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 GALLERIA VIRTUALE RIESIART
 Pittore Giuseppe Veneziano
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Ros

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Inviata - 14/04/2007 :  12:08:18  Visualizza il profilo  Scrivi una mail all'autore

Galleria Virtuale RiesiArt

Artisti riesini e non solo




OPERE DEL PITTORE RIESINO GIUSEPPE VENEZIANO


Ros

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Inviato - 06/06/2007 :  19:50:54  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

SITO

www.giuseppeveneziano.it


PAGINE DEL SITO


BIOGRAFIA

http://www.giuseppeveneziano.it/biografia.html

MOSTRE

http://www.giuseppeveneziano.it/mostre.html


ARTICOLI

http://www.giuseppeveneziano.it/Articoli.html


TESTI CRITICI

http://www.giuseppeveneziano.it/Testi%20critici.html


FOTO

http://www.giuseppeveneziano.it/foto.html


VIDEO

http://www.giuseppeveneziano.it/Video.html

http://www.exibart.tv/player.asp?idvideo=132
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Ros

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Inviato - 06/06/2007 :  19:51:33  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore



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Ros

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Inviato - 10/07/2007 :  16:51:06  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

Il pittore riesino Giuseppe Veneziano è stato invitato in una importante mostra storica sulla pittura italiana dal 1968 al 2007, ideata da Vittorio Sgarbi, nel Palazzo Reale di Milano.


Arte italiana 1968–2007 Pittura

Mostra ideata da Vittorio Sgarbi

Milano - dal 12 luglio all'11 novembre 2007

PALAZZO REALE Piazza Del Duomo 12i Milano

informazioni 0280509362





Giuseppe Veneziano a sx




Rosario Riggio
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Ros

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Inviato - 18/07/2007 :  17:51:33  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

COMUNICATO STAMPA


Il pittore di Riesi che con le sue opere choc ha conquistato la critica

Giuseppe Veneziano sul numero di luglio di I love Sicilia

Con le sue opere choc ha guadagnato le copertine delle più autorevoli riviste d’arte italiane. E’ stato lui a decapitare su tela la testa di Oriana Fallaci e a dipingere Cicciolina nello stesso letto con l’Uomo Ragno. E' Giuseppe Veneziano, pittore emergente e trasgressivo, protagonista della rubrica I love Caltanissetta sull'ultimo numero del mensile di stili, tendenze e consumi, I love Sicilia, in edicola dal 29 giugno in abbinamento col Giornale di Sicilia.
La storia del pittore 36enne comincia a Riesi, in provincia di Caltanissetta, dove per anni Veneziano ha progettato tombe e cappelle gentilizie, e che - dopo essersi trasferito a Milano – su proposta di Andrea Pinketts mise su la prima mostra scandalo che suscitò clamore e sdegno.
Ancora oggi, però, l'artista guarda con piacere ai suoi primi passi: “L’inizio – racconta - per me è stato quando avevo sei anni e disegnavo sui marciapiedi i volti giganti di Goldrake, Candy Candy, l’Uomo Tigre. Allora non sapevo neanche cosa fosse l’arte, eppure credo di aver realizzato le mie opere più importanti”.
L’artista nisseno è stato scelto da Vittorio Sgarbi per far parte del suo “Treno dell’Arte”, la mostra itinerante che porterà 120 capolavori italiani dal ‘500 a oggi in giro per l’Italia su 6 vagoni.

Palermo, 27 giugno 2007


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Ros

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Inviato - 04/09/2007 :  15:47:46  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

TRIENNALE DI MILANO


Espesizione di un quadro di Giuseppe Veneziano

Uomo Ragno versione casalinga



Espresso


Spaghetti Story


Dalla pasta ai prodotti semipronti: una mostra Buitoni racconta un Paese che cambia.


n° 35 6 settembre 2007 pag. 177



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Ros

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Inviato - 05/10/2007 :  19:12:14  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore


TRENO DELL'ARTE


VI VAGONE - ULTIME GENERAZIONI E STREET ART a cura di Chiara Canali

Opere di Veneziano Giuseppe



Treno dell'Arte
Stazione di Caltanissetta
17 ottobre 2007
visitabile gratuitamente
dalle 9.00 alle 20.00.



http://www.trenodellarte.it/


ITINERARIO DEL TRENO TRENO DELL'RTE


http://www.trenodellarte.it/programma.aspx?Prog=1




Rosario Riggio

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Ros

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Inviato - 06/10/2007 :  17:18:39  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

Articolo "La Sicilia" 02/10/2007 di Delfina Butera su Giuseppe Veneziano





Articolo del 2000


http://www.centonove.it/arretrati/2000/32/37.pdf
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Ros

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Inviato - 21/10/2007 :  20:30:45  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore


LA NUOVA FIGURAZIONE ITALIANA - TE BE CONTINUED


Un grande e articolato progetto, a cura di Chiara Canali, ripercorre con una mostra e un convegno le ultime ricerche sulla Nuova Figurazione italiana, rievocando i momenti salienti di un periodo storico compreso negli ultimi dieci anni.

Mostra

La Nuova Figurazione Italiana.-To be continued… è un evento unico e straordinario che riunisce 140 artisti con circa 170 opere in un progetto espositivo realizzato in collaborazione con Fabbrica Borroni, suggestivo spazio di archeologia industriale nato per promuovere la giovane arte italiana.

La mostra risolleva con prepotenza il dibattito sulla Nuova Figurazione italiana, diventato sempre più attuale grazie ai contributi scientifici e curatoriali dei critici Alessandro Riva e Maurizio Sciaccaluga. All’idea di storicizzazione di un movimento, il titolo affianca un’ipotesi di continuità da ampliarsi nell’immediato presente attraverso la presenza degli artisti già affermati e delle nuove leve che hanno dimostrato di poter proseguire lo stesso percorso artistico in futuro.

L’obiettivo è quello di provare a ricostruire con intento filologico un periodo storico, ripercorrendone gli elementi significativi e caratterizzanti attraverso la scelta di artisti e opere che abbiano rappresentato una svolta culturale, per giungere gradatamente fino ai nostri giorni, che mostrano l'ingresso in campo di una serie di nuovi artisti.

********************************


Fabbrica Borroni Via Matteotti 19 - Bollate (MI)

DOMENICA 28 OTTOBRE ore 18

Tema: Il nuovo sensazionalismo dell'arte contemporanea. Dal "caso Veneziano" a "Vade Retro".

Relatori: Angelo Crespi (direttore de “Il Domenicale”), Lorenzo Viganò (giornalista de “Il Corriere della Sera Magazine”, Giuseppe Veneziano (artista), Paolo Schmidlin (artista), Coniglio Viola (artisti)


LINK PROGRAMMA IN ORIGINALE

http://www.riesi.com/public/riesi/archivio/Upload/depositofile/programmaveneziano.doc


QUADRO ESPOSTO DA GIUSEPPE VENEZIANO[/b]


http://ferro.altervista.org/galleria/Veneziano3.jpg


**************************


Sempre più grande il Veneziano riesino, a cui deve andare il nostro in bocca al lupo per questa nuova avventura artistica. Entrare nell'arena della critica artistica, in rappresentanza della Pop Art non è cosa facile, ma per chi ne è un alto rappresentante questa sfida non può che essere una crescita artistica oltre l'espressione concettuale dei colori.
L'Arte esprime concetti che devono essere spiegati e discussi, e chi meglio di chi ha capacità creativa può spiegare il concetti dell'Arte?

Rosario Riggio

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Ros

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Inviato - 14/12/2007 :  14:36:42  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore


LA RIVOLUZIONE D’AGOSTO

di Ivan Quaroni


Introducing Giuseppe Veneziano
La Rivoluzione d’Agosto è una nuova sortita dell’irriverente pittore Giuseppe Veneziano, già noto per aver impiccato Maurizio Cattelan, decapitato Oriana Fallaci e, infine, attentato alla vita di Papa Benedetto XVI in una serie di dissacratori ritratti d’attualità. Questa volta l’artista siciliano se la prende con gli ideali politici, religiosi e iconografici che hanno influenzato la cultura occidentale, soffocandola in una morsa di ottuso oscurantismo. Con il solito piglio ironico e scanzonato, Veneziano traccia una mappa della crisi ideologica e spirituale del nostro tempo, sovvertendo il senso ultimo di simboli e icone politiche e religiose con il ricorso ad un immaginario pop e mediatico ipercontemporaneo. Eroine disneyane, dittatori comunisti, supereroi, top model e personaggi biblici si avvicendano in un percorso espositivo che somiglia a un giro sulle montagne russe dell’attualità. Si parte dalla serie di dipinti dedicati ai leader comunisti, in cui la ritrattistica del Realismo Socialista viene convertita in una suadente iconografia pop. Così, si va dalla psichedelica cristologica del Che Guevara cosmico al fashion victimism di un Mao iperconsumista (con tanto di occhiali da sole firmati Dolce e Gabbana), fino al disimpegno vacanziero del Lenin di La Rivoluzione d’Agosto, opera simbolo dell’intera mostra e manifesto del ridanciano disincanto politico e culturale dell’artista, che accompagna lo spettatore nel tragitto in discesa dal Comunismo al Consumismo. Dalla politica si passa poi alla religione con le tragicomiche riletture di alcune delle più celebri iconografie cristiane. Oltre al Cristo dei palloncini, delicata intrepretazione dell’ascensione del Salvatore, fanno bella mostra di se Le tentazioni di Sant’Antonio, in cui il martire respinge le avance di una procace Jessica Rabbit; Kate Moss Martire, dove la celebre modella subisce il martirio di San Sebastiano; infine La Madonna del Ragno, versione allucinata e straniante di Vergine col bambino, in cui il Cristo infante veste i panni di Spiderman. Gli eroi dei fumetti e dei cartoon sono uno dei temi ricorrenti nella ricerca di Giuseppe Veneziano. Protagonista di Ideali da supermeket, una delle tele più emblematiche della mostra è, infatti, un Superman derelitto, che reca sul petto, quale simbolo di sconfitta, la falce e il martello comunisti. Chiude la mostra l’installazione intitolata Biancaneve allo specchio, citazione della celebre Venere allo specchio di Velasquez che l’artista trasforma in parafrasi erotico-favolistica.


Talking about the Revolution

Rivoluzione d’agosto, nuovo capitolo della tua ricerca pittorica, è dedicato a tre tematiche tra loro collegate: religione, ideologia e iconografia pop. Perché hai scelto questi temi?
In questa mostra più che le tematiche mi interessavano le immagini e, in questo ambito, quelle più popolari sono di origine sacra, politica o favolistica. Quello che ho voluto fare è stato aggiungere o togliere qualcosa all’immagine originaria, in modo da creare dei piccoli cortocircuiti, a volte anche “pericolossimi”.

Il titolo Rivoluzione d’agosto oltre ad essere evidentemente un calembour sui moti rivoluzionari della Russia comunista, ci introduce in una dimensione feriale e vacanziera di disimpegno ideologico.
Nell’opera simbolo della mostra si vede Lenin sulla spiaggia, abbracciato da due veline. L’intento è quello di raccontare la storia del fallimento dell’applicazione di un’ideale che ha perso credibilità a favore di una cultura più leggera e disinibita. Questa opera segna il passaggio dal Comunismo al Consumismo. È un po’ quello che sta facendo la nostra società dei consumi, che sempre più spesso usa le immagini non per la loro valenza ideologica, ma solo per le loro potenzialità commerciali.

La tua è una pittura decisamente flat, ma in alcune nuove tele arrivi ad utilizzare uno stile iper-semplificato, parente prossimo della segnaletica. Perché hai scelto di utilizzare un codice stilistico tanto semplice, addirittura antipittorico?
Il mio lavoro vuole parlare direttamente alla gente, senza intermediazioni o messaggi criptati. Mi piace realizzare immagini di facile riconoscibilità, in modo da coinvolgere il numero più alto di persone. L’arte riservata a pochi iniziati non m’interessa. Noi viviamo nell’“era dell’immagine” e pertanto le immagini che usiamo devono essere nitide ed essenziali.

Diciamo la verità, il perno intorno a cui ruota la tua ricerca è l’atto della provocazione, come dimostrano alcune tue opere ben note, dalla “Fallaci decapitata” al “Cattelan impiccato”, fino alle coppie copulanti di “Jeff Koons-Pantera Rosa” e “Cicciolina-Uomo Ragno”. Qual è, secondo te, la differenza tra “provocare” e “scandalizzare”?
“La cosa meno scandalosa della vita è lo scandalo”. È una frase della poetessa Alda Merini che mi ha fatto molto riflettere. Penso che lei si riferisca alla realtà, quindi, a maggior ragione, quando si grida allo scandalo nell’arte (che è pura finzione) bisogna riderci su. Sulla provocazione la questione è più complessa. Ho sempre ribadito che se l’arte non provoca, allora che cosa deve fare? L’opera d’arte non è un oggetto che serve per arredare la casa. L’arte deve suscitare delle reazioni nello spettatore, deve far nascere una discussione, deve sollecitare dei giudizi contrastanti. In questo risiede il potere dell’arte. Se la “Gioconda” di Leonardo non avesse avuto tutte quelle interpretazioni contrastanti, forse non sarebbe diventata l’opera d’arte più famosa del mondo.

Osservando la fenomenologia del tuo lavoro, cioè il modo in cui si manifestano le tue idee, qualche volta penso che la tua scelta di dipingere sia in fondo un po’ limitativa. Talvolta, ho l’impressione che le tue idee superino le capacità del mezzo pittorico e lo conferma il fatto che, per questa mostra, hai realizzato anche l’installazione Biancaneve allo specchio.
Quando ti viene un’idea cerchi sempre di realizzarla al meglio, cerchi di renderla più comunicativa possibile. Il linguaggio che usi è il tramite affinché ciò avvenga. Anch’io mi sono accorto che alcune idee potrebbero funzionare anche con altri linguaggi, però, da un lato, mi piace la sfida della pittura, che riesce sempre a generare nuove potenzialità comunicative, dall’altro, non mi dispiace a farla interagire con altre dimensioni artistiche. Infatti, nell’installazione Biancaneve allo specchio volevo che l’immagine si prolungasse fuori dalle misure del quadro e che gli altri sei protagonisti mancanti della favola, partecipassero all’evento sostando di fronte alla tela. Si tratta di un tentativo di interazione tra pittura e scultura che mi affascina.

Nell’impossibilità di utilizzare un termine migliore, possiamo affermare che il tuo è un lavoro essenzialmente pop. Secondo te, qual è la differenza tra la Pop Art tradizionale e l’arte pop contemporanea?
La Pop Art vuole essere l’arte che arriva alla gente, che tratta cose interessanti e importanti per la gente. Di fatto, è un movimento artistico che non si è mai esaurito e che continua ad evolversi. Questo succede perchè l’elemento consumistico (che è alla base di questa corrente) nella società attuale si è sempre più estremizzato. Certo, nel tempo le idee sono cambiate. Prima si tendeva a celebrare la società consumistica, oggi, invece si ha più un atteggiamento critico. La Pop Art è una delle correnti artistiche più longeve della storia dell’arte. Essa non è più soltanto un movimento nato a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, ma è diventata una vera e propria categoria dell’arte. Nella società contemporanea, la cultura pop ha un ruolo importantissimo. Essa ha una carica di energia assolutamente globale e ci permette di essere divertenti, filosofi, giocosi, sperimentali, comunicativi… Il Pop contemporaneo è dinamico, molteplice e plurale, grazie anche all’utilizzo di internet. Fare arte Pop, oggi, significa anche scavalcare certi limiti, metabolizzare i più svariati linguaggi e farli interagire e dialogare allo scopo di generare nuove e più contaminate forme espressive.


Credi, quindi, che l’arte debba essere accessibile, così come lo è stata a suo tempo la Pop Art?
Non penso che il pubblico chieda cose complicate, ma cose semplici. Semplice non vuol dire banale, ma comprensibile. Chiaramente, per poter dipingere cose semplici bisogna aver intrapreso un lungo percorso di ricerca ed aver sperimentato più possibilità espressive. Se così non fosse, l’artista rischierebbe di fermarsi a un livello di “pura riproduzione”.

Mi sembra che l’interazione tra opera e pubblico sia uno degli aspetti centrali della tua ricerca?
Credo sia importante il rapporto che viene a crearsi tra l’opera d’arte e lo spettatore. Questo rapporto dipende dalla capacità comunicativa dell’artista. Credo che ogni artista tenda ad una comunicazione il più possibile completa. Il potere dell’arte sta nella capacità di sorprendere lo spettatore anche quando si fa qualcosa di elementare. Tuttavia, l’idea di sorprendere il pubblico attraverso la propria fantasia non deve essere il motivo di base dell’opera, altrimenti si rischia di non essere sincero con se stessi.

Jeff Koons ha trasformato la sua vita (sentimentale e sessuale) in un’opera d’arte; Maurizio Cattelan ci ha svelato tic e le ossessioni del sistema artistico contemporaneo. Damien Hirst ha dimostrato che nulla, in arte, è impossibile, nemmeno esibire una mucca sezionata o uno squalo di quattro metri; infine Takashi Murakami ha trasformato la figura dell’artista in quella di un impegnato uomo d’affari. Qual è l’obiettivo di Giuseppe Veneziano?
Il temine obiettivo mi mette soggezione. Sarei più propenso a definire il mio lavoro come una personale reazione di fronte al mondo in cui vivo. Un modo di fare arte che tende a rendere visibile le proprie riflessioni. Mi piace l’idea di realizzare immagini che focalizzano l’attenzione su alcuni fatti che mi toccano da vicino. Viviamo in un’epoca in cui la dinamica degli eventi è così frenetica che non riusciamo più a coglierne gli aspetti fondamentali. Ho come l’impressione che il ruolo dell’artista oggi sia quello di difendere la società da certi valori.

Tu usi spesso i fatti della cronaca come spunto per i tuoi lavori. Tuttavia, c’è qualcosa, nel modo in cui oggi vengono date le notizie da certa stampa scandalistica che risveglia la morbosità della gente. Non ti sembra di usare quello stesso tipo di morbosità nella pittura come molla per catturare l’attenzione degli osservatori?
L’arte non si occupa di sole bellezze e meraviglie, ma anche degli aspetti meno piacevoli della realtà. Come il dolore. Se un’opera d’arte tratta una tematica violenta o utilizza immagini violente, non è l’artista che sta speculando sul dolore, ma è la società stessa che lo sta facendo. L’artista, in questo caso, si limita a rappresentare la realtà con la stessa crudezza con la quale essa gli appare. Purtroppo, l’arte non può risolvere i problemi, poiché essa stessa è un sintomo della società. Per quanto mi riguarda, io uso i mezzi di informazione, nel tentativo di riportare dentro il circuito mediatico la notizia filtrata da un punto di vista diverso da quello giornalistico, così da riattivare il dibattito sulla tematica.

Per l’uso che fai di certi temi e di certi personaggi, alcuni ritengono che tu sia un artista furbo e che dietro le tue sortite ci sia una sorta di strategia…
Penso che l’arte sia il luogo in cui la sincerità che hai nei confronti del tuo lavoro alla fine viene riconosciuta e ripagata. È vero, molti pensano che io sia un furbo, uno che agisce nel cosiddetto Sistema dell’Arte con una precisa strategia. Tutto falso. Semplicemente, io ho sempre agito nel modo a me più congeniale. Chi pensa che in arte si possano applicare delle strategie, si sbaglia. Sono convinto che l’artista stratega che riesca ad arricchirsi con l’arte, probabilmente sarebbe capace di ottenere lo stesso risultato in qualsiasi altro mestiere. È una questione di attitudine.



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Ros

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Inviato - 14/12/2007 :  14:45:12  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore


MOSTRA DEL PITTORE RIESINO
GIUSEPPE VENEZIANO


Arte contemporanea studio d'Arte Fioretti

LA RIVOLUZIONE D’AGOSTO


Catalogo a cura di Ivan Quaroni



Comunicato stampa

Sabato 15 dicembre 2007

Opening

Giuseppe Veneziano

La Rivoluzione d’Agosto

A cura di Ivan Quaroni


Galleria: Studio d’Arte Fioretti, C/o “Ikonos – Centro Le Fontane”, Via Carlo Alberto Dalla Chiesa 10, 24048, Treviolo (BG)
Tel/ Fax (+39) 3355303765

www.studiodartefioretti.it - studiodartefioretti@tin.it

Date: dal 15 dicembre 2007 al 18 gennaio 2007

Inaugurazione: 15 dicembre 2007, h. 18.00
Orari: sabato e domenica: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00; durante la settimana su appuntamento.


Catalogo in sede, con intervista di Ivan Quaroni

La Rivoluzione d’Agosto è una nuova sortita dell’irriverente pittore Giuseppe Veneziano, già noto per aver impiccato Maurizio Cattelan, decapitato Oriana Fallaci e, infine, attentato alla vita di papa Benedetto XVI in una serie di dissacratori ritratti d’attualità. Questa volta l’artista siciliano se la prende con gli ideali politici, religiosi e iconografici che hanno influenzato la cultura occidentale, soffocandola in una morsa di ottuso oscurantismo. Con il solito piglio ironico e scanzonato, Veneziano traccia una mappa della crisi ideologica e spirituale del nostro tempo, sovvertendo il senso ultimo di simboli e icone politiche e religiose con il ricorso ad un immaginario pop e mediatico ipercontemporaneo. Eroine disneyane, dittatori comunisti, supereroi, top model e personaggi biblici si avvicendano in un percorso espositivo che somiglia a un giro sulle montagne russe dell’attualità. Si parte dalla serie di dipinti dedicati ai leader comunisti, in cui la ritrattistica del realismo socialista viene convertita in una suadente iconografia pop. Così, si va dalla psichedelica cristologica del Che Guevara cosmico al fashion victimism di un Mao iperconsumista (con tanto di occhiali da sole firmati Dolce e Gabbana), fino al disimpegno vacanziero del Lenin di La Rivoluzione d’Agosto, opera simbolo dell’intera mostra e manifesto del ridanciano disincanto politico e culturale dell’artista, che accompagna lo spettatore nel tragitto in discesa dal Comunismo al Consumismo. Dalla politica si passa poi alla religione con le tragicomiche riletture di alcune delle più celebri iconografie cristiane. Oltre al Cristo dei palloncini, delicata intrepretazione dell’ascensione del Salvatore, fanno bella mostra di se Le tentazioni di Sant’Antonio, in cui il martire respinge le avance di una procace Jessica Rabbit; Kate Moss Martire, dove la celebre modella subisce il martirio di San Sebastiano; infine La Madonna del Ragno, versione allucinata e straniante di Vergine col bambino, in cui il Cristo infante veste i panni di Spiderman. Gli eroi dei fumetti e dei cartoon sono uno dei temi ricorrenti nella ricerca di Giuseppe Veneziano. Protagonista di Ideali da Supermaket, una delle tele più emblematiche della mostra è, infatti, un Superman derelitto, che reca sul petto, quale simbolo di sconfitta, la falce e il martello comunisti. Chiude la mostra l’installazione intitolata Biancaneve allo specchio, citazione della celebre Venere allo specchio di Velasquez che l’artista trasforma in parafrasi erotico-favolistica.
Saranno in mostra circa quindici opere inedite dell’artista.

Star:
Giuseppe Veneziano’s painting

Pop and superpop guest star:
Mao tse tung
Che Guevara
Lenin + Pin ups
Kate Moss
Jesus christ
Saint Anthony
Madonna + baby Spiderman
Superman (communist version)
Jessica Rabbit
Snow White (as a Venus)
The seven Dwarfs



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Ros

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Inviato - 22/12/2007 :  12:26:28  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

RiesiArt - Opera del pittore riesino Giuseppe Veneziano


Ideali da Supermarket 2007 - Acrilico su tela cm 120x145
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Ros

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Inviato - 01/01/2008 :  13:05:54  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

RiesiArt - Opera del pittore riesino Giuseppe Veneziano


Il Cristo dei palloncini 2007 - Acrilico su tela cm 125x178

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Ros

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Inviato - 02/01/2008 :  13:22:29  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

RiesiArt - Opera del pittore riesino Giuseppe Veneziano


Biancaneve allo specchio 2007 - Acrilico su tela cm 178x120
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Ros

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Inviato - 22/03/2008 :  13:37:06  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

Giuseppe Veneziano

Nato a Mazzarino (CL) nel 1971.
Riesino, vive e lavora a Milano.

Principali mostre personali:

2007 - La rivoluzione d’agosto, Studio d’arte Fioretti, Bergamo;
- Self Portrait, KGallery, Legnano (MI).
2006 - American Beauty, Galleria Luciano Inga Pin, Milano.
2004 - In-visi, Le Trottoir, Milano.
2002 - G8, Art Factory, Milano.
1995 - Segnali di fumo, Opera Universitaria, Palermo.

Principali mostre collettive:

2007 La nuova figurazione italiana. To be continued..., Fabbrica Borroni, Milano;
Il treno dell'arte da Tiziano alla Street Art, mostra itinerante;
A ferro e fuoco. Lo straordinario quotidiano della cucina, Triennale, Milano; - La vita attiva, continuità di senso, Castello Medievale di Macchiagodena, Isernia;
Radical She II, Castello di Favara, Favara (AG);
Impronte digitali, Palazzo Comunale, Gangi (PA);
Lo stato dell'arte, Galleria Obraz, Milano.

2006 Lost in a Supermarket, Studio d’arte Fioretti, Bergamo;
K To Your Heart, Galleria KGallery, Legnano (MI);
Crisis- il declino del supereroe, Galleria San Salvatore, Modena;
15 volte 1 volto, Galleria Spazioinmostra, Milano;
Allarmi 2, ex Caserma De Cristofaris, Como;
BodynoBody, Galleria Luciano Inga Pin, Milano

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Ros

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Inviato - 22/03/2008 :  13:40:08  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

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