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Ros

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Inviata - 24/04/2010 :  13:14:28  Visualizza il profilo  Scrivi una mail all'autore

RIESI REPUBBLICA E IL 25 APRILE

Resistenza da ogni angolo della Patria: Una lezione valida ancora oggi

La guerra di liberazione dal nazifascismo, combattuta in Italia tra il 1943 e il 1945, ha trovato il teatro di lotta principale al Nord Italia, dove il fascisti diedero armi, bagagli e braccia ai nazisti divenuti criminali invasori. Il teatro della Resistenza è stato il Nord Italia, i partigiani gli Italiani, e uno di questi è il tenente di cavalleria Pompeo Colajanni che indossò i panni del partigiano con lo pseudonimo di “Nicola Barbato”, in ricordo di uno dei capi dei Fasci Siciliani.
Pompeo Colajanni è stato un protagonista di primo piano nella lotta di Resistenza, dalla natia Caltanissetta, in Sicilia, fin sulle montagne piemontesi, e in ultimo uno dei principali autori della liberazione della città Torino. Augusto Monti, in una lettera a Pompeo Colajanni, scrive: “Parlavamo del tuo Barbato e dell’autodifesa al Tribunale militare dopo la sanguinosa repressione dei Fasci; di Pisacane e di Bianco di Saint Jorioz, il teorico della guerra per bande, nato in quella Barge dove impiantaste la vostra prima base; della novella di Verga La Libertà e della Repubblica di Riesi del 1919; delle mie esperienze meridionaliste con Salvemini e del meridionalismo di tuo zio Napoleone; (…). E ci esaltavamo per questi incontri di Nord e Sud e ci facevamo sempre più convinti che la Resistenza, come poi scrissi, sarebbe stata “un’impresa in cui tutta l’Italia fu impegnata, tutta! Anche il Mezzogiorno, particolarmente il Mezzogiorno”. Brano tratto dal libro: Pompeo Colajanni. Le cospirazioni parallele. Di Maurizio Rizza, edito da La Zisa.
Alla guerra di liberazione parteciparono le forze politiche antifasciste, tutti gli strati sociali e le regioni, dal Sud al Nord Italia; così come la Costituzione e la Repubblica sono frutto un lungo periodo di lotte che vanno dal Risorgimento alla Resistenza (secondo Risorgimento).
Insieme al partigiano “Nicola Barbato”, promotore di una cospirazione antifascista in gran parte militare che attraversa tutta l’Italia, occorre ricordare il sacrificio dei molti, tanti siciliani che parteciparono alla Resistenza o furono vittime dell’infamia dei nazifascisti.
Il 25 aprile è la Festa di Liberazione di ogni paese italiano, perché ognuno di essi ha dato i natali a qualche partigiano; così come ogni paese ha contribuito a costruire la Repubblica Italiana.
Tra questi Riesi, che ha dato i natali a diversi partigiani a cui occorre dare l’Onore della Patria.
Alcuni partigiani e vittime di Riesi:
Russo Giovanni, di Luciano, nato a Riesi (Cl) il 10/2/1924, ultima residenza Riesi, partigiano combattente, 1^ div. Ossola “Flaim”, Brigata “C. Battisti”, nelle fila delle formazioni partigiane del Novarese e del VCO.
Laurino Luigi, detto “Gino”, di Pietro, nato a Riesi (Cl) il 15/8/1924, ultima residenza Sampierdarena (Ge), partigiano combattente, 2^ div. Garibaldi “Redi”, 83^ Brigata “Comoli” nelle fila delle formazioni partigiane del Novarese e del VCO.
Giuseppe Di Bella, di Salvatore e Crocifissa Tassa, nato a Riesi il 16/12/1923, aviere nel 28° Reggimento Artiglieria Contraerea, entra nella resistenza il 07/04/1944, fino al 01/01/1945, nella Brigata Lillo Moncada.
Angelo Perno, di Gaetano e Francesca Ghianda, nato a Riesi il 23/12/1923, residente in Riesi,
entra nella resistenza il 01/01/1945, nella Brigata Lillo Moncada.
Filippo Scroppo, intellettuale, pittore, nato a Riesi l’1/01/1910, antifascista da sempre, in contatto con la Resistenza in Piemonte e in Lombardia, membro del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia.
Gaetano Butera, di Giuseppe e D’Amico Maria, nato a Riesi (Cl) l’11 settembre 1924, ucciso a Roma il 24 marzo 1944. Artigiano decoratore, pittore, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Non aveva ancora vent’anni quando i nazisti lo uccisero alle Fosse Ardeatine.

Così come il piemontese Augusto Monti ricorda la Repubblica di Riesi del 1919, tra i discorsi fatti da Pompeo Colajanni, per raccontare le lotte siciliane in terra di Piemonte, occorre ricordare la citazione dell’Onorevole Li Causi durante l’Assemblea Costituente – “Ma è possibile che il Ministro Scelba si possa fidare di un uomo, Messana, che è nell'elenco dei criminali di guerra di una nazione vicina; come può ignorare che Messana ha iniziato la sua carriera facendo massacrare dei contadini siciliani l 9 ottobre del 1919, infatti, cadevano a Riesi più di sessanta contadini, di cui tredici morti: trucidati a freddo, sulla piazza, dove si svolgeva un comizio. I vecchi di quest'Aula ricorderanno come in quell'occasione il Ministero Nitti ordinò un'inchiesta mandando sul posto il generale dei carabinieri Densa, mentre la Magistratura iniziò un'inchiesta giudiziaria soprattutto per accertare le cause della morte misteriosa di un tenente di fanteria, che si rifiutò di eseguire l'ordine di far fuoco del Messana, che ne disapprovò apertamente la condotta, e che il giorno dopo fu assassinato. Queste due testimonianze evidenziano il collegamento del vivere quotidiano, attraverso le tragedie, e l’elaborazione dei grandi principi racchiusi nella Costituzione Italiana: Sintesi che rappresenta il popolo, scritta con il sangue.
Il titolo, Riesi Repubblica e il 25 aprile, vuole essere la rappresentazione di come la storia di un piccolo paese è partecipe della storia del Paese. Non per prosopopea, ma per dare dignità e onore a chi troppo spesso viene dimenticato dall’Io ipertrofico di chi la storia sono Io, tipico delle piccole comunità che hanno il dovere di ricordare il sacrificio di coloro che si sono battuti per la Libertà. Per avere memoria e consapevolezza di se stessa. Soprattutto in questo periodo della storia italiana, dove il senso della Patria è messo in discussione dalla superficiale arroganza e ignoranza di molti ex e nuovi, il cui interesse non è una sintesi di rappresentanza del popolo italiano.



Rosario Riggio
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