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 Pittore Giuseppe Veneziano
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Ros

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Inviato - 22/03/2008 :  13:58:35  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

Pregiudizio Universale

Giuseppe Veneziano espone a Milano

Pubblicato da margherita in: Pittura Gallerie Mostre (http://www.artsblog.it)

Parliamo ancora una volta di Giuseppe Veneziano, l’artista italiano dallo stile ironico e provocatorio, per alcuni anche ingiurioso.

Dal 17 aprile fino al 18 maggio, l’Angel Art Gallery di Milano presenta la mostra “Pregiudizio Universale”, evento curato da Luca Beatrice.

Come è nel suo stile, anche in questa esibizione c’è una presa in giro di quelli che sono tabù e pregiudizi, con l’uso cromatico che fa da filtro all’interpretazione. I colori sono saturi, piatti e corposi fino a creare una terza dimensione - una finta realtà - in cui i confini tra immagine e reale diventano impercettibili.

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Ros

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Inviato - 22/03/2008 :  14:17:42  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

COMUNICATO STAMPA


Giuseppe Veneziano
“Pregiudizio Universale”
a cura di Luca Beatrice


Galleria: Angel Art Gallery di Angela Galiandro
Via Fiori Chiari 12 - 20121 Milano
Tel. 02.36562022 - Fax 02.36562260
www.angelartgallery.it - info@angelartgallery.it


Date : 17 Aprile – 18 Maggio 2008
Inaugurazione: Giovedì 17 Aprile 2008, ore 18.00
Orari: martedì – sabato 10.00/13.00 –
15.00/19.00

********************


Catalogo in galleria con testo di Luca Beatrice

L'ignoranza è meno lontana dalla verità del pregiudizio
(Denis Diderot)

Nell’epoca in cui giudicare, classificare ogni soggetto e il suo comportamento è diventato un mestiere, Giuseppe Veneziano tenta di superare ogni forma di preconcetto attraverso l’ironia e la provocazione.
Considerato spesso dissacrante e ingiurioso, Veneziano smuove gli animi della collettività, pone il pubblico di fronte alla realtà e ai suoi paradossi; così tabù, pregiudizi e argomenti moralmente inviolabili diventano la linfa vitale dei suoi lavori, i temi delle sue pitture, il serbatoio da cui attingere nuove idee e spunti di riflessione. La scelta di Veneziano di usare colori saturi, piatti e corposi non è casuale: l’elemento cromatico è un filtro all’interpretazione, in grado di generare una terza dimensione – una finta realtà – in cui i confini tra immagine e reale diventano impercettibili.
Nella mostra Pregiudizio Universale allestita da AngelArt Gallery di Milano figure politiche del presente e del passato - da Silvio Berlusconi a Letizia Moratti, da Stalin a Hitler - sono rappresentate in ritratti ironici e pungenti. Niente e nessuno è risparmiato, anche i temi religiosi, chiamando in causa sia la storia dell’arte sia gli eroi dei fumetti. Così in un mix paradossale e stravagante le Tre Grazie di Raffaello sono abbracciate a Spiderman, il Cenacolo di Leonardo è trasformato nella Penultima Cena - in cui il Salvatore è seduto accanto a due sghignazzanti Stanlio & Ollio - la ex pornodiva Cicciolina di Made in Heaven diventa la controfigura della Vergine del Tondo Doni di Michelangelo. Dall’arte con la A maiuscola alla sottocultura dei personaggi dello spettacolo, delle celebrities amanti del gossip, come Paris Hilton battezzata dal Battista e Vittorio Emanuele di Savoia nel trittico 200 euro, combattuto tra bene e male, conteso tra una giovane diavoletta e un seducente angelo.
Nei quadri di Veneziano la scelta dei titoli assume un ruolo determinante al fine della provocazione: il doppio senso, l’ossimoro, il depistaggio attraverso argomenti o elementi apparentemente diversi tra loro, stimola, suggerisce, processi mentali e nessi logici a cui non possiamo restare indifferenti.
Giuseppe Veneziano è nato a Mazzarino (CL) nel 1971. Vive e lavora a Milano.

Principali mostre personali:

2007 - La rivoluzione d’agosto, Studio d’arte Fioretti, Bergamo;
- Self Portrait, KGallery, Legnano (MI).
2006 - American Beauty, Galleria Luciano Inga Pin, Milano.
2004 - In-visi, Le Trottoir, Milano.
2002 - G8, Art Factory, Milano.
1995 - Segnali di fumo, Opera Universitaria, Palermo.


Principali mostre collettive:

2007 La nuova figurazione italiana. To be continued..., Fabbrica Borroni, Milano;
Il treno dell'arte da Tiziano alla Street Art, mostra itinerante;
A ferro e fuoco. Lo straordinario quotidiano della cucina, Triennale, Milano; - La vita attiva, continuità di senso, Castello Medievale di Macchiagodena, Isernia;
Radical She II, Castello di Favara, Favara (AG);
Impronte digitali, Palazzo Comunale, Gangi (PA);
Lo stato dell'arte, Galleria Obraz, Milano.

2006 Lost in a Supermarket, Studio d’arte Fioretti, Bergamo;
K To Your Heart, Galleria KGallery, Legnano (MI);
Crisis- il declino del supereroe, Galleria San Salvatore, Modena;
15 volte 1 volto, Galleria Spazioinmostra, Milano;
Allarmi 2, ex Caserma De Cristofaris, Como;
BodynoBody, Galleria Luciano Inga Pin, Milano

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Ros

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Inviato - 17/04/2008 :  15:16:13  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

Il segreto di Hitler
**

In attesa di scoprire quello di Mussoli
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Ros

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Inviato - 17/04/2008 :  15:16:58  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore


Made in Heaven - 2008 acrilico su tela diamtro cm 120
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Ros

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Inviato - 17/04/2008 :  15:28:56  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

La penultima cena - 2008 acrilico su tela cm 160x95
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Ros

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Inviato - 12/01/2009 :  22:09:22  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
La Repubblica -Palermo

Pittura, i siciliani protagonisti delle nuove tendenze
Il volume "Laboratorio Italia" dedicato agli under 40 include sei pittori isolani tra i nomi di punta della figurazione contemporanea
di Paola Nicita
09 gennaio 2009



La pittura della giovane Italia parla un po´ siciliano, declinando questo linguaggio in maniera composita, tra intersezioni con new media e ormeggi con la tradizione, che in Sicilia ha radici profonde proprio nel segno della figura. Così sfogliando "Laboratorio Italia. Nuove tendenze in pittura" (a cura di Ivan Quaroni) saltano fuori i nomi di sei artisti siciliani.
In realtà il legame tra la pittura e la figurazione in Sicilia è stato sempre presente - si pensi a pittori come Alessandro Bazan, Andrea Di Marco, Fulvio Di Piazza, Francesco De Grandi, generazione di quarantenni - più o meno - che ha sicuramente recuperato e rinverdito la pittura in questa direzione, e sicuramente non operando in ambito locale, ma nazionale. E anzi segnando, in un momento in cui la pittura italiana attraversava un momento poco definito, una indicazione che non ammettesse repliche. A far da apripista, ancora prima, erano arrivati altri artisti italiani, come Salvo (alias Salvatore Mangione) - siciliano anche lui - Marco Cingolani, e altri. Ma questa vena di figurazione, con forti presenze siciliane, dell´inizio degli anni Novanta, è in realtà capace di captare le influenze di una cultura fortemente trasversale, di ascendenze molteplici, che si nutre di televisione, cartoon, mondi futuribili, insofferenze generazionali e mette tutto nel frullatore della visione, per sfornare immagini figlie del più autentico spirito del tempo. Qualche istante prima del massiccio arrivo di Internet, le antenne della pittura avevano inframmezzato il no-global con le immagini super massificate. Che, malgrado tutto, mantenevano intatta la loro identità, da loro stessa creata. Ma la generazione che si prende qui in esame è quella successiva, perché si tratta dei giovani pittori che iniziano ad operare dalla fine degli anni Novanta, e fino a oggi. Sicuramente le scelte di Ivan Quaroni si muovono all´interno di una rosa di artisti che ben conosce, avendo lavorato con molti di essi e avendo contribuito, per molti, a farli conoscere. Per ogni artista selezionato, c´è uno spazio di rilievo: quattro pagine per ciascuno, con un ampio repertorio iconografico, una nota critica introduttiva e una indicazione sulla quotazione economica delle opere, tra minimo e massimo delle valutazioni. Senza la presunzione di essere un libro-guida, ma puntando piuttosto su una sorta di "libro illustrato" secondo la definizione dell´autore, che circoscrive la sua analisi, in modo serrato, all´ambito della pittura. Allora, seguendo il criterio dell´ordine alfabetico, vediamo su quali artisti si è soffermata la scelta di Quaroni, in ordine ai siciliani. Si inizia con Andrea Buglisi, palermitano, classe 1974, che da anni incrocia la sua pittura iperdescrittiva sulla superficie di tele dalle decorazioni kitsch targate anni Settanta. Il risultato è un mix tra il vintage e il presente, per visioni destabilizzanti, che incrociano iperrealismo e pop, che nei lavori più recenti forza maggiormente la mano nel segno della decorazione e del design, in una ricerca fortemente estetizzante. Le quotazioni vanno da un minimo di 500 euro ad un massimo di 5 mila euro.

Marco Barone, Giuseppe Borgia, Vincenzo Profeta e Tothi Folisi sono i quattro palermitani del Laboratorio Saccardi, (quotazioni da 400 euro a 8 mila euro): gli spunti per la loro creatività da bad-strip, volutamente volgare e offensiva, partono molto spesso da fatti di cronaca. La strage di Erba, il delitto di Cogne, fanno da contrappunto a icone, da Picasso a Andy Warhol, sempre con un intento di critica feroce, che non risparmia nemmeno il mondo dell´arte. L´intento ultimo dei Saccardi è quello di far germinare, quasi fosse un virus, l´arte all´interno della vita quotidiana, creando una serie di cortocircuiti spiazzanti e corrosivi.

Filippo La Vaccara, catanese del ´72, è l´artefice di una pittura fortemente connotata dal segno della figurazione italiana più alta: un linguaggio autonomo, che affonda radici nella tradizione mediterranea, fortemente legata alla natura, tra sogno e realtà (opere tra 1.600 e 7 mila euro). «La ricerca plastica e pittorica di Filippo La Vaccara è una delle formulazioni più originali nell´ambito della figurazione italiana contemporanea - scrive Quaroni - Tutta improntata alla leggerezza, l´opera dell´artista siciliano gioca con gli stilemi della pittura naïve per elaborare un linguaggio autonomo».

Francesco Spampinato è l´artefice di mondi dalla struttura optical, dove il rimando alla tradizione si materializza nella ripetizione barocca di stilemi. «Nella ricerca di Spampinato - scrive l´autore - elementi desunti dalla storia dell´arte e suggestioni provenienti dal graphic design e dalla musica elettronica contribuiscono a plasmare una pittura caleidoscopica e vorticante, ma soprattutto capace di percorrere i territori incerti tra figurazione e astrazione»; le quotazioni dell´artista catanese, che vive tra Bologna e New York, vanno dagli 8 ai 12 mila euro per le opere di grande formato.

Tra satira e fumetto, ripresa delle immagini degli scandali rosa e protagonisti dei cartoon, si delineano le pitture di Giuseppe Veneziano, nato a Riesi in provincia di Caltanissetta e residente a Milano, che nel 2005 espose in una sua mostra un ritratto di Oriana Fallaci decapitata, suscitando scandalo e condanne, ma sicuramente riuscendo a far parlare di sé. D´altronde lo spirito di Veneziano è quello di realizzare delle "cronache d´arte", che certamente esulano dal buon gusto: "notizie" tradotte con una pittura essenziale, che Quaroni definisce «una diabolica combinazione tra cattivo gusto e morbosità». Quotazioni dai 2 ai 6 mila euro.

Nato in America, ma residente a Palermo, infine è William Marc Zanghi (le sue quotazioni vanno da 1,5 ai 7 mila euro), che trapianta case di campagna tipiche del Maine nei luoghi assolati del paesaggio siciliano. Scrive Quaroni: «A rafforzare questa sensazione di spiazzamento contribuiscono quindi sia l´impiego di cromìe artificiali sia l´aggiunta di elementi grafici che servono a disturbare la compattezza visiva dell´immagine». A volte si tratta di vere e proprie "invasioni" fuori luogo rispetto al contesto raffigurato, come quando Zanghi raffigura inquietanti assalti di scimmie; nelle opere successive è il puro colore, steso in un fitto susseguirsi di linee, ad interrompere l´unità della visione. Un forte senso di straniamento e di ambiguità caratterizzano le pitture di questo artista, che delinea paesaggi dove le "interferenze" sono costituite dalla materia stessa, cioè dalla pittura, per una contraddizione di termini che si materializza in modo efficace.
Molto spesso annunciata come estinta, dunque, la pittura dimostra nuova vitalità e prospettive future proprio attraverso la modalità della figurazione, anch´essa a torto ritenuta legata al passato.





Visualizza giornale in formato PDF qui:
http://www.riesi.com/archivio/riesiart/pa1.pdf





Visualizza giornale in formato PDF qui:
http://www.riesi.com/archivio/riesiart/pa2.pdf





Visualizza giornale in formato PDF qui:
http://www.riesi.com/archivio/riesiart/pa3.pdf
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Ros

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Inviato - 03/02/2009 :  15:04:01  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

IL VENEZIANO INTERNAZIONALE, TUTTO IN UN GIORNO

PRIMA CRITICA -Mariangela Maritato taglia la testa a Giuseppe Veneziano

Altro che miracolo a Palermo. C’è (forse) bisogno di un esercito di Sante Lucie per ridare gli occhi agli orbi? Venerdì 9 gennaio sull’edizione palermitana di “Repubblica” un articolo di Paola Nicita dal titolo “I sei pittori siciliani che saranno famosi” fa un elogio a tutto campo dei nomi che saltano fuori da “Laboratorio Italia. Nuove tendenze in pittura” (anno 2007, casa editrice Johan & Levi). Un testo di Ivan Quaroni sulle “nuove” leve del panorama figurativo nazionale che, a guardare bene in giro, appaiono piuttosto vecchie e pedanti specie se ci si sofferma con attenzione sul “caso Giuseppe Veneziano”. Copia nostrana della pittura di quell’americano di nome Jeff Koons che per diventare famoso è dovuto ricorrere, oltre alle provocazioni, ad un’ampia gamma di tecniche e all’utilizzo di differenti materiali tra cui plastica, marmo, gonfiabili, metalli, ceramiche e vari altri artefici. Con opere, per inciso, pensate da Lui ma realizzate dallo staff dei suoi valenti collaboratori. A quanto pare in Italia la strada del successo cerca disperatamente la via dei saldi. Ci si ritrova così (sulle pagine palermitani di un quotidiano come “Repubblica”) a leggere di opere demenziali e fumettistiche elevate a pittura. Quasi se bastasse fare scandalo e provocazione nella scelta dei soggetti da raffigurare -rimanendo ancorati a tecniche proprie dell’illustrazione e fortemente datate- per entrare nell’ambito della ricerca artistica. Nelle opere di Veneziano, acrilici e tinte piatte riempiono gli spazi di ombre artificiali. Una formuletta imparata a memoria e ripetuta all’infinito.
Per far parlare di sé, come giustamente ricorda la mesta Nicita, Veneziano (nato a Mazzarino, Caltanissetta, nel 1971) espose nel 2005 in una sua mostra un ritratto di Oriana Fallaci decapitata “suscitando scandalo e condanne” presso un pubblico bigotto convinto che l’arte contemporanea coincida tout-court con l’incomprensibile o il provocatorio. Un pubblico che –grazie anche a presentazioni mediocri e approssimative- non si è mai chiesto se il si******* veneziano potesse realmente fregiarsi del titolo di artista. Per non dire di quello di pittore.
La giornalista, definisce le illustrazioni di Veneziano “cronache d’arte” come se Lenin (protagonista dell’opera “a Rivoluzione d’agosto”) o Hitler (“Il segreto di Hitler”, 2007) fossero personaggi contemporanei citati dalla cronaca, o Superman (“Ideali da Supermarket”) e Candy Candy nuovi eroi dei cartoni animati. Eppure Nicita, forse inebriata dall’ennesimo bicchiere di Passito di Pantelleria, definisce i lavori del furbetto in questione “notizie tradotte con una pittura essenziale”. Tanto essenziale che pare assente. A dire il vero uno sforzo questo presunto artista l’ha fatto: in una sua illustrazione ha genialmente pensato di impiccare Maurizio Cattelan appendendo poi la sua tela ad un albero. E si è fatto fotografare insieme a lui. Ottenendo la copertina di Flash Art, grazie all’eccitabilissimo Politi che forse dovrebbe un po’ anche “imparare a vedere” oltre che (come riesce bene) provocare. Il Cattelan di Veneziano sembra una misera iperbole del celebre “Las Meninas “ di Velazquez. Ma l’impiccagione del Cattelan impiccante appare nel complesso un’idea insulsa e per giunta declinata con una stesura pittorica senza senso. E soprattutto priva di gusto.
Ma Giuseppe ha capito che per far parlare di sé bisogna uccidere i grandi. E’ vero, lo fece anche Robert Rauschenberg con Willem de Kooning, ma con quale intensità e grazia! Altro che tavolozze da Upim e pennellate da voltastomaco.
Che dire, il mondo va così. Basta fare “notizia” e breccia nei cuori dei giornalisti e dei critici più orbi ma sulla cresta dell’onda. Veicolare messaggi forti, cercare, come dice lui, di “smascherare le verità camuffate dai media” senza badare troppo alla forma e ai materiali. Alla fine basta essere nel sistema dei media potenti ma ignoranti. Proprio dal marcio che Veneziano vuole raccontare e “smascherare”, egli ha imparato più che a emergere a stare a galla. E’ uscito con un servizio di ben quattro pagine sul numero di dicembre ‘07 del blasonato Arte (Cairo Editore), il sogno di tutti i suoi contemporanei un po’ più sfigati d’Italia, a firma di Alessandra Redaelli (un’altra cultrice della buona pittura). I testi critici su di lui sono stati (ben pagati) e scritti da Chiara Canali, Ivan Quaroni e, addirittura, da Luca Beatrice, curatore del padiglione italiano alla prossima Biennale veneziana. Il quale, furbissimo, se l’è cavata egregiamente scrivendo: “E’ l’assalto alla diligenza degli outsider che forse non sono ancora pronti ad abbattere il sistema, ma tirare qualche calcio nel *******, quello sì..”
Quando la giornalista di Repubblica scrive “la pittura della giovane Italia parla un po’ siciliano” verrebbe da risponderle “magari!”. Di siciliano le opere di Veneziano non hanno proprio nulla. La sua è un’espressione snaturata. Lontana anche dalla sua terra. Il suo linguaggio è un surrogato a basso costo del vecchio stile pop americano. Ma in Italia –da sempre- siamo troppo abituati a caviale di prima scelta per accontentarci di plasticose uova di lompo super-colorate acquistate nei supermercati. Eppure oggi il contemporaneo è anche un po’ questo: l’omologazione degli artisti che producono opere con lo stampino. Mere macchine guidate dal mercato. Attingono lo stile da prodotti già pronti e confezionati e lo riproducono ad oltranza.

Caro Veneziano, non me ne volere. A tesser le lodi ci pensano tutti ma io, il cappello, non me lo tolgo. Il mio giudizio, in fondo, non sarà mai tanto incisivo quanto quello del mercato. Per non parlare dei posteri che credo dimenticheranno insieme alle tue opere anche questa mia velenosa paginetta. Prosit. -Mariangela Maritato

Per la lettura dei commenti visualizzare il link sotto

http://www.arslife.it/dettaglio2/2009/1/contemporanei-italiani.htm



SECONDA CRITICA -Il paragone internazionale di Pasquale Fameli

CITAZIONISMO POP -Quando Duchamp dipinse i baffi alla Gioconda, diede inizio a quel fenomeno artistico noto come “citazionismo”, che attraverserà tutto il Novecento e vivrà la sua age d’or negli anni Settanta. In molti risultati dell’arte postmoderna (eclettica per natura) ricorre spesso la citazione colta, e sembra una condizione necessaria per i giovani artisti, costretti a confrontarsi con un secolo, quello precedente, in cui le sperimentazioni sono state tali e tante da compromettere la piena originalità delle ricerche future. Ecco dunque sorgere in alcuni giovani artisti l’interesse per la pittura del passato, nella volontà di interrogarsi su quali relazioni possano intercorrere tra il senso classico del bello e quello della figurazione attuale. Due esiti molto interessanti al riguardo sono rappresentati dalla pittura di Giuseppe Veneziano (Marazzino, 1971) ed Isabel Samaras (New York City, 196?); i due attingono al patrimonio visivo della fumettistica, della storia dell’arte e della cronaca, rimescolandone le istanze con tono beffardo e paradossale. Storia e fantasia si incontrano, si contaminano, dando vita ad opere di chiara denuncia sociale su temi quali la corruzione politica, la tossicodipendenza, la religione, l’omoerotismo.
Nella pittura di Veneziano, gli eroi di fiabe e fumetti si accostano o si sostituiscono a grandi personaggi della storia, con provocatoria e dissacrante ironia, interpretando un ruolo insolito, opposto e diseducativo.
Nei lavori della Samaras, fortemente avvezza a tentazioni “lowbrow”, è invece più marcata la contrapposizione di sacro e profano: i grandi capolavori della pittura rinascimentale sono reinterpretati da personaggi delle serie TV anni ‘70 e dai mostri degli horror più cult.
L’atteggiamento “pasoliniano” di tali artisti a commistionare cultura alta e bassa, non è che il riflesso di quella democratizzazione del visibile causata dall’attuale sistema mediatico. Già agli esordi del mezzo televisivo Bertold Brecht temeva il livellamento culturale e l’indottrinamento di massa, oggi dominanti. Pertanto non è insolito che nei più recenti esiti pittorici, segni del passato e del presente, del colto e del consumistico si intersechino, annullandosi l’uno nell’altro, secondo un processo già iniziato con la Pop Art e il New Dada. Ma questi movimenti videro nell’oggetto di consumo e nelle sue istanze pubblicitarie la metafora della nuova condizione sociale, di un nuovo concetto del vivere; Veneziano e Samaras si concentrano invece sulla confusione valoriale delle immagini, da cui scaturisce l’aspetto più originale del loro linguaggio, l’intercambiabilità di ruoli e figure. I due artisti hanno creato un rapporto bipolare nei confronti della Pop Art: ne hanno ripreso la lezione formale, incrementandone però la valenza del messaggio; la loro pittura non celebra la società dei consumi idolatrandone prodotti e personaggi, ma lancia una critica sociale spietata e irriverente supportata da un forte impatto della visione. -Pasquale Fameli

Link
http://pasqualefameli.wordpress.com/2009/01/28/citazionismo-pop/


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Ros

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Inviato - 08/04/2009 :  19:24:18  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

Veneziano -Novecento 2009
Acrilico su tela cm 190x340
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Ros

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Inviato - 08/04/2009 :  19:30:28  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
Italians do it better

Mount Rushmore
Giuseppe Veneziano - Luca Beatrice
Giampiero Mughini - Francesco De Molfetta
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Ros

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Inviato - 08/04/2009 :  19:47:00  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

Giuseppe Veneziano espone all'Angel Art Gallery di Milano

Italians do it better

La mostra Italians do it better (gli italiani lo fanno meglio) inaugura la nuova sede della Angel Art Gallery nel quartiere Isola di Milano, cuore pulsante dell’Arte contemporanea nel capoluogo lombardo. Come icona di riferimento dell’evento si è scelto di reinterpretare la famosa montagna americana “Mount Rushmore”, su cui sono scolpiti i 4 presidenti d’America più celebri; per l’occasione ai volti più noti sono stati sostituiti i ritratti dei nostri protagonisti: Luca Beatrice, Francesco De Molfetta, Giampiero Mughini e Giuseppe Veneziano. I due artisti Francesco De Molfetta e Giuseppe Veneziano, per la prima volta, si confrontano mettendo in mostra la loro percezione della realtà sia quotidiana che artistica, ognuno nel proprio ambito più congeniale: il primo attraverso la scultura ed il secondo attraverso il medium pittorico.
Scopo dell’exhibition è raccontare la situazione italiana di oggi attraverso una chiave di lettura dissacrante e sarcastica che accomuna i quattro personaggi. Temi trattati saranno la contaminazione tra la politica e la religione, il folklore del life style nostrano e la situazione economica attuale, tra lo sport e la grande responsabilità che gli artisti hanno nei confronti dell’Arte italiana. La curatela affidata a due personaggi pubblici di rilievo, Luca Beatrice e Giampiero Mughini, si pone come vero e proprio corto circuito tra l’universo artistico e quello mediatico, attraverso una conversazione-intervista tra i due che cercherà di rispondere al quesito suggerito dal titolo della mostra: Gli italiani lo fanno meglio?

Galleria Angel Art Gallery, Via Ugo Bassi 18,Milano
Tel (+39)02.36561745 Fax (+39) 02.36561240
info@angelartgallery.it; www.angelartgallery.it

Date- 23 Aprile – 30 Giugno 2009 -Inaugurazione giovedi 23 Aprile dalle ore 18.00 - Orari martedì – sabato 10.00/13.00 – 15.00/19.00
Artisti - Francesco De Molfetta – Giuseppe Veneziano
Curatori - Luca Beatrice – Giampiero Mughini
Catalogo in sede


Rosario Riggio
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Ros

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Inviato - 15/06/2009 :  19:02:05  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

Veneziano colpisce ancora

Politica Pop -Prima dell'informazione, oltre l'informazione


ARTICOLO SU DNEWS
clicca sotto
http://ferro.altervista.org/galleria/Veneziano_DNEWS__9_giugno_2009_pag_27.jpg


Sulla rivista Arte di questo mese troverete degli articoli interessanti su Giuseppe Veneziano.

Vi ricordo la mostra a Milano

Fino al 30 Giugno 2009 mostra con gli artisti Francesco De Molfetta e Giuseppe Veneziano
Orari martedì – sabato 10.00/13.00 – 15.00/19.00

Curatori - Luca Beatrice – Giampiero Mughini
Catalogo in sede

Galleria Angel Art Gallery, Via Ugo Bassi 18,Milano
Tel (+39)02.36561745 Fax (+39) 02.36561240
info@angelartgallery.it; www.angelartgallery.it


Rosario Riggio
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Ros

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Inviato - 03/07/2009 :  16:27:06  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore



Articolo su Giuseppe Veneziano



http://www.aftersix.it/2009/07/giuseppe-veneziano/
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Ros

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Inviato - 20/09/2009 :  17:07:55  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

"CENSURARE FA MALE ALLA SALUTE MENTALE DI UN POPOLO" S. G.

**************************************************************************************

Cari Amici,

il vostro amatissimo pittore non vi lascia mai senza notizie...
vi invio alcuni link che parlano dell'ennesima censura che
l'arte contemporanea in questi giorni ha subito.
Si tratta di una mia opera:"La Madonna del Terzo Reich" esposta alla fiera "ArtVerona"
e che, ritenuta indesiderata dalla politica,
dal clero e dalla comunità ebraica, è stata ritirata dall'esposizione.
Pesanti pressioni e minacce (poteri oc-culti?) di ogni genere
sono arrivate al gallerista, il quale ha dovuto cederla a un fantomatico "Collezionista",
che l'ha pagata profumatamente, pur di portarsela via subito.


Grazie per l'attenzione
Giuseppe Veneziano



http://www.lobodilattice.org/node/5334

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/18-settembre-2009/hitler-braccio-madonna-comunita-ebraica-insorge--1601782051868.shtml

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/economia/2009/18-settembre-2009/acquistata-portata-via-madonna-hitler-1601784513108.shtml

http://www.libero-news.it/articles/view/574509

http://www.larena.it/stories/Cronaca/252011/

http://www.larena.it/stories/Home/87679_madonna_con_hitler_la_tela_gi_comprata/

http://www.aftersix.it/2009/07/giuseppe-veneziano/

Senza censura!



Rosario Riggio
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Ros

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Inviato - 22/11/2009 :  14:44:23  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore


Su Max, rivista artistica mese di novembre, è stato pubblicato
un articolo di sette pagine sul lavoro di Giuseppe Veneziano.

BUONA LETTURA!
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Ros

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Inviato - 03/05/2010 :  20:27:02  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

COMUNICATO STAMPA


Giuseppe Veneziano - Zeitgeist

A cura di Ivan Quaroni



Titolo: ZEITGEIST
Artista: Giuseppe Veneziano
Galleria: Gestalt Gallery, C/o Palazzo Panichi, Via Marzocco 2, Ang. Piazza Duomo, Pietrasanta (LU)
Info: Tel/ Fax (+39) 0584-790900;
www.gestaltstudio.it; info@gestaltgallery.it
Curatore: Ivan Quaroni
Date: dal 17 luglio 2010 al 22 agosto 2010
Inaugurazione: 17 luglio 2010, h. 18.00

Catalogo: Con testi di: Luca Beatrice, Andrea G. Pinketts, Marco Cingolani, Chiara Canali, Edoardo Montolli, Ivan Quaroni, Gian Paolo Serino, Giovanni Allevi, Giuseppe Veneziano.


17 luglio 2010 ore 18.30 – “Zeitgeist” di Giuseppe Veneziano: La Gestalt Gallery ha raccolto 34 lavori provenienti da collezioni private per ricostruire il lavoro dell’artista degli ultimi anni. Saranno in mostra le principali tappe del suo percorso, dalle opere che lo hanno lanciato all’inizio della sua carriera ai lavori contestatissimi come la testa decapitata di Oriana Fallaci e l’orgia di sesso e potere di Novecento, fino alla più recente provocazione colta della Madonna del terzo Reich, famigerato quadro esposto ad Art Verona 2009 e poi censurato dall’organizzazione della fiera. Il tutto è presentato dalla Gestalt Gallery con il curatore Ivan Quaroni e con la collaborazione del Comune di Pietrasanta, presso lo storico Palazzo Panichi, in Via Marzocco 2, Ang. Piazza Duomo.

Zeitgeist è la prima mostra antologica dedicata all’opera di Giuseppe Veneziano. Oltre dieci anni di lavoro sono riassunti in una esposizione in cui personaggi politici del nostro tempo e dittatori del passato, supereroi dei fumetti e top model, icone della spiritualità cristiana ed eroine dei cartoni animati si avvicendano in un percorso nei meandri della cultura e della società contemporanea. Non a caso opere di Giuseppe Veneziano vengono spesso definite “Provocazioni Pop”. Molti ricorderanno, infatti, il clamore mediatico suscitato da Occidente Occidente, l’opera con il ritratto di Oriana Fallaci decapitata, che a molti era sembrata una gratuita provocazione, finalizzata ai colpire l’immaginario scandalistico dei mass media. Già all’epoca l’artista si difendeva dichiarando che “L’arte si occupa spesso anche di paure collettive”. “Avevo bisogno di un personaggio che rappresentasse l’Occidente e le sue preoccupazioni”, spiegava Veneziano, “e la scrittrice mi è sembrata quello più appropriato. Ho utilizzato la sua immagine per rappresentare simbolicamente la paura di tutto il mondo occidentale nei confronti del terrorismo islamico”.

Nelle sue opere, Giuseppe Veneziano prende spunto dalla vita contemporanea, assumendo il ruolo di indagatore del nostro modo di essere. La cronaca, la politica, la storia, l’arte e la fiction sono il terreno in cui l’artista siciliano ha deciso di operare. Prendendo in prestito volti di personaggi politici, artisti e celebrità dello star system e mescolandoli con personaggi fittizi dei cartoni animati, Veneziano ci mostra il labile confine tra fiction e realtà. In questo modo, la sua ricerca riflette un’immagine il più fedele possibile dello spirito di questo tempo.

Lo “Zeitgeist”, esplicativo titolo di questa retrospettiva, è dunque il punto centrale delle riflessioni di Giuseppe Veneziano sul mondo dell’arte contemporanea.
L’artista appartiene a una nuova genia di filosofi, che potremmo definire mediali, i quali desumono lo spirito del tempo dalle produzioni dell’industria culturale dei mass media e dello spettacolo. Ciò che la televisione, il cinema, i fumetti, le riviste producono è il più fedele riflesso di ciò che siamo. Veneziano non fa che offrirci un’immagine disincantata della nostra società, divisa tra prurigini perbeniste e morbosità decadenti.

Basata sull’impiego di iconografie di facile reperibilità, prelevate dalla storia dell’arte, dal mondo dei fumetti, dello spettacolo e della cronaca politica, la pittura di Giuseppe Veneziano offre all’osservatore un ritratto disincantato e oggettivo della società contemporanea, dominata dai gossip e dal potere mediatico ed economico. La citazione, attraverso la modalità tipica della sostituzione di uno o più personaggi dell’immagine originaria, diventa per Veneziano uno strumento di analisi del presente. “Quello che mi interessa rappresentare”, ammette l’artista, “è una riflessione sul nostro tempo. Sono sempre alla ricerca di ciò che non viene rivelato dai media o che viene camuffato con i dovuti accorgimenti. Certo, scoprire la verità è impossibile, ma si può sempre provare a smascherare la menzogna”.

La mostra, allestita a Palazzo Panichi, è strutturata come un percorso suddiviso in sezioni tematiche, ognuna corrispondente a una tappa fondamentale della ricerca dell’artista. Nella sezione In-Visi sono raccolti i ritratti, Oriana Fallaci a Maurizio Cattelan, passando per Osama Bin Laden, Totò Riina, Marilyn Manson ed Elisabetta d’Inghilterra. Novecento ospita, invece, le opere a tema politico in cui sono rappresentati personaggi storici come Hitler, Lenin, Mao, Che Guevara, Mussolini e personaggi dell’attualità come Berlusconi e Vittorio Emanuele. Eretica è la sezione dedicata alla rilettura dell’iconografia religiosa, in cui sacro e profano sono fittamente intrecciati. Si va da una dissacrante versione del michelangiolesco Tondo Doni, in cui la Sacra Famiglia assume le sembianze di una famiglia disfunzionale, quale quella composta da Jeff Koons e Cicciolina, alla raffigurazione di una Kate Moss martire, fino alla contestatissima Madonna del Terzo Reich, in cui l’effigie di Gesù bambino è sostituita da una versione in miniatura del famigerato dittatore nazista.
Se la sezione Il declino del supereroe accoglie un cospicuo numero di opere dedicate agli eroi in calzamaglia della Marvel e della DC comics, come Batman, Superman, Wonder Woman e l’Uomo Ragno, quella intitolata Villains è una sorta pantheon dei malvagi di comics e cartoon, con anti-eroi come Joker, Goblin e Crudelia Demon e veri e propri miti del fumetto nostrano come il cattivissimo Zanardi di Andrea Pazienza. Chiude l’antologica, Modern Love, sezione dedicata alle opere a tema erotico, dove sono protagonisti personaggi come Madonna e Britney Spears, Jeff Koons e Cicciolina, Biancaneve e i sette nani, Candy Candy e Terence.

La mostra è accompagnata da un catalogo, pubblicato da Silvana editoriale, contenente oltre 100 immagini e un’ampia raccolta di scritti alcuni dei quali inediti. Oltre al testo del curatore Ivan Quaroni, saranno presenti testi del critico Luca Beatrice, del musicista Giovanni Allevi e dello scrittore Andrea G. Pinketts e di molti altri autori.

Con questa mostra Gestat Gallery porta a Pietrasanta la retrospettiva di uno dei più interessanti giovani artisti italiani, appartenente alla corrente denominata Italian Newbrow, uno scenario artistico che mescola suggestioni della cultura alta e dell’immaginario pop.
Dopo un periodo produttivo importante, in cui Gestalt Gallery ha prodotto 15 mostre in un anno, la mostra Zeitgeist di Giuseppe Veneziano è quindi il coronamento di un progetto dedicato all’esplorazione del panorama della giovane arte italiana.


GIUSEPPE VENEZIANO nato a Mazzarino (CL) il 22 febbraio del 1971. Si è laureato in architettura nel 1996 presso l’Università di Palermo. Dal 2000 al 2002 è stato Direttore Didattico e Docente di Storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti “G. De Chirico” di Riesi (CL). Ha collaborato per diversi quotidiani e settimanali (Il Giornale di Sicilia, La Sicilia, Stilos…). Dal 2002 si è trasferito a Milano (dove attualmente vive) per dedicarsi all’attività di pittore, lavorando per diverse gallerie d’Arte contemporanea (Gestalt Gallery, Luciano Inga Pin Art Contemporary, Colossi Arte Contemporanea, Studio D’arte Fioretti, Angel Art Gallery, Carini & Donatini Arte contemporanea, SpazioinMostra, Area/B). Le sue mostre sono state curate da critici e scrittori come: Ivan Quaroni, Luca Beatrice, Chiara Canali, Marco Cingolani, Giampiero Mughini, Andrea G. Pinketts. E’ stato invitato alla IV Biennale di Praga, 2009; alla “Biennale Giovani 2009” di Monza; è stato tra i venti artisti a rappresentare l’Italia nella mostra “Artâthlos” alle Olimpiadi di Pechino, 2008; ha partecipato alla VI Biennale di San Pietroburgo, 2007; alla mostra “Il treno dell’arte: Da tIziano alla Street Art: 500 anni di Arte Italiana” curata anche da Vittorio Sgarbi, 2007. Dalla critica e dalle riviste di settore è riconosciuto come uno dei massimi esponenti della “New Pop italiana” e del gruppo “Italian Newbrow”.



Rosario Riggio
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