presto, prima che sia il momento opportuno? Perché?




3. Perché Nasse ha rinunciato alla sua libertà? In che modo le persone a volte rinunciano alla loro libertà di prendere delle decisioni?







4. Molte persone pensano che la vita sia soltanto qualcosa che ci succede, che noi siamo vittime o beneficiari del fato (persone che ricevono qualcosa senza lavorare, per caso, o per la generosità di qualcuno).

Questo modo di pensare le porta a non prendersi la responsabilità delle loro azioni o scelte. Siccome pensano che la vita è qualcosa che “ci succede”, perché fare delle buone scelte? Divertirsi adesso è preferibile a prepararsi per il futuro: seguire quello che fanno gli altri, invece di fare ciò che sappiamo essere la cosa giusta. I ragazzi che cercano di riuscire negli studi sono spesso presi in giro. In che modo l’accettazione della “mentalità del branco” limita la libertà dei giovani?










5. Alcune persone pensano che “tanto moriremo tutti” e usano questo approccio per giustificare modi di vita auto-lesionistici, come l’abuso di alcol e di droga, la sessualità precoce, la violenza ecc. Cosa potresti dire a una persona che ha queste tendenze? E’ possibile con tali attitudini diventare “le vittime del proprio crimine”?








6. I ragazzi spesso pensano che la vita sia solamente una grande quantità di “doveri”. Devo andare a scuola, devo fare i compiti, devo essere gentile ecc. Anche gli adulti a volte dicono che devono lavorare, devono alzarsi presto, devono pulire la casa, ecc. In questo modo affermiamo che non abbiamo scelto liberamente queste azioni e le facciamo con riluttanza e senza entusiasmo. Eppure, la verità è che tutto ciò che tu o io facciamo è per libera scelta, che lo ammettiamo a noi stessi o meno. Condividi questa opinione? Perché?





















Nota conclusiva:

LA LIBERTA’ DI SCEGLIERE E’ PARTE DELL’ESSERE UMANI, MA MOLTE PERSONE RINUCIANO ALLA LORO LIBERTA’ PER MOTIVI FRIVOLI O SOLAMENTE PER ESSERE COME GLI ALTRI.



SESTA LEZIONE -


MODO DI PORSI +ABITUDINI +CARATTERE=DESTINO




LETTURA

Winston era una persona veramente ottimista. Pensava e si esprimeva sempre in modo positivo. Se qualcuno gli chiedeva come stava lui rispondeva: “Non potrei stare meglio”.

Era un manager molto particolare perché diversi dei suoi camerieri lo seguivano in ogni ristorante dove lui lavorasse. Il motivo per cui i camerieri volevano lavorare con Winston era il suo modo di porsi di fronte agli eventi. Sapeva motivare le persone. Se uno dei suoi dipendenti aveva una giornata difficile, Winston gli era vicino e lo incoraggiava a guardare alla parte positiva della situazione.

Osservando il suo comportamento mi incuriosii e gli chiesi:
“Non capisco! Non puoi vedere tutto positivo sempre, come fai?”

Winston rispose:
“Ogni mattina, quando mi sveglio, dico a me stesso: Winston, hai due possibilità oggi. Puoi scegliere di essere di buon umore o di essere di cattivo umore. Io scelgo di essere di buon umore. Ogni volta che succede qualcosa di spiacevole, io posso scegliere di essere una vittima oppure posso scegliere di imparare da questa esperienza. Io scelgo di imparare. Ogni volta che qualcuno viene da me per lamentarsi, io posso scegliere di accettare le sue lamentele oppure posso aiutarlo a vedere il lato positivo. Io scelgo il lato positivo della vita.”

“Sì, hai ragione. Ma non è così facile.” replicai.

“Invece lo è!” disse Winston.
“La vita è fatta di scelte. Quando elimini tutti i fronzoli, ogni situazione è una scelta. Tu scegli come reagire alla situazione. Tu scegli come le persone potranno influenzare il tuo umore. Scegli se essere di buon umore o di cattivo umore. In ultima analisi: scegli tu come vivere la tua vita.”

Quello che Winston disse mi fece riflettere.

Poco tempo dopo iniziai una attività indipendente in un’altra città e persi i contatti con Winston. Spesso pensavo a lui quando dovevo prendere una decisione.

Diversi anni dopo, un nostro amico comune mi riferì che tre uomini armati erano entrati nel ristorante di Winston e gli avevano ordinato di aprire la cassaforte. Componendo la combinazione, la mano gli scivolò. I rapinatori presi dal panico gli spararono.
Fortunatamente Winston fu soccorso tempestivamente e portato in ospedale. Dopo 18 ore di intervento e settimane di cura intensiva, fu dimesso dall’ospedale, con frammenti di proiettile ancora in corpo.

Andai a trovare Winston sei mesi dopo l’incidente. Quando gli chiesi come stava mi disse:
“Mai stato meglio. Vuoi vedere le mie cicatrici?”

Mentre osservavo le sue cicatrici, gli chiesi che cosa gli era passato per la mente mentre i malviventi lo minacciavano con le pistole.
“La prima cosa che mi venne in mente fu che avrei dovuto chiudere la porta sul retro.” mi disse.
“Poi, quando mi spararono e caddi a terra, ricordo che pensai di avere due possibilità: potevo scegliere di vivere, o scegliere di morire. Io scelsi di vivere.”

“Non avevi paura? Hai perso conoscenza?” gli chiesi.

Winston continuò: “I paramedici erano molto preparati. Continuavano a ripetermi che sarebbe andato tutto bene. Quando, però, raggiunsi la sala operatoria e vidi le espressioni sui visi dei chirurghi e degli infermieri, rimasi inorridito. Nei loro occhi lessi: Questo è un uomo morto. A quel punto dovevo intervenire”

“Cosa hai fatto?” gli chiesi.

“Beh, c’era un’infermiera corpulenta che mi faceva delle domande a voce molto alta,” disse Winston. “Mi chiese se avevo delle allergie particolari.
Sì, risposi, richiamando l’attenzione di tutti. Respirai profondamente e gridai: le pallottole!
Mentre ridevano dissi loro:
Scelgo di vivere. Operatemi come se fossi vivo, non morto.”

Winston sopravvisse grazie alla bravura dei suoi dottori, ma anche grazie al suo modo di porsi e alla sua grinta.

Io ho imparato da lui che ogni giorno devo vivere la vita nella sua pienezza.

L’approccio verso le cose è tutto.



DOMANDE

1. Pensi che le parole che Winston rivolse ai dottori e agli infermieri che lo stavano operando siano servite?








2. Winston afferma: “Ogni mattina, quando mi sveglio, dico a me stesso: ‘Winston, oggi hai due possibilità. Puoi scegliere di essere di buon umore o puoi scegliere di essere di cattivo umore. Io scelgo di essere di buon umore. Ogni volta che qualcosa di negativo mi succede, io posso scegliere di essere una vittima o di imparare da quella situazione.”
Tu che cosa ne pensi?


DISCUSSIONE

Ricordi la discussione nel quarto capitolo riguardante i 26 anni di prigionia di Nelson Mandela?
Hai presente il modo in cui scelse di reagire alle violenze dei suoi carcerieri con rispetto e come questo cambiò il comportamento dei carcerieri nei suoi confronti?

Ci sono altri esempi di persone ingiustamente imprigionate e maltrattate per le loro azioni giuste.

Alcuni fra questi sono Martin Luther King e Rosa Park, e altri che hanno lavorato per i diritti civili dei neri negli Stati Uniti.

Alexander Solchenitsyn che fece opposizione alla dittatura comunista nella ex Unione Sovietica.

Viktor Frankl che fu imprigionato in un campo di concentramento (dove milioni di uomini e donne ebrei e di altre nazionalità furono uccisi o morirono di stenti).

Il governo nazista privò Viktor Frankl di tutto: la moglie, i figli, la casa, la pratica medica e tutti i suoi averi. Viktor fu testimone dell’omicidio di molti suoi amici nel campo di concentramento, alcuni si suicidarono o persero completamente il desiderio di vivere e morirono.

Egli scrisse più tardi che, durante quel periodo così sofferto, quello che lo affliggeva di più era constatare che i suoi compagni di sventura decidevano che non c’era più nulla per cui vivere e, quindi, rinunciavano alla vita.

Lui cercava disperatamente di trovare qualcosa che i nazisti non potessero portargli via, qualcosa che potesse dargli la volontà di vivere. Decise che c’era una cosa che nessuno avrebbe potuto portargli via: la capacità di scegliere il miglior approccio possibile alle cose.

Definì questa capacità come l’ultima libertà dell’uomo. Anche in un campo di concentramento c’erano sempre delle scelte da fare:
“Ogni ora offriva l’opportunità di prendere una decisione. La decisione di non sottomettersi a quei poteri che minacciavano di derubarti della tua dignità e della tua libertà interiore.“

Frankl scrisse: “Noi possiamo diventare le vittime della nostra situazione o dominare le situazioni”.
Noi possiamo rinunciare alla nostra libertà e ai nostri valori più profondi e permettere alle situazioni di controllarci, oppure possiamo scegliere il nostro comportamento e controllare le situazioni.

La chiave è sapere che quello che noi diventiamo è il risultato di una decisione interiore, non quello che dicono o che fanno gli altri.



















Il suo concetto è molto importante: gli altri possono farci del male in vari modi, distruggere o privarci delle nostre cose materiali, delle persone che amiamo o persino della nostra vita, ma le cose che gli altri non possono portarci via sono i nostri pensieri e la nostra volontà.

Eppure la triste realtà è che, nonostante nessuno possa distruggere l’ultima e la più importante di tutte le libertà, la libertà di pensiero e coscienza, le persone spesso rinunciano ad essa volontariamente!

Per esempio, lo facciamo dando la colpa agli altri per i nostri problemi, rinunciando in questo modo alla possibilità di prendere una decisione, e lasciamo decidere gli altri. Quando diamo la colpa ad altre persone per i nostri problemi, abbiamo cominciato ad accettare l’idea che noi siamo soltanto vittime passive, invece di scegliere come reagire alle azioni degli altri, buone o cattive che siano.

Gli esseri umani non sono animali le cui reazioni sono istintive. Gli esseri umani hanno la possibilità di auto-controllarsi.

Per noi, tra lo stimolo e la reazione, c’è uno spazio che rappresenta la nostra libertà e la possibilità di scegliere la reazione. La libertà di scegliere la risposta include fattori come l’auto-controllo, l’immaginazione, la coscienza, la volontà.

Noi esseri umani siamo in grado di osservare la nostra vita. Possiamo valutare i nostri pensieri. Possiamo decidere di fare dei cambiamenti e dei miglioramenti. Possiamo avere coscienza, un senso etico o “una voce interiore” che ci dice quando stiamo “partendo per la tangente”, quando stiamo trasgredendo ai nostri valori.

Tutti gli esseri umani hanno immaginazione, la capacità di immaginare qualcosa di completamente diverso dalle proprie esperienze passate.

Di fronte alle tragedie e alla disperazione, noi siamo in grado di immaginare la bellezza e la speranza.

In contrapposizione all’egoismo ed alla limitatezza mentale, possiamo immaginare la generosità e l’amore.

Infine, ognuno di noi ha la volontà, la possibilità di fare. Possiamo decidere di rinunciare ai vecchi modi di pensare e alle vecchie abitudini e sceglierne dei nuovi.

Con il coraggio che possediamo attraverso la nostra volontà, noi non siamo condannati a ripetere gli errori del passato.

Una recente ricerca condotta da studiosi alla Harvard University sostiene che il nostro modo di porsi di fronte agli eventi è molto più importante, nel raggiungere i nostri obiettivi, dell’intelligenza, dell’educazione, del talento o della fortuna.

Questo approccio è il modo in cui pensiamo, la nostra struttura mentale e ciò che entra dentro di noi – i nostri pensieri e sentimenti nei riguardi di noi stessi, degli altri, delle circostanze e della vita in generale - è simile all’umore che normalmente abbiamo, a volte chiamato “predisposizione”. Inoltre, è anche ciò che in genere ci aspettiamo che succeda.

I ricercatori hanno concluso che fino a un 85% il successo nella vita è dovuto all’approccio, mentre il restante 15 % è dovuto alle nostre capacità. Certamente il giusto approccio porta alle buone abitudini di lavorare seriamente, di fare del proprio meglio e perseverare.

L’importanza di avere e di sviluppare buone abitudini può essere constatata guardando la vita di campioni olimpionici o grandi atleti. Tu potresti pensare che i grandi atleti siano semplicemente nati con il talento necessario per diventare campioni, ma questo non è vero.

L’ambizione di Michael Jordan durante le scuole superiori a Wilmington, North Carolina, era di fare parte della squadra di palla canestro della sua città. Il suo allenatore non glielo permise. Michael avrebbe potuto arrabbiarsi e accusare il suo allenatore e il mondo per questa sconfitta, ma non lo fece.

Michael Jordan accettò la sfida. Suo padre gli disse:“Se vuoi che qualcosa avvenga devi impegnarti per realizzarla, non aspettare che succeda da sola, ma lavorare attivamente per raggiungere ciò che desideri.”


Durante le vacanze estive del 1979, Michael Jordan diventò un fanatico della palestra, facendo esercizi e ripetendo gli stessi movimenti per ore ed ore ogni giorno. Decise di sacrificare tutto il suo tempo libero per allenarsi, ma fece anche delle scelte sbagliate marinando la scuola. In seguito a una sospensione, suo padre gli parlò seriamente e lo aiutò a capire che la scuola era importante per il suo futuro. Michael imparò a gestire il suo tempo in modo migliore tra scuola e sport e in quell’anno entrò a fare parte della squadra ufficiale della sua città.


Nello sport si deve fare molta pratica e ripetere gli stessi movimenti e azioni per giorni e giorni, in modo che diventino automatici e si possano eseguire con facilità. La pratica può essere ripetitiva, noiosa e spossante, ma questo è ciò che è necessario per raggiungere l’obiettivo.


Lo stesso principio è ancora più vero quando si applica per sviluppare le buone abitudini. La maggior parte delle abitudini iniziano senza pensarci molto, come un filo quasi invisibile. Attraverso la ripetizione quel sottile filo si ingrandisce diventando uno spago, un cordino e infine una corda. Diventa sempre più robusto. La corda diventa una catena e poi un possente cavo.

“Noi creiamo le nostre abitudini, e poi le nostre abitudini creano noi.”

Evita di creare delle cattive abitudini che saranno difficili da eliminare, altrimenti i loro effetti negativi diventeranno come una corda intorno al collo invece di una catena per arrivare alla tua stella.

Fai attenzione al modo in cui pensi, parli e ti comporti.


Dice un saggio:

“Se semini un’azione raccogli un’abitudine;
se semini un’abitudine raccogli un carattere;
se semini un carattere raccogli un destino.”


Tu puoi ritenere di essere troppo vecchio per le favole, ma pensa alla storia di Biancaneve e dei sette nani.
Ogni nano è molto diverso;

Brontolo è sempre arrabbiato,
Pisolo è paziente,
Dotto è intelligente,
Cucciolo è un sempliciotto.
Mammolo è affettuoso,
Eolo è delicato di salute,
Gongolo è felice.

Ma hanno molto in comune. Sono tutti lavoratori, affidabili, leali, tolleranti e coraggiosi. Lavorano insieme e lottano insieme per proteggere la nuova amica che è in pericolo.




LA STORIA DEI DUE GEMELLI CON ATTITUDINI OPPOSTE.

C’erano una volta due gemelli di 5 anni, Mimmo e Pippo, che affrontavano la vita in modo completamente diverso.
Un giorno Mimmo fu portato in una stanza piena zeppa di giocattoli di tutti i tipi: biciclette, palle, costruzioni e tanti, tanti altri. Lui cominciò a lamentarsi perché nella stanza, tra tutti quei giocattoli, era impossibile trovare il suo preferito, e cominciò a piangere.

Pippo fu portato in un locale pieno di letame, ma invece di reagire negativamente, prese una pala e cominciò a scavare nel letame dicendo: “Con tutto questo letame ci deve essere un cavallino da qualche parte”.














Nota conclusiva:

LA TUA ATTITUDINE DETERMINA LA TUA ALTITUDINE.

DOMANDE

1. Hai mai conosciuto qualcuno con l’attitudine di Mimmo, che vede sempre la parte negativa delle cose?

In che modo l’approccio negativo influisce o limita le nostre scelte e le nostre possibilità?








2. Hai mai conosciuto qualcuno come Pippo, sempre pieno di speranza?
Descrivilo. In che modo l’approccio positivo influisce sulle nostre scelte e possibilità?









3. Hai mai vissuto l’esperienza di cambiare il tuo approccio nei confronti di una situazione o di una persona? Che cosa è successo e che cosa hai imparato da questa esperienza?






4. Ti è mai successo di osservare qualcuno (te stesso o un altro) che si sentiva “incastrato” e pensava di non uscire più da una situazione? Descrivi. Quale predisposizione d’animo o azione lo avrebbe aiutato?















5. Che tipo di modo di porsi, abitudini o carattere ammiri?
Quali cerchi di sviluppare nella tua vita?














6. Test del “Vero te stesso”.

Questo esercizio ti aiuterà a capire se tu eserciti l’autocontrollo o se hai la tendenza ad essere influenzato da forze esteriori. Indica con una crocetta.


a) Spesso mi sento incapace di trattare i problemi della vita.
o- condivido pienamente
o- condivido
o- non condivido
o- fortemente contrario

b) Ho poco controllo sulle cose che mi succedono.
o- condivido pienamente
o- condivido
o- non condivido
o- fortemente contrario

c) Non ci sono assolutamente modi di risolvere alcuni dei problemi che ho.
o- condivido pienamente
o- condivido
o- non condivido
o- fortemente contrario

d)Posso realizzare tutto quello che decido di realizzare.
o- condivido pienamente
o- condivido
o- non condivido
o- fortemente contrario

e) A volte mi sento sfruttato e manipolato.
o- condivido pienamente
o- condivido
o- non condivido
o- fortemente contrario

f) Posso fare ben poco per cambiare molte cose importanti nella vita.
o- condivido pienamente
o- condivido
o- non condivido
o- fortemente contrario






Le domande precedenti sono impostate in modo da misurare il tuo senso di controllo sulla tua vita.

Se sei in accordo con il punto d e in disaccordo con gli altri, significa che hai un forte senso di autocontrollo e ti senti responsabile per ciò che succede nella tua vita.

Se al contrario non condividi il punto d e condividi gli altri punti, significa che credi che ciò che ti succede sia determinato dal caso e che tu non ne sia responsabile.


7. REAGIRE O SCEGLIERE COME REAGIRE?

REAGIRE

Sentimento/Desiderio >> Reazione >>


Conseguenze* (scrivile su un foglio)



Arrabbiarsi con un amico >> Bisticciare >> *

Fare come “gli altri” a una festa >> Ubriacarsi >> *

Non voler studiare per un esame >> Guardare la televisione >> *

Non avere voglia di andare agli allenamenti sportivi >> Non andare>> *
Attrazione sessuale >> Fare sesso >> *


SCEGLI LE TUE REAZIONI

Sentimento/Desiderio >> Reazione oppure >>

Scegliere la propria reazione * ( scrivile su un foglio)



Arrabbiarsi con un amico >> Bisticciare >> *

Fare come “gli altri” a una festa >> Ubriacarsi >> *

Non voler studiare per un esame >> Guardare la televisione>> *

Non avere voglia di andare agli allenamenti sportivi >> Non andare>> *

Attrazione sessuale >> Fare sesso >> *



SETTIMA LEZIONE -


COME AFFRONTARE LA RABBIA
ED ALTRE EMOZIONI





Come enfatizzato dalla Dottoressa Lori Gordon, redattrice del programma di educazione ai rapporti chiamato “PAIRS”, molte persone cercano di nascondere i loro sentimenti, ma così facendo mettono un coperchio a un vulcano, che a volte esplode!


Sotto l’apparente facciata di indifferenza che vorrebbe esprimere “menefreghismo” e la maschera del “va tutto bene”, giacciono diversi strati di emozioni. Verso il cratere ci sono sentimenti di rabbia, paura e dolore. Sono quelli che esprimiamo per primi quando ci arrabbiamo. Dobbiamo attraversare questi strati prima di raggiungere i sentimenti più positivi quali il sollievo, il piacere, la fiducia e l’amore.

MENEFREGHISMO

VA TUTTO BENE!

INDIFFERENZA

RABBIA

DOLORE

PAURA

SOLLIEVO E PIACERE

FIDUCIA E AMORE







Soltanto quando abbiamo superato la rabbia, la paura e il dolore e li abbiamo eliminati dal nostro contenitore emotivo, avremo abbastanza spazio nel contenitore per introdurre il sollievo, il piacere, la fiducia e l’amore (riferimento allo schema precedente).

Ignorare i nostri sentimenti di rabbia, paura e dolore non li allontanerà di certo. Prima o poi causeranno un’eruzione che può distruggere un rapporto, oppure addirittura farci ammalare se cerchiamo di reprimerli. Dobbiamo trovare una soluzione positiva ed efficace. Come possiamo affrontare i nostri sentimenti di rabbia, paura e dolore nel modo meno distruttivo possibile per poter raggiungere i sentimenti di sollievo, fiducia, piacere e amore?

Secondo la Dottoressa Gordon, il modo migliore è imparare a comunicare la nostra rabbia, paura e dolore mantenendoli sotto controllo. Così facendo, rilasciamo il vapore dal vulcano lentamente, in modo da prevenire un’eruzione improvvisa.

Infatti, esprimere disappunto e rabbia verso un’altra persona può essere positivo se questo ci rende consapevoli di un problema reale che abbiamo con quella persona. Esprimendo la nostra rabbia in modo costruttivo, possiamo richiamare l’attenzione della persona e sollecitarla a collaborare con noi alla soluzione del problema.

Se la rabbia può essere negativa o positiva, come possiamo imparare ad imbrigliare la sua energia invece di lasciarla esplodere? Prima di tutto, dice la Dottoressa Gordon, dobbiamo conoscere i modi distruttivi con cui ci relazioniamo, i modi sbagliati che peggiorano soltanto le cose. Questo modo distruttivo di contrapporsi può essere chiamato “scontro sporco”.

LO “SCONTRO SPORCO” INCLUDE:

1.“False presunzioni”, quando una persona suppone di sapere quello che un altro sta pensando (invece di chiedergli quello che veramente pensa o intende dire con le sue azioni o parole).

2. Rivangare dal passato offese o malintesi invece di concentrarsi sul problema in questione.

3. Non permettere all’altra persona di esprimersi interrompendo la comunicazione; in questo modo nessuno si sente “ascoltato”, la comunicazione non può verificarsi e degenera in accuse (“tu fai sempre questo o quello” “tu non cambierai mai”).

4. Insultare (“sei un bugiardo”).

5. Essere prepotenti (“stai zitto!”).

6. Incolpare (“E’ colpa tua!”).

7. Accusare (“L’hai fatto apposta per farmi stare male”).

8. Ridicolizzare, sminuire l’altra persona (“Ho perso completamente la fiducia in te”, “sei un verme”).

9. Ripetere con insistenza le stesse cose.

10. Essere sarcastici (Fare un falso complimento con ironia).

11. Minacciare.

12. Esagerare (“tu fai sempre così”).

13. Chiudersi nel mutismo esasperato, rifiutare l’ascolto.


DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1) Pensa agli ultimi battibecchi che hai avuto.
Hai usato alcuni dei modi citati come “scontro sporco” (o altri modi non citati?)
Se sì quali di questi?
Quale è stata la reazione dell’altra persona?



2) Negli ultimi litigi (verbali) che hai avuto, l’altra persona ha usato alcuni dei modi chiamati “scontro sporco” nei tuoi confronti?
Come hai reagito?
Quali ti hanno dato più fastidio e perché?


GESTIRE LE EMOZIONI


Provare rabbia, ira o depressione non è soltanto una questione di comunicazione con gli altri. Più profondamente, tali sentimenti attengono al nostro rapporto con noi stessi.



Un programma sviluppato dal terapeuta Steve Stosny, ha dato degli ottimi risultati nel superamento dell’ira e del comportamento violento che essa produce.


Steve Stosny sostiene che l’affetto può essere più forte dell’ira. Egli chiede alle persone di immaginare la cosa peggiore che hanno detto o fatto a una persona cara e poi di immaginare che uno sconosciuto si comporti allo stesso modo con il partner. Il terapeuta chiede: “Che cosa faresti? La maggior parte di noi ha un istinto di protezione verso la persona cara. Questa è la nostra natura più profonda, il nostro valore centrale. L’affetto ferma l’abuso.”


Stosny dice che, quando le persone non fanno più riferimento ai loro valori più profondi, provano vergogna e cercano di controllare o fare del male alle persone che amano. Lui insegna che, imparando e praticando questo sistema, si può risolvere la rabbia e la depressione:


Prima chiede ai soggetti, quando sentono la rabbia aumentare, di immaginare un’insegna al neon intermittente, che riporta la parola ”HEALS” (guarisce), e di cominciare a riflettere sul significato di ogni lettera.




Se considerata come acronimo, le lettere che compongono “HEALS” possono essere le iniziali delle seguenti parole:

H=”Healing” = Guarire

E= “Explain to yourself” = Spiega a te stesso. La parte più profonda di te è stata colpita. Sotto la rabbia forse ti senti sminuito, insultato, colpevole e impossibile da amare.

A= ”Access your core values” = Fai riferimento ai tuoi valori fondamentali. La parte più profonda di te è il tuo valore di essere umano.

L= “Love yourself” = Ama te stesso. La strategia è di provare affetto prima nei tuoi confronti e poi per la persona che ti ha offeso.

S= “Solve the problem” = Risolvi il problema.



Il Dr. Stosny dice che, se sua moglie lo insulta in qualche modo, lui si immagina l’insegna intermittente “HEALS”. Come prima reazione si sente poco amato. “E’ impossibile amare una persona come me. Ma è vero questo? No, forse ho solo fatto un errore. Io lo so che questo non significa che sono una persona impossibile da amare. Con questo presupposto posso sentire empatia per mia moglie e capire che è la sua parte più profonda che soffre. Forse mi ha detto che sono un idiota, non perché lo sono veramente, io so di non essere un idiota, ma perché nella parte più profonda di lei c’è del dolore che viene manifestato esternamente con una reazione emotiva, con una parolaccia, ma che in realtà è causato dal profondo. Quando capisco questo, provo affetto per mia moglie e non posso arrabbiarmi con lei, e neanche stare male per quello che mi ha detto.”

Così, quando siamo arrabbiati con qualcuno, proviamo ad andare più in profondità per capire quali altri sentimenti ci sono sotto, forse la mancanza di affetto o la poca considerazione di noi stessi. Rendiamoci conto del nostro valore, trattiamo noi stessi con affetto e trattiamo l’altra persona con lo stesso affetto perché anche lei probabilmente ha le stesse debolezze. Perdonando noi stessi e gli altri, diventeremo meno arrabbiati, staremo meno male di prima e potremo trovare una soluzione con più serenità.

Teniamo presente che, se abbiamo esplosioni di rabbia causate da un passato molto difficile che non riusciamo a controllare, dobbiamo chiedere aiuto a un esperto. In secondo luogo, se una persona è cresciuta in una famiglia con molti conflitti, spesso cerca in ogni modo di evitare lo scontro. Dopo aver visto le persone amate litigare oppure separarsi, spesso si ha la tendenza ad evitare i conflitti. Ma rimuovere sentimenti o pensieri scomodi può essere molto dannoso.
Les e Leslie Parrott affermano:

“Vivere disaccordi o conflitti di tanto in tanto non significa essere destinati a rapporti difficili. E’ il contrario. I conflitti, quando vengono affrontati apertamente e risolti con chiarimenti, rendono più profondo il rapporto tra le persone. Non cerchiamo di evitare i conflitti, ma affrontiamoli con sincerità e chiarezza“.

RISCHI E DECISIONI

La maggior parte dei giovani, e degli adulti, sa che non si dovrebbero avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio o eccedere con i superalcolici e fare uso di droghe, ma le persone fanno cose pur sapendole sbagliate o pericolose: quando si sentono “giù” o insoddisfatte spesso “rischiano” con materiale pornografico, facendo sesso, usando droga per “stare meglio”, per eludere il loro malessere. Queste cose creano soltanto l’illusione di stare bene, “danno sollievo” per poco tempo e, siccome il corpo si abitua a questi stimolanti, bisogna assumerne sempre più frequentemente.

Non dovremmo colmare l’ansia, l’insoddisfazione, la solitudine, il dolore attraverso mezzi distruttivi, bensì con la comprensione e l’affetto nei confronti di noi stessi e degli altri. Con la consapevolezza della nostra parte più profonda, i nostri valori più profondi, diminuiremo le possibilità di comportarci in modi auto-lesionistici. Di conseguenza potremo fare ciò che sappiamo essere giusto.



Nota conclusiva:

IN TUTTI I RAPPORTI PRIMA O POI CI SONO DEI CONFLITTI, MA SPESSO LA LORO CAUSA E’ DENTRO NOI STESSI. DOBBIAMO RISOLVERE I NOSTRI CONFLITTI INTERIORI INVECE DI REAGIRE D’ISTINTO.

DOMANDE

1) Le azioni causate da manifestazioni di rabbia incontrollata provocano rammarico?




2) Cosa vuol dire sentire empatia per te stesso?
E per qualcun altro?



SCONTRI GIUSTI
Le persone per le quali proviamo più affetto sono quelle che ci possono dare le gioie più grandi e allo stesso tempo i dispiaceri più grandi. La ragione di questo è dovuta al fatto che noi condividiamo la maggior parte del nostro tempo con loro e ciò che loro pensano, dicono o fanno è molto più importante di ciò che uno sconosciuto o una persona che non conosciamo bene potrebbe dire o pensare di noi.

I disaccordi sono inevitabili, perché ogni essere umano vede le cose a modo proprio. Sarebbe noioso questo mondo se tutti pensassero esattamente nello stesso modo! Persino le persone che si amano profondamente devono imparare ad accettare le differenze di idee ed esprimerle in modo chiaro e rispettoso. Poco fa abbiamo discusso dello “scontro sporco”. Adesso vogliamo discutere dei modi corretti di esprimere un disappunto o una lamentela e chiameremo questa dinamica: “scontro giusto”.



LO SCONTRO GIUSTO INCLUDE:

1) Chiedi il permesso. Chiedi all’altra persona se puoi parlare di ciò che vi dà fastidio. L’altra persona può dire “sì” oppure “adesso no, ma più tardi” e tu puoi scegliere un altro momento per parlare.

2) Pensa a quello che devi comunicare prima di parlare in modo da non dire qualcosa che non intendi esprimere veramente. Concentrati su una questione che ti dà fastidio e non su tante cose allo stesso tempo. Pensa a comportamenti specifici che ti creano delle difficoltà, come la poca comunicazione, l’abitudine di prendere decisioni senza discuterle insieme ecc. Concentrati sul passato recente, non su problemi di vecchia data. Non esagerare le cose. Perderai credibilità.


3) Esprimi chiaramente ciò che ti dà fastidio. Parla per te stesso invece di accusare l’altra persona, spiega come ti sei sentito e ciò che hai pensato quando il partner si è comportato in un certo modo. Per esempio: “Ci sono stato male quando hai continuato a parlare con un’altra persona alla festa invece di parlare con me. Ho avuto la sensazione che tu mi ignorassi! Pensavo che a te non importasse più niente di me!”

4) Permetti a chi ti ascolta di parafrasare, di dire con parole sue quello che tu hai espresso! Questo dà la possibilità di assicurarti che le tue parole sono state capite chiaramente. Se il tuo interlocutore comincia ad essere in disaccordo con quello che dici, permettigli di parlare non appena hai finito di esprimerti. Se c’è qualcosa che lui non ha capito, chiarisci quello che vuoi dire e chiedigli di parafrasare. Molte reazioni negative, quando si comunica, derivano dalla frustrazione di non essere capiti. Forse non otterrai ciò che vuoi, ma almeno potrai essere ascoltato e compreso!

5) Dì ciò che vuoi! A volte pensiamo che una persona che ci ama veramente debba sapere ciò che vogliamo senza che noi lo esprimiamo, ed il fatto che noi dobbiamo spiegarlo significa che quella persona non ci ama veramente. La verità è che nessuno si può aspettare di essere compreso completamente se non esprime chiaramente quello che vuole. Le cose che gratificano una persona possono essere poco gratificanti per un’altra. Quello che può sembrare ovvio per una persona, potrebbe non essere ovvio affatto per un’altra. Spiega all’altra persona quello che vuoi in modo calmo e rispettoso. Spesso si enfatizza quello che non si vuole! Si dice: “Non fare questo, o non fare quello” invece di sottolineare il comportamento positivo che si desidera. Non insistere troppo. Esprimi la tua richiesta in un modo positivo, senza risentimento, semplicemente e chiaramente. Ti sorprenderà constatare che la possibilità di ottenere una risposta positiva è molto più grande di quando insisti troppo, ti disperi o rimani in silenzio.

6) Fermati e permetti a chi ti ascolta di parafrasare, e di dire con parole proprie quello che tu hai richiesto.



7) Esprimi gratitudine per essere stato ascoltato con frasi quali: “Grazie per avermi ascoltato!”

8) Dai la possibilità di rispondere. Permetti all’altra persona di dire se è disposta ad accettare la tua richiesta, o ad accettarla con alcuni cambiamenti.

9) Raggiungi un’intesa. Concludi, ribadendo l’intesa finale, quello che tu farai e quello che lui o lei farà. Scrivilo in modo che entrambi lo possiate ricordare. Infine decidete di dedicarvi un po’ di tempo, una o due settimane dopo, per discutere come stanno procedendo le cose.



REGOLE PER CHI ASCOLTA:

1) Parafrasare quello che dice il tuo interlocutore.

2) Non cercare di interrompere o di difendere te stesso.

3) Concentrati su ciò che chi parla sta dicendo.

ATTIVITÀ

A gruppi di due, immaginate di essere una coppia che è in disaccordo.

Prima inscenate la situazione del “lottare sporco” ed in seguito quella dello “scontro giusto”.



Nota conclusiva:

IL MODO IN CUI ABBIAMO A CHE FARE CON IL DISACCORDO E’ SPESSO PIU’ IMPORTANTE DELLA CAUSA DEL DISACCORDO STESSO.
TERZA PARTE


RELAZIONI INTERPERSONALI



In questa terza sezione noi discuteremo come, sulla fondazione dell’autocontrollo, si possono stabilire rapporti positivi e duraturi. Esamineremo la “sessualità a cinque stelle”, la necessità di chiarire dei miti, i quattro stadi dell’intimità, e come le persone spesso li confondono. Analizzeremo anche le diverse componenti dell’amore e come le persone spesso sciupino le cose più preziose. Tratteremo le differenze tra uomini e donne, evidenziate dalla scienza moderna e gli esiti di recente ricerche scientifiche inerenti il matrimonio.



OTTAVA LEZIONE –


MASCHIO E FEMMINA



Nella storia dell´umanità il rapporto uomo – donna è sempre stato un´arena di contraddizioni, piacere, dolore, felicità, rammarico, desiderio e repulsione o semplicemente scetticismo.

La simpologia religiosa ci spiega che alle origini l´uomo e la donna erano una sola cosa. Un mito greco, tratto dai dialoghi di Platone, afferma che un tempo esistevano esseri, che erano sia maschi sia femmine, che sfidarono e fecero adirare gli dei. La punizione di Zeus fu dividere questi esseri in due: una parte maschile e una parte femminile. Da allora gli uomini e le donne trascorrono la vita alla ricerca della loro metà. Nella tradizione biblica, come riportato nel libro della Genesi, la prima donna fu creata dalla costola dell´uomo.

In entrambe le storie di creazione, il messaggio è che l´uomo e la donna erano originariamente una cosa sola. Questo spiega la forte attrazione e il profondo desiderio di unione che esiste tra uomo e donna. Il libro della Genesi enfatizza l´esistenza di problemi nella comunicazione e nella sessualità quando Adamo e Eva mangiano il frutto proibito e vengono di conseguenza scacciati dal
”Giardino Terrestre” con le loro nudità coperte.

Nel ventesimo secolo c´è stata la tendenza a credere che esistessero poche diversità fondamentali tra il genere maschile e quello femminile, al di fuori delle ovvie differenze fisiche. Recenti ricerche sul cervello umano stanno evidenziando significative diversità già riscontrabili nel feto. La tecnologia dei sistemi computerizzati di immagini, quali PET (Tomografia ad Emissioni di Positroni) e MRI (Risonanza Magnetica), hanno permesso agli scienziati di individuare le parti attive del cervello. Gli studi effettuati hanno dimostrato che le attività cerebrali delle donne hanno luogo in entrambi gli emisferi dell´encefalo, mentre le stesse attività nell´encefalo dell´uomo hanno luogo in un solo emisfero. Uleriori studi provano le differenze nelle regioni cerebrali attivate da uomini e donne per i procedimenti linguistici.

È risaputo che in genere le bambine parlano di più ed iniziano a parlare prima dei bambini. Le bambine hanno la tendenza ad una socialità più spiccata e sono più consapevoli del loro aspetto fisico. I bambini parlano molto meno delle bambine, in compenso fanno più rumore! Sono anche più portati ad esibire la loro forza e il loro coraggio.

I maschi adulti parlano per comunicare informazioni. Parlano di lavoro, sport, cibo e meno di rapporti interpersonali. Comunicano fatti, non dettagli. Mirano agli obiettivi. Si concentrano sulla soluzione dei problemi e in genere preferiscono non chiedere aiuto e fare da soli. I maschi sono competitivi.

Le femmine, al contrario, parlano per avere informazioni, per stabilire un contatto con le persone, per sviluppare un rapporto. Parlano delle persone più che delle cose. Comunicano sentimenti e dettagli. Hanno più facilità nel chiedere ed accettare aiuto e consiglio. Le donne cooperano fra di loro.
Lilian Glass, autrice di “Lui dice, Lei dice: chiudere il gap di comunicazione tra i sessi “, ha identificato 105 diversità fondamentali nell´impostazione della comunicazione, le quali coinvolgono cinque settori: linguaggio corporale, espressione del viso, impostazione delle frasi e della voce, contenuto e comportamento.

Nel best-seller: “Tu proprio non capisci: Donne e Uomini in Conversazione”, Deborah Tannen descrive le differenze fra il linguaggio degli uomini e delle donne. Gli uomini usano la conversazione per affermare la loro indipendenza. Tra di loro gli uomini si prendono in giro e sfidano il loro orgoglio. Le donne usano la conversazione come “un modo per stabilire un legame e per gestire i rapporti “. Le donne hanno la tendenza a parlare dei loro sentimenti per sentirsi comprese.

Gli uomini, dice Tannen, si sentono a proprio agio con il
“ report talk “ (parlare per fare un resoconto) e le donne con il
“ rapport talk “ (parlare per creare un rapporto). Gli uomini differenziano nettamente il linguaggio astratto da quello categorico. Il linguaggio delle donne spesso esprime sottili riferimenti e ammiccamenti. Gli uomini spesso reagiscono a un problema con soluzioni concrete e suggerimenti; le donne rispondono con comprensione e disponibilità.

Il best-seller internazionale “Gli uomini vengono da Marte, le Donne da Venere “ di John Gray, analizza temi analoghi. Gray immagina che gli uomini e le donne siano razze provenienti da due diversi pianeti. I marziani “uomini” danno importanza al potere, alla competenza, all´efficienza e al raggiungimento degli obiettivi. Lavorano costantemente per dare prova di se stessi e per sviluppare il loro potere e le loro abilità. La propria autostima è definita dalla capacità di ottenere i risultati.

Raggiungere gli obiettivi è molto importante per un “Marziano” perché significa dimostrare la sua capacità e quindi sentirsi gratificato e provare autostima. Perché questo avvenga deve raggiungere l´obiettivo da solo. Se ha veramente bisogno di aiuto si rivolgerà a qualcuno che rispetta, a cui parlerà dei suoi problemi. Un altro “Marziano” si sente onorato dall´opportunità di fare da guida. Si mette in testa il suo cappello da “Rispettato Esperto”, ascolta per un pò, ed in seguito offre alcuni chiari suggerimenti.

Gray dice che questa usanza dei “Marziani” è uno dei motivi per cui gli uomini istintivamente offrono soluzioni quando le donne parlano dei loro problemi. Quando una donna condivide innocentemente un sentimento di rabbia o esplora a voce alta i problemi della sua giornata, un uomo erroneamente presuppone che lei stia cercando il consiglio di un esperto. L´uomo vuole rendersi utile e sente che risolvendo il problema sarà apprezzato e potrà meritarsi l´affetto della donna.

Dopo che il “Marziano” ha offerto la soluzione, in genere la donna continua ad essere arrabbiata e per lui diventa sempre più difficile ascoltarla. La soluzione marziana è stata rifiutata. Il “Marziano” si sente inutile. Lui non sa che su Venere parlare dei problemi non è un invito ad offrire una soluzione.

Le abitanti di Venere hanno valori molto diversi, danno importanza all´amore, alla comunicazione, alla bellezza e ai rapporti. Investono molto del loro tempo ascoltandosi ed aiutandosi a vicenda. Il loro senso d´identità è definito attraverso i loro sentimenti e la qualità dei loro rapporti.

Tutto su Venere riflette questi valori. Invece di costruire autostrade e grattacieli, le Venusiane investono le loro energie vivendo insieme in armonia, coltivando le loro comunità e cooperando con amore. I rapporti sono più importanti del lavoro e della tecnologia. La comunicazione ha la priorità su tutto. Condividere i propri sentimenti personale è molto più importante del raggiungimento di obiettivi e del successo. Parlare e avere rapporti è fonte di grande soddisfazione.

Due ”Marziani” potrebbero andare a pranzo insieme per discutere di un progetto o di un programma di affari: hanno un problema da risolvere. Inoltre i ”Marziani” considerano il mangiare al ristorante un modo efficiente di rapportarsi con il cibo: non è necessario fare la spesa, non si cucina, non si devono lavare i piatti. Per le abitanti di Venere mangiare al ristorante è un´opportunità per coltivare un rapporto, per dare e ricevere affetto. I discorsi delle donne al ristorante possono essere aperti e intimi, quasi come il dialogo tra un terapeuta e il suo paziente.

Le Venusiane sono molto intuitive. Hanno sviluppato questa facoltà attraverso secoli di attenta anticipazione delle necessità altrui. Sono orgogliose della loro sensibilità. Offrire aiuto e assistenza, senza che siano richiesti, è un´espressione di grande amore.

Siccome l´affermare la propria preparazione e professionalità non è molto importante le Venusiane, l´atto di offrire il proprio aiuto non è offensivo, e l´aver bisogno di aiuto non è un segno di debolezza. Un uomo, al contrario, può sentirsi offeso quando una donna offre suggerimenti, perché l´uomo li interpreta come mancanza di fiducia nelle sue abilità decisionali. L´uomo percepisce spesso il consiglio come una critica.

Il malinteso opposto può avvenire quando una donna parla dei suoi problemi con un uomo. Egli pensa che lei stia cercando la “soluzione”. Il Marziano la interrompe per offrire delle chiare proposte di soluzioni, quando tutto ciò che la Vesuviana cerca è qualcuno che la ascolti con interessamento. L´atto stesso di parlare dei suoi problemi porta sollievo ed alleggerisce le sue preoccupazioni ed ansie.

Gray sostiene che molte persone presumono erroneamente che se i loro fidanzati o fidanzate veramente li amassero, reagirebbero e si comporterebbero in modo del tutto confacente alle loro aspettative. Per Gray l´amore significa accettare che il tuo partner possa percepire e vivere il mondo in modo molto diverso da tuo. Amare implica imparare a capire queste differenze e comportarsi in modo congruo alle esigente del proprio partner.

Alcuni critici hanno espresso scetticismo sulle forte affermazioni di Gray circa la natura maschile e femminile. La grande popolarità dei suoi scritti è probabilmente basta sull´assunto implicito che ognuno abbia la possibiltà di essere diverso dal partner, e accetti la diversità del partner stesso.

È certo che l´analisi e la discussione delle differenze tra uomini e donne è un argomento complesso e infinito: resta il fatto che gli uomini e le donne con vivono su diversi pianeti. Noi tutti viviamo sul pianeta Terra ed abbiamo più aspetti comuni che differenze. Imparare ad apprezzare e a rispettare rappresenta una parte importante nella costruzione di rapporti positivi al fine di creare e mantenere una vera, duratura intimità.




Nota conclusiva:

LE DIFFERENZE TRA MASCHI E FEMMINE NON SONO SOLTANTO FISICHE. ACCETTARE LE DIFFERENZE PUÒ AIUTARE GLI UOMINI E LE DONNE A VIVERE INSIEME SENZA COSTANTI INCOMPRENSIONI.





NONA LEZIONE -


SESSUALITA’ A CINQUE STELLE





Hai mai sognato di diventare ricco? Immagina di vincere o di ereditare 1. 000.000 di Euro. Che cosa faresti?

Potresti spendere questa somma comprando regali, auto di lusso, facendo vacanze da sogno e grandi feste. In questo modo alleggeriresti il malloppo in poco tempo. Così facendo, diventando “uno spendaccione”, ti circonderai di persone alle quali piace fare festa e che rimarranno con te fino a quando ci saranno dei soldi.
Finiti i soldi, finisce anche “l’amicizia”.

Potresti invece investire il tuo denaro in modo da utilizzarlo al meglio. Probabilmente non ti divertirai molto e subito, ma porrai le basi di un prosperoso futuro. Potrai acquistare terreni, restaurare un vecchio edificio, o iniziare una attività generando posti di lavoro nella tua comunità. Potresti anche usare il denaro per continuare gli studi o per aiutare le persone che ami. Così facendo, diventando “un investitore” probabilmente non sarai molto popolare tra i festaioli, ma le persone che hanno dei valori si sentiranno attratte da te e dal tuo promettente futuro.



Tu potresti obiettare che non vincerai né erediterai mai
1.000.000 di Euro, e probabilmente hai ragione, ma in realtà hai già ricevuto parecchie cose che hanno molto più valore di 1.000.000 di Euro! (Non lo sapevi, vero?) Quali sono le sei cose che ti sono state date e che hanno molto più valore di
1.000.000 di Euro?

1. La salute, che ti permette di fare le cose e apprezzare la vita.

2. La mente, che ti permette di pensare, di parlare, di immaginare il futuro e di ricordare il passato.

3. Il cuore, la tua capacità di provare emozioni, di amare, di essere sensibile verso gli altri, di avere amici.

4. La volontà, che ti permette di essere attivo, di avere il coraggio di affrontare le cose sbagliate e di migliorarle.

5. La coscienza, che ti aiuta a discernere il bene dal male, ciò che è giusto da ciò che non lo è, e di avere il desiderio di diventare una persona migliore.

6. La sessualità, il fatto di essere maschio o femmina con il potenziale di stabilire un rapporto maturo con una persona dell’altro sesso e di creare una nuova vita.

Queste cose hanno molto più valore di 1.000.000 di Euro. Perché? Perché se te ne mancasse anche solo una di esse e se tu fossi un milionario, probabilmente saresti disposto a spendere tutti i tuoi soldi per poter avere la salute, la mente, il cuore o la capacità di provare amore, la coscienza o la possibilità di procreare. Senza questi aspetti la nostra esistenza non sarebbe completa. Certamente, proprio come sarebbe stupido sprecare 1.000.000 di Euro, sarebbe altrettanto stupido sprecare o abusare di ognuno di questi sei aspetti della tua vita.


SESSUALITA’ A CINQUE STELLE

Una sessualità matura e completa consta di cinque parti, non soltanto quella fisica:

1. Intellettuale: implica il parlare, il capire i sogni, i progetti, i pensieri, le speranze, il senso dell’umorismo, il modo di guardare il mondo, l’approccio verso la vita, ecc.

2. Emotiva: implica il condividere sentimenti, avere cuore, preoccuparsi della felicità a lungo termine di una persona.

3. Sociale: implica il conoscere le rispettive famiglie. Con un rapporto sessuale si può potenzialmente creare un essere umano e una nuova famiglia, collegata alle famiglie di provenienza.

4. Morale/spirituale: tutte le azioni hanno motivazioni che possono essere più o meno altruistiche o, in alternativa, più o meno egoistiche. L’amore, nel suo significato vero, è in se stesso morale. Implica il dare altruisticamente, servire e sacrificarsi per il bene della persona amata. La sessualità completa è basata sulla considerazione della felicità del partner, (prima ancora che sui nostri desideri), e quindi implica sempre una dimensione morale. Inoltre spesso coinvolge convinzioni spirituali sul significato dell’espressione sessuale.

5. Fisica: include l’attrazione tra un uomo maturo e una donna matura, che si uniscono sessualmente con la possibilità di creare un figlio. Inoltre se l’attrazione fisica non si fonda sull’impegno di impostare un rapporto coniugale tra due persone debitamente preparate, può dar adito a molte conseguenze negative.

Molte persone guardano esclusivamente alla parte fisica della sessualità, ma questa è soltanto l’ultima delle cinque punte che formano la stella della sessualità completa. Noi tutti conosciamo i pericoli dell’AIDS, delle malattie a trasmissione sessuale e delle gravidanze indesiderate. Alcuni affermano che un preservativo può proteggere completamente dall’AIDS, dalle malattie a trasmissione sessuale e dalle gravidanze. E’ vero? No. Usare un preservativo riduce i rischi, ma non completamente. (Vedere appendice C per una discussione più dettagliata).
Ma anche se usare un preservativo fornisse una protezione completa, cosa può proteggervi dalle conseguenze (intellettuali, emotive, sociali, morali/spirituali) di un atto sessuale immaturo?
I preservativi non possono proteggervi il cuore. Vogliamo essere amati non soltanto per il nostro corpo, ma per la nostra intera persona, la nostra mente e il nostro cuore.

Condividere il nostro senso di ciò che è giusto e sbagliato con una persona, è molto importante. Per esempio, se una persona, che tu trovi attraente e che sente attrazione nei tuoi confronti, fosse un assassino o un prepotente che approfitta degli altri? Vorresti avere un rapporto intimo con questa persona? I rapporti coinvolgono aspetti morali e spirituali anche in casi meno estremi di quello citato!

Inoltre, se una persona ti trova attraente, ma non vuole saperne della tua famiglia né vuole conoscerla? Così facendo, non rifiuta anche una parte di te? La sessualità completa include questa dimensione sociale. Tu accetti e diventi parte della famiglia della persona amata. Se crei un figlio attraverso un rapporto sessuale crei il nipote di qualcuno. La sessualità include sempre questa dimensione sociale.

Uno studio, redatto dai ricercatori dell’Università di Louisville, Kentucky, rileva che le studentesse universitarie scelgono il carattere come aspetto più importante di un partner potenziale, più importante dell’aspetto economico e dell’apparenza fisica. Un buon carattere include aspetti quali: onestà, gentilezza, affidabilità, disponibilità all’ascolto. Un cattivo carattere include: inaffidabilità, eccessiva emotività, testardaggine e difficoltà nella comprensione dei problemi altrui.

Per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo, l’autocontrollo è importante. Un atleta deve vincere la paura, la stanchezza e altri ostacoli per raggiungere il successo. Questo è altrettanto vero per il raggiungimento del successo nel rapporto uomo-donna. Sviluppare autocontrollo è fondamentale per diventare un uomo o una donna maturi, perché la sessualità è un aspetto forte della vita. Se usata nel momento giusto e nel modo giusto, puo’ creare gioia e persino dare vita a un nuovo essere umano. Usata egoisticamente o in modo irresponsabile puo’ portare a dolore e rammarico.

E’ necessario autocontrollo per dominare il desiderio sessuale? Sì.
E’ possibile dominarlo? Sì. Ci sono dei vantaggi nell’esercitare questo auto-controllo? Certo. Come spiegato nel capitolo 14, dedicato al matrimonio, le coppie sposate hanno una vita sessuale migliore delle coppie non sposate. L’autocontrollo è essenziale nel creare un rapporto di fiducia, che a sua volta è essenziale per realizzare un matrimonio sereno.

Se rimandi il rapporto sessuale fino al momento più giusto, proteggerai non soltanto la salute, ma anche il cuore e la mente. L’atto sessuale potrà essere condiviso con una persona capace di dedizione completa e che saprà amare veramente condividendo la vita intera con te e solo con te.

Noi tutti desideriamo trovare l’amore, per tutta la vita, con una persona che ci apprezzi e ci rispetti, ma per riuscirci dobbiamo esercitare saggezza. Gli animali sono controllati dagli ormoni. Quando un cane è in calore cercherà di soddisfare il suo desiderio sessuale senza controllo e con qualsiasi partner disponibile. Altri animali si comportano nello stesso modo. L’essere umano è in grado di dominare l’attrazione sessuale perché noi non vogliamo soltanto sesso, noi vogliamo l’amore. Noi desideriamo vivere l’intimità sessuale con un’altra persona nel contesto di un amore profondo e duraturo.

La sessualità matura coinvolge le dimensioni emotive, sociali, spirituali e anche fisiche. Se ami veramente qualcuno, priveresti quella persona o te stesso della possibilità di vivere la sessualità a cinque stelle?

FINESTRE E CONFINI

Hai mai pensato all’importanza di tracciare dei confini? Il tuo stesso corpo ha un “confine”. Si chiama pelle. La pelle ha la funzione di proteggere il tuo corpo dalla polvere e dai germi. Il tuo corpo ha alcune finestre o aperture che permettono delle entrate e delle uscite: gli occhi, il naso, le orecchie, la bocca, gli organi genitali, e l’ano.

Che cosa succederebbe se mettessi qualsiasi cosa in bocca? La polvere, l’immondizia, ecc? Ti ammaleresti molto velocemente. Inoltre il corpo ha una seconda linea di difesa dai germi. Sono i globuli bianchi del sangue. I globuli bianchi scorrono nei vasi sanguigni e controllano “l’identità genetica” di tutto ciò che incontrano. Un germe, che ovviamente non ha la giusta identità genetica, viene attaccato.

Che cosa succede se tu ricevessi un regalo di grande valore? Lo lasceresti distrattamente in giro? Se qualcuno ti desse molto denaro, lo lasceresti sul marciapiede tutta la notte? Certamente no. Una cosa di grande valore necessita di un confine, una linea di protezione. E la tua mente e il tuo cuore? Dai valore alla mente e al cuore? Se è così, è necessario proteggerli e non permettere che vengano inquinati. Quello che mettiamo nelle nostri menti, ciò che decidiamo di leggere, guardare, ascoltare ha un effetto su cosa siamo e come diventiamo nel tempo.

Qualcuno potrebbe obiettare che “non posso impedire ai miei occhi di guardare” e in un certo senso questo è vero. Non puoi controllare quello che viene scritto sui cartelloni pubblicitari, sulle riviste, ciò che viene detto negli spettacoli televisivi ecc. Queste cose sono i risultati delle decisioni di altre persone, che hanno specifiche motivazioni per creare tali espressioni mediatiche. Ma di solito puoi controllare quello che scegli di guardare e quello che permetti alla tua mente di elaborare. Un proverbio cinese dice:
“Non puoi controllare quali uccelli volino sopra la tua testa, ma puoi decidere se vuoi che costruiscano un nido nei tuoi capelli”.
Pensieri di tutti i tipi possono entrare nella tua mente, ma tu non devi necessariamente permettere che ci rimangano, continuando a pensare ad essi!

Se guardi un programma televisivo di cui non condividi i valori, hai la scelta di continuare a guardarlo o di cambiare canale. Se ascolti degli amici che spettegolano su qualcuno puoi scegliere di continuare ad ascoltare oppure alzarti e dire che non vuoi ascoltare pettegolezzi e maldicenze.

E il tuo spazio personale? Permetti a chiunque di avvicinarsi a te oppure poni dei confini, dei limiti? All’interno di una famiglia è normale abbracciarsi proprio perché si è con persone che ci amano. A volte le ragazze si abbracciano e i ragazzi si danno pacche sulle spalle. Ma per quanto riguarda il contatto fisico tra ragazzi e ragazze, permetti a chiunque di toccarti? Porre dei confini e permettere solamente a persone di fiducia di toccarci è un modo di mostrare che diamo valore a noi stessi. Allo stesso modo mostriamo di rispettare una persona del sesso opposto non entrando nel suo “spazio personale”.

La nostra società ha veramente bisogno di porre questi confini. Le ragazze adolescenti, in modo particolare, sono vulnerabili a causa della mancanza di confini sessuali nella nostra società. In passato, una ragazza poteva contare su un forte supporto sociale quando voleva dire di no all’intimità sessuale. “Mio padre mi ucciderebbe”, avrebbe detto. In certi periodi storici, avrebbe potuto dire con franchezza “Mio padre ucciderebbe me e anche te.”
Oppure “E’ sbagliato, e tu lo sai” oppure “Non sono quel tipo di ragazza” e ci sarebbe stato un forte supporto sociale a riprova di ciò che diceva.

Oggi la situazione è molto diversa. Il “no” della ragazza non è più percepito come l’affermazione di una convinzione personale, facilmente comprensibile, condivisibile e rispettata, è visto come il rifiuto del ragazzo: è un no più difficile da dire, e più difficile da accettare.

Il dott. Pipher sostiene che spesso i disturbi dell’alimentazione derivano dal desiderio di essere “sexy” a tutti i costi, persino a discapito della salute, in una società che definisce “sexy” l’essere magri e considera eccessivamente l’aspetto fisico della donna, il “sex appeal”.
Ma le ragazze e le donne non devono essere vittime passive di questa distorsione della sessualità. Accettando concetti falsi ed immaturi di sessualità contribuiscono alla proliferazione di modelli distruttivi che conducono all’infelicità di entrambi i sessi.

Anche gli uomini e i ragazzi soffrono della mancanza di confini. Anche se vogliono rispettare una ragazza ed aspettare, spesso sentono una forte pressione sociale che li spinge a fare sesso. Se non lo fanno temono che la loro virilità sia ridicolizzata. Vengono chiamati “finocchi” o “bambini”. Ma chi è il vero bambino? Chi è il vero uomo? Colui che prende una cosa che non gli appartiene o chi altruisticamente decide che l’intimità sessuale tra due persone appartiene alla sfera matrimoniale?



TRACCIARE I CONFINI

Quali sono le ragioni per le quali le persone rifiutano le avances sessuali? Facciamo una lista. Sono tutte giuste o legittime? E’ giusto che una persona cerchi di forzarne un’altra ad avere un contatto sessuale? Sorprendentemente due terzi degli adolescenti hanno dichiarato che sia “normale” che un ragazzo faccia pressione sulla ragazza per ottenere sesso se escono insieme da più di sei mesi. Molti ragazzi hanno dichiarato che si ha il diritto di pretendere sesso da una ragazza se si sono spesi dei soldi per lei. Uno studente su tre ha affermato che è accettabile se un ragazzo mette la ragazza alle strette, soprattutto se lei aveva già fatto sesso con altri partner. Chiaramente c’è molta confusione sul significato dei confini.

Altro aspetto del problema è l’incapacità di comprendere la diversa sensibilità allo stimolo sessuale. Un ragazzo e una ragazza che si baciano e si accarezzano percepiscono queste azioni in modo diverso. Spesso la ragazza vuole condividere affetto e calore con il suo partner che, al contrario, ha una risposta allo stimolo sessuale più rapida. Paragonando le rispettive sensibilità allo stimolo sessuale con la velocità di un treno, la ragazza potrebbe viaggiare a una velocità di 15-20 km orari, quando lui, invece, potrebbe già essere alla velocità di 80-90 km orari. Questa può essere una delle cause di “violenze sessuali” (anche se ciò non giustifica in alcun modo un comportamento inaccettabile).

Una coppia che vuole evitare il rapporto fisico deve essere consapevole di questa differenza e decidere a priori quale limite porre all’intimità sessuale. Affinché questo “limite” sia efficace è saggio tracciarlo prima del “punto di non ritorno”, non soltanto per un partner ma per entrambi. Gli sforzi per ridurre incomprensioni sessuali sono resi più difficili dal fatto che la nostra cultura ci inonda di messaggi a sfondo sessuale. Cartelloni pubblicitari, pubblicità in televisione e sui giornali mostrano donne ammiccanti e poco vestite che vengono usate per vendere prodotti e per attirare un immediato interesse visivo. Le canzoni spesso hanno un messaggio esplicitamente sessuale. Se un uomo dovesse basare la sua visione delle donne unicamente su questi mass media, ne deriverebbe una percezione lussuriosa, carnale e seducente della donna ben disposta ad offrire qualcosa che l’uomo vuole raggiungere ad ogni costo. Le donne non sono le uniche vittime. Gli uomini sono bersagliati costantemente da immagini sessuali e quindi quando cercano di avvicinare una donna che non è ricettiva, secondo i falsi modelli succitati, si sentono rifiutati.

I ragazzi e le ragazze devono imparare a capire la realtà al di là delle manipolazioni dei media e diventare più critici per capire cosa significa costruire un rapporto di rispetto ed amore. I mass media alimentano un enorme mercato mondiale estremamente redditizio. E’ improprio accettare la comoda giustificazione che l’uso costante di immagini violente e sessuali siano semplicemente il riflesso della società e non abbiano effetto sul comportamento degli individui. Noi siamo i consumatori, e in quanto tali dobbiamo essere più critici, non facili vittime. Quando consumiamo i prodotti, pubblicizzati con spot a sfondo sessuale, noi contribuiamo a creare una cultura che porta inevitabilmente a ridurre gli uomini e le donne ad oggetti da essere usati e gettati, e non esseri umani con dei valori.




DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. Ritaglia delle pubblicità da riviste, o seleziona messaggi video o audio da spettacoli televisivi o canzoni che usano il sesso per vendere prodotti o ritrarre le donne come oggetti sessuali.
In che modo queste manifestazioni influenzano il rapporto uomo -donna? I media illustrano le conseguenze emotive e fisiche che derivano dal sesso irresponsabile?








2. Pensi sia giustificata la richiesta di sesso nel caso in cui:
a) una coppia esce insieme da cinque mesi.
b) un ragazzo spende “un sacco “ di soldi per una ragazza.
c) una ragazza ha avuti rapporti sessuali precedenti.

Sei d’accordo, perché sì, o perché no?









3. Perché a volte è difficile trasmettere ad altre persone le proprie ragioni, innegabilmente legittime, per non fare sesso? Queste difficoltà di comunicazione giustificano il fatto di non esporle o di essere succubi della mentalità corrente?





4. Discuti il concetto di “confini personali”. E’ un concetto all’antica, ormai anacronistico, o un valido aiuto per mantenere il rispetto tra uomini e donne? Perché?






5. Quali sono i modi per conoscere un ragazzo o una ragazza senza il rischio di sesso irresponsabile?








6. Quali limiti possono darsi le coppie per evitare il rapporto sessuale?






7. Una risposta passiva ad attenzioni sessuali indesiderate non è efficace. Una risposta troppo ostile potrebbe portare ad una altrettanto ostile ed aggressiva reazione. L’alternativa sono le risposte chiare e determinate, ma sempre rispettose dell’altro. Esponi 3 modi di reagire (uno passivo, uno ostile ed uno chiaro e determinato ma rispettoso) per ciascuna frase riportata sotto.

a) “Perché tu no? Lo fanno tutti.”







b) “Non ti importa niente di me? Se mi amassi davvero, vorresti farlo anche tu.”





c) “Non riesco a trattenermi.”






d) “Non preoccuparti. Non rimarrai incinta. Mi fermerò in tempo. Puoi credere in me.”






e) “Ma sei un vero uomo o no?”





f) Scrivi alcune frasi che le persone usano e le rispettive risposte passive, ostili o determinate.








Riferimenti bibliografici; “Money can’t buy love, study of women shows” The Record, Hackensack, NJ, 12 agosto, 1996
Inchiesta nazionale di 1700 tra studenti delle scuole medie, presentato al simposio nazionale sui abusi sessuali in Anaheim, California.




DECIMA LEZIONE -


LIVELLI DI INTIMITA’:
ATTRAZIONE E INFATUAZIONE



DISCUSSIONE

Livelli di intimità.
Perché il sesso? Vi siete mai chiesti “perché il sesso?”. Certamente attraverso il sesso che noi esseri umani, come la maggior parte degli animali e delle piante, ci riproduciamo. Ci sono altri modi apparentemente più facili. La partenogenesi, modalità di riproduzione caratteristica delle amebe, sarebbe forse la più semplice.

Recenti ricerche biologiche sostengono che la riproduzione sessuata è essenziale per la sopravvivenza della nostra specie. Funziona come un filtro che trattiene le cattive mutazioni che altrimenti si trasformerebbero in anomalie genetiche. Un team di biologi inglesi ha valutato che in media avvengono due - tre mutazioni anomale per ogni persona. Questo è un numero rilevante se pensiamo che il corredo genetico può estinguersi soltanto quando il suo portatore, o figlio o nipote muore senza prole.

Se noi ci moltiplicassimo come le amebe, i nostri figli avrebbero esattamente le stesse nostre carenze di DNA. La generazione seguente erediterebbe tali carenze che si assommerebbero a quelle proprie di ogni individuo. Le cattive mutazioni, cioè, si accumulerebbero con effetti potenzialmente negativi o addirittura mortali.

Il sesso agisce come una grande lotteria. In questo senso, dicono i biologi, “l’azzardo” del sesso sconfigge la morte. Non comportandoci come le amebe, evitiamo l’estinzione. L’unico caso in cui questa “lotteria di geni” non funziona in questo modo, è quando le persone di una stessa famiglia si accoppiano tra di loro. Successe secoli fa, quando i matrimoni tra membri della famiglia reale spagnola portarono ad un tasso molto alto di emofilia. Questa potrebbe essere una delle ragioni per cui nella maggior parte delle culture non vengono permessi i matrimoni tra parenti.

Ma consideriamo un modo meno scientifico e più romantico di guardare al rapporto uomo – donna, e ai livelli di intimità che ne seguono.

L’attrazione verso una persona del sesso opposto è un aspetto bellissimo della vita. Ma per una cosa così naturale esiste una grande confusione sul modo di amare e di essere amati, perché l’amore porta così spesso all’infrangersi dei sogni e alle sofferenze.

Una delle principali confusioni è quella sui livelli di intimità.
Pat Love è una terapeuta per coppie di Austin, Texas, che ha tenuto il discorso di apertura alla conferenza annuale sul matrimonio a Washington DC, nell’estate del 1999. La sua teoria sui livelli di amore e intimità fa chiarezza su molte questioni che sono spesso causa di confusione.

In primo luogo, dice la dottoressa Love, esiste il livello di attrazione verso una persona, spesso basato sull’aspetto ed il comportamento esteriore. La personalità di qualcuno, il suo modo di muoversi, la voce, possono ricordarvi un parente o un genitore che per voi era molto importante, anche senza esserne consapevoli.
I componenti dell’attrazione includono:
aspetto fisico - che esprime salute, forza e fertilità
personalità - con qualità come simpatia, intelligenza
aspetti psicologici - che includono questioni irrisolte nell’infanzia, status sociale, intesa emotiva, e
aspetti bio-chimici - che includono DNA e feromoni.

I feromoni sono sostanze chimiche emesse per attrarre altri membri della stessa specie. La femmina delle falene produce feromoni per attrarre il maschio al fine di riprodursi. Nel mondo animale i feromoni esercitano un forte controllo sul comportamento sessuale. Per esempio, quando la femmina del cinghiale è in fase di ovulazione e viene esposta ad un feromone (contenuto nella saliva di un cinghiale maschio), si pone immediatamente nella posizione di accoppiamento.

L’analisi dell’attrazione sessuale tra esseri umani è più complessa, la ricerca scientifica dimostra comunque che i feromoni hanno un ruolo anche per noi. Uno studio dell’Università di Berna, in Svizzera, ha evidenziato che le donne sono più attratte da feromoni di uomini geneticamente più diversi da loro. Questa attrazione nei confronti di una persona i cui geni sono diversi o l’opposto dei nostri, può aver portato un vantaggio negli accoppiamenti prevenendo “cattive mutazioni” e possibili difetti di nascita. Nonostante le molteplici ragioni neurochimiche e biologiche che stanno alla base dell’attrazione, è importante rendersi conto che ognuno di noi può provare attrazione per un vero imbecille.

Nella seconda fase di intimità, chiamata infatuazione, sei più che solamente attratto, sei ossessionato. Il pensiero della persona desiderata riempie la tua mente in ogni istante. Vuoi trascorrere più tempo possibile con lei! Non puoi smettere di pensare a lui o lei. Ti senti al “settimo cielo” quando questa persona è con te, e all’inferno quando non c’è. Ti senti come se l’avessi sempre conosciuta e non puoi neppure immaginare di separarti da lei.

A questo livello, che tu te ne renda conto o meno, sei drogato. Non hai assunto una droga illegale, ma “droghe” prodotte dal tuo stesso corpo. Si tratta di un ormone, chiamato ossitossina, che viene prodotto da una parte del cervello chiamata ipotalamo. Gli scienziati hanno scoperto che l’ossitossina rafforza i recettori cerebrali che producono le emozioni. Inoltre sei anche sotto l’effetto di un’altra sostanza, simile all’amfetamina, chiamata FEA, feniletilamina, detta la “droga dell’amore”, e di altre due amfetamine naturali, la dopamina e la norepineferina. Siccome sei in uno stato euforico, generato da queste amfetamine naturali, ti senti pieno di energia. Provi anche un forte desiderio sessuale causato dall’incremento del livello di testosterone (sia per gli uomini che per le donne).

Quando le persone sono a questo livello è molto facile che pensino di essere innamorati. Le loro sensazioni sono molto forti, e spesso non intravedono ragioni valide per trattenere l’impeto. Molti teenager ed adulti hanno dei rapporti intimi a questo livello.

Il problema è che, quando sei infatuato, non valuti necessariamente in modo obiettivo l’altra persona. Pensi che il tuo Lui o la tua Lei siamo “il massimo”, perfetti, o almeno con così tante qualità che i difetti non hanno importanza. Se qualcuno ti dice: “Forse dovresti essere attento” tu protesti: “Perché dovrei rovinare tutto, non sono mai stato così felice. Perché stai cercando di portarmi via questa felicità?”
Quando una persona è sotto l’effetto dell’alcool o della droga può giudicare in modo obiettivo? Spesso quella persona si sente forte e senza limiti. Ma lo è veramente? No, e la stessa cosa vale per una persona infatuata, che può sentirsi grata di essere così felice e una cosa sola con il partner, ma deve rendersi conto che il suo discernimento potrebbe non essere il migliore.

DOMANDE DA PORSI QUANDO SEI INFATUATO

1) Anche se un partner sembra essere favoloso, quanto so veramente di lei o lui? Che tipo di rapporto ha con la sua famiglia? Questo ti dice molto di qualcuno. Come considerano questa persona coloro che tu conosci e rispetti?

2) Come tratta gli altri, inclusi i membri della sua famiglia? Con rispetto o no? Cerca di manipolarmi o di fare sempre quello che vuole? (Questi sono segni di personalità e comportamento violenti)

3) Che visione ha di se stessa, si ritrae come una vittima? Dà sempre la colpa agli altri?

4) Che rapporto ha con il denaro? E’ uno spendaccione? E’ attento e risparmia per il futuro?

5) Mantiene le promesse? Sa scusarsi quando fa un errore?

6) Quali sono i valori di questa persona? A che cosa dà veramente importanza? I suoi valori coincidono con i tuoi? Chi ammira? Chi sono i suoi eroi?

7) Quali sono i suoi punti forti? E i punti deboli? Riusciresti a vivere con questa persona per tutta la vita accettando i suoi punti deboli? (Molte persone pensano di poter cambiare chi amano, ma questo avviene raramente).

Probabilmente conosci persone che sono state infatuate. Pensavano di essere innamorate di qualcuno e poi il rapporto si è sfasciato. Una doccia fredda spesso infrange i sogni. Se non hanno avuto rapporti sessuali si sentono sollevate per non aver diviso l’amore con una persona che non lo meritava. Se hanno avuto rapporti sessuali spesso sentono dolore e rammarico per aver dato una parte profonda di se stesse alla persona sbagliata.

Avere un rapporto intimo può fornire un temporaneo sollievo dai sentimenti di solitudine che noi tutti proviamo. Il sesso può supplire temporaneamente alla mancanza di sentimenti di amore, ma gli eventuali problemi di depressione o quelli causati da un rapporto debole non vengono risolti facendo sesso, anzi, questo spesso rende le cose peggiori.

Uno studio pubblicato dal giornale medico “Pediatrics” dimostra che i rapporti sessuali tra teenager sono frequentemente legati a un comportamento autodistruttivo. Adolescenti tra i 12 e 16 anni che sono attivi sessualmente hanno una predisposizione maggiore all’uso degli alcolici, delle sigarette, della marijuana ed altre droghe. Hanno spesso problemi con la scuola e la giustizia. Le ragazze che hanno perso la loro verginità rischiano il suicidio sei volte di più rispetto alle altre. Molti chiedono “come faccio a sapere se quello che provo è infatuazione o amore vero?” Le risposte alle domande succitate possono darti delle indicazioni, resta il fatto che anche se il tuo ragazzo o ragazza sembrano superare tutti questi test, non puoi dare per certo che si tratti di amore vero. A questo stadio non si possono prevedere la profondità né la longevità del vostro rapporto.

Una persona, a cui stai a cuore veramente, non potrà mai chiederti di fare qualcosa di cui non sei pronto/pronta a prenderti la responsabilità, come creare una nuova vita. Il sesso irresponsabile non è mai un atto di “amore”, perché è basato su una falsa promessa di amore senza la necessaria dedizione. E’ quindi come dire: “noi ci comporteremo come se fossimo sposati anche se non lo siamo.”
Questa situazione si è verificata, tragicamente, nel caso degli studenti universitari Amy Grossberg e del suo ragazzo Brian Peterson, entrambi responsabili di crimini sfociati con la morte del loro figlio neonato. Il bambino fu trovato in un cassonetto vicino a un motel poco dopo la nascita. Entrambi avevano agito credendo di essere abbastanza adulti per fare sesso, ma la realtà di un figlio nato al “momento sbagliato” si rivelò una responsabilità troppo grande da sopportare. Per “eliminare il problema” uccisero il loro figlio.
Il sesso è un atto che unisce e crea la vita. L’uso di profilattici o anticoncezionali può ridurre l’aspetto “che crea la vita”, ma spesso molto meno di quanto si creda.

In seguito alla comprensione profonda del valore del rapporto tra uomo e donna, alcune persone hanno deciso di evitare “i giochi di accoppiamento” o hanno persino interrotto le uscite romantiche, come spiega l’articolo che segue….


QUANDO E’ ORA DI USCIRE INSIEME, LUI RISPONDE “NO”

Alla matura età di 17 anni, Joshua Harris ha deciso che uscire con le ragazze era soltanto un gioco, una occasione per giocare all’amore e fare esperimenti con i rapporti. Ha imparato che i sogni romantici possono naufragare nei compromessi, nell’amarezza e nel rammarico. Uscire con una ragazza è uno spreco di tempo, dice Joshua, che serve soltanto a farsi del male.

J. Harris ha scritto un libro a questo riguardo: “I kissed dating Goodbye” (Multhnom Books). Inseguito alla pubblicazione del suo libro, avvenuto nell’aprile 1997, lui sta tenendo seminari in tutti gli Stati Uniti. “Uscire con le ragazze è un po’ come fare shopping senza avere soldi” dice Harris. “Anche se trovi ciò di cui hai bisogno non puoi averlo.”

“Io amo l’amore”, dice Harris, all’inizio del suo discorso. “Sono molto romantico e amo le ragazze, e questa è una combinazione terribile, perché il romanticismo ha la capacità di distorcere le tue prospettive. Quando instauri un rapporto, quando ci sei nel mezzo, non riesci più ad essere obiettivo.”

Quando era un teenager Joshua ha avuto diverse ragazze. “Erano rapporti che includevano molte conversazioni telefoniche, eravamo troppo giovani per fare altro.”

“Adesso ho 22 anni. Se c’è un momento della mia vita per intraprendere un rapporto, adesso dovrebbe essere quello giusto. Ho più libertà, ho più disponibilità finanziarie. Potrei uscire con una ragazza e farla veramente divertire.”

“Perché non lo faccio? La ragione è Dio.”

Harris dedica questo periodo della sua vita – il suo essere “solo” – ad imparare a maturare per servire Dio, servendo gli altri.

In questo momento Harris é soltanto uno studente che non vuole sprecare energia e vitalità con una serie di rapporti a breve termine che, nella migliore delle ipotesi, lo distrarrebbero e, nella peggiore, lo farebbero stare male o procurerebbero dolore a qualcun altro.

“La cosa giusta, nel momento sbagliato, è comunque una cosa sbagliata,” dice Harris. Il suo messaggio è rivolto principalmente a ragazzi con un forte credo cristiano.
Ma la sua filosofia – Mi innamoro. Soffro. Non sarebbe divertente. Che senso ha? - va oltre la porta della chiesa.

La decisione di Joshua, non solo di evitare il sesso, ma anche di eliminare gli appuntamenti romantici, pare radicale, ma rientra in una ottica alternativa finalizzata ad incontrare e stare bene con persone del sesso opposto. La storia di Joshua Harris è culminata con il matrimonio avvenuto nel 1998.

“Per noi il sesso è speciale,” dice una coppia che vuole aspettare, Nicol McCarthy di 23 anni e Rodney Rencastle di 26. I due si incontrarono in parrocchia e cominciarono ad uscire insieme poco dopo. Nicol è infermiera, e Rodney è un contabile.

“Il rispetto di me stessa è il fattore determinante per la mia decisione di non fare sesso prima del matrimonio” spiega Nicol. “Ho visto la perdita di rispetto verso la donna dopo che ha soddisfatto sessualmente l’uomo, e ho visto uomini tradire le donne che gli avevano dato tutto. Ho deciso a 21 anni che l’unico modo per salvaguardare me stessa era di non fare sesso prima del matrimonio.”

“Ho avuto due ragazzi prima di Rodney e ci siamo lasciati a causa delle mie posizioni sul sesso prematrimoniale. Se un ragazzo mi molla soltanto perché io non voglio fare sesso con lui, non mi merita. E’ facile sentirsi forzati al sesso dai partner o dai coetanei. Un mio coetaneo mi prendeva in giro dicendomi che ho delle posizioni antiquate e fuori moda. Io voglio soltanto aspettare fino al momento giusto, perché vedo il sesso come troppo speciale per sprecarlo con una persona qualunque”.

“Quando ho iniziato ad uscire con Rodney entrambi sapevamo che il sesso non sarebbe stato parte del nostro rapporto perché viviamo la fede in modo sincero. Non è certo facile, ma lo rendiamo possibile evitando certe situazioni. Non dormiamo mai nella stessa stanza. Ci teniamo per mano e ci abbracciamo cercando di non esagerare mai. Io penso che aspettando, quando faremo l’amore, sarà una esperienza molto spirituale e passionale per entrambi.”

“Quando avevo 18 anni” dice Rodney, “ho visto molte persone stare male a causa di relazioni che erano anche sessuali, e sapevo che c’era del giusto in ciò che la Chiesa sostiene sul sesso. Io volevo essere in grado di prendere una decisione razionale sulla persona con cui avere un rapporto. Il modo più semplice per farlo, senza farmi del male, era di eliminare il sesso dalla scena, e di non permettere al fatto che avevo già avuto un rapporto sessuale di offuscare il mio giudizio.”

“Ho constatato come un ragazzo perde interesse in una ragazza che ha avuto molti rapporti sessuali, e ho molto rispetto per Nicol, perché so che la scelta che ha fatto è ardua. Io ho avuto delle ragazze che si aspettavano di fare sesso con me, e che si sono offese quando ho rifiutato. Le persone ritengono che tu sia strano se non vuoi fare sesso. Io ho delle pulsioni anche forti, ma voglio tenerle sotto controllo. Penso che ci sia più fiducia, in un rapporto impostato in questo modo. Il sesso non è il mio obiettivo principale con Nicol: se lo fosse avrei gettato la spugna tempo fa. Noi siamo romantici, la passione verrà dopo. Io le compro fiori, regali e le scrivo lettere, stare con lei è bellissimo. Per me, il sesso è speciale, ma se lo fai con Tizio, Caio e Sempronio, allora non è più speciale, è uno sport.”



DOMANDE

1. Perché Joshua Harris ha deciso di non uscire con le ragazze ?


2. Perché dice che uscire con le ragazze è come andare a fare la spesa senza soldi?


3. Perché dice che “….la cosa giusta al momento sbagliato è sempre la cosa sbagliata”? Sei d’accordo?


4. Nicol dice che ha visto ragazzi perdere il rispetto di una ragazza che li ha ”….soddisfatti sessualmente”. Hai mai notato questa dinamica? Spiega.



5. Come consideri l’affermazione di Nicol “…se un ragazzo mi pianta soltanto perché non voglio fare sesso con lui, non mi merita”? Questo modo di pensare è comune tra le ragazze?



6. Nicol e Rod preferiscono evitare i rapporti sessuali fino al matrimonio perché ritengono che, quando si sposeranno, l’intimità sarà un’esperienza molto più significativa. Tu cosa ne pensi? E’ possibile che due persone possano rafforzare la loro unione rimandando una cosa che però desiderano entrambi?





Nota conclusiva:


MOLTE PERSONE CONFONDONO L’ATTRAZIONE FISICA E L’INFATUAZIONE CON L’AMORE, MA QUESTI SONO SOLAMENTE PICCOLI PASSI VERSO LA VERA




UNDICESIMA LEZIONE –


IL TERZO STADIO DI INTIMITA’ – CONNESSIONE




Lettura da: “The Velveteen Rabbit” di Margery Williams. Conversazione tra un coniglietto di peluche e un pupazzetto più vecchio chiamato Skin Horse.

Skin Horse era il peluche più vecchio nella stanza dei giochi, talmente vecchio che la sua pelliccia spelacchiata lasciava intravedere la trama del tessuto sottostante. Era saggio perché aveva visto un gran numero di giocattoli meccanici arroganti rompersi ed essere eliminati: lui sapeva che quelli erano soltanto giocattoli, non sarebbero diventati niente altro. La stanza dei bambini è magica e meravigliosa e soltanto i giochi vecchi e saggi come Skin Horse la capiscono.

“Che cosa vuol dire diventare Vero?” chiese il Coniglio un giorno mentre giaceva con Skin Horse sul pavimento della stanza.
“Vuol dire avere funzioni particolari, fare rumori o muoversi automaticamente?”
“Vero non è come sei fatto” disse Skin Horse. “E’ una cosa che ti succede quando un bambino ti ama per tanto, tanto tempo, non soltanto come gioco, ti ama veramente, in questo modo tu diventi Vero.”

“Fa male?” chiese il Coniglio.
“A volte,” disse Skin Horse, (lui diceva sempre la verità.) “Quando sei Vero non ti importa se ti fanno male”.
“Succede tutto improvvisamente, o a poco a poco?” chiese il Coniglio.
“Non succede improvvisamente” rispose Skin Horse. “Ci vuole tanto tempo. Per questo non capita spesso alle persone incostanti, scontrose o permalose. In genere diventi Vero quando la maggior parte dei tuo peli non c’è più, i tuoi occhi si stanno staccando e le gambe perdono compattezza e diventano molli. Ma queste cose non hanno importanza, perché quando tu sei Vero non puoi essere brutto, o meglio lo sei solo per le persone che non capiscono.”
“Presumo che tu sia Vero.” affermò il Coniglio.
Poi si morsicò la lingua per averlo detto, perché pensava che Skin Horse potesse offendersi. Ma Skin Horse sorrise.
“Lo zio del mio bambino mi ha fatto diventare Vero,” Disse. ”E’ successo molti anni fa; ma quando diventi Vero
lo rimani. Dura per sempre.”
Il Coniglio sospirò. Pensò che sarebbe dovuto passare tanto tempo prima che questa magia chiamata “Vero” succedesse anche a lui. Voleva essere Vero, provare quella sensazione, eppure all’idea di diventare spelacchiato e molliccio, con i bottoni degli occhi penzolanti, era un po’ triste. Avrebbe voluto divenire Vero senza questi sgradevoli effetti collaterali.




DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. In questa storia Skin Horse dice che quando qualcuno ti ama veramente per molto, molto tempo, non solo per giocare, ma ti ama veramente, tu diventi Vero. Cosa significa?


2. Il Coniglio vuole diventare vero, per provare la sensazione di essere amato, ma ha paura di perdere gli occhi di plastica. Cosa pensi che l’autore voglia esprimere circa l’esperienza dell’amore?


3. I giocattoli meccanici sono molto appariscenti, producono suoni, sono automatici, ma spesso si rompono facilmente. Pensi che si possa fare un riferimento analogo per le persone che ricercano solamente valori esteriori e materiali, invece di obbiettivi stabili e duraturi?




DISCUSSIONE

“L’amore giovane è come una fiamma; molto bella, molto calda, ardente, eppure leggera e tremolante. L’amore di un cuore maturo è saggio, è come il fuoco generato dal carbone, brucia in profondità ed è inestinguibile.”

Henry Word Beecher


L’amore romantico è la colla della natura che porta due persone a stare insieme con l’obbiettivo della crescita comune. Poi quando l’amore romantico muore, lascia il posto al vero amore. Esso è il modo in cui la natura guarisce e completa se stessa – attraverso di te.

Harville Hendrix,
autore e consulente matrimoniale


In questo racconto per l’infanzia, Skin Horse dice che, quando qualcuno ti ama veramente per tanto, tanto tempo (non soltanto per giocare ma ti ama veramente), allora diventi Vero. Noi abbiamo l’esigenza di ricevere vero amore da una persona che sia affidabile nel tempo perché nel profondo sappiamo che tale amore è un ingrediente essenziale dell’essere umano. Dopo tutto, alla fine delle nostre vite, chi di noi vuole girarsi indietro per vedere quanto denaro abbiamo risparmiato o quanto importanti o famosi siamo diventati? Non è forse l’amore che abbiamo dato, che abbiamo condiviso, uno dei fattori principali da considerare giudicando la nostra vita?

Il coniglio vuole diventare Vero per sapere cosa si prova ad essere amati, ma ha paura di perdere gli occhi di plastica e il pelo. Analogamente noi tutti ricerchiamo l’amore ma spesso abbiamo timore dei requisiti richiesti, perché sappiamo che quando amiamo qualcuno ci sono dei costi finanziari, emotivi, sacrifici di tempo e libertà.

Il sentimento di infatuazione è destinato a finire. Con questa affermazione, riportata all’inizio della sezione, Harville Hendrix, lo psicologo, spiega che l’infatuazione è uno stratagemma della natura, come nell’opera di Shakespeare “Sogno di una notte di mezza estate”, per far avvicinare due persone molto diverse, con l’obbiettivo della crescita comune.

Nessuna coppia si può permettere di rimanere in uno stato di sogno etereo e di ebbrezza. Dopo un periodo che va dai 18 mesi ai 3 anni dal primo momento di infatuazione, in genere i sentimenti di neutralità verso il proprio partner hanno il sopravvento. Il cervello si abitua all’alterazione chimica prodotta dalla dopamina, dalla norepineferina e dalla FEA per cui ha bisogno di dosi sempre maggiori di tali sostanze per ottenere l’effetto desiderato. Si rendono necessari altri sforzi, che richiedono forte volontà e senso pratico. Timorose di affrontare il futuro, molte coppie si dividono. Quando l’intenso sentimento svanisce, le persone si chiedono che cosa avessero visto nel loro partner e cercano di trovare qualcun altro, come se fossero “drogate di romanticismo” letteralmente assuefatte al sentimento di infatuazione. Cercano di trovare un nuovo partner per stimolare le “droghe dell’amore”, (FEA). Queste persone spesso hanno difficoltà ad entrare nel terzo stadio di intimità, quello che Pat Love chiama “connessione” e che consiste in una fase di transizione tra la passione e l’amore profondo di coppia: dal bisogno irrazionale e ossessivo alla mutua comprensione ed accettazione. La continua vicinanza fisica, non soltanto l’eccitamento sessuale, porta il cervello a produrre continuamente grandi quantità di ossitossina e ad aumentare il livello di sostanze simili alla morfina, alle endorfine, che danno una sensazione di calma e sicurezza e un senso di benessere generale: si prova gioia e serena armonia. Questa profonda amicizia dipende più dalla stabilità che dalla passione.

Gli sguardi affettuosi sono gioielli di un tesoro. Come disse Peter Ustinov: “L’amore è un atto di perdono continuo, uno sguardo affettuoso che diventa un’abitudine.” Noi tutti vogliamo essere desiderati con passione, ma è ancora più importante essere accettati profondamente. Quando la tua “anima gemella” ti accetta conoscendo tutto di te, anche i tuoi punti deboli, anche quando è testimone dei tuoi giorni peggiori, dimostra un amore molto profondo.

Lucia si esprime così, riferendosi al suo matrimonio con Rick, che dura da 21 anni: “Mi sento così a mio agio con mio marito, come con le mie vecchie scarpe preferite.”
Rick sorride quando si sente paragonato a un vecchio paio di scarpe. Lucia continua: “Non è più soltanto una sensazione pazza. C’è sicurezza e affetto che diventano sempre più forti. E l’infatuazione è svanita? L’abbiamo portata a un altro livello.”

Il carattere dell’altra persona diventa un fattore molto importante. Il carattere buono o cattivo della persona amata può portare alla felicità o alla infelicità, puoi sentirti orgoglioso o vergognarti del tuo partner e di te stesso.

Che il tuo compagno sia veramente “macho” o sexy diventa molto meno importante della sua onestà, sincerità, affidabilità, buona volontà, generosità ecc. Le bellissime coppie di attori e cantanti che ritroviamo sui giornali come “i più belli e più sexy del mondo”, spesso si separano pochi anni dopo il matrimonio.

Con il recedere della passione, i partner di una coppia cominciano a guardarsi in modo più realistico e a vedere i pregi e i difetti che ogni individuo ha. Le abitudini nei rapporti, acquisite nella famiglia di provenienza, diventano palesi. Il Dottor Joel S. Bernstein, consulente matrimoniale, dice che la combinazione di profondo rispetto con un buon senso dell’umorismo è molto importante: “ll “self humor” e il mantenere un senso di giocosità assorbono l’aggressività nel rapporto e incoraggiano l’amore.”

Le persone che non raggiungono il terzo stadio di intimità, (la connessione) sono come foglie portate dal vento, o come i giocattoli tecnologici del racconto di Margery Williams. Attirano molta attenzione per alcune ore, ma si rompono facilmente. Non hanno radici e vengono usati da diverse persone per un po’ di tempo, ma non sono in grado di realizzare l’amore e l’intimità basati sulla vera fiducia fondata sull’impegno.

Nella maggior parte delle culture del mondo, una coppia dimostra il reciproco impegno e dedizione sposandosi. Le cerimonie matrimoniali sono diverse a seconda delle differenze culturali e religiose, ma tutte le culture hanno l’istituzione del matrimonio.

LETTURA

Tratto da “Il Dono dei Magi” di O. Henry.

Bea smise di piangere e si asciugò le lacrime sulle guance arrossate. Guardò fuori dalla finestra: era una giornata fredda e grigia e vide un gatto scuro camminare sullo steccato grigio nel cortile grigio. Era la vigilia di Natale e lei aveva soltanto pochi spiccioli per comprare un regalo a Jim. Aveva risparmiato per mesi ma era soltanto riuscita a mettere da parte $ 1.87.

La famiglia di Bea era poverissima e possedeva solo due cose preziose: una era l’orologio d’oro di Jim, che lui aveva ereditato dal padre ed il padre dal nonno, l’altra era la capigliatura di Bea.

Bea si fermò davanti a un insegna; “Madame Sofronie: Tutto per tutti i capelli” . Bea entrò e fece le scale di corsa.

“Vuole comprare i miei capelli?” chiese.
“Io compro capelli,” disse Madame.“Togliti il berretto, e diamo un’occhiata.”
La cascata di capelli bruni le scese sulle spalle e sulla schiena.
“$ 20” disse Madame toccando i capelli con mano esperta.
“Li voglio subito” disse Bea.

Le ore a seguire passarono velocemente. Bea osservò attentamente le vetrine di decine di negozi per cercare il regalo giusto da fare a Jim.

Finalmente lo trovò. Era il regalo perfetto per Jim. Non ne aveva mai visto uno così bello ed unico. Una catenina di platino semplice ed elegante che proclamava il suo valore senza bisogno di pacchiane decorazioni. Era degna dell’orologio.
Non appena la vide capì che era stata fatta per Jim.

Jim rimase sulla porta immobile. Gli occhi fissi su Bea con un’espressione che lei non riusciva a decifrare:

“Jim, caro,” disse. “Non guardarmi così. Ho tagliato i capelli e li ho venduti perché non avrei potuto vivere il Natale senza farti un regalo. I miei capelli ricresceranno, non ti senti offeso, vero? Dovevo farlo, i miei capelli crescono in fretta. Augurami Buon Natale Jim, e festeggiamo. Vedrai che bellissimo regalo ti ho comprato.”

Jim sfilò un pacchettino dalla tasca del cappotto e lo gettò sul tavolo.

Piccole dita bianche sciolsero i nastrini del regalo. E poi un grido di gioia, seguito da lacrime.

Sul tavolo i pettini, una serie di pettini che Bea aveva desiderato da tempo, esposti nella vetrina di quel negozio in centro. Fermacapelli bellissimi di tartaruga con i bordi impreziositi da gioielli che si intonavano perfettamente con i suoi folti capelli bruni. Erano ornamenti molto costosi, lo sapeva. Li aveva desiderati tanto, senza la benché minima speranza di poterli avere. Ed ora erano suoi, ma la chioma che avrebbero dovuto adornare non c’era più.

Jim non aveva ancora visto il suo regalo. Bea glielo porse con gentilezza tenendolo con entrambe le mani. Il prezioso metallo opaco parve brillare del riflesso del suo ardente spirito.

“Non è stupendo, Jim? Ho cercato dappertutto per trovarlo. Dovrai guardare l’ora cento volte al giorno, adesso. Dammi il tuo orologio. Vediamo come sta.”

Invece di obbedire, Jim si buttò sul divano. Mise le mani dietro la nuca e sorrise. “Bea,” disse. “Mettiamo da parte i nostri regali di Natale per un po’. Sono troppo belli per usarli solo come regali. Io ho venduto l’orologio per comprarti i pettini.”



E qua io (l’autore) vi ho semplicemente riportato la triste cronaca di due ragazzi sciocchi che poco saggiamente hanno sacrificato i tesori più grandi della loro casa. Allo stesso tempo dobbiamo dire
che dal loro sacrificio c’è molto da imparare.



DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. Quando Bea riceve il regalo reagisce con “un grido di gioia; seguito da lacrime”. Perché?


2. Quando Jim riceve la catenina sorride, nonostante non abbia più l’orologio. Perché?


3. Jim e Bea si sono fatti dei regali che ora sono inutili, ma sembrano felici comunque. Perché?


4. Nella parte finale, l’autore dice che Jim e Bea sono “due ragazzi sciocchi che poco saggiamente hanno sacrificato i tesori più grandi della loro casa” ma aggiunge anche che “dal loro sacrificio c’è molto da imparare.” Perché?



5. Quali cose ci può insegnare questo racconto sulla natura dell’amore?







Nota conclusiva:

L’AMORE DURATURO VISSUTO CON DEDIZIONE VALE I SACRIFICI NECESSARI PER RAGGIUNGERLO





DODICESIMA LEZIONE

IL QUARTO STADIO DI INTIMITA’: LA CURA




“Sono le piccole cose che mia moglie fa ogni giorno, sono proprio quelle che ti fanno capire che una persona c’è. Si alza presto tutte le mattine per preparare la colazione ai bambini e per portarli a scuola. E’ costante, disciplinata, giorno dopo giorno. Lo so, sembra melenso, ma per me è sorprendente!”

Denzel Washington, (Mars and Venus)




“Spesso guardo i miei bambini, li osservo a lungo e mi rendo conto di quanto sono fortunato. Tutti i miei successi nel basket, negli affari, nulla è paragonabile all’avere i miei figli.”

Michael Jordan, (I’m back: More Rare Hair)




“Non sarai mai felice se non realizzerai che amare gli altri è la cosa più importante, ancor più che essere amati. E’ amando che si vive l’amore. Ho imparato che la ricompensa dell’amore è dare amore.”

Gwyneth Paltrow,
1999 Academy Award Winner




LETTURE

Da “Charlotte’s Web”

Il seguente estratto si riferisce all’ultima notte in cui Nasse, il porcellino e Charlotte, la mamma ragno, sono stati insieme. Il giorno seguente Charlotte partorirà e morirà.

“Se Charlotte non ci fosse stata, Nasse si sarebbe sentito veramente solo e malinconico. Egli non si sentiva mai solo quando lei gli era vicino. In lontananza risuonava la musica di un giostra.

Mentre si preparava a dormire, Nasse parlò con Charlotte.

“Cantami di nuovo quella canzone. Quella dell’uccellino nell’oscurità.”
le supplicò.

“Non questa sera,” Charlotte rispose a voce bassa. “Sono troppo stanca.”
La sua voce sembrava provenire da distante.

“Dove sei?” chiese Nasse. “Non riesco a vederti. Sei sulla tua ragnatela?”

“Sono qua dietro,” rispose lei. “Qua nell’angolo.”

“Perché non sei sulla ragnatela?” chiese Nasse, “Tu non abbandoni mai la tua ragnatela.”

“Questa sera sì,” disse lei.

Nasse chiuse gli occhi. “Charlotte, pensi veramente che il Signor Oscar mi lascerà vivere e non mi ucciderà per fare i salami in autunno? Lo pensi veramente?”

“Ma certo,” rispose Charlotte. “Tu sei un maialino famoso. Domani probabilmente vincerai un premio alla fiera. Tutta la contea saprà di te. Non hai nulla da temere, riposa tranquillo Nasse. Forse vivrai per sempre….. Chissà? Ora dormi.”

Per un po’ non ci furono rumori. Poi si sentì nuovamente la voce di Nasse: “Che cosa stai facendo laggiù, Charlotte?”

“Oh, sto facendo qualcosa,” disse. “Qualcosa come al solito.”

“E’ qualcosa per me?” chiese Nasse.

“No,” disse Charlotte. “Per una volta è qualcosa per me.”

“Per favore dimmi cosa è,” supplicò Nasse.

“Te lo dirò domattina, quando i primi raggi di sole illumineranno il cielo, i passeri canteranno e le mucche scandaglieranno le loro catene, al canto del gallo quando tutte le stelle sbiadiranno e le prime auto ronzeranno lungo la strada, guarderai qua e io ti mostrerò qualcosa. Ti mostrerò il mio capolavoro.”

Prima che Charlotte finisse la frase, Nasse stava già dormendo. Lei capì dal modo in cui lui respirava che stava dormendo beatamente, sprofondato nella paglia.”







DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. Nasse non si rende conto che questa è l’ultima notte di Charlotte, che domani morirà, ma lei non glielo dice. Spesso i genitori non parlano delle loro preoccupazioni e dei loro problemi con i figli. Perché non lo fanno?


2. Charlotte cerca di incoraggiare Nasse dicendogli che probabilmente vincerà un premio alla fiera e che forse vivrà per sempre. Secondo te, lei lo pensa veramente? Perché glielo dice?


3. Quando Charlotte dice a Nasse che sta facendo qualcosa, l’amico le chiede se è per lui. I bambini piccoli vogliono sempre ricevere qualcosa dai loro genitori che spesso fanno sacrifici per soddisfare le esigenze dei figli. Quando un genitore fa un regalo al proprio figlio e questo regalo viene veramente apprezzato, secondo te chi prova più gioia, il genitore che fa il regalo o il bambino che lo riceve?



LETTURA

“Il Padre della mia Nazione” Diane Wakoski

Mio padre non era sulla guida telefonica della mia città.
Mio padre non dormiva con mia mamma a casa.
A mio padre non importava se io studiavo il pianoforte.
A mio padre non importava ciò che io facevo.
E io pensavo che mio padre era bello.
E io lo amavo e mi chiedevo

Perché mi lasciava sempre sola.
Per così tanti anni, infatti, in cui
Mi ha resa una donna sola
Senza uno scopo proprio come una bambina sola
Senza mio padre.
Ho camminato con parole
Parole e nomi
Nomi: padre non era una delle mie parole
Padre non era uno dei miei nomi.




DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. L’autore di “Padre della mia Nazione” scrive “Padre non era una delle mie parole, Padre non era uno dei miei nomi.” Che cosa pensi che l’autore voglia dire?


2. Pensi sia necessariamente vero che al padre “non importava” di sua figlia? Agli occhi della ragazza le azioni del padre e il fatto che non stesse con lei, significavano che non le voleva bene. Per un bambino che cosa è più importante, i sentimenti o le azioni dei suoi genitori?



LETTURA

“L’aquila” di Leone Tolstoj

Un’aquila costruì il nido su di un albero, lungo una strada maestra, lontano dal mare, e lì diede alla luce i suoi aquilotti.

Un giorno, mentre vicino all’albero c’era gente che lavorava, l’aquila tornò al nido con un grosso pesce tra gli artigli. La gente vide il pesce, circondò l’albero e prese a gridare e a lanciare sassi contro l’aquila.

L’aquila lasciò cadere il pesce. La gente lo raccolse e si allontanò.

L’aquila si posò sul bordo del nido e gli aquilotti alzarono le testoline e si misero a pigolare: chiedevano cibo.

L’aquila era stanca e non si sentiva di volare sino al mare, entrò nel nido, coprì gli aquilotti con le sue ali, li accarezzò, lisciò le loro piumette come se volesse pregarli di aspettare un po’. Ma, più li accarezzava, tanto più stridevano in tono sempre più lamentoso.

A un tratto anche l’aquila lanciò un forte grido, aprì le ali e a fatica volò verso il mare. Tornò soltanto a sera tarda; volava planando lentamente e tra gli artigli stringeva di nuovo un grosso pesce.

Quando giunse presso l’albero guardò se li vicino ci fosse ancora gente, poi raccolse in fretta le ali e si posò sul bordo del nido. Gli aquilotti alzarono le testoline e spalancarono i becchi. Mamma aquila fece a pezzi il pesce e imbeccò i suoi piccoli affamati.




DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. Gli aquilotti capiscono che mamma aquila è stanca? Loro cosa vogliono?


2. Mamma aquila vola nuovamente fino al mare per pescare un altro pesce, nonostante sia esausta. Che analogie ci sono tra questa situazione e quella di un genitore solo, sulle cui spalle pesano le responsabilità dei figli a cui deve far fronte anche quando si sente stanco, malato o esasperato?


3. I genitori sposati possono aiutarsi e avvicendarsi nel far fronte alle diverse responsabilità, anche quando uno di loro non si sente bene. Un genitore solo dove si può rivolgere per trovare aiuto e supporto?





STADI DI AMORE E INTIMITÀ

CERCHIO DEI RAPPORTI




Amore matrimoniale

Amore di genitore


Amore di figlio

Amicizia e amore di
fratello/sorella
- Amore fraterno




DISCUSSIONE

Il quarto stadio di intimità coinvolge la cura: la coppia che ha speso molto del proprio tempo in abbracci passionali e lunghe camminate al chiaro di luna, ora affida la propria speranza alla nascita di un bambino. Per i genitori egli sarà il frutto del loro amore e rappresenterà la possibilità di estendere alle future generazioni i loro ideali, tradizioni e sogni.

Nonostante l’avere figli significhi sacrificare tempo, risorse ed energia, la maggior parte dei genitori ritengono che tale sacrificio sia una sfida molto gratificante. La trasformazione di una coppia in una famiglia cambierà radicalmente la vita di ogni persona.

Dopo il parto e durante l’allattamento, l’aumento dei livelli di ossitossina favorisce l’armonia emotiva tra madre e figlio. Il supporto e la cura del padre portano sollievo al sentimento di ansia e preoccupazione per il futuro che può avere la madre.

I sacrifici sono tanti. Prima la coppia poteva usufruire del tempo e delle risorse soprattutto per se stessa, per andare fuori a cena, a ballare, in vacanza ecc. Ora dovrà spendere molti soldi in omogeneizzati e pannolini. Il ristorante alla moda non si frequenterà più spesso.

Se i genitori non hanno preparato le loro menti e i loro cuori a questo sacrificio, potranno perfino risentirsi verso il bambino, e dargli la colpa di aver sottratto loro la libertà. Purtroppo non sono rari i casi in cui un genitore sfoga le proprie frustrazioni sul figlio o lo abbandona per cercare “la libertà”.

Allontanarsi dai figli e dal partner spesso significa allontanarsi da se stessi. Nel profondo, un genitore che abbandona o abusa di un figlio o di un partner, deve sapere che si sta allontanando da una delle aspirazioni più grandi di un uomo o di una donna.

Sì, la dedizione a vita del matrimonio e dell’essere genitori può sembrare una montagna difficile da scalare. Eppure, come sottolineato dall’attrice Gwyneth Paltrow (Jefferson in Paris, Seven, Great Expectations, Emma, Shakespeare in Love), quando noi diamo tutto di noi stessi verso un’altra persona impariamo cosa significhi veramente amare. Madre Teresa, la donna che diede una famiglia ai diseredati che morivano nelle strade di Calcutta, disse che “l’amore fa soffrire”, e a volte è vero. Ma chi lo ha veramente provato sa che è la cosa più preziosa al mondo. Quando noi amiamo in modo così altruistico, la nostra consapevolezza della vita cambia profondamente.

E’ una fortuna che la maggior parte dei genitori abbia il desiderio naturale e la volontà di spendere molto del loro tempo dando amore ed attenzioni ai nascituri e ai bambini. Il rapporto che questi bambini instaurano con i loro genitori, li aiuterà a sviluppare sensibilità verso i sentimenti degli altri esseri umani. Una speciale edizione di Newsweek dal titolo “Your Child: From Birth to Three” afferma che la scienza recente conferma che i genitori saggi hanno sempre saputo istintivamente che i bambini necessitano di molto tempo e di grande dedizione da parte degli adulti a loro vicini. L’articolo continua affermando che “gli effetti a lungo termine di cure inadeguate possono essere devastanti e pregiudicare lo sviluppo cerebrale. I bambini “che vengono spesso abbracciati e si sentono amati e curati, hanno una maggiore probabilità di crescere ottimisti e sicuri di sè”. 3

Durante la seconda guerra mondiale fu scoperta una misteriosa malattia mortale che fu chiamata “marasmus”. Tale malattia fu riscontrata in un gruppo di bambini orfani che vivevano in orfanotrofio circondati da giocattoli colorati, ottimi mobili e con a disposizione del buon cibo. Nonostante le eccellenti condizioni di vita, essi diventavano sempre più malati. Smisero di giocare e persero l’appetito. I loro esili corpi si indebolirono e alcuni morirono. Per scoprire cosa fosse successo, furono inviati alcuni dottori delle Nazioni Unite. Essi, dopo una breve analisi, furono in grado di prescrivere una cura risolutiva: per dieci minuti all’ora, ogni bambino veniva abbracciato, baciato da un’infermiera che lo faceva altresì giocare e parlare. Con questo semplice metodo, i bambini diventarono più vivaci, iniziarono nuovamente a mangiare ed a giocare. Il loro “marasmus” era guarito.4

Il quarto stadio dell’intimità, la Cura, coinvolge la necessità vitale dei neonati e dei bambini di ricevere attenzioni costanti da parte di adulti emotivamente maturi, capaci di dar loro un ambiente sicuro ed amorevole. Il cerchio dell’amore si completa quando noi, che a nostro tempo siamo stati accuditi, a nostra volta diamo amore e nostra attenzione ai nostri figli: l’amore e l’amicizia vissuti nell’età infantile, li preparerà al futuro ruolo di adulti. (Vedere diagramma a pag. 125).

Pensate come sarebbe strano se i genitori tenessero la contabilità del tempo e delle risorse impiegate per i figli e se, alla fine di ogni anno, presentassero loro il conto! Sarebbe ancora più strano se un bambino, nel cuore della notte, smettesse di piangere e dicesse ai suoi genitori: “Avete proprio l’aria stanca. Posso anche aspettare il mattino per la poppata!”. L’esperienza della cura parentale è una delle opportunità più grandi per imparare il significato dell’ amore totalmente altruistico, l’amore incondizionato.


I QUATTRO STADI DELL’INTIMITÀ SONO:

1) Attrazione
2) Infatuazione
3) Connessione
4) Cura

Molte persone si fermano agli stadi 1 e 2 e non raggiungono mai il 3° ed il 4°. E’ come se fossero assuefatte alle sensazioni di eccitazione e di passione. Quando questi sentimenti cominciano a sbiadire, cercano qualcun altro. Non riescono a far proprie le qualità più profonde dell’amore che richiedono il dare incondizionato. Per un verso danneggiano gli altri con il loro egoismo e immaturità, per un altro si fanno del male poiché non crescono mai.

E’ superfluo dire che avere una gravidanza indesiderata, causata da un rapporto sessuale irresponsabile, significa precludersi la possibilità di raggiungere la forma di amore maturo descritta poc’anzi. L’appendice C “Quanto è sicuro il sesso sicuro?” spiega perché i preservativi e gli altri contraccettivi forniscano solamente una parziale riduzione dei rischi. Il loro uso non rende il sesso sicuro!

Se si vuole diventare un buon padre o una buona madre, capace di offrire un amore maturo al proprio figlio, è opportuno aspettare di essere pronti fisicamente, emotivamente ed anche finanziariamente. Se sei “in gamba” sceglierai un partner che condivida i tuoi valori e si mostri disponibile ad unirsi a te in modo deciso e definitivo sposandoti e prendendosi cura dei figli insieme a te.



I PAPÀ SONO IMPORTANTI – ANCHE TRA GLI ELEFANTI
(60 minuti II, 1/20/99)

Alcune decine di anni fa, si creò un problema di sovrappopolazione tra gli elefanti di una riserva di caccia africana. La soluzione adottata fu quella di sopprimere gli elefanti adulti e di spostare gli individui più giovani in un’altra riserva. Nonostante l’apprensione per la loro sorte, gli elefantini prosperarono.

In seguito, però, emersero alcune reazioni inaspettate. Nella nuova riserva, una decina di anni più tardi, si riscontrò una moria di rinoceronti – specie già in via di estinzione -. Si appurò che i responsabili delle morti erano i giovani elefanti maschi. In un primo tempo i ranger rimasero allibiti, perché questo era un comportamento molto anomalo per gli elefanti.

Poi, però, realizzarono che quegli elefanti erano cresciuti senza il modello del maschio adulto: decisero, così, di trasportare nella riserva alcuni esemplari adulti. Si temeva di essere troppo in ritardo e che questa operazione non avrebbe dato risultati, ma tentarono comunque.

Il risultato fu sorprendente: gli individui adulti sistemarono le cose. Gli elefanti giovani cessarono di uccidere i rinoceronti e frenarono la loro precoce sessualità, adottando un comportamento consono alla loro età.






DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. Che tipo di famiglia speri di avere un giorno?


2. Descrivi il tuo futuro partner ideale (marito o moglie).


3. Di che tipo di genitori pensi che i bambini abbiano bisogno? Che genitore vuoi essere? Che dubbi o paure hai?




Nota conclusiva:

L’AMORE MATURO DA’ INCONDIZIONATAMENTE E GUARDA AL FUTURO.






TREDICESIMA LEZIONE –


QUAL’E’ IL TUO PREZZO?




LETTURA

La mountain bike da trecento dollari

Un ragazzo di nome Rob amava andare in bicicletta per le stradine nei dintorni di casa sua. Dopo la scuola faceva diversi lavoretti per risparmiare i 300 $ necessari a comprare la nuova mountain bike esposta nel negozio di bici della sua città. Ogni giorno la andava ad ammirare.

Finalmente ebbe abbastanza soldi per comprarla. Da quel momento riservò molte ore ad andare in bicicletta, con il sole, la pioggia e a volte persino con i temporali. Diventò uno dei più abili ciclisti della zona e quella bicicletta divenne un buon amico che lo portava ovunque lui volesse. Quando Rob non andava in bicicletta, impiegava il suo tempo per la manutenzione. Comprò anche dei pneumatici nuovi.

Durante l’anno crebbe di diversi centimetri, così la bicicletta presto si rivelò troppo piccola per le sue lunghe gambe. Rob decise di venderla e lo disse ai suoi amici, precisando che avrebbe voluto realizzare 150 $.

Rick, un suo amico, durante l’intervallo di scuola, gli disse: “Ho sentito che vuoi vendere la tua mountain bike per 150 $.
Rob rispose: “Forse”.
Rick: “Bene, io ho 75 $, in tasca. Me la dai?”.
Rob replicò:” assolutamente no, ho appena cambiato i pneumatici”.
Rick: “Ma è graffiata”.
Rob:” Tutte le mountain bike hanno dei graffi. Questa non è una bicicletta da città, è una mountain bike”.
Rick insistette: “Però le righe sono da ritoccare”.
Rob: “Tu non hai idea di quante ore ho impiegato per la manutenzione della bicicletta”.
Rick disse:”Se cambi il prezzo la prendo subito”.
“Mi hai convinto”, replicò Rob con un sorriso, “Il prezzo è
cambiato”.
“ Grandioso, eccoti i 75$”, disse Rick tirando fuori i soldi di tasca.
“Mi spiace, Rick, il prezzo è cambiato, ma non a 75$. Il prezzo è di 300$, è quanto l’ho pagata ed è quanto vale”.
“Ma no, non puoi farmi questo”, protestò Rick.
“E’ la mia bicicletta, io posso venderla per il prezzo che voglio. Questa bici ha un valore speciale, per me, ha vinto molte corse. Ha i pneumatici nuovi. 300 $ è poco”.
Rick disse sorridendo: “ Sei un bravo venditore. Va bene, ti do 150$, mi hai convinto”.
Rob ribattè: “ Dico davvero, la bici vale più di 300 $. Più parlo con te e più mi rendo conto di quanto ci sono affezionato. 300$ è un affare, prendere o lasciare!”.
Rick protestò e brontolò per un bel po’, ma alla fine pagò i 300$ sapendo che la bicicletta li valeva tutti.



DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. Se Rob avesse deciso di accettare i 75$ offerti da Rick, invece di insistere su di un prezzo più alto, come si sarebbe sentito dopo? Perché?


2. Hai mai risparmiato per comprare qualcosa a cui tenevi molto? Come ti sei sentito quando hai avuto abbastanza soldi per comprarla? La impresteresti a chiunque?


3. E’ sorprendente come le persone che vendono qualcosa di prezioso, una bicicletta, un’automobile, una casa, aspettino per realizzare il miglior prezzo, ma quando si tratta di noi stessi, sembriamo essere incerti sul nostro valore. Per esempio, molte ragazze pensano di dover dare sesso per mantenere l’interesse del ragazzo mentre molti ragazzi ritengono di dover ottenere sesso perché altrimenti le persone potrebbero avere una scarsa opinione di loro. Conosci degli adolescenti che cadono in questa trappola? Descrivi. Cosa c’è che non va nel loro modo di pensare?


4. Se tu fossi una bicicletta, quale sarebbe il tuo prezzo? Saresti una bicicletta da 75$, 150$ o 300$? Perché?



DISCUSSIONE

Rick Stedman, autore di “Pure Joy”, racconta ai suoi pazienti una storia simile a quella della bicicletta per aiutarli a pensare al modo in cui si rapportano con gli altri ed alla loro autostima. Le persone tendono a trattarci nel modo in cui noi glielo permettiamo e questo modo riflette il valore che noi attribuiamo a noi stessi.

Ci sono molte analogie tra la sessualità ed il denaro. Certamente alcune persone si prostituiscono fornendo gratificazione sessuale in cambio di denaro. Sebbene questo possa essere un modo per far soldi velocemente, la maggior parte delle persone rigettano tale “attività” in quanto offensiva della dignità umana. Ritengono che la condivisione dell’intimità sessuale debba essere circoscritta a qualcuno che ti ama veramente, completamente dedito a te, e non per lucro.

La verità è che la sessualità, come qualsiasi altra cosa desiderabile, può essere considerata una merce, qualcosa da usare per ottenere ciò che si vuole. La cultura di massa promuove spesso questo punto di vista: i media ribadiscono in continuazione che una ragazza carina o sessualmente attraente può ottenere ciò che vuole.

Se una ragazza si mostra disponibile a fare sesso, potrà certamente trovare dei ragazzi pronti ad uscire con lei, ma essi saranno veramente interessati a lei o piuttosto desiderosi di sesso? Questa ragazza può sentirsi forte e desiderabile a breve termine, e pensare di dominare la situazione, ma tale dinamica può distorcere il rapporto e compromettere la sua serenità con ripercussioni psicologiche nel tempo.

Molti giovani hanno questo approccio ma considerare il sesso come mera merce di scambio snatura il suo significato. Il desiderio sessuale non è soltanto orientato all’eccitazione, è orientato alla persona. L’appagamento sessuale non è di per sé pienamente gratificante.

Se mancano l’amore e la dedizione, l’atto sessuale è vuoto. Il significato del sesso non risiede soltanto nel piacere fisico, come molti pensano, è comunicare dei valori . Proprio come non impresteresti la bicicletta nuova ad uno sconosciuto, non dai il tuo prezioso dono della sessualità a qualcuno che potrebbe usarlo e gettarlo via come fosse un rifiuto.

Nel racconto di Rick Stedman, l’oggetto venduto non è una bicicletta, è un tavolo antico messo in vendita per 300$, ma il suo proprietario decide che ha ancora più valore. Ne richiede 600 e li realizza. Dopo aver raccontato la storia, molti “single” si rendono conto che il modo in cui gli altri li trattano dipende dalla loro autostima. A quel punto Rick chiede loro: “ Se tu fossi un tavolo, quanto costeresti? Saresti un tavolo da 300, 400 o 600$?
Alcuni dicono:” Io sono un tavolo da 10$. Mi sono sempre svenduto e sono sempre stato trattato così miseramente che mi sento di valere poco”.
Altri dicono:” Costerei circa 300$. Di certo non finirei da un rigattiere, ma non potrei neanche costare tantissimo. Non sarò mai trattato come vorrei esserlo veramente”.
Altri ancora sorridono dicendo:” Io sono un tavolo da 600$ e aspetto da molto tempo che qualcuno lo scopra e se ne renda conto”.
Le persone di solito non ci trattano miseramente perché hanno scarsa considerazione di noi; potrebbe sorprenderci, ma il modo in cui gli altri ci trattano è spesso la conseguenza di una nostra scelta. Se abbiamo poca autostima, probabilmente permetteremo agli altri di trattarci male. D’altro canto, se diamo valore a noi stessi, non lasceremo che ci trattino con sufficienza. Il nostro prezzo non è deciso dagli altri, lo stabiliamo noi.

Cosa faresti se realizzassi che il tuo “cartellino del prezzo” fosse più appropriato ad un rigattiere piuttosto che ad un negozio del centro? Come discusso nel capitolo sette, puoi far riferimento al termine HEALS.


SEGUIRE SOLTANTO LE EMOZIONI?

Alcune persone dicono di seguire semplicemente le loro emozioni e, se fare sesso con qualcuno li fa sentire bene, e non sentono alcun rimorso, perché non farlo? Ma ci sono molte cose che al momento possono sembrare prive di problemi e piacevoli, ma che, più tardi, hanno conseguenze disastrose.

Per esempio, quando un ragazzo ottiene la prima carta di credito potrebbe avere la tentazione di comprare molte cose. Sul momento comprare indumenti, oggetti può essere veramente divertente, ma quando arriva il conto da pagare a fine mese sorgono i problemi seri.

Ci sono molte azioni che le persone compiono le cui conseguenze si rendono visibili soltanto in un secondo tempo. Il bere alcolici o usare stupefacenti può sembrare al momento molto piacevole, ma prima o poi bisogna pagare il conto dell’assuefazione o dell’alcolismo. Molte persone investono tutte se stesse per la realizzazione del divertimento e vivono in modo dissoluto senza alcun rammarico, fino a quando non arriva il “ conto da pagare”. Le conseguenze della loro bancarotta morale, del vuoto interiore e del sentirsi usati e sfruttati, diventeranno evidenti solo anni più tardi.
La rivoluzione sessuale che ha avuto luogo negli USA e in molte nazioni negli anni ’60, ’70 e ’80, ci ha fatto credere che il sesso potesse e dovesse essere vissuto senza conseguenze. Invece di investire in un rapporto esclusivo ed impegnato, molte persone hanno condiviso il loro affetto, il loro cuore e i loro corpi con diversi partner. E’ come se chi riceve un’eredità o vince alla lotteria, spendesse tutto in feste con amici e conoscenti. Finché ha dei soldi gli sono tutti “amici” ma quando finiscono gli “amici” se ne vanno.

Ma se, al contrario, si investono i soldi in modo che fruttino per sé e per creare nuovi posti di lavoro, ci si circonderà di persone valide che condividono i nostri obiettivi per il futuro.

Stai sprecando la tua preziosa eredità sessuale con diversi partner che non ti rimarranno vicini per molto? Oppure la stai preservando e investendo come un bene prezioso da spartire in futuro con un partner per la vita? Non sprecare la tua eredità sessuale! Fai un investimento a lungo termine! Se sei consapevole del tuo valore, rifletti attentamente sulle persone e sui rapporti e assicurati che siano degni di fiducia.

Le relazioni che richiedono poco impegno sono come affittare qualcosa che però non sarà mai tuo. Subito ne trarrai gioia, ma non ci sono i presupposti per considerarla realmente tua.
I rapporti impegnativi sono come investire in una cosa che sarà tua quando finirai di pagare le rate e di cui potrai beneficiarne per tutta la vita.

Il punto non è trovare il partner perfetto che “mi completerà”, la chiave è diventare una persona completa di valori che potrà essere un buon partner e che potrà attrarre amici con dei valori. Stedman sottolinea che “1 x 1 = 1 ma
1 x ½ = ½”. Anche se una persona incompleta trova una persona completa, quella incompleta lo rimane e il rapporto sarà anch’esso incompleto.



DOMANDE PER LA RIFLESSIONE


1. Qual è il costo del sesso privo di dedizione? Le conseguenze sono subito evidenti oppure si riveleranno solo anni più tardi? Spiega.


2. Cosa ne pensi dell’analogia tra il valore della sessualità ed il modo in cui le persone possono usare il denaro vinto o ereditato? Conosci qualcuno che ha sperperato la propria sessualità? Descrivi. Conosci qualcuno che ha “investito” la propria sessualità in un rapporto di dedizione per tutta la vita? Descrivi.



COSA DIRE DELLE PULSIONI SESSUALI?


Tu potresti dire: “cosa ne faccio delle mie pulsioni sessuali? Devo far finta di niente?” Alcune persone lo fanno, infatti sublimano (trasferiscono, ridirigono) le loro pulsioni nello sport, nello studio o in altri interessi; ma invece di cercare di “spegnere” il tuo “interruttore sessuale” potrebbe essere un’alternativa migliore affrontare direttamente le sensazioni sessuali. Tieni presente che avere delle pulsioni sessuali è positivo! Dimostra che tu sei un essere sessuale in tutti i suoi molteplici aspetti, non soltanto per quelli fisici.

Quando ci sentiamo attratti sessualmente da una persona, ciò non significa che fare sesso ci possa rendere felici ma solo che vogliamo conoscere quella persona. La sessualità esiste in quanto siamo esseri sociali con il desiderio di relazionarsi. Spesso, conoscendo una persona, la pulsione sessuale svanisce e lascia spazio all’amicizia e al desiderio di approfondire tale conoscenza al fine di instaurare un rapporto per il futuro.

Non devi fuggire dalle tue pulsioni sessuali o dalla persona che le suscita (a meno che tale persona non abbia altre caratteristiche negative che vuoi evitare) perché anche se “fuggi “ le fantasie su quella persona rimarranno con te, che tu lo voglia o no.

Conoscendo lui o lei, svilupperai la capacità di essere amico di un individuo di sesso opposto e sarai in grado di considerarlo come qualcosa di più di un soggetto esclusivamente attraente dal punto di vista sessuale.
Imparerai a conoscere gli altri in modo più profondo, come persone con i loro pregi e i difetti e non soltanto come oggetti del desiderio sessuale da cui siamo ossessionati o dai quali fuggiamo. La capacità di essere amici del sesso opposto sarà importante se e quando ti dedicherai a qualcuno nel matrimonio. Tuo marito o tua moglie non saranno esclusivamente partner sessuali, ma amici. Le esperienze di amicizia disinteressata saranno importanti risorse per il tuo futuro matrimonio.

Detto questo, sarebbe sciocco impelagarti in situazioni in cui potrebbe succedere qualcosa di indesiderato. Come discusso nel capitolo 9 il tracciare dei limiti dimostra che hai una buona considerazione di te stesso e che, a tua volta, ti aspetti di essere trattato con rispetto.

Preservare la sessualità per la futura vita matrimoniale significa proteggere, affermare il proprio valore e porre le fondamenta dell’edificio morale della tua vita. Quando le persone non si svendono, immagazzinano nel loro edificio ricchezza emotiva e profondità d’animo che altri, con le stesse qualità, percepiranno.



LETTURA

RICONOSCERE UN POTENZIALE MOLESTATORE

Cara Ann Landers, vorrei suggerire alla “ragazza americana media” di una qualsiasi città che essere molestate e umiliate dal proprio ragazzo non è “normale”. Al momento vivo in una casa-famiglia dove sto seguendo un programma di riabilitazione per ragazze molestate. Come molte altre donne, pensavo che se avessi amato abbastanza il mio ragazzo, lui avrebbe cessato di essere violento, ma è soltanto peggiorato. Vorrei sensibilizzare altre ragazze e aiutarle a riconoscere quelli che possono essere veri e propri campanelli di allarme che a me sono sfuggiti ancor prima di chiedere aiuto.

Brenda di Dallas.





Cara Brenda,
Nessuno conosce un posto come chi ci è vissuto. I tuoi “campanelli di allarme” dovrebbero essere punti di riferimento per qualsiasi donna che sta pensando di instaurare un nuovo rapporto. Vediamoli:

- Si presenta come un tipo dal grande fascino dicendo di amarti fin dal primo istante.
- Ha problemi con le figure autorevoli.
- Ti mette in imbarazzo alla presenza degli altri.
- E’ molto competitivo e deve sempre vincere. Quando guida vede gli altri automobilisti come potenziali rivali.
- Pretende sempre la tua completa attenzione e deve sempre avere la situazione “sotto controllo“.
- Ha una duplice personalità: talvolta da adulto, altre volte infantile.
- Le sue promesse e le sue scuse non hanno valore.
- Dimostra gelosia per i tuoi amici e familiari.
- Non tollera critiche e cerca di giustificare i suoi comportamenti inaccettabili.
- Ha improvvisi e imprevedibili alti e bassi.
- E’ talvolta duro – il rapporto diventa sempre più travagliato. Improvvisamente ti rendi conto che è un vero molestatore e tu la vittima.
Ann Landers, 22 Novembre 1997



DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. Perché pensi che alcuni persistano in un rapporto in cui non sono rispettati? Perché tendono a giustificare il cattivo comportamento dei loro partner?


2. Perché pensi che alcune persone approfittino del loro partner? Brenda pensava che se “l’avesse amato abbastanza, lui si sarebbe ravveduto.” Pensi che l’amore sia sufficiente per cambiare una persona molesta?



3. Conosci qualcuno che è coinvolto in un simile rapporto?
Descrivi. (evita di citare i nomi reali).



4. Cosa faresti se il tuo partner si rivelasse molesto? A chi ti potresti rivolgere per trovare aiuto?


Nota conclusiva:

SE TU NON STIMI TE STESSO GLI ALTRI NON TI STIMERANNO.




QUATTORDICESIMA LEZIONE -


MATRIMONIO



La maggior parte dei giovani esprime il desiderio di sposarsi in un futuro. Quando sei adolescente, il matrimonio può sembrare distante nel tempo, troppo distante per pensarci. Ma se il matrimonio è una delle tue “pietre grandi” che vuoi mettere nel contenitore della vita, è saggio capire cos’è, e come prepararcisi o almeno evitare di rovinarlo a priori.

Un tempo la società prescriveva che gli adulti si sposassero e avessero dei figli. Coloro che non si sposavano erano considerati come persone che avevano perso una parte importante della vita. Oggi l’approccio verso il matrimonio è cambiato. Sempre più uomini e donne vivono insieme senza essere sposati, ma questa condizione è positiva o negativa per i loro matrimoni futuri?



BENEFICI SOCIALI E PERSONALI DEL MATRIMONIO

“Gli ingredienti necessari per una crescita completa e sana – attenzione, concentrazione, sicurezza, tempo, profonda intimità – esistono unicamente nel matrimonio. Non possiamo crescere pienamente in un rapporto precario e privo di impegno”.

Harville Hendrix, scrittore e psicologo


Ci sono profonde ragioni per cui la maggioranza degli adulti decide di sposarsi anche oggi, quando i canoni etici inerenti il matrimonio sono molto più blandi. Il motivo è che il nostro desiderio di intimità, di essere compresi e di comprendere completamente un’altra persona, non può realizzarsi in un rapporto incompleto, quasi a continuare a volare a mezz’aria senza mai realmente spiccare il volo!

Se tu conosci un bagnino, ti dirà che chi rischia di annegare ha paura dell’acqua. Si spendono molte energie cercando di galleggiare al di sopra dell’acqua, così si consumano velocemente tutte le forze e si annega. Se, invece, ti rilassi e accetti di essere nell’acqua, il tuo corpo galleggerà in modo naturale. Analogamente, molti hanno paura ad impegnarsi in un rapporto matrimoniale a vita. Temendo il peggio, tengono aperta una via di fuga nella loro mente, ma questo compromette la possibilità di realizzare un amore più profondo.

Come dice la poetessa Elizabeth Barrett Browning “Io ti amo non per ciò che sei ma per ciò che sono insieme a te”. Un compagno per la vita è, in sostanza, un’opportunità. Più ci si sforza di amare un partner che non è molto facile da amare, più si comprende ciò che l’amore realmente è. Come spiega Edward Ford nel suo libro “Permanent Love”: “Il matrimonio non ti dà altro che la possibilità di fare di te una persona che sa amare veramente e non soltanto fra le lenzuola, ma nella tua vita… L’ amore per gli altri scaturirà più dallo sforzo di amarli che dall’amore ricevuto, per quanto importante esso sia… L’infanzia è l’ultimo e l’unico stadio della nostra vita in cui si cresce esclusivamente ricevendo in modo passivo l’amore dagli altri; da quel momento in poi la responsabilità si sposta sulle nostre spalle e vi rimane”.
Molti pensano che un modo efficiente di sondare le potenzialità di un futuro marito o moglie sia quello di conviverci, anche per verificare la compatibilità sessuale e non solo. Tuttavia, in questo contesto, nessuno dei due partner può essere certo della dedizione dell’altro. Certamente, come descritto nell’articolo che segue, le statistiche dimostrano che le coppie che convivono prima di sposarsi, dopo il matrimonio corrono un rischio più elevato di divorzio.



Le coppie che convivono manifestano meno serenità di quelle sposate
Fox News, 24 agosto 1998

“New York.
Le coppie che vivono insieme per molto tempo senza sposarsi sono più depresse e meno soddisfatte delle loro vite di quelle sposate, a detta di una relazione basata su dati dell’ Inchiesta Nazionale sulle Famiglie Tradizionali e di Fatto – 1987 – 1988.

In particolare le donne conviventi con bambini sono più propense alla depressione, secondo lo studio presentato sabato scorso a San Francisco alla Associazione Sociologica Americana.

L’insoddisfazione e la depressione possono essere generate dalla instabilità dell’unione, dice la dottoressa Susan Brown della Facoltà di Sociologia presso la Bowling Green State University dell’Ohio.

-Noi sappiamo che le unioni di fatto sono meno stabili di quelle matrimoniali e io credo che questo abbia un impatto significativo sulla depressione e sui livelli di soddisfazione nella vita – sostiene nell’intervista con la rivista medica Reuters Health”.



Inoltre gli episodi di violenza domestica sono molto più frequenti tra le coppie non sposate.(3) Più in generale, gli uomini e le donne non sposati sono quattro volte più a rischio di subire violenze.(4)

In media, le coppie sposate hanno anche una salute fisica ed emotiva migliore rispetto alle persone non sposate, vedove, separate e divorziate.(5) Che ci si creda o no, i non sposati possono essere più a rischio di vita di coloro che hanno malattie cardiovascolari o neoplastiche.

Avere malattie cardiovascolari accorcia la vita di circa sei anni, ma i non sposati hanno una media di vita inferiore di dieci anni rispetto agli sposati.

Uno studio condotto in Inghilterra rivela che un solido matrimonio vale 100.000 $ all’anno, perché, a parità di condizioni, una persona sposata è altrettanto felice di un’altra – divorziata o “single” – che guadagna 100.000 $ più di lei.(7)

La dottoressa Linda White, dell’Università di Chicago, rivela che: “il matrimonio migliora il comportamento delle persone”. Gli sposati si curano gli uni degli altri, bevono meno alcolici e fanno minor uso di marijuana e di cocaina.

In seguito a un dettagliato rapporto di uno studio eseguito su 50.000 uomini e donne monitorati dall’inizio delle scuole superiori fino all’età di 32 anni, svolto da ricercatori dell’Università del Michigan, la dottoressa White ha riscontrato un forte incremento di comportamenti deleteri tra i “single”, ed un considerevole calo di atteggiamenti negativi tra gli sposati. Ha rilevato, inoltre, che gli sposati sperimentano un livello più alto di felicità degli altri e sono anche più realizzati sessualmente.(8) Ciò è dovuto in parte al fatto che essi non devono cercarsi un partner, ma anche alla maggiore fiducia esistente in genere nei matrimoni, dove è inferiore la paura dell’abbandono.

L’indagine scientifica sulla sessualità più accreditata fin qui svolta, ha rivelato che le donne più strettamente monogame e che hanno preservato la verginità fino al matrimonio vivono una sessualità più soddisfacente delle donne che hanno avuto più partner.(9) Le prime, inoltre, sperimentano matrimoni più felici e con meno probabilità di divorzi.10 Esse sono state più disposte ad attendere, probabilmente perché davano una grande importanza al matrimonio ed in seguito si sono dedicate maggiormente ad esso. Come per tante altre cose della vita, è essenziale scegliere ciò che è importante.

Un lavoro dell’Università del South Carolina sottolinea che le persone che hanno vissuto esperienze sessuali prematrimoniali, sono anche più soggette all’adulterio.

Nonostante i maggiori oneri finanziari che devono sopportare in termini di spese domestiche e di educazione dei figli, le coppie sposate sono quattro volte più benestanti dei single o dei divorziati.(13) Questi vantaggi economici sono possibili grazie al mutuo soccorso all’interno delle famiglie e nelle famiglie di provenienza: i familiari sono più disponibili ad aiutare finanziariamente le coppie sposate.

Gli sposati tendono ad essere più produttivi nel lavoro, probabilmente perché sanno che a casa c’è qualcuno che può supportarli e crede in loro. Sanno anche che i familiari (mogli, mariti e figli) contano sulla loro affidabilità. Per questa ragione sono meno propensi a lasciarsi coinvolgere da comportamenti autodistruttivi o rischiosi. Per gli sposati la media di coinvolgimenti in crimini violenti è’ decisamente inferiore ai single.(14)

I benefici per i loro figli e comunità sono ovvi. Qualsiasi società trae vantaggi da cittadini rispettosi delle leggi e laboriosi quali sono i più degli sposati.





CATTIVI MOTIVI PER SPOSARSI

Se sono legato ad un’altra persona perché non riesco a stare in piedi da solo, lui o lei mi salveranno la vita ma il rapporto non sarà un rapporto d’amore.

Erich Fromm



Sebbene sia chiaro che il matrimonio fornisca molti benefici alla maggioranza che lo sceglie, sarebbe certamente sciocco pensare che sposarsi con chicchessia per qualsiasi ragione sia una buona idea! Ci sono motivazioni sbagliate per sposarsi che ogni giovane dovrebbe conoscere ed evitare!

Alcune persone si sposano per motivazioni sbagliate, come per esempio per togliersi da situazioni conflittuali con i genitori o perché sono depresse. Ma per quanto sia grande l’istituzione del matrimonio, non potrà mai sostituire il duro lavoro della crescita personale. I consulenti matrimoniali Les e Leslie Parrott dicono: “il matrimonio non cancella il dolore personale né elimina la solitudine. Perché? Perché le persone si sposano per aumentare il loro benessere, non per prendersi cura del loro partner. I difetti che avevi prima di sposarti, permangono anche dopo essere uscito dalla chiesa. Un certificato di matrimonio non è una bacchetta magica”.

Un’altra ragione sbagliata per sposarsi è la falsa credenza che “mio marito o mia moglie mi farà diventare una persona completa”. Il matrimonio è una sfida verso nuove mete e ci sprona a diventare migliori, dicono i Parrott, ma né il matrimonio, né il nostro partner ci renderanno miracolosamente perfetti. Coloro che credono a questo divengono dipendenti dai loro compagni a cui si appoggiano per avere costanti supporti emotivi.

Un altro mito diffuso è quello di ritenere che se troviamo “Miss o Mister Perfezione” andrà tutto bene. Ma niente può sostituire il duro lavoro di costruire un matrimonio basato sull’accettare l’essere umano che hai sposato.(15)Molti usano l’amore romantico come un ubriaco usa un lampione: non per l’illuminazione che fa ma come appoggio.(16) A questo punto dovrebbe essere chiaro che nel matrimonio come in altri aspetti della vita, il successo dipende dalla crescita, dalla forza e dalla disciplina personali.


DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. Quali sono i benefici personali che i ricercatori hanno riscontrato per le donne e gli uomini sposati?


2. Che vantaggi forniscono alla società?


3. Quali sono i motivi sbagliati per sposarsi?


LA CASA DELL’AMORE

Lo psicologo Robert Sternberg ha studiato molte coppie per capire che cos’è l’amore. Secondo il suo modello, l’amore è come un triangolo i cui tre lati sono: la passione, l’intimità e la dedizione. La passione è il forte desiderio di affetto fisico e in genere scaturisce senza molto sforzo, specialmente al primo stadio di un rapporto. L’intimità, l’elemento emotivo, richiede sia la disponibilità ad aprirsi con l’altra persona sia la capacità di comunicare ed ascoltare. Se due persone vivono senza intimità non si conosceranno mai profondamente e non si svilupperà mai un’unione vera. La dedizione, il terzo lato, si basa sulla volontà ed il carattere della coppia e sulla comprensione profonda dell’importanza di mantenere le promesse.(17)

Un quarto elemento, la compatibilità, include gli interessi comuni, le credenze, i valori e le tradizioni della coppia. Questi aspetti rappresentano le basi della coppia cosicché la dedizione reciproca non sia soltanto un atto di volontà ma una comune condivisione del significato e del fine del matrimonio. Questo è il motivo per cui bisogna dedicare del tempo a conoscersi prima di affrettarsi a sposarsi. La passione non è abbastanza, non può durare all’infinito.
La partecipazione attiva ad una comune fede religiosa è un fattore che aiuta i rapporti.

Tra le coppie sposate, quelle che frequentano la chiesa più di una volta al mese, hanno probabilità doppie di rimanere sposate di quelle meno praticanti.(18)

Le coppie che inizialmente sono follemente innamorate, spesso scoprono in seguito che la scarsa conoscenza delle reciproche fedi è un serio errore.

E’ importante avere interessi comuni a cui dedicare insieme del tempo per evitare di diventare estranei che condividono unicamente le mura domestiche. Intimità, Dedizione, Compatibilità sono necessari per edificare una casa dell’amore che non venga spazzata via dal vento delle prime difficoltà.
Per questo motivo è fondamentale una adeguata preparazione al matrimonio per esaminare aspetti chiave del futuro matrimonio. Spesso le coppie “innamorate” non realizzano le difficoltà di tipo finanziario, sull’educazione dei figli, o persino se avere figli, fino a quando non ci si trovano immerse.(19)



La casa dell’amore:

passione


Dedizione


Intimità


Compatibilità







DOMANDE PER LA RIFLESSIONE


1. Quali sono i tre lati dell’amore secondo Robert Sternberg? Quali sorgono spontaneamente e quali necessitano di volontà?


2. Cosa pensi che sia la compatibilità?



3. Quale suggerimento daresti ad una coppia che dice di essere “innamorata” e che vuole sposarsi immediatamente?


4. Qual è il tuo Quoziente Intellettivo dell’amore?20
Se rispondi sinceramente alle seguenti domande, capirai la tua “intelligenza” nell’amore.


a. Sei tu che scegli l’amore o è l’amore che sceglie te?
L’amore sceglie me Io scelgo l’amore
1 2 3 4 5 6 7


b. Quando e se tu cominci ad uscire con qualcuno, preferisci uscire con chicchessia piuttosto che non uscire affatto?
Chicchessia Non esco
1 2 3 4 5 6 7


c. Hai un’idea chiara delle qualità e del carattere che desideri nella persona con cui esci o preferisci scoprirle strada facendo?
Scoprirlo strada facendo So ciò che voglio
1 2 3 4 5 6 7


d. Tendi a prendere le decisioni in base a ciò che senti o a ciò che pensi?
Sentimenti Pensieri
1 2 3 4 5 6 7


e. Se una persona dalla quale sei attratto ha dei valori e delle convinzioni opposte alle tue, sei propenso ad approfondire il rapporto o ad evitarlo?
Approfondire Evitare
1 2 3 4 5 6 7

f. Se ti piace veramente una persona ma dopo alcune volte che uscite insieme dimostra di non rispettarti, sei in grado di capire ciò che sta succedendo e di dirglielo, oppure è più probabile che tu rimanga in silenzio e subisca?
Rimanere in silenzio e subire Capire e parlarne
1 2 3 4 5 6 7


g. Quando si tratta di passione fisica, sei capace di delimitare dei confini e di controllarti oppure permetti al tuo partner di condurre il gioco?
Lascio condurre il gioco Mi controllo e traccio dei confini
1 2 3 4 5 6 7


h. Credi nell’amore a prima vista o nell’amore che si costruisce nel tempo?
Amore a prima vista Amore nel tempo
1 2 3 4 5 6 7





Punteggio: addiziona i numeri per determinare il tuo punteggio di Quoziente Intellettivo dell’Amore.

Da 37 a 56 punti: Oltre la media
Da 25 a 37 punti: Nella media
Da 7 a 24 punti: Sotto la media



I punti di questo esercizio servono ad aiutarti nella valutazione delle tue tendenze nel tuo rapporto con l’altro sesso. Non scoraggiarti se il tuo punteggio è basso. Questo significa semplicemente che potrai trarre più profitto dalle indicazioni di questo corso.





5. Sei un buon partito?

Questo esercizio ti aiuterà a determinare se la persona con cui esci è compatibile con te, nel lungo termine, per qualità e caratteristiche. Metti un segno vicino alle caratteristiche che avete in comune.

Cose che abbiamo in comune

__età

__senso dell’umorismo

__convinzioni religiose

__adattabilità

__significato del ruolo maschile/femminile

__pazienza

__preferenze musicali e artistiche

__controllo della rabbia

__significato che dai al denaro

__capacità di socializzare

__standard igienici

__autodisciplina e autocontrollo

__affidabilità

__sincerità

__classe sociale

__ livello culturale

__idee politiche

__uso di alcol e droghe

__espressione di emozioni

__hobby e attività ricreative

__generosità

__umiltà

__ottimismo



Per questo esercizio non esiste alcun punteggio. Serve solo ad aiutarti a capire quanto hai in comune con il tuo partner.


INTERVISTA PER UN MATRIMONIO

Le seguenti domande sono da rivolgere a un potenziale partner matrimoniale per appurare il grado di condivisione su importanti questioni. Dopo aver risposto alle domande confrontate le risposte.

Il tuo nome:_______ Il nome del tuo partner:_______

1. Cosa significa per te il matrimonio? Cosa fa durare un matrimonio?

2. Quali sono le tre qualità più importanti che desideri in un partner?


3. Per quanto tempo dovresti frequentare una persona prima di sposarla? Perché?

4. Credi nel divorzio? Se si, quali sono le ragioni che giustificano un divorzio?


5. Quali sono i cinque valori fondamentali a cui fai riferimento, specialmente in un rapporto?

6. E’ giusto fare sesso prima del matrimonio? Perché o perché no?


7. Quanto tempo delle tue vacanze sei disposto a trascorrere con la famiglia di tua moglie o marito?

8. Vuoi dei bambini? Se si, quanti? Quando?


9. Quando i bambini sono piccoli, e’ giusto che uno dei due genitori stia a casa? Se si, chi e perché?

10. Credi in una fede religiosa? Alleverai i tuoi bambini con quella fede? Fra la tua religione e quella del tuo partner, quale religione sceglierete?
11. Se i tuoi genitori non approvassero il tuo partner, lo sposeresti ugualmente? Anche se significasse perdere la tua famiglia di origine? Spiega.

12. Se tu e il tuo partner cominciaste ad avere molti conflitti e disaccordi, cosa fareste?

13. Dopo sposati, vorrete usare il denaro per godervi subito la vita o risparmiare per il futuro?

14. Sareste disposti a farvi dei debiti? Se si, fino a quale cifra? Per quanto tempo?

15. Se il tuo partner perdesse il lavoro o si ammalasse, baderesti tu alla famiglia? Per quanto tempo?

16. Avrete un conto in banca comune o due separati? Quale percentuale del tuo stipendio sarà destinata alle spese? E quale terrai per te?

17. In un matrimonio, chi paga le bollette e controlla il denaro? Perché?


INTERVISTA AD UNA COPPIA SPOSATA

Le seguenti sono domande da rivolgere ad una coppia sposata da almeno 15 anni.

Nome del marito______Nome della moglie_______

1. Che cosa ha tenuto insieme il vostro matrimonio?

2. Cosa apprezzate di più del vostro partner?

3. Come risolvete i dissidi?

4. Se avete dei figli, in che modo essi hanno cambiato il vostro matrimonio?

5. Cos’è il vero amore?

6. Quali erano i vostri voti matrimoniali?




SCRIVI UN VOTO MATRIMONIALE

Scrivi il tuo personale voto matrimoniale. Se vuoi, puoi usare voti della tua o di altre fedi.



CINQUE STADI DI CONSOLIDAMENTO DEL RAPPORTO

Il Dr. John Epps Ha sviluppato un modello in cinque stadi per definire come una coppia approfondisce il rapporto affettivo.
Questi stadi sono direttamente collegati fra loro e devono essere vissuti in un ordine specifico e stare in un rapporto armonioso l’uno con l’altro.

Essi sono:

1. Conoscenza reciproca.

2. Fiducia.

3. Il senso di appartenenza ed affidabilità della coppia, così da sviluppare una sana interdipendenza emotiva.

4. Dedizione pubblica e privata.

5. Intimità sessuale.

Per una coppia che semplicemente convive, c’è una chiara violazione di questo modello, perché l’aspetto sessuale precede la dedizione. La convivenza si caratterizza per una scarsa dedizione e questa è la morte di qualsiasi rapporto.

Quando subentra un rapporto sessuale prima della conoscenza reciproca, della fiducia, del senso di appartenenza e di dedizione, la struttura dell’edificio viene minata alle fondamenta. Il coinvolgimento sessuale avulso dalla dedizione interrompe il processo di sana unione.

Il Dr. Epps dice: “Gli scompensi di questa dinamica di avvicinamento portano a un eccessivo attaccamento al partner, elevata vulnerabilità e a mancanza di obiettività”. Se speri di realizzare un matrimonio ben riuscito, devi renderti conto che la convivenza e il sesso pre-matrimoniale potrebbero precludere la tua possibilità di successo.22


CONTRASTI E PATTI

Nonostante la tendenza al consumismo nella nostra società, dove tutto e tutti “hanno un prezzo”, esistono ancora alcuni rapporti che non possono essere ridotti a un mero scambio di merci.23 Uno di questi rapporti è quello tra padre e figlio. La maggior parte dei genitori fa ogni sorta di sacrifici per i propri figli. Immagina come sarebbe strano se i genitori presentassero ai figli, al compimento dei 18 anni, il conto di tutti gli abbracci dati, tutti i pannolini cambiati, i pasti cucinati, gli indumenti lavati e stirati, i giocattoli acquistati, le storie lette, gli sport insegnati, i libri acquistati. I genitori amano incondizionatamente i loro figli, senza alcun tornaconto. Secondo Margaret Brining, autrice di “From Contract to Covenant”, questo è un rapporto-patto perché rimane costante nel tempo ed è completamente altruistico, basato sulla fiducia e l’intimità, senza alcun scopo di lucro. Coloro che sono coinvolti in questo rapporto spesso, per amore, fanno di più di quanto non sia previsto dalla società.

Il mondo degli affari spesso prevede la possibilità di recedere da un contratto, qualora si presentino condizioni più vantaggiose. Ma quando questa regola viene applicata ai rapporti personali, ciò che si guadagna in libertà si paga molte volte con la solitudine. Un contratto, inoltre, prevede di dover tenere la contabilità di ciò che le parti hanno dato. In un’unione di fatto, dove due persone sessualmente intime convivono, non esiste un dare incondizionato e permanente: si sta insieme per ottenere un mutuo beneficio, ma se uno dei due si stanca di tale sistemazione può semplicemente andarsene. La disponibilità limitata scoraggia un investimento a lungo termine.

E’ come vivere in un appartamento che non è tuo. Siccome puoi andartene in qualsiasi momento, sei poco incentivato a manutenere o migliorare il posto in cui vivi. Analogamente, le famiglie che comprano una casa, saranno più motivate a investire tempo, sforzi, creatività e risorse per apportare dei miglioramenti.

Nei matrimoni stabili, basati su di un rapporto-patto, al contrario dei rapporti che prevedono delle clausole pre-matrimoniali, le coppie non tengono alcuna contabilità del dare/avere. Sorprendentemente, le coppie che non hanno una contabilità suddetta, vivono un matrimonio più costante nel tempo.

Nei rapporti-patto che siano tra genitori e figli, marito e moglie, tra amici veri o di lealtà alla propria nazione o al proprio Dio, c’è la convinzione che ciò che si da si riceve, prima o poi. Il genitore che ama incondizionatamente il proprio figlio, crede fermamente che i rapporti non si possano spezzare e che la ricompensa sia l’atto di amare in se stesso.

Il marito che si prende cura di una moglie malata oppure il soldato volontario che difende la propria nazione agiscono nella consapevolezza che le loro azioni vanno aldilà del semplice “do ut des” (ti do qualcosa affinché tu mi dia qualcosa).

I contratti spesso sono di breve durata o addirittura consistono in un baratto istantaneo. I rapporti-patto, proprio perché sono intesi a durare nel tempo, presuppongono che i conti pareggeranno, prima o poi, e anche se così non fosse, non importa. I contraenti di un patto sono di solito molto più altruisti degli altri.26 Tenere il punteggio di chi fa cosa e chi deve a chi, pare produrre unioni meno soddisfacenti. In altre parole gli sposati, pur senza fare i conti, paiono più felici affidandosi gli uni agli altri.

Il matrimonio fornisce molti benefici, sia agli uomini, sia alle donne. Crea, inoltre, il contesto in cui l’amore vero si può sviluppare.



QUARTA PARTE


RAPPORTI CON LA COMUNITÀ



E’ stato detto che “nessun uomo è un’isola” e neppure lo è la famiglia. Anche se tu fossi in grado di realizzare un buon matrimonio e una buona famiglia, se la società e la cultura che ti circondano sono in declino, anche la tua famiglia ne sarà influenzata. Ci sono due motivi per cui è importante che tu conosca la cultura in cui vivi. Primo: per evitare di essere inconsciamente influenzato da essa e per avere la capacità di discernere gli aspetti di tale cultura che scegli di accettare perché li ritieni validi per la tua vita. Secondo: perché tu possa agire in modo proattivo per farla progredire. Il termine “proattivo” abbina il significato di “positivo” a quello di “attivo”, in contrasto con una persona che tende a pensare sempre negativamente e che è passiva di fronte alle sfide della vita.



QUINDICESIMA LEZIONE -


CAPIRE LA CULTURA



Nessuno di noi è “sotto vuoto”. Nel bene e nel male, siamo tutti influenzati dai messaggi provenienti dall’esterno. Ogni volta che guardiamo un cartellone pubblicitario, la copertina di una rivista, uno spettacolo televisivo, un film, ascoltiamo la radio, un CD, navighiamo in Internet, o semplicemente parliamo ad un amico, ne veniamo inevitabilmente influenzati.

E’ importante capire perché e come si sia giunti ad un prolasso dei valori tradizionali, in specie di quelli riguardanti la sessualità.
Quali fatti e idee hanno contribuito a cambiare i valori sessuali?

Osservando a ritroso nei secoli le idee sulla sessualità, appare chiaro che si sono contrapposte due filosofie che hanno formato le nostre attuali attitudini sessuali. Ciascuna di esse mirava a dominare non soltanto la cultura, ma anche la vita degli individui. Sorprendentemente, però, nonostante fossero antagoniste, ognuna ha apportato elementi che ci permettono di comprendere gli odierni aspetti della sessualità.

La prima corrente di pensiero sulla sessualità proviene dalle maggiori religioni del mondo. Tutte concordano nel ritenere che la sessualità è un dono prezioso datoci dal Creatore che deve essere usato secondo precise linee guida. Disattendere tali precetti porta dolore e disperazione. Tutte le grandi religioni del mondo condividono l’assunto che il sesso dovrebbe essere preservato per il matrimonio.

Per esempio, gli scritti giudeo-cristiani asseriscono: “per questo motivo un uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie; e diventeranno una sola carne”.2 Nei salmi di Salomone, contenuti nell’Antico Testamento, vengono riportati numerosi versetti gioiosi inerenti il sesso matrimoniale.3 I puritani che lasciarono l’Europa per vivere la loro fede cristiana in America, lodavano le delizie dell’amore matrimoniale.4

Il Buddismo ha quattro grandi precetti, uno dei quali è la purezza sessuale. Il Dalai Lama, leader buddista, scrive molto chiaramente che il matrimonio è il luogo del sesso. L’induismo ha cinque regole fondamentali, una delle quali, non commettere adulterio, riguarda anche la sessualità prematrimoniale.

Le leggi islamiche contro il sesso extramatrimoniale sono ben note. Pochi occidentali sanno che Maometto enfatizzava il piacere del rapporto sessuale, sia per il marito, sia per la moglie, e una volta disse che l’atto sessuale che non tiene conto del piacere della donna è una forma di crudeltà. L’islam è una delle poche religioni ad annoverare il sesso fra le ricompense dell’aldilà.7

Tutte le grandi religioni concordano nell’asserire che la sessualità deve essere vissuta come un piacere nell’ambito di un matrimonio monogamo e fedele.

L’influenza della religione sulle pratiche sessuali è stata profonda e, per lo più, protettiva verso gli individui della società. Coloro che praticavano attività sessuali secondo i dettami delle loro fedi, hanno avuto rapporti solo con i partner per la vita. Questo garantiva una protezione quasi perfetta contro le malattie a trasmissione sessuale e contro le gravidanze extramatrimoniali. Ma vi erano anche altri benefici, soprattutto per la donna: di solito non rimaneva senza un compagno che la aiutasse a crescere i figli.

Il secondo flusso di pensiero ha sfidato il comune sentire delle religioni circa la verginità fino al matrimonio accusandole di precludere alle persone il libero accesso alle informazioni sul sesso. Il movimento eugenico, che diventò influente alla fine del 19° secolo, si fondava su di un’interpretazione pessimistica della storia elaborata da Thomas Malthus. Egli teorizzò che la popolazione tende ad aumentare più velocemente dei mezzi di sostentamento, e ciò porta inevitabilmente a guerre e carestie.

I suoi seguaci sostenevano che per evitare tali calamità, la specie umana doveva iniziare un programma di selezione. I darwinisti sociali, che applicarono il concetto di Darwin della “sopravvivenza del più forte” alla società umana, ritenevano che i figli delle classi agiate si dovessero riprodurre fra di loro incoraggiando, così, le famiglie più ricche ad avere molti figli e limitando le nascite dei più diseredati.
Essi intendevano creare una razza di “purosangue”; ciò contrastava con l’insegnamento delle religioni che enfatizzavano l’immenso valore intrinseco di ogni persona, indipendentemente dal suo rango.



GLI STATI UNITI E ALTRE NAZIONI FRONTEGGIANO IL CALO DELLE NASCITE,
NON LA SOVRAPPOPOLAZIONE


Ironicamente, i paesi sviluppati dell’Europa e gli Stati Uniti, dove il movimento eugenico è stato più influente, devono fronteggiare il problema del calo delle nascite e non della sovrappopolazione. Per mantenere costante la popolazione, ogni donna dovrebbe avere 2.1 bambini nel corso della vita. In 58 paesi del mondo ciò non avviene. 5 di questi sono: Bulgaria, Italia, Repubblica Ceca, Romania e Spagna, per i quali il tasso di natalità è di 1.2. Altre nazioni quali la Germania, il Giappone, la Grecia, la Russia, il Portogallo, l’Ungheria hanno un indice leggermente superiore.8 Nel 2000, per la prima volta nella storia delle nazioni industriali, gli ultra-sessantenni hanno superato in numero i ragazzi.

In queste nazioni le ripercussioni economiche sono preoccupanti. Secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico nei prossimi 25 anni il numero dei pensionati (over 65) nelle nazioni industrializzate aumenterà di 70 milioni, mentre la popolazione attiva crescerà di soli 5 milioni. Oggi il rapporto è di 3 a 1 a favore degli attivi. Entro il 2030 sarà di 1.5 a 1.
Chi ne sopporterà i costi? Una possibilità sarebbe quella di aumentare le tasse ai lavoratori. Secondo proiezioni ufficiali questo comporterebbe un aumento del peso fiscale dal 25 al 40% del reddito tassabile. Un’altra alternativa sarebbe il taglio delle spese pubbliche o l’aumento del debito pubblico.

Negli Stati Uniti, solo 11 Stati hanno mantenuto la popolazione costante.10 La sottopopolazione ci può procurare serie conseguenze economiche, quali la mancanza di fondi destinati all’assistenza medica e sociale negli anni a venire. Il calo dei nuovi lavoratori unito all’aumento dei pensionati è un serio problema, perché le tasse a carico della popolazione attiva vengono destinate ad aiutare gli anziani. Un modo per far fronte alla bassa natalità è quello di favorire l’immigrazione, ma questo crea però svariate problematiche.



MARGARET MEAD

Nel 900 spiccano le idee di Margaret Mead (1901-1978) espresse nel suo libro “Coming of Age in Samoa”. Questo lavoro fu presentato come prova scientifica che il sesso senza restrizioni non soltanto non era negativo, ma anzi era il più salutare. Il libro ebbe un grande successo. Margaret, per esempio, concluse che l’estrema facilità di socializzazione tra gli adulti di Samoa era dovuta ad un periodo di promiscuità sessuale in età adolescenziale.11

Derek Freeman, Martin Orans e altri antropologi hanno dimostrato la scarsa validità di questa teoria. La Mead, quando condusse i suoi studi a Samoa, era una neo-laureata ventitreenne. Inoltre rimase sull’isola solo nove mesi, non visse con gli indigeni ed aveva una limitata conoscenza della loro lingua. I risultati presentati furono, nella migliore delle ipotesi, ingenui, e nella peggiore disonesti.12


SIGMUND FREUD

Sigmund Freud (1856-1939), il fondatore della psicanalisi all’inizio del 20° secolo, ebbe un enorme influenza non solo nel campo psicologico, ma sull’intera cultura. Freud credeva che il desiderio sessuale, che chiamò “libido”, fosse la pulsione primaria e che la sua repressione fosse la radice di tutti i problemi psicologici e delle malattie mentali. Tramite la precoce esplorazione, con uno psicanalista, degli eventi formativi nell’età infantile, una persona può iniziare a capire se stessa e cominciare a liberarsi dalle influenze di motivazioni inconscie e ricordi repressi.
Non si deve sovrastimare l’impatto che Freud ebbe sulla cultura del 20° secolo.
L’apertura sessuale era ora considerata la tendenza del futuro. La sobrietà nei costumi sessuali veniva ora considerata come repressiva, un fardello antiquato dell’età vittoriana e persino ipocrita. Nonostante Freud non avesse mai promosso la promiscuità sessuale, 13 – la cultura di massa adottò sua teoria per motivare che l’espressione sessuale, fuori o dentro il matrimonio è mentalmente sana e buona, mentre qualsiasi cosa la limiti è mentalmente insana, ipocrita e “repressiva”.



ALFRED KINSEY

Un’altra sfida ai valori tradizionali inerenti la purezza sessuale prima del matrimonio venne dal Dr. Alfred C. Kinsey (1884 – 1956). Egli era uno zoologo dell’Università dell’Indiana, USA, che trasferì i suoi studi dagli insetti al comportamento sessuale degli uomini e nel 1948 pubblicò “Sexual Behavior in the human male”. In esso egli asserì che dettagliate ricerche scientifiche dimostravano che il 10% degli uomini negli Stati Uniti era omosessuale, il 70% aveva fatto sesso con delle prostitute e che una percentuale compresa tra il 30 al 45% dei mariti aveva avuto esperienze extramatrimoniali. Disse inoltre che i bambini possono gradire la stimolazione sessuale da parte di adulti.14
Nonostante diversi esperti avessero contraddetto la sua ricerca, i mass-media abbracciarono le sue tesi. Più tardi fu provato e documentato chiaramente che le ricerche di Kinsey erano tutt’altro che scientifiche o oggettive in quanto il 25% degli uomini che egli intervistò erano dei detenuti o ex carcerati ed il 5% erano “gigolò”. Questo campione non poteva certo essere rappresentativo della popolazione americana.15 Nei suoi studi effettuati sulle donne, sostenne di aver riscontrato che l’abuso sessuale sulle ragazze era innocuo, affermando che le donne adulte non erano mai state traumatizzate né dall’abuso sessuale né dall’incesto avvenuti nel periodo dell’infanzia.
Nei suoi rapporti inserì prostitute celibi e spogliarelliste nella categoria “sposati”.16

Numerosi studi scientifici mostrano una percentuale molto inferiore di adulteri tra i mariti17 e una percentuale del 2% di omosessualità maschile, nonostante questi studi siano stati condotti negli anni ’90, periodo in cui la società era notevolmente più tollerante verso questi comportamenti.18,19,20

Ora sappiamo che la “ricerca scientifica” di Kinsey inerente la sessualità dei bambini era basata sulle esperienze di un pedofilo che aveva abusato di centinaia di bambini e bambine.21


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Nonostante le basi illegali e non scientifiche della sua ricerca e grazie alla promozione senza riserve dei media, Kinsey ebbe un enorme impatto sulla trasformazione delle norme e delle idee inerenti il comportamento sessuale. Il suo disonesto lavoro contribuì parecchio ad erodere i valori concernenti la purezza prematrimoniale.
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IMPATTO DEI CAMBIAMENTI ECONOMICI E TECNOLOGICI SUL COMPORTAMENTO SESSUALE

L’influenza di pensatori quali Mead, Freud, Kinsey ed altri che si dicevano rappresentanti dell’autorità scientifica fu enorme, ma queste tendenze intellettuali andarono di pari passo con i mutamenti tecnologici ed economici che stavano interessando le famiglie. Tra il 19° e l’inizio del 20° secolo, l’industrializzazione trasformò una società largamente rurale in una comunità fatta di grandi centri urbani ove risiedevano le masse operaie con le loro famiglie. In campagna madre, padre e figli dedicavano molto tempo allo stare insieme tra di loro e in comunità. C’erano molte attività da svolgere e già ai bambini veniva chiesto di dare il loro contributo al lavoro familiare.

Con l’urbanizzazione e la produzione di massa, i padri spesso dovevano lasciare la famiglia per andare a lavorare in fabbrica. Furono create scuole pubbliche per educare i bambini e per prepararli ad essere parte di una società sempre più tecnologica. Con l’aumento delle opportunità di carriera per le donne, molti bambini ebbero meno contatti con le loro madri. Tutti questi cambiamenti comportarono che i bambini trascorressero sempre meno tempo con i genitori e i parenti.

La vasta diffusione di programmi radiofonici, cinematografici e poi televisivi trasformò profondamente la cultura. Prima dell’avvento di questi mass-media, la cultura era per lo più locale. Musiche, danze e racconti erano tramandati di generazione in generazione attraverso la famiglia e la comunità. I valori trasmessi in questo modo erano generalmente quelli della comunità locale. Per contro la maggior parte della nostra cultura viene ora impartita da perfetti sconosciuti. In precedenza la famiglia fungeva da filtro tra il mondo ed il bambino selezionando ciò che riteneva valido. Ora la famiglia ha un impatto sempre più decrescente verso i bambini che sono bersagliati da ore di televisione continua. Spesso i produttori di film, talk-show, commedie e telenovele hanno poca considerazione dell’impatto che i loro programmi hanno sulla vita dei bambini.

Un altro fatto storico importante fu l’introduzione della pillola contraccettiva all’inizio degli anni ’60, che offriva la promessa della libertà sessuale senza la conseguenza di gravidanze indesiderate.

L’editore Hugh Hefner rese popolari le idee sul sesso libero dei liberi pensatori, usando l’avanzata tecnologia della stampa a colori. Egli favorì lo sviluppo di un’industria multimiliardaria basata sulla commercializzazione del sesso.


HUGH HEFNER

Hugh Hefner, classe 1926, fondò la famosa rivista Playboy nel 1953. Egli ha introdotto la rivoluzione sessuale e la pornografia soft nelle case degli americani e in molte nazioni occidentali. Profondamente ispirato da Kinsey, Hefner ambiva a ridefinire lo standard della sessualità maschile e femminile. Secondo lui l’uomo da ammirare è l’uomo che coltiva la ricerca del piacere, inclusa la spregiudicatezza sessuale. E’ un conoscitore di grandi vini, e un estimatore di automobili lussuose e di belle donne.

Hefner ritiene che le donne dovrebbero essere in grado di sfruttare la loro bellezza e sensualità e che gli uomini dovrebbero approfittarne. Per lui il sesso è una merce di scambio, non qualcosa da preservare per il partner della vita.

Ora sappiamo che i single conformi al modello dettato da Playboy non sono realizzati sessualmente. Sovente le persone con più partner sessuali sono meno realizzate di quelle fedeli ad un partner per la vita.22 Infatti Hefner stesso si è risposato nel 1989, forse rendendosi conto che la sua vita di playboy non era così entusiasmante come enfatizzato dalla sua fortunata rivista. Nel 1998 Hefner e la sua seconda moglie si sono separati.



LA CULTURA POPOLARE E INTERNET

Se i pregiudizi verso il matrimonio fossero limitati alla carta stampata, probabilmente non avrebbero un grande impatto sulla vita della gente. Ma in realtà la cultura nel suo insieme ci bombarda con messaggi lascivi.

Negli anni ’50 e ’60 la musica popolare diventò più esplicitamente sessuale. Il bacino rotante di Elvis Presley scandalizzò i genitori e affascinò i ragazzini. Il rock n’ roll si diffuse nel mondo occidentale. Sebbene molti testi riguardassero l’amore ed il matrimonio, molti altri enfatizzarono sempre di più gli aspetti volgari della sessualità. Helen Gurley Brown, fondatrice della rivista Cosmopolitan, rese popolare la pornografia per le donne. A differenza della pornografia per gli uomini, basata su immagini di donne nude, quella ad uso delle donne si fonda maggiormente su fantasie di incontri passionali “caldi” e voluttuosi.

In realtà le donne pagano il prezzo più alto per la sessualità disinvolta, attraverso gravidanze indesiderate, rischi depressivi e malattie, vittimizzazione, ma questi sono dettagli che riviste come Cosmopolitan ignorano convenientemente.

Idoli popolari come Madonna e altri si sono arricchiti sfidando vecchi tabù contrari al sesso extramatrimoniale. Queste super-star ottengono fama e successo con il look da “ribelli” mentre le multinazionali del disco distribuiscono le loro canzoni in tutto il mondo. Ciò non è molto ammirevole, considerando che la sessualità senza limiti provoca conseguenze disastrose.
Alcuni giovani non hanno mai visto un mondo diverso da quello in cui il sesso viene commercializzato costantemente dai media – MTV, Internet ecc…- Di conseguenza pensano che un mondo “sessualizzato” sia normale, che sia sempre esistito e che esisterà sempre. Ovviamente la nostra cultura “sessualizzata” non è opera della natura: è il manufatto di forti corporazioni ed individui avidi.


“Nel Mondo della TV i Padri sono Poco Presenti
E’ difficile trovare figure paterne responsabili e competenti nel mondo della televisione. Una ricerca svolta negli Stati Uniti dalla “National Fatherhood Initiative” (NFI) ha riscontrato che su 102 programmi televisivi trasmessi sulle reti nazionali, soltanto il 15% avevano la figura del genitore maschile come uno dei personaggi principali.
Di questo 15 % solamente 4 trasmissioni avevano caratterizzazioni “positive”, padri coinvolti nella vita dei figli che offrono guida morale, che danno priorità alla famiglia.

Infatti, dice la NFI, prendendo uno spettacolo televisivo a caso, è 15 volte più probabile che si tratti di un programma dove il sesso tra adulti non sposati sia il tema centrale ricorrente che non una trasmissione dove traspaia un esempio di padre responsabile.



LE IMPLICAZIONI DELLA RIVOLUZIONE SESSUALE

Forse Hefner avrebbe dovuto integrare le sue letture con gli scritti di Viktor Frankl e non basarsi esclusivamente sul lavoro di Alfred Kinsey. Frankl, oltre ai lavori sulle sue esperienze nei campi di concentramento, ha anche scritto un trattato sulla sessualità umana.

Nel suo libro “ The Unheard Cry for Meaning: Psychotherapy and Humanism “ Frankl spiega che non tutto il sesso è necessariamente “umano”, specialmente se si usa come mezzo per scaricare le tensioni, attraverso la masturbazione o l’uso di un partner per lo stesso fine. Tali modalità sono nevrotiche, tipiche di chi usa se stesso e gli altri in modo compulsivo per raggiungere scopi puramente narcisistici (egoistici). Frankl scrive: “soltanto un individuo nevrotico pone come priorità l’eliminazione del proprio seme, sia con la masturbazione, sia usando un partner”.

Per Frankl l’amore significa apprezzare il valore unico di un’altra persona. Nel contesto sessuale il rendersi conto dell’unicità della persona amata dovrebbe portare ad un rapporto monogamo, in cui nessuno potrebbe prendere il posto della persona amata. Per contro la promiscuità (avere più partner sessuali) significa sottovalutare l’unicità dell’altro, perché i partner sono considerati intercambiabili.

Immagina di avere un compagno/a di cui sei profondamente innamorato e perciò decidete di avere un rapporto sessuale. Pochi giorni più tardi scopri che il tuo compagno/a ha anche esperienze sessuali con qualcun altro. Non ti senti tradito? Non pensi che sei stato trattato come un oggetto sessuale da parte di una persona che non ha avuto la tua stessa dedizione?*

*Questa non è forse l’ennesima dimostrazione che fare sesso con una persona che pensi “ti ami” ma che è incapace o non è disposta ad impegnarsi per il matrimonio, sia rischioso? Spesso i rapporti sentimentali tra ragazzi durano poco tempo. Basare un rapporto sessuale sul “sentirsi innamorati “ può sembrare, al momento, la cosa giusta, ma ignora l’aspetto della durata dei rapporti fra i giovani.


La promiscuità, dice Frankl, significa vedere il partner come un oggetto, non come una persona. Questa sessualità non è appagante, così chi la pratica cerca di compensare la mancanza di qualità con la quantità:” siccome soltanto il sesso radicato nell’amore può essere veramente appagante e soddisfacente, la qualità della vita sessuale di tale individuo è misera. Non c’è da meravigliarsi se cerca di compensare la carenza di qualità con la quantità. Questo, a sua volta, richiede uno stimolo sempre maggiore e più intenso, spesso affiancato dalla pornografia”. 26

Frankl sottolinea l’ipocrisia insita nel considerare la promiscuità sessuale e la pornografia come “moderne” e “adulte” mentre invece sono sintomi di immaturità e di mancanza di significato nei rapporti. Più sesso si fa, meno è significativo: “come l’inflazione monetaria, l’inflazione sessuale è legata alla svalutazione: il sesso si svaluta nella misura in cui viene disumanizzato. Inoltre osserviamo la tendenza a vivere il sesso non integrato nella vita personale, bensì esclusivamente volto al raggiungimento del piacere. Tale spersonalizzazione del sesso è un sintomo di frustrazione esistenziale: la frustrazione di un uomo alla ricerca di significati”. 27


La rivoluzione sessuale del 20° secolo promise sesso migliore, più onestà e libertà ma, al contrario, ha portato disillusioni, più disonestà, più alienazione e un’esplosione di malattie a trasmissione sessuale che hanno sconvolto milioni di vite. (vedi appendice B). All’inizio di questo 21° secolo è importante capire chiaramente che il sesso libero non è libero affatto, né onesto perché si basa su speculazioni non scientifiche sulla sessualità.
Si fonda su un’industria dell’informazione orientata al profitto a cui importa poco l’aspetto morale e scientifico e molto la commercializzazione di un prodotto estremamente redditizio a discapito del costo umano.

La nostra cultura ha un bisogno disperato di capire che più importante della pulsione sessuale è la pulsione all’amore. Solo in un contesto di amore e dedizione, la maggior parte degli esseri umani trova una vera realizzazione sessuale. Come dice lo psicologo Rollo May: “La necessità più profonda non è il sesso fine a se stesso ma il sesso finalizzato a un rapporto di intimità, accettazione ed autoaffermazione”.

La scienza e la tecnologia hanno migliorato le nostre vite in innumerevoli modi, ma dobbiamo essere attenti a non considerare gli esseri umani solamente come animali molto avanzati. Questo è un punto di vista deleterio, che riduce la profondità del potenziale umano di amare.


Le teorie che nel 20° secolo promuovevano il “sesso libero” erano basate su assunzioni scientifiche carenti e fuorvianti che inerivano alla umana necessità di amore. Basare la tua esistenza e le tue azioni su tali teorie infondate potrebbe compromettere la tua vita e la vita degli altri.





DOMANDE PER LA RIFLESSIONE


1. Come può la tecnologia migliorare la vita della gente e allo stesso tempo essere distruttiva? Cosa fa la differenza?


2. Il 20° secolo ha visto molte persone beneficiare di un’educazione progredita, più che in ogni altro periodo, però ha anche registrato, da parte della cultura di massa, il rifiuto dei principi fondamentali e l’accettazione di idee scientificamente e intellettualmente carenti.

a) Perché molti abbracciano con entusiasmo queste idee?


b) Cosa significa essere una persona istruita? La conoscenza intellettuale, di per sé, è sufficiente?


c) Cos’altro serve?



3. Molti ragazzi ascoltano musica senza prestare molta attenzione alle parole. Analizza alcune canzoni che vanno per la maggiore. Che messaggi esprimono sui temi dell’amore e del sesso? Questi messaggi sono positivi o negativi? Perché?



4. Analizza cinque spettacoli televisivi. In che modo ritraggono i ruoli dell’uomo e della donna nell’ambito del matrimonio? Quali spettacoli trasmettono un messaggio positivo? Quali no? Spiega.



SEDICESIMA LEZIONE –


SINERGIA


NON TROVARE UN DIFETTO, TROVA UN RIMEDIO
Henry Ford






A questo mondo si incontrano ogni tipo di persone. Alcune sono talmente generose che ti darebbero tutto ciò che hanno. Altre sono invidiose e sospettose. Alcune hanno una mentalità ristretta e pensano: “c’è solo una torta, quindi se tu prendi la fetta più grande, a me spetterà quella più piccola”. Ragionano in termini di “vincitori e vinti”. Se uno vince, l’altro deve perdere. Questi individui si impegnano molto per difendere ciò che hanno, col continuo timore che gli altri glielo sottraggano. Altre persone hanno una mentalità altruistica, cioè pensano che ci sono infiniti modi e possibili soluzioni e combinazioni di cui tutti possono beneficiare. Ragionano in termini di “siamo tutti vincitori – win win” e sono spesso capaci di scoprire nuove opportunità e lati positivi che i più non sono in grado di scorgere.1


Un esempio della mentalità del tipo “siamo tutti vincitori – win win” fu Henry Ford (1863 – 1947). All’inizio del ventesimo secolo, Ford studiò il modo di produrre automobili a basso costo, accessibili alle masse meno abbienti. Concepì un nuovo modo di assemblare le automobili chiamato “catena di montaggio” che abbassò drasticamente il loro costo. Questo portò ad aumenti di stipendi in molte industrie.

Questa mentalità – win win - è anche denominata sinergia. Stephen Covey definisce la sinergia come “la magia per cui 1 + 1 fa 3 o di più e succede perché il rapporto tra gli addendi è esso stesso una parte. Tale rapporto ha un potere dinamico così catalizzante che influenza il modo in cui le parti interagiscono. Scaturisce dallo spirito di rispetto e comprensione reciproci (win win) nel produrre qualcosa di nuovo senza adattarsi a compromessi di sorta”.2

Il corpo umano è un buon esempio di sinergia. Due occhi che operano insieme vedono molto più chiaramente e con una discriminazione visiva molto più spiccata che non due occhi che guardano separatamente. Due orecchie che odono sinergicamente permettono di individuare la direzione da cui proviene il suono, cosa impossibile usando un solo orecchio.

Negli esseri umani che cooperano in un rapporto di fiducia reciproca, si viene a formare una nuova “mente creativa” che porta intuizioni e soluzioni inarrivabili ai singoli individui. A tale proposito, un buon esempio è rappresentato dalle squadre sportive i cui membri non pensano soltanto al proprio successo, ma lavorano insieme per raggiungere un obiettivo. I grandi risultati sportivi (ad es. uno scudetto di calcio), a detta degli esperti, si ottengono soltanto con un vero gioco di squadra!

Nella sinergia si è vulnerabili, si opera con una visione comune per nuove soluzioni e ci si sente responsabili per i principi insiti in ciò che insieme si costruisce. Questi principi costituiscono la spina dorsale della cultura, innalzando lo standard che le persone cercano di raggiungere nelle loro vite. Covey paragona persino la sinergia di principi a una “terza persona” che incarna la coscienza comune, i valori e la visione che si condividono, le tradizioni e la cultura.
Questa “coscienza collettiva” previene le persone dall’essere troppo compiaciute, troppo piene di sé, dei propri bisogni, cose, potere, prestigio e posizione. Aiuta a tenere fede alle priorità, ricordando il significato più alto dell’esistenza oltre i desideri personali e perfino oltre la felicità familiare.

Avere fiducia nell’altro, rendersi vulnerabili, non è facile. Si mettono a rischio le proprie convinzioni per poter costruire qualcosa di più grande di noi. Ci vuole umiltà. Se ci pensiamo, l’umiltà necessita di grande autostima. Le persone insicure non possono rischiare di essere umili. La loro autostima è così labile che devono lottare per difendere ogni centimetro di autorità personale e di “territorio”. Costoro lottano con le unghie e coi denti per le questioni più insignificanti. Cooperare con loro è impossibile.

Aprire il tuo cuore ad un altro è rischioso, ma le ricompense sono enormi. Nel matrimonio potresti renderti conto che ciò che ti ha attratto verso il tuo partner può diventare presto fonte di frustrazione. Il suo modo di vedere le cose potrebbe essere molto diverso dal tuo. L’accettazione e perfino l’apprezzamento delle differenze del modo di pensare ed agire sono essenziali per il successo del matrimonio e di altri rapporti. Essere sinergici non significa diventare uno zerbino, sempre disponibile ad accettare indiscriminatamente ogni idea del partner; significa sforzarsi di capire chiaramente il punto di vista altrui e di esprimere con sincerità il proprio senza lasciarsi andare ad emozioni negative.





LA SINERGIA ED I GRADASSI


E’ una eventualità reale quella di trovarsi di fronte a persone che cercano lo scontro. Data questa situazione si può pensare di dover scegliere tra la lite e la fuga, vincere o perdere. Ci sono però altre alternative per evitare questa dinamica. La vittoria più grande è quella di avere la meglio su qualcuno senza sconfiggerlo. Questo ovviamente richiede una maturità superiore ed un maggiore autocontrollo rispetto ad una situazione di violenza fisica.



Di seguito troverai una lista di 12 modalità per contrastare un bullo redatta da un’organizzazione chiamata “Martial Arts for Peace”:

1. Fattelo amico (trattalo come un amico invece di rivolgerti a lui come a un nemico – vedi l’esempio di Mandela nel cap. 4)

2. Usa l’umorismo (puoi trasformare una situazione minacciosa in una buffa)

3. Allontanati (non lasciarti coinvolgere)

4. Usa l’astuzia (usa la tua immaginazione e creatività per risolvere i conflitti)

5. Dai ragione al bullo (non rispondere agli insulti, non reagire)

6. Rifiuta lo scontro (il vincitore di una lite è colui che la evita)


7. Non permettergli di fare il gradasso (usa il tuo amor proprio, di no all’arroganza)

8. Mettiti ad urlare (un forte urlo può prevenire un conflitto sul nascere)

9. Ignora la minaccia (Sii come una canna di bambù che si piega al vento) Quando qualcuno è di cattivo umore a volte è meglio non prestare attenzione a ciò che dice. E’ meglio non lasciarsi coinvolgere da emozioni e parole negative. Lascia che la bufera passi e rimanda il chiarimento a dopo.

10. Ricorri ad una autorità (fai riferimento a chi è in una posizione di autorità per evitare il conflitto)

11. Cerca di colloquiare (usa lo strumento più potente che hai: il cervello)

12. Mostragli che sei pronto a passare per vie di fatto ma che non vuoi proprio farlo (ultima alternativa)

La sfida più grande non è evitare il conflitto, ma pensare al bene del tuo avversario: “come possiamo vincere entrambi?” Poiché già esistono infinite e assurde guerre e conflitti in tutto il mondo, il pianeta ha certamente bisogno di portatori di pace che, forti dei loro principi, possano ideare ed attuare soluzioni creative che prevengano il crearsi di vincitori e perdenti.

Il Dr. Webster-Doyle, fondatore del “Martial Arts Partners for Peace” sottolinea che esistono svariati modi di essere bulli. “I bulli introversi” non vogliono essere riconosciuti. Si nascondono il più possibile. Non si ribellano; si conformano alla società ma vogliono anche dominare la situazione e lo fanno attraverso la subdola manipolazione dicendo le cose “giuste”. Fanno credere agli altri che hanno buone intenzioni, anche quando mentono, ingannano e fanno di tutto per ottenere ciò che vogliono. Noi tutti abbiamo degli aspetti “forti” da contrapporre agli altri. Potremmo sminuire chi è meno atletico, intelligente, attraente, ricco, ecc… Ognuno di noi deve valutare le proprie parole, azioni e motivazioni per assicurarsi di non recare danno agli altri.

La chiave è l’altruismo. Le persone egoiste si costruiscono un loro piccolo mondo che diventa una prigione. Si privano della gioia che esiste oltre le nostre barriere. Come dice Covey: “la sinergia è una situazione nella quale 1 + 1 fa almeno 3. E’ il livello più alto, più produttivo, più soddisfacente dell’interdipendenza umana. Rappresenta il frutto per eccellenza. Non c’è verso di ottenerlo, a meno che l’albero non sia stato piantato, nutrito e non sia diventato abbastanza maturo da produrlo.”4


Quando le persone comunicano veramente e sono tra loro sinergiche, con rispetto e apertura reciproci,
“1 + 1 = 3 o più”.


DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. Conosci qualcuno con una “mentalità ristretta”? Descrivi. Conosci qualcuno con una “mentalità altruistica”? Chi è più felice e porta più gioia agli altri?


2. Hai mai avuto esperienze di sinergia nei tuoi rapporti, nello sport o in lavori di gruppo? Se si, descrivi. Come ti sei sentito? Che effetto hanno avuto sulla tua formazione? Hanno richiesto dei sacrifici? Ne è valsa la pena? Se non hai ricordi personali in tal senso, descrivi altre situazioni in cui le persone hanno interagito in modo sinergico per raggiungere un obiettivo comune.


3. Sei mai stato spettatore o vittima di un bullo? Descrivi. Cosa avresti potuto fare per evitare il conflitto? Perché pensi che le persone diventino bulli? I bulli agiscono sempre con la forza fisica o talvolta usano modalità psicologiche?


4. Esistono nella tua comunità dei problemi che potrebbero essere risolti o evitati se le persone lavorassero in modo sinergico? Discuti.



DICISSETTESIMA LEZIONE -


LA LEADERSHIP NELLA COMUNITÀ



Tutti possiamo essere grandi perché noi tutti possiamo servire”.
Dr. Martin Luther King


Io non so quale sarà il tuo destino, ma so una cosa: gli unici tra voi che saranno veramente felici sono coloro che avranno ricercato e trovato il modo di servire.
Albert Schweitzer



Anche se tu e la tua famiglia viveste una situazione serena, che cosa penseresti se la comunità intorno a te si stesse disgregando, se i tuoi familiari avessero paura di camminare per le strade a causa della delinquenza? Ti sentiresti veramente sereno se altre famiglie fossero vittime della povertà o dei conflitti fisici o emotivi? La risposta è no. La tua coscienza o anche solo l’interesse personale ti spingerebbero a cercare di rendere la tua comunità un posto migliore in cui vivere.

D’altro canto, le persone che non hanno basi di autodisciplina, di integrità e capacità nei rapporti interpersonali, potrebbero fare più male che bene. La storia è piena di leader che iniziarono facendo del bene ma che in seguito compirono azioni terribili.

Dovremmo allora attendere di essere perfetti prima di impegnarci per gli altri? In questo modo non si farebbe molto. L’essere attivi in comunità fornisce un altro beneficio – è probabilmente impossibile raggiungere in modo diretto l’amore permanente: esso è spesso un risultato collaterale del coinvolgimento della coppia in una dimensione più grande.

Osserviamo alcune grandi storie d’amore; spesso la coppia si trova coinvolta in situazioni storiche molto più grandi di lei. Film come Titanic, Casablanca, Via col Vento e persino il mitico Guerre stellari ritraggono amanti costretti dagli eventi a misurarsi con una dimensione più grande di quella della coppia. Ed è proprio nella partecipazione in qualcosa di più esteso che ciascun individuo e l’amore di coppia crescono.

In questo modo l’amore diventa grande: esso non può rimanere confinato in un piccolo cerchio, per sua natura ha bisogno di crescere. Immagina una coppia che si ama profondamente ma che non si cura dei figli. L’amore fra i genitori sarebbe contraddittorio ed immaturo. Pensa ora ad una coppia che si ama e ama i figli ma che ha pregiudizi e agisce in modo bigotto verso gli altri e la comunità. Gli stessi figli potrebbero contrastare i genitori per il comportamento ottuso di questi, nonostante l’affetto ricevuto.

Quando una famiglia è attiva nella comunità, i suoi componenti hanno un ulteriore motivo di rispetto e ammirazione reciproci. Questa dimensione d’amore, spesso ignorata, è tuttavia molto importante: quando la passione scende a livelli normali, la bellezza morale, cioè la propensione altruistica del partner, diventa importante.

E se i figli constatano che i genitori parlano bene, ma nei fatti sono incoerenti? Viviamo nell’età dei talk-show, in cui si ritiene che parlare dei propri sentimenti equivalga ad un’espressione di sensibilità e considerazione, ma “verba volant”, anche quando parliamo dei nostri sentimenti. Non per sminuire il valore dei sentimenti, ma il parlarne non può sostituire lo sforzo per capire che talvolta i nostri “atti” conducono alla depressione, all’infelicità e all’amarezza. Sviscerare le proprie emozioni è solo il primo passo verso la comprensione del modo in cui ci comportiamo. Da qui dobbiamo diventare persone migliori che possano avere rapporti migliori. Come enfatizzato da Edward Ford: “Ciò che da concretezza alle parole sono le azioni”1. Il sentirsi bene è una conseguenza, la ricompensa per una azione giusta, non necessariamente eclatante, più spesso “normale”, un piccolo evento che molti non notano. Andare ogni giorno al lavoro per mantenere la famiglia, tornare a casa per leggere un libro ai tuoi figli invece di fermarsi al bar a bere, allenare una squadra sportiva o dare una mano all’oratorio, portare i figli ad una scampagnata, scrivere una lettera, sono tutte azioni quotidiane di milioni di adulti.

Noi speriamo che questo manuale sui rapporti vi possa aiutare a comprendere voi stessi, i rapporti interpersonali e la comunità. Come afferma Martin Luther King, pochi diventano ricchi e famosi, ma tutti possono diventare grandi perché tutti possono servire.


Una grande gioia e realizzazione è quella di rendersi utili e servire gli altri.





DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. Parla di un libro che hai letto o di un film che hai visto in cui gli innamorati sono coinvolti in un evento più grande di loro. In che modo questa situazione ha rafforzato il loro amore e la stima reciproca?


2. Perché l’autodisciplina e i rapporti interpersonali sono una preparazione essenziale per il lavoro nella comunità?



3. Sei attivo nella tua comunità? Descrivi. Se no, indica delle attività che pensi di poter svolgere per gli altri.



4. Chi sono le persone che ammiri per il loro modo di servire gli altri? In che modo vorrai aiutare la comunità da adulto?



5. A chi ti puoi rivolgere per saperne di più sulle attività di servizio per la comunità?





APPENDICE A


LO SVILUPPO FISICO E L’ANATOMIA NELL’ADOLESCENZA




A. Introduzione: Crescendo avvengono molti cambiamenti. Alcuni sono fisici, quali l’altezza e il peso. Altri coinvolgono le emozioni, i sentimenti e la capacità di comprendere le cose in nuovi modi. La crescita è naturale, ma quando entri nello stadio chiamato adolescenza o pubertà, i cambiamenti possono verificarsi così velocemente da creare disagio.


B. Organi sessuali femminili: quali la vagina, l’utero, le tube di fallopio, le ovaie.


C. Organi sessuali maschili: quali lo scroto che contiene i testicoli, essenziali per la produzione dello sperma, la ghiandola di Cowper, la ghiandola prostatica, la vescica seminale e il pene.




I CAMBIAMENTI FEMMINILI DURANTE LA PUBERTÀ

Per primo parliamo dei cambiamenti che avvengono nelle femmine durante la pubertà. Il primo grande cambiamento nelle ragazze consiste nella crescita in altezza, molto più rapida che nei ragazzi. I fianchi si ingrandiscono, il che è importante poiché in quella parte del corpo è necessario un maggiore spazio, tale da permettere al feto di crescere e di svilupparsi prima del parto. Iniziano a formarsi cuscinetti adiposi sui fianchi, sulle natiche e sul seno. Il risultato è un corpo più curvilineo. I seni si ingrandiscono e i nuovi tessuti produrranno il latte quando la donna avrà un bambino.
La peluria aumenta in spessore e densità, soprattutto sotto le ascelle e sul pube. Inizierà anche il ciclo mestruale che avrà cadenza mensile e sarà caratterizzato da un flusso di sangue.

Per comprendere la mestruazione osserviamo l’apparato genitale. In una delle ovaie matura un ovulo fino ad essere pronto a produrre un essere umano…ma solo se fecondato da uno spermatozoo. Nel frattempo si inspessisce il rivestimento interno dell’utero grazie al sangue e ad altri tessuti. In questo involucro si svilupperà e si nutrirà il feto.

Mentre si inspessisce il rivestimento uterino in preparazione della gravidanza, l’ovulo penetra la parete dell’ovaia. Questo evento è chiamato ovulazione.

L’ovulo viene rilasciato nella tuba di fallopio, rivestita di una specie di peluria che ne facilita il movimento. E’ nella tuba di fallopio che l’ovulo può incontrare lo spermatozoo.

Se ciò non avviene, l’ovulo si sfalderà. In questo caso anche il rivestimento interno dell’utero non sarà più necessario e inizierà a deteriorarsi. In seguito questo fluido sanguinolento sarà espulso dal corpo attraverso la vagina. Questo fenomeno è chiamato mestruazione, la quale può durare dai tre ai sette giorni. Poi l’intero ciclo si ripete.



I CAMBIAMENTI MASCHILI DURANTE LA PUBERTÀ

Quando i ragazzi entrano nella pubertà, avviene un incremento della crescita in altezza e in generale. Si assiste ad un aumento della peluria che diventa più scura e ruvida, soprattutto sotto le ascelle, sul pube, sulle gambe, sulle braccia, sul petto e sul viso.

La voce diventa più profonda perché le corde vocali si irrobustiscono. In questo periodo si possono verificare anomale alterazioni vocali che talvolta sono imbarazzanti, ma questo è normale. Potrebbe anche insorgere l’acne sul viso e su altre parti del corpo, in conseguenza dei cambiamenti fisici che si stanno verificando.

Aumenta la dimensione del pene e dei testicoli. La pelle dell’organo genitale e dello scroto si inscurisce. Si formano delle pieghe sulla pelle dello scroto. Per inciso: la forza fisica di un uomo, le capacità sessuali e la mascolinità non dipendono dalla dimensione del pene. Ogni persona ha una sua propria anatomia, adatta al suo corpo.

Si iniziano ad avere delle erezioni, il pene si inturgidisce e si allunga, solitamente in seguito all’eccitazione sessuale. E’ normale il verificarsi di “polluzioni notturne”, vale a dire l’emissione di sperma durante il sonno. Questi cambiamenti preparano alla maturità sessuale.




APPENDICE B


LE MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE



E’ molto importante capire che, parlando di malattie, lo scenario è molto diverso da quello di 30 anni fa. Negli anni ’60 esistevano solo alcune malattie a trasmissione sessuale preoccupanti, che peraltro potevano essere curate con la penicillina. Oggi ci sono oltre 25 malattie a trasmissione sessuale, diverse delle quali sono infezioni virali incurabili. Alcune, tra le quali l’AIDS, possono uccidere.



COS’E’ IL SESSO?

Alcune giovani coppie, per evitare gravidanze indesiderate e preservare “tecnicamente” la verginità della donna, praticano sesso orale e anale. Se da una parte è vero che con queste pratiche si evita il rischio di una gravidanza, quello di malattie a trasmissione sessuale è reale, come sperimentato da una adolescente che ha trascorso un lungo periodo di degenza ospedaliera. La sua gola era ricoperta da dolorose verruche causate dal virus del papilloma umano, una malattia a trasmissione sessuale incurabile (vedi descrizione che segue). Il sesso orale è certamente sesso.

Il sesso anale, per la trasmissione di malattie, è più rischioso del normale rapporto vaginale. Il rivestimento interno del retto, sensibile e ricco di vasi sanguigni, può lacerarsi facilmente diventando un canale di entrata nella circolazione corporea per i germi patogeni. E’ dimostrato che il sesso anale è un’attività ad alto rischio di trasmissione del virus dell’AIDS e di altre malattie, con o senza l’uso di profilattici.1




AIDS

L’Aids, o Sindrome da Immuno-Deficienza Acquisita, è diventata la malattia a trasmissione sessuale più conosciuta; può portare alla morte a causa del severo danneggiamento del sistema immunitario, che è la naturale difesa del corpo contro le malattie. L’ Aids è l’ultimo stadio dell’HIV, cioè Virus dell’Immuno-deficienza Umana, che si trova in elevata concentrazione nel sangue, nello sperma e nelle secrezioni vaginali delle persone infettate. L’HIV può anche essere trasmesso usando lo stesso ago ipodermico per più persone, o da una madre infetta al feto, o al bambino durante l’allattamento.

E’ importante capire che non si può riconoscere se una persona è infetta dall’aspetto fisico: l’unico modo per scoprirlo con certezza è quello di sottoporsi ad un esame del sangue.

Alle donne incinte che sono a rischio (fanno uso di droghe che si iniettano o hanno più partner sessuali) si suggerisce di fare il test dell’ HIV, perché le terapie preventive possono ridurre di 2/3 lo sviluppo della malattia nel nascituro.

Quando le persone entrano nell’ultimo stadio della malattia, sviluppano infezioni chiamate “opportunistiche”, proprio perché ora possono manifestarsi dato l’indebolimento del sistema immunitario. Queste includono: infezioni virali, che portano alla cecità, forme cancerogene, lesioni al cervello, forme acute di polmonite, ecc… Mediamente il periodo di latenza tra l’infezione e la manifestazione conclamata della malattia è di dieci anni, dopodiché i malati di AIDS muoiono in un lasso di tempo che va dai quattro agli otto anni.2

I ricercatori dell’Università del Michigan hanno valutato che durante i primi sessanta giorni successivi all’infezione da HIV, quando non è ancora possibile constatare tale patologia, la possibilità di trasmissione è del 30% (si può infettare mediamente qualcuno con tre rapporti sessuali su dieci). In seguito, con la risposta del sistema immunitario, diminuisce la potenzialità di infettare, che aumenta vertiginosamente nella fase conclamata.

Una recente terapia, basata sugli inibitori della proteasi, offre un’ulteriore speranza ai malati, riducendo notevolmente il livello di HIV nel sangue. Tuttavia questi medicinali hanno spesso sgradevoli effetti collaterali, tali da indurre alcuni pazienti a rinunciarvi. Altri malati, infine, sviluppano una resistenza ai farmaci rendendoli inefficaci. In sintesi, si può asserire che sebbene utili, le odierne terapie non si possono considerare delle vere e proprie “cure”.



LETTURA

Una storia tragica ed errori personali hanno terribili ripercussioni su una ragazza decisa a cambiare vita.

“Mia figlia Autumn amava la natura. Adorava lo sport e le attività fisiche. Investiva tutta se stessa in ciò che faceva. In un certo senso da bambina si comportava come un “ragazzaccio”. Ciò nonostante aveva le speranze e i desideri caratteristici di tutte le ragazze…di innamorarsi un giorno e di essere una persona molto speciale per il suo innamorato.

Autumn non ebbe un’infanzia felice. Suo padre morì quando lei aveva due anni. Il padre putativo abusò di lei parecchie volte. Quando lo scoprii ero furibonda e disperata, per ciò che era successo a mia figlia. Mi sentii in colpa per essere stata così cieca da non rendermi conto di ciò che succedeva. Abbandonammo quell’uomo violento e perverso, ma ormai il danno era stato fatto. Cercai di prendermi cura di mia figlia ma nulla di ciò che dicevo e facevo sembrava bastare.

Quando diventò un adolescente, ella ebbe molti problemi. I suoi sogni erano per lei ancora importanti, ma in parte per non aver ricevuto l’amore paterno, in parte per il desiderio di fugare i suoi dolorosi ricordi, cominciò a frequentare amici che facevano uso di alcol e droga per ottenere un momentaneo e illusorio sollievo.

Soffriva di disordini alimentari e abusava di tabacco, alcol e droghe. Ebbe svariati partner, anche sessuali. Cercai di aiutarla ma qualcosa dentro di lei la spingeva a cercare l’amore nelle persone e nei modi sbagliati. Autumn non era una ragazza “cattiva”. Era educata, gentile con i suoi fratelli più piccoli, sensibile e cordiale. Ma era estremamente confusa. Amava la sua famiglia e noi le volevamo bene, voleva renderci felici ma sentiva anche il bisogno disperato di riempire il vuoto che c’era nella sua vita. L’alcol, le droghe e il sesso non riempirono mai quel vuoto, lo sostituirono temporaneamente con l’euforia che poi lentamente svaniva, non appena l’effetto passava.

Tutti fanno degli errori nella vita. Molti imparano dalle conseguenze e trovano modi meno rischiosi e autodistruttivi per ottenere la felicità. Mia figlia non ne ebbe l’opportunità. La vita continuò. C’erano molti impegni ed anche vacanze. Terminò il liceo, fece un viaggio, trovò un lavoro. Ad un certo punto pensò di aver trovato finalmente il “principe azzurro”, un giovane chiamato Alan, di cui s’innamorò.

All’età di vent’anni Autumn lesse sul giornale della morte di un suo ex ragazzo. Era morto di Aids. Autumn aveva avuto rapporti sessuali con lui all’età di quindici anni. La convinsi a fare un’analisi del sangue. Il test fu positivo. Sperando che vi fosse un errore, ne fece un altro. Positivo anche quello.

Il terrore e la disperazione si impadronirono di mia figlia. Quella notte sognò che un assassino le aveva puntato la pistola contro dicendo: “Questa è la tua fine” e le aveva sparato. Si svegliò di soprassalto sudando freddo – il passato non poteva essere cambiato e il futuro si preannunciava come una sentenza di morte. Incapace di fronteggiare la malattia, Autumn la negava anche a se stessa. Nonostante le nostre suppliche, continuò a frequentare gli stessi amici, andare alle stesse feste e proseguì persino ad avere dei rapporti intimi con il suo ragazzo Alan, esponendolo al rischio di infettarsi. La sola differenza da prima era che adesso aveva un segreto.
Poco più tardi Alan e Autumn si lasciarono. Fortunatamente pare che egli non sia stato infettato. Mia figlia fu più libera di dedicarsi alla sua vita spirituale, riuscendo a perdonare le persone che le avevano fatto del male ed anche se stessa. Crebbe molto in quell’anno e diventammo amiche, prima che la malattia peggiorasse. A ventitré anni cominciò ad accusare problemi respiratori che sfociarono in una polmonite. Da quel momento la sua salute si deteriorò velocemente.

Sperimentò molte cure, sia convenzionali, sia alternative. La maggior parte delle sue giornate erano segnate dal dolore, con rari momenti di sollievo. Alcuni amici di famiglia le regalarono un viaggio alle Hawaii. Ispirata dalla bellezza delle isole, scrisse questi versi: “ Mi congedo dal passato con un inchino finale… Perdono me stessa e chi mi ha fatto del male; non ho più bisogno di alcuna emozione, che offro serena con la mia devozione”.

Due mesi più tardi sviluppò una meningite spinale che fino ad allora era stata latente grazie ai farmaci. Il suo cervello era così infiammato da rendere il dolore insopportabile. Nessun antidolorifico riusciva a lenire quell’agonia. Era vittima di attacchi epilettici e svenimenti. La vista ne fu compromessa, spesso non riusciva a vedere.

Fu ricoverata in ospedale per la quarta ed ultima volta. Non voleva credere che sarebbe morta. A venticinque anni come si può immaginare la propria morte? Non voleva parlarne, manifestava soltanto il desiderio di migliorare e di tornare a casa. Nonostante il dolore incessante, si sforzava di sorridere con tutti coloro che l’andavano a trovare.

Alla fine il cervello subì l’ultimo attacco epilettico. Il suo corpo provato non ce la fece più. Il cuore e la respirazione cessarono…e i medici intervennero con misure di emergenza. Fu mandata in rianimazione e chiamarono tutti i familiari.

Autumn non riprese più conoscenza. Morì due giorni più tardi. Aveva venticinque anni. La sua vita fu piena di angoscie ma anche di speranza, di gioia e di desiderio di amore. Alla fine si era riappacificata con il passato. Chi l’ha conosciuta la amerà per sempre.

(Adattato dal racconto della madre, Taffy Brandt, Maggio 1997)


L’HERPES GENITALE E’ UNA INFEZIONE VIRALE INCURABILE CHE:

1. Interessa più di un adulto su cinque negli USA e decine di milioni nel mondo.
2. Causa piaghe e vesciche nella zona genitale che rendono il rapporto sessuale molto doloroso.
3. Costringe le gestanti affette a ricorrere al parto cesareo onde evitare la trasmissione del morbo al nascituro. In caso contrario il neonato potrebbe rischiare la cecità, lesioni cerebrali e perfino la morte.
4. Non può essere curata, anche se i farmaci possono controllarla. Dura tutta la vita.

Ecco alcuni commenti di persone affette da Herpes Genitale:

“La mia crisi fu così dolorosa che dovetti prendere due settimane di mutua…e manciate di antidolorifici”.
“L’Herpes mi è costato due matrimoni e migliaia di dollari. Mi ha distrutto la vita. Non voglio più avere rapporti”.
“Come partner sessuale mi sento orripilante, sgradevole, intoccabile.”.7



DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

Immagina di aver contratto l’Herpes Genitale da ragazzo. Cinque anni più tardi incontri la persona che vorresti sposare e le devi dire della tua malattia. Sei consapevole che è incurabile, che può causare dolore, rovinare la vostra vita sessuale e che probabilmente potrai trasmetterlo al tuo partner. Come ti sentiresti? Che cosa gli diresti?










GONORREA

E’ una delle più antiche malattie infettive, con milioni di casi in tutto il mondo. Negli USA i malati sono 1.4 milioni. Causa:

1. Bruciore, prurito e emissioni sebacee dai genitali; può anche avere scarsa sintomatologia, particolarmente nelle donne.
2. Nonostante possa essere curata efficacemente con gli antibiotici, se non viene precocemente combattuta, può danneggiare gli organi riproduttivi femminili.
3. La Gonorrea causa spesso infiammazione della zona pelvica che a sua volta porta alla sterilità.7
4. Il picco di infezioni si registra fra le giovani donne dai 15 ai 24 anni.8



SIFILIDE

Infetta ogni anno 130.000 persone negli USA.9 E’ probabilmente la malattia a trasmissione sessuale più nota.

1. Si contrae in media una volta su tre, nei rapporti sessuali con un partner affetto.
2. Causa lesioni genitali, piaghe e sfoghi anche sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi entro sei settimane dal contagio. Queste manifestazioni sono dolorose ma guariscono senza necessità di farmaci.
3. Può essere curata con la penicillina o altri farmaci. Se trattata negligentemente, l’infezione avanza fino a invadere il cuore, gli occhi, il cervello ed altri organi causando paralisi, cecità, e persino la morte (La terapia è molto importante).
4. Una donna incinta può trasmettere il morbo al feto causandone la meningite e possibili deformità.10





CLAMIDIA

Per lo più è una malattia sessuale causata da un batterio (Chlamydia Trachomatisi). Annualmente più di 4 milioni di americani rimangono infettati, adolescenti e giovani adulti attivi sessualmente.

1. Sintomi. La maggior parte degli uomini infettati ha una sensazione di bruciore durante l’urinazione o delle perdite dal pene; l’infezione può causare eccessiva sensibilità e il rigonfiamento testicolare. Alcune persone non hanno sintomi. La maggior parte delle donne affette non ha sintomi. Una minoranza soffre di bruciori durante l’urinazione o perdite vaginali. Le donne che contraggono l’infezione nell’utero e nelle tube di fallopio, spesso accusano dolori addominali, nausea e febbre.
2. Chi è a rischio: gli adolescenti e i giovani sono a più alto rischio perché i batteri hanno più facilità ad infettarli. Se non viene curata tempestivamente, con tetraciclina e altri antibiotici, nelle donne può causare danni alle tube e sterilità.
3. Complicazioni. La Clamidia può portare all’infezione dell’utero e alle tube di fallopio. Le cicatrici alle tube di fallopio causate dalla malattia spesso provocano sterilità ed aumentano il rischio di pericolose gravidanze extrauterine. Le donne che contraggono la Clamidia durante la gravidanza possono partorire prematuramente o trasmettere il morbo al feto causando infezioni agli occhi o polmonite. Negli uomini l’infezione può estendersi al vaso che conduce lo sperma dai testicoli al pene, causando dolore e febbre.
4. Diagnosi: tramite l’esame delle urine è oggi agevole constatare l’infezione.
5. Se si hanno rapporti sessuali con una persona infetta, il rischio di essere contagiati è circa del 50%.



IL VIRUS DEL PAPILLOMA UMANO

Anche chiamato condiloma, è un’altra malattia a trasmissione sessuale che:

1. Causa verruche genitali ed infetta un milione di persone all’anno negli USA.
2. Può degenerare in cancro della cervice. Ogni anno nel mondo circa 500.000 donne si ammalano di questo cancro e si stima che circa 150.000 di esse muoiano.13
3. Le donne che hanno fatto sesso da adolescenti sono più a rischio: nelle ragazze le cellule della cervice, l’ingresso all’utero, sono ancora in via di sviluppo e più sensibili alle infezioni.
4. La rimozione delle verruche genitali è un’operazione difficile e lunga. Il trattamento può consistere in: uso di acidi, crioterapia, intervento chirurgico, elettrocoagulazione, uso del laser. Inoltre le verruche, anche dopo la rimozione, possono ripresentarsi.



EPATITE B

È un’infezione del sangue.

1. Si trasmette sessualmente o con l’uso improprio di aghi o dalla madre al neonato.
2. Gli infettati in tutto il mondo sono più di 200 milioni, di cui la maggior parte sono asiatici e africani.
3. E’ la principale causa del cancro al fegato, che provoca la morte di più di 1 milione di persone ogni anno nel mondo.

In quale fascia di età si registra il più alto numero di casi di malattie a T.S.? La risposta è dai 16 ai 24 anni. Milioni di adolescenti (attivi sessualmente) contraggono ogni anno queste malattie. Nei soli USA sono 3 milioni.16 Chi è affetto da una malattia a T.S. a causa dello stress e della debolezza fisica ha più probabilità di ammalarsi di HIV che facilmente degenera in AIDS.


DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. Perché quando si è già infettati da una malattia venerea, crescono le possibilità di essere contagiati da HIV e AIDS?


2. La ricerca dimostra che decine di milioni di persone hanno contratto una malattia a trasmissione sessuale attraverso rapporti casuali, ma pochi ne parlano. Perché questo riserbo? Conosci qualcuno che è affetto da una di queste patologie? Se si, descrivi.


3. Negli USA un adolescente su quattro (tra quelli attivi sessualmente) è infettato da una malattia sessuale, con 8000 nuovi casi al giorno. Essendo i loro corpi ancora fisicamente immaturi, i ragazzi sono più a rischio degli adulti. Quali sono le possibili conseguenze che affrontano? Perché molti adolescenti ignorano questi rischi? Perché dovrebbero considerarli più seriamente?


APPENDICE C


QUANTO E’ SICURO IL “SESSO SICURO”?



Spesso si parla di “sesso sicuro” riferendosi alla pratica sessuale con l’ausilio del preservativo. Ma quanto è sicuro il “sesso sicuro”? Quanta protezione offre il preservativo?


L’EFFICACIA DEI PRESERVATIVI E LA GRAVIDANZA

Studi condotti dal Guttmacher Institute dimostrano che il profilattico è sicuro al 90%; ciò significa che nella pratica reale esso previene la gravidanza 9 volte su dieci.1-2 I profilattici si rompono o si sfilano con una media del 2-4%.3 Tra gli adolescenti questa media sale al 18.4%.4

Questo significa che una coppia di adolescenti su cinque che fa uso di preservativi subirà una gravidanza entro un anno.
Fra alcuni adolescenti questo rapporto è ancora più elevato, tre su dieci.5 E’ appurato che il preservativo è uno degli anticoncezionali meno efficienti.

Altri contraccettivi, se da un lato sono più affidabili nella prevenzione delle gravidanze, da un altro non forniscono alcuna protezione contro le malattie a trasmissione sessuale.


L’EFFICACIA DEI PRESERVATIVI E LE MALATTIE

L’inefficacia dei preservativi nella prevenzione delle malattie a T.S. potrebbe essere maggiore del rischio di gravidanze, per due ragioni.
1. Solo le donne possono rimanere incinte, mentre le malattie a T.S. possono riguardare entrambi i sessi.
2. Le donne sono fertili alcuni giorni al mese, mentre la possibilità di infezioni è costante.

Nel luglio 2001, l’Istituto Nazionale per la Salute (USA) ha pubblicato che non c’è evidenza scientifica che l’uso del preservativo fornisca una valida protezione contro la maggior parte delle malattie a T.S.: Virus del Papilloma umano, Clamidia, Gonorrea, Herpes Genitale, Sifilide, Tricomoniasi.
Inoltre asserisce che il profilattico non fornisce alcuna protezione alle donne contro il virus del Papilloma umano, che è la causa di verruche genitali e cancro alla cervice dell’utero.6 Una delle ragioni è che alcune malattie possono essere trasmesse con il contatto pelle a pelle, non soltanto nelle regioni genitali protette dal preservativo. 7-8

Inoltre i preservativi consentono una protezione limitata contro l’HIV (87% di riduzione del rischio) e la Gonorrea maschile. Il 13% di rischio non è insignificante, quando si tratta di AIDS.

Per concludere, anche se l’uso appropriato del profilattico può ridurre la trasmissione di certe malattie, è inefficace con altre. Inoltre molti giovani usano il profilattico in modo sconsiderato, cosa di cui potrebbero in seguito pagare le conseguenze. Tutto considerato, l’uso del preservativo non dà garanzie contro le infezioni descritte.


L’EFFICACIA DEL PRESERVATIVO E L’HIV

Gli studi sull’efficacia del preservativo nel prevenire l’HIV dimostrano un alto tasso di insuccessi. Un noto studio ha appurato che la media di insuccessi è di 1 a 6 nelle coppie dove un partner era già stato infettato.9 Una ricerca, pubblicata nel 1995 dalla John Hopkins School of Public Health, ha studiato 204 uomini malati di HIV che hanno usato il preservativo nei rapporti con le loro mogli (sane). In un periodo di 17 mesi è risultato che ben 31 donne, pari al 23% cioè 1 su 4, si sono ammalate di HIV nonostante l’uso costante dei profilattici. Tra le coppie che hanno fatto un uso saltuario del preservativo, ben 1 su 3 (36%) si sono infettate. Tra quelle che hanno raramente o mai usato il profilattico, la media di contagio diventa del 48% - 53%.10 Naturalmente le coppie che si sono astenute da rapporti intimi non hanno fatto registrare alcun contagio.

Questi dati dimostrano che l’uso continuativo del profilattico riduce significativamente il rischio di contagio, ma non lo elimina del tutto.

Se qualcuno ti offrisse un biglietto di aereo gratuito per una vacanza tutta spesata, ma ti dicesse che un aereo su quattro esploderà, saliresti a bordo? Quindi la domanda è: quanti rischi sei disposto a correre?

E se i rischi fossero inferiori? Esistono anche altri studi che forniscono percentuali meno drastiche, pari a 1 su 6. Ma anche se la possibilità fosse 1 su 100, ti sentiresti di rischiare? Il rischio che sei disposto a correre può essere correlato al valore che dai alla tua vita. Più valore dai alla vita, minore è il rischio al quale vuoi esporti.

I preservativi riducono il rischio di infezione all’HIV? Si. Lo eliminano? No. I profilattici sono più sicuri dell’astinenza o della fedeltà? La risposta è no. Ricorda che può bastare un solo rapporto sessuale per contrarre L’HIV e le altre malattie a trasmissione sessuale, e che la tua vita può cambiare per sempre.



DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1. L’uso della pillola anticoncezionale, dei profilattici o di altri metodi contraccettivi rende il sesso “sicuro” e protetto? Spiega. Qual è il significato di “riduzione parziale del rischio”?







SEI UN OBIETTIVO?
ATTENZIONE ALLA DIETA DIGITALE



Cos’è la dieta digitale?1 Se sei un adolescente, “consumi” i media ogni giorno. Il tempo trascorse a guardare la TV, giocare ai video-games, ascoltare musica e navigare su Internet, è di 6.45 ore al giorno (dati USA).2 E’ facile essere esposti in modo passivo, ai messaggi che arrivano al cervello, senza meditarli veramente. Quali sono questi messaggi? Sono positivi? Sono positivi per te e per i giovani della tua comunità?


Il monitoraggio dei programmi TV degli ultimi 30 anni ha rilevato che l’80% di essi contiene violenza. Nei programmi per i bambini nella fascia diurna, la media di episodi di violenza è di 18 per ora. Alcuni ricercatori hanno appurato che il 30% di tutti i personaggi e il 60% dei personaggi principali dei programmi negli orari di maggior ascolto, sono coinvolti in scene di violenza, come esecutori, vittime o entrambi. Alcuni dicono che la TV non fa altro che riflettere la realtà violenta in cui viviamo, ma nella vita reale meno dell’1% degli individui ha dei comportamenti violenti. Gli studiosi hanno scoperto che i bambini che guardano molta TV, hanno una visione del mondo molto più cinica e diffidente di quelli che ne vedono poca. Gli ascoltatori assidui danno stime esagerate sui crimini e sulle violenze nella società.4 Ciò non sorprende, considerando che il giovane medio vedrà ben 15000 omicidi sullo schermo prima di compiere i 18 anni.

E’ difficile dimostrare la correlazione fra gli atti di violenza e la televisione. Brandon Centerwall, un medico psicologo, ha studiato il fenomeno in tre nazioni dopo l’avvento della televisione. Nei 15 anni successivi all’introduzione della TV negli USA, gli omicidi quasi raddoppiarono. Lo stesso risultato si profilò per il Canada. Invece, nel Sudafrica, negli anni ’50 e ’60 (quando la Tv non era ancora molto diffusa) gli omicidi non aumentarono, anzi diminuirono del 7%. Quando, negli anni ‘70 si ebbe il boom della televisione, gli omicidi iniziarono ad aumentare e nel 1987 raggiunsero un picco di incremento pari al 130%.5

Qual’è il messaggio di fondo di molti programmi? Non è forse quello per cui fare uso di violenza è il modo più ovvio per risolvere dei conflitti, anziché l’ultima risorsa? O che essere dei “duri” e l’essere più forti degli altri sono le principali qualità di un vero uomo?6 E’ sensato porre attenzione alla nostra dieta mediatica, essere critici e scegliere con cura i programmi da vedere?

E i messaggi sessuali? Ogni anno negli USA un bambino viene esposto a più di 14000 messaggi sessuali. Quasi 40 al giorno. I 2/3 degli spettacoli televisivi hanno anche un contenuto sessuale che si palesa in ben quattro scene ogni ora.8
Superfluo dire che la maggioranza di queste scene mostra persone che fanno sesso senza essere coinvolte in un legame di affetto e dedizione reciproci.

Prendiamo, per es., Dawson Creek, dove nel primo episodio vediamo un adolescente che ha un rapporto sessuale con un insegnante, oppure Beverly Hills 90210, in cui l’intimità sessuale tra adolescenti è all’ordine del giorno. In che misura questi programmi riflettono la reale vita dei ragazzi e quanto invece sono esasperazioni? Sono uno specchio reale del modo in cui tu ed i tuoi amici vivete?

Pochi sono i personaggi come Nicole che nel film del 2001 “Going the distance”, dopo aver quasi esagerato con il suo ragazzo Phil, lo guarda e gli dice semplicemente: ”Lo volevo anch’io ma sono proprio contenta di non averlo fatto”. 9

Quali sono i messaggi contenuti nei programmi televisivi del “prime-time”? Molti copioni romantici ci mostrano che il sesso può anche essere fatto per motivi che includono:
1) il tradimento per rimorchiare
2) rubare il partner altrui
3) bisticciare contendendosi un ragazzo o una ragazza.

Inoltre il sesso è visto come una normale componente di rapporti che coinvolgono sì l’amore e la felicità, ma che spesso non durano molto. 10
I rischi e le conseguenze di coinvolgimenti sessuali in rapporti frivoli sono raramente sottolineati.

Spesso le ragazze più esposte alla TV sono anche quelle che danno più importanza alle avventure. Esse sono romantiche e sono le maggiori fruitrici delle Chat-Lines di Internet. Al contrario le ragazze che praticano sport o si impegnano per costruire la loro carriera futura, sostengono che le avventure non sono importanti. Esse, inoltre, sono attratte dalla musica e dai programmi culturali.

Si potrebbe pensare che gli adulti abbiano sempre a cuore l’interesse dei giovani, ma in molti casi non è così. Nel settembre del 2000 la commissione di controllo americana (Federal Trade Commission) ha denunciato la compagnia cinematografica Columbia Tristar per aver commercializzato film violenti a ragazzini, in violazione alle leggi vigenti. Uno di questi film è “I know what you did last summer” dove si vede un serial killer armato di uno stiletto rompighiaccio.12

Molti critici evidenziano la quantità di sesso e violenza contenuti nei prodotti dell’industria dello spettacolo, ma ciò che è ancora più serio è il contesto in cui sesso e violenza si manifestano. I vecchi film mostravano scene cruente, ma spesso erano motivate da principi “elevati”. Oggi, spesso, la violenza e l’omicidio sono funzionali ad un’immagine da “duri” che si vuole trasmettere od anche solo per fugare la noia.

Per esempio nel film di Oliver Stone “Natural born killers” il soggettista e noto scrittore John Grisham dice:” l’omicidio è bello e divertente, l’omicidio è uno sballo, l’omicidio è una droga che puoi usare quando vuoi. Più uccidi più sei “giusto”.13 E questo è un film “cult” fra i ragazzi. Altri film come “Salvate il soldato Ryan” dipingono scene di violenza terrificanti, mostrano soldati riluttanti ad uccidere e riportando realisticamente le conseguenze della violenza.



TATTICHE DI PUBBLICITA’ PER I GIOVANI

Vediamo ora la pubblicità mirata a te, cioè al mercato giovanile. Le aziende degli USA spendono in pubblicità più di 5 miliardi di dollari all’anno, con il risultato che ogni ragazzo subisce 20.000 spot pubblicitari all’anno.14 Di per se’, tutto ciò non è necessariamente deleterio: viviamo in una società che pratica la libera impresa. I produttori hanno il diritto di commercializzare i loro prodotti e noi abbiamo il diritto di acquistarli o no.

Ciò che disturba è che alcune delle tattiche usate per raggiungere i giovani sfruttano e manipolano le loro insicurezze. Nancy Shalek, ex capo di un’agenzia pubblicitaria, lo spiega in questo modo:

“La pubblicità dà il suo meglio quando convince le persone che senza un certo prodotto sono dei perdenti. I ragazzi sono molto sensibili a questo approccio. Se dici loro di comprare qualcosa, si rifiutano, ma se instilli il dubbio che, senza un certo oggetto saranno dei perdenti hai raggiunto lo scopo. Colpisci la loro vulnerabilità emotiva, cosa che è facile da fare con i ragazzi, proprio perché emotivamente vulnerabili.”15

MTV conosce bene questo approccio e, negli ‘90 ha investito molto in ricerche pubblicitarie. I suoi intervistatori sono entrati nelle case dei giovani per rendersi conto di persona di come vivevano, dei loro interessi e aspirazioni. Questo lavoro, che prosegue tutt’ora, ha lo scopo di creare personaggi e spettacoli che abbiano presa sui giovani. L’attività di marketing di MTV è stata illustrata da un documentario della televisione pubblica americana.

IL critico televisivo Robert McChesney afferma: ”Come per l’impero britannico, che ha occupato l’Africa per sfruttare le sue risorse, così le multinazionali si rivolgono al mercato degli adolescenti come se fosse un enorme impero da colonizzare…Le armi usate sono film, musica, CD, spettacoli, Internet, parchi giochi, squadre sportive, ecc…”
Douglas Rushkoff sostiene: ”La cultura dei ragazzi e quella mediatica sono ormai indistinte ed è difficile discernere se venga prima la rabbia giovanile o la sua mercificazione.”16 Il fatto che MTV faccia queste ricerche non è di per sé sbagliato, ma ciò che non è condivisibile è che MTV non ha come scopo quello di rendere più felici i ragazzi, bensì quello di sfruttarne commercialmente le debolezze.

Domande da rivolgere a te stesso: Quando guardi un concerto alla TV o leggi un messaggio in una Chat-room, è importante per te sapere che si tratta o meno di una operazione commerciale? La struttura commerciale di MTV limita le apparizioni ad un numero limitato di artisti, quelli sponsorizzati da potenti case discografiche. Secondo te, questo significa che qualcuno sta scegliendo la musica che devi ascoltare?

Gary Ruskin, direttore di una rivista americana a difesa dei consumatori, critica l’industria della pubblicità e dice:

“La pubblicità è “l’argomento di studio” più accattivante per i giovani. La pubblicità insegna ai ragazzi che è importante acquistare un prodotto perché esso li renderà felici. Il messaggio è che la soluzione ai problemi della vita è nel consumismo, nell’acquistare molte cose, non nei valori, nel lavoro né nell’educazione.” 17

Ciò nonostante è provato che le persone centrate su valori consumistici sono meno soddisfatte della loro vita, meno felici, hanno rapporti interpersonali difficili, più problemi di abuso di alcol e droghe e contribuiscono meno alla comunità.18


Il critico pubblicitario Robert McChesny conclude:

“La pubblicità promuove un tipo di mondo in cui nulla è importante, salvo ciò che preserva il tuo interesse materiale. Perché essere onesti? Perché essere integri? Perché interessarsi agli altri? E’ materia per gli sciocchi. Pensa a te stesso. Per quale motivo preoccuparsi per gli altri? Cosa ci guadagno? … Tutto questo non è un contesto sano per la società.”19


LE ESPRESSIONI MEDIATICHE CORRETTE ESISTONO


Se per un verso è importante discernere tra i messaggi e comprenderne le tattiche pubblicitarie, bisogna altresì dire che esistono media corretti, basta solo essere attenti. Prendiamo, per esempio, alcuni artisti che, negli USA, si sono interessati al problema dei ragazzi senza padre: il rapper Jay-Z, la band neo-grunge Everclear e il regista John Singleton. Nel suo film “Baby Boy” il protagonista è un padre di due figli avuti da due donne diverse, che vive con la madre a Los Angeles. Egli non ha un lavoro, non ha una casa e si sente minacciato dal rissoso partner della madre. Alla fine sente di dover dare prova di se stesso e partecipa ad un omicidio.

“Un ragazzo senza padre che viene cresciuto esclusivamente dalla madre deve affermare e confermare continuamente la sua virilità tramite l’appartenenza ad una gang o in altro modo.” Dice Singleton. “Come puoi diventare un uomo senza una figura maschile a cui fare riferimento? O che tipo di uomo diventi? Penso che Baby Boy sia il tipo di persona che potrebbe mettere incinta tua figlia o uccidere tuo figlio.”

Jay-Z esprime nella canzone “Dove sei andato?” il dolore per l’abbandono da parte del padre: “Pensi mai al dolce ragazzino che hai trasformato in un adolescente amareggiato?” Egli esprime anche l’orgoglio verso il padre che si tramuta in rabbia per l’abbandono:

“Io volevo camminare proprio come lui, proprio come lui, poi mia madre disse che assomigliavo a lui e che pensavo proprio come lui. E io le dicevo: - mio padre mi ama e non mi lascerà mai – Stupidaggini. Ti ricordi ancora che il mio compleanno è a Dicembre?”

Art Alexakis, cantante ed autore degli Everclear, ha espresso il suo dolore nella canzone “Father of mine” contenuta nel disco “So much for the afterglow”:

“Padre mio, dimmi dove sei andato. Ho chiuso gli occhi e tutto il mio mondo è scomparso. Padre mio, riportami al giorno in cui io ero ancora il tuo ragazzo d’oro, all’ora prima che tu te ne andassi. Non sarò mai sereno. Non sarò mai sereno. Sarò sempre strano. Sarò sempre debole. Adesso sono un uomo maturo, ed ho un figlio anch’io. Giuro che non gli dirò mai il dolore che ho sofferto.”

Alexakis è stato abbandonato da suo padre che fu abbandonato da suo padre, che fu abbandonato da suo padre. E’ un circolo vizioso, come per le violenze domestiche. Ci vuole qualcuno che ad un certo punto dica: “Basta, del dolore me ne faccio carico io, non i miei figli”.


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