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 Giò Calascibetta
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Ros

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Inviata - 04/03/2008 :  10:29:06  Visualizza il profilo  Scrivi una mail all'autore

Giò




Fotografo
Ritrattista



Giò, il ritrattista degli attimi da immortalare: cultura popolare, paesaggi,
still life (natura morta), monumenti, eventi, ritratti personali.


Per informazioni cell. 338.9032499


Ros

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Inviato - 04/03/2008 :  10:29:26  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

STELLA...

Stella del mio cuore.
Stella che illuminerari
il mio cammino molto faticoso.
Stella che mi guiderai
per non sprofondare
nell'abisso umano.
Stella, aiutami
a ritrovare la mia luce,
e non perdere
la tua meravigligliosa luce...
Stella mia!!!

Agosto 2008 -Giò Calascibetta
Dedicata a mamma Stella

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Ros

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Inviato - 28/04/2008 :  16:09:31  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

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Ros

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Inviato - 28/04/2008 :  16:10:13  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

Giò

Giuseppe Calascibetta, in arte Giò, nasce a Riesi (Caltanissetta) negli anni ’60. Studi professionali e nulla fa presagire sul futuro artistico. In ogni caso Giò è sempre stato un personaggio estroso. Troppo… per l’ambiente spigoloso.

Corso
1993 – Si iscrive per curiosità, a Caltanissetta, ad un corso per “Fotografo professionale”, ma gli insegnanti notano in Giuseppe l’innato dono per la Fotografia e in particolare il Ritratto.
Inizia il percorso artistico di Giò.

Mostra Sala Valdese Resi -Immagini
1995 – Alla fine del ’95, utilizzando le foto scattate durante il corso, la prima Mostra fotografica da titolo Immagini, con foto di paesaggi, still life (natura morta), ritratti a colori e in bianco e nero.

Mostra Sala Valdese Riesi – C’è Giò e Tina
1996 – Specializzato in Ritratto bianco e nero, stampati in camera oscura dall’autore, organizza la Mostra dal titolo “C’è Giò e Tina” dove sono esposte le opere scultoree di Tina Aldini.
Giò e Tina, due artisti il cui caso gli fa rivelare il dono.

Mostra Centro Salute Mentale Gela - Immagini
1997 – L’Azienda Sanitaria Locale n° 2 di Caltanissetta (Centro Salute Mentale di Gela) gli propone di ritrattare i pazienti e di organizzare una Mostra con gli stessi ritratti.

Seguono:
servizi fotografici alle sfilate di moda, ai saggi di danza e alle feste patronali siciliane; ritratti a modelli professionisti a Milano, al paesaggio in particolare quello siciliano, ai monumenti italiani e per strada cogliendo attimi di vita.
In questo periodo affina la tecnica fotografica e in particolare la stampa in bianco e nero artigianale in camera oscura.

Chiesa di San Giuseppe Riesi -Mostra Fotografica di Giò Calascibetta
2000 – In questa mostra vengono esposte svariate foto, frutto del girovagare per l’Italia in cerca di attimi da ritrattare.

Mostra Club Shotokan Riesi –Ritrattimi
2006 – Organizza, con l’aiuto degli sponsor, una mostra itinerante dal Titolo “Ritrattimi”.
La mostra viene dedicata ai genitori: mamma Stella e papà Salvatore.

Mostra Chiesa San Biagio Gela
2006 - Il Comune di Gela invita Giò ad allestire la mostra “Ritrattimi” presso la Chiesa San Biagio.

Sala polivalente Servizio Cristiano Riesi – Incontriamo l’Arte
2007 – Il servizio Cristiano organizza tre giornate culturali con musicisti, attori, pittori e fotografi.
Giò espone trenta foto.

Villa Comunale Riesi
2008 – L’Arci riesina organizza la “Giornata dell’Arte” e Giò viene invitato ad esporre i ritratti.
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Ros

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Inviato - 28/04/2008 :  16:10:57  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

SGUARDI


RECENSIONE 2006

A distanza di anni, mi ritrovo a scrivere volentieri di Giò Calascibetta, fotografo ritrattista in bianconero. Oggi, nell’epoca imperante della fotografia digitale, il lavoro artistico e artigianale che Giò Calascibetta continua ancora pazientemente a realizzare, con immutato amore e profonda passione, riempie gli occhi e l’animo di gioia e di ammirazione. Così come il pittore che non vuole assolutamente rinunciare ai propri pennelli e alla propria tavolozza, Giò non riesce a separarsi dalla sua macchina fotografica e dalle sue pellicole: il risultato è straordinario!!!
Gli “attimi” che Giò riesce a fermare, con la complicità delle sue modelle e dei suoi modelli non professionisti, sono schegge di tempo che esplodono di sentimento e di emozioni e che profumano subito di ricordi e di nostalgia. Schegge di una clessidra, a forma di cuore, che frantumandosi libera sguardi, sorrisi, stati d’animo… che nessun computer potrà mai imprigionare. Schegge di vita, di volti che nessun photoshop riuscirà a ritoccare!!!
Sono “attimi”, invece, che hanno accolto l’amorevole invito di un “poeta di fotografie” a farsi riprendere nella loro forma più intensa e nello stesso tempo più delicata. “Attimi”, che gli occhi di Giò Calascibetta hanno saputo “vedere”, trasformare e trasportare dalla sensibilità della propria anima alla sensibilità della pellicola. “Attimi”, che premurose mani, danzando con il fascio di luce dell’ingranditore hanno condotto, con struggente amore, sulla superficie della carta fotografica. Ma sono soprattutto “Ritrattimi”, visi che si specchiano nei riflessi di luce provenienti da un universo costellato di desideri e di sogni. “Ritrattimi”, dove Giò Calascibetta è riuscito a soccorrersi e a trovare quella parte di sé sempre fuggente. “Ritrattimi”, dove ogni spettatore che vedrà queste fotografie, sarà spinto a lanciare lo sguardo verso quell’autoritratto nascosto, che reclama il diritto di guardare in faccia l’umanista e di continuare a credere in un mondo migliore. Prof. Salvatore Farina

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Sguardi...

Sguardi, i protagonisti assoluti di questo evento. Momenti magici, momenti da amare e odiare, che catturano la nostra attenzione e le nostre emozioni. Questo evento rappresenta non solo un luogo di battaglia, ma anche un luogo di riflessioni, un lavoro fatto di silenzi e immagini corpose, bruciate e sovraesposte...
Ecco cosa caratterizza il lavoro di Giò, in un luogo e in un tempo che non lascia spazio... Lo confermano gli scatti e i contemuti dei personaggi che sono destinati a fare del lavoro di Giò un'immagine indelebile. -Riesi 17/07/2006 Marco Danese

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Inviato - 28/04/2008 :  16:11:36  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

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Inviato - 28/04/2008 :  16:12:14  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

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Inviato - 19/12/2008 :  20:38:32  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

Il Convivio -Trimestrale di Poesia Arte e Cultura
Anno IX numero 35 4 ottobre - dicembre 2008


L’arte fotografica in bianconero di Giò Calascibetta

Oggi, nell’epoca imperante della fotografia digitale, il lavoro artistico e artigianale che Giò Calascibetta continua ancora pazientemente a realizzare, con immutato amore e profonda passione, riempie gli occhi e l’animo di gioia e di ammirazione. Così come il pittore che non vuole assolutamente rinunciare ai propri pennelli e alla propria tavolozza, Giò non riesce a separarsi dalla sua macchina fotografica e dalle sue pellicole: il risultato è straordinario. Gli “attimi” che Giò riesce a fermare, con la complicità delle sue modelle e dei suoi modelli non professionisti, sono schegge di tempo che esplodono di sentimento e di emozioni e che profumano subito di ricordi e di nostalgia.
Schegge di una clessidra, a forma di cuore, che frantumandosi libera sguardi, sorrisi, stati d’animo… che nessun computer potrà mai imprigionare. Schegge di vita, di volti che nessun Photoshop riuscirà a ritoccare! Sono “attimi”, invece, che hanno accolto l’amorevole invito di un “poeta della fotografica” a farsi riprendere nella loro forma più intensa e nello stesso tempo più delicata. “attimi”, che gli occhi di Giò Calascibetta hanno saputo “vedere”, trasformare e trasportare dalla sensibilità della propria anima alla sensibilità della pellicola. “Attimi”, che premurose mani, danzando con il fascio di luce dell’ingranditore hanno condotto, con struggente amore, sulla superficie della carta fotografica. Ma sono soprattutto “Ritrattimi”, visi che si specchiano nei riflessi di luce provenienti da un universo costellato di desideri e di sogni. “Ritrattimi”, dove Giò Calascibetta è riuscito a rincorrersi e a trovare quella parte di sé sempre sfuggente.
“Ritrattimi”, dove ogni spettatore che vedrà queste fotografia, sarà spinto a lanciare lo sguardo verso quell’autoritratto nascosto, che reclama il diritto di guardare in faccia l’umanità e di continuare a credere in un mondo migliore.
Salvatore Farina

Accademia Internazionale 'Il Convivio' -Fondato da Angelo Manitta e diretto da Enza Conti.
Via Pietramarina-Verzella 66 - 95012 Castiglione di Sicilia (CT) – Italia
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