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sb

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Inviata - 12/10/2009 :  13:44:23  Visualizza il profilo  Scrivi una mail all'autore
La seguente pubblicazione è un estratto di ”LOVE KNOWS TO WAIT”
Di Laurent Guyénot (IEF- International Education Foundation), la versione originale in inglese o la traduzione integrale in italiano sono disponibili presso la Segreteria nazionale italiana della FFWPW.

sb





IL VERO AMORE SA ATTENDERE





L’amore sa attendere


Fin dagli anni ’60, le idee sulla ”rivoluzione sessuale” hanno fatto strada, influenzando grandemente l´ambiente culturale, educativo e sociale. Ma, questa pseudo liberazione sessuale ha forse portato più amore nella nostra società?
Di fatto, il sesso è diventato un formidabile potere nella comunicazione pubblicitaria. Data la straordinaria sensibilità agli argomenti sessuali, si comprernde perché la filosofia del “sesso senza tabù” sia preferita da tutti coloro che hanno qualcosa da commercializzare. Contemporaneamente, hanno avuto sviluppo senza precedenti il traffico della prostituzione, il “turismo sessuale”, gli stupri, gli abusi sessuali sui bambini.
Dopo un quarto di secolo di falsa liberazione sessuale è tempo di fare una scelta controcorrente: i giovani di oggi devono potersi liberare dalla disastrosa ideologia edunistica e materialistica della precedente generazione. Una vera libertà sessuale non può esistere senza una responsabilità sessuale, il fondamento della moralità.
Anche lo sviluppo dell’AIDS ci induce ad una scelta. Alcune minoranze, molto attive, hanno imposto il loro punto di vista sulla prevenzione a questa fatale epidemia. La conseguenza è che non conosciamo la più semplice delle verità: la migliore protezione contro l’AIDS è l’astinenza sessuale, prima del matrimonio, e la fedeltà, nel matrimonio.
A proposito di prevenzione, così scrive il Professor Fernando Aiuti “È necessario modificare una vita sessuale incontrollata; è un´esigenza imposta dalla comparsa di una malattia mortale, che può essere trasmessa con un rapporto sessuale. La monogamia reciproca nella coppia (cioè essere fedeli al proprio partner) è un rimedio efficace per la prevenzione dell’AIDS”.

Diamo ora uno sguardo ai miti ideologigi del “movimento di liberazione sessuale”.


1. LA PERICOLOSA MENZOGNA DEL ”SESSO SICURO”

Le campagne di lotta contro l’AIDS sono limitate, quasi esclusivamente, alla promozione del profilattico (comunemente detto PRESERVATIVO). In realtà, numerose indicazioni scientifiche mostrano quanto sia limitato il profilattico nella lotta contro l’AIDS.


Il profilattico non è garanzia di protezione

Oltre ai problemi di porosità, i profilattici prresentano una percentuale di rottura del 15% (da Family Planning Perspectives, gennaio-febbraio 1992).
Due casistiche dei rischi particolarmente alti:
1) Il primo rapporto sessuale, che provoca una ferita con la rottura dell’imene;
2) La presenza di muco vaginale già infetto a causa di altre malattie (herpes, sifilide, ecc.).
Alla 3^ Conferenza internazionale sull’AIDS a Washington nel 1987, la Dottoressa Margaret Fischl ha spiegato che quando in una coppia uno dei due partner è sieropositivo, malgrado l’uso del profilattico, anche l’altro partner viene contagiato nella misura del 18% (1 coppia su 6), in breve periodo di tempo. L’inaffidabilità del preservativo quale contraccettivo è conosciuta da tempo. Se i profilattici sono già inaffidabili come contraccettivi, come possono offrire una efficace protezione contro l’infezione del virus HIVm che è ben 450 volte più piccolo di uno spermatozoo? Il grado di sicurezza fornito dal profilattico, durante il rapporto sessuale con un partner sieropositivo, è equivalente alla possibilità di sopravvivere che si ha giocando alla “roulette russa”. Come si può parlare così di “sesso sicuro”? La propaganda, che disinvoltamente promuove il profilattico quale mezzo anti-AIDS, è semplicemente DISONESTA ED IRRESPONSABILE.


Il tabù del controllo sistematico

Perché ci rifiutiamo di affrontare la verità? Per alcune persone il cosiddetto “sesso libero” ha più valore della vita di milioni di esseri umani. Influenti minoranze si oppongono con successo ad una strategia di controllo sistematico (test generale), nonostante sia raccomandata da competenti autorità mediche.
Solo una seria politica di controllo può permettere ad ognuno di assumersi la responsabilità per il proprio comportamento e per la salvaguardia della propria salute. Chiunque sia a conoscenza di essere un portatore di HIV è moralmente obbligato ad informare il proprio partner, altrimenti deve affrontare le conseguenze del proprio comportamento criminale.



2. I MITI SESSUALI E LA REALTÀ

L’inganno del “sesso sicuro” è accettato anche dal mondo politico e da quello della comunicazione, ma il ”movimento di liberazione” si presenta, anche, sotto altre forme, con varie maschere per trovare il sostegno di chi ha una diversa interpretazione del valore della vita. Per mezzo della televisione, in particolare, queste suggestioni possono ora raggiungere tutte le famiglie.


La suggestione del “sesso naturale”

Con l’affermazione del materialismo, si ritenne che la sessualità umana (come la sessualità animale) per potersi sviluppare normalmente, dovesse essere lasciata libera in ogni sua espressione e che la repressione, legata ai divieti culturali, fosse la sorgente di tutte le perversioni.
In realtà la sessualità animale e la sessualità umana sono due mondi diversi.
La sessualità animale è regolata in base a cicli stagionali e diretta esclusivamente verso la riproduzione, mentre la sessualità umana coinvolge una vasta dimensione mentale ed affettiva che ne determina l’orientamento.


La suggestione del “sesso culturale”

Il “culturalismo considera che l’umanità non ha una natura propria e per questo i comportamenti sono esclusivamente legati ai cabiamenti culturali.
L’omosessualità, ad esempio, è oggi presentata come un orientamento o una scelta sessuale tra le altre, tutte moralmente equivalenti, perché, si dice, noi viviamo in una “società multisessuale” dove ogni comportamento è giustificato. Se è vero che l’orientamento del nostro impulso sessuale è determinato dai modelli culturali, però è altrettanto vero che non tutte le influenze che riceviamo sono valide. Per esempio, un individuo cresciuto in un ambiente familiare armonioso ha maggiore possibilità di diventare eterosessuale e monogamo. D’altra parte, un padre ostile o assente, o una madre eccessivamente possessiva sono tra le cause riconosciute in molti casi di omosessualità o di altre devianze sessuali.


La confusione tra sesso ed amore

“Fate l´amore non fate la guerra” proclamava il movimento degli studenti nel 1968, come se la sessualità fosse automaticamente un´espressione di pace e di amore. Questa colossale ingenuità, credo ella rivoluzione sessuale, è la causa di una pericolosa confusione.
La sessualità può diventare la peggior violenza, peggiore della violenza fisica, poiché colpisce lo spirito umano in ogni caso: sia di relazione prematura, che di stupro, di abuso sessuale dei bambini o di schiavismo sessuale. La sessualità non è parte di un genuino atto d’amore, se un individuo non impara ad amare prima di avere relazioni sessuali. L’adolescenza è il periodo in cui si acquisisce questa maturazione del cuore, attraverso l’educazione all´autodisciplina e con il contributo di relazioni altruistiche vissute all´interno della famiglia e nella società.
Illudere i giovani, facendo credere che i loro desideri sessuali equivalgono all’amore, significa poi creare delle pericolose frustrazioni del loro carattere, come l’amicizia, lo spirito di gruppo ed il rispetto degli altri. L’amicizia sviluppa il senso morale, poiché richiede onestá, lealtá e donazione altruistica. Passioni sessuali precoci, d’altro lato, esasperano l’egoismo, l’ipocrisia
(il gioco della seduzione) e sviluppano nei giovani un falso io al posto di un´autentica identità.


Il mito dell´erotismo, ovvero “il sesso come divertimento

È un mito cinico, spacciato dai mercanti del sesso. La sessualità è ridotta a semplice passatempo. Questo concetto è basato su di un grave malinteso riguardo la sessualità umana. Anche Sigmund Freud cerca di spiegare che il sesso non interessa solo il corpo, ma ogni dimensione della psiche. Non c´è singola attività sessuale, anche solo mentale, che non influenzi durevolmente la nostra affettività e la nostra capacità d’amare. Quando la sessualità è vissuta nel contesto di un vero amore e di un reciproco impegno di fedeltà crea una più forte unità nella coppia. Quando la sessualità è vissuta con motivazioni egoistiche ed infantili congela lo sviluppo psichico.
La pornografia funzione come una droga. La relazione che esiste tra pornografia “soft e hard” è la stessa che esiste tra droga “leggera e pesante”. Le persone passano da una abitudine all´altra, a causa di una progressiva perdita di controllo della propria volontà. La pornografia distrugge anche l’unitànella coppia, chi ne rimane intossicato perde l’interesse verso il proprio partner, oppure proietta su di lui violenti e umilianti fantasie di cui è satura l´immaginazione. A pornografia può incoraggiare lo sviluppo della criminalità sessuale. Secondo uno studio svolto sui detenuti, l’82% dei reclusi per abusi su bambini ha ammesso il ruolo determinante del consumo di materiale pornografico sul proprio modo di pensare e di agire.


Il mito della “attività sessuale precoce” e della “multipartnership”

Qualcuno pensa che avere numerose esperienze sessuali, con persone diverse, sia il modo migliore per imparare ad amare e sviluppare l´identitàa personale; in accordo a questa logica “più faccio l’amore, più sono i miei partner, meglio so come farlo”. In realtà il seduttore è generalmente una persona che sente l’incapacità ad amare e compensa la mancanza di affetto con il desiderio di dominare o persino di ferire gli altri.
La situazione ideale, sia per l’uomo che per la donna, è di saper mantenere la verginità fino al matrimonio. In questo modo, la sessualità di una coppia è simile ad un giardino segreto, incontaminato, che rafforza l’intimità della relazione. La verginità del corpo permette di mantenere anche la verginità del cuore. Il rifiuto delle esperienze sessuali, prima del matrimonio, non è un handicap ma anzi permette di scoprire, al momento della giusta maturazione, gli aspetti più completi dell’amore. Molti giovani, che hanno già sperimentato relazioni sessuali prematrimoniali, stanno cambiato la loro vita iniziando una fase di astinenza che è tecnicamente definita ”seconda verginità”, per prepararsi al matrimonio evitando ulteriori frustrazioni e delusioni.


3. LA DISTORSIONE DELLA SESSUALITÀ ADOLESCENZIALE

Dagli anni 60, l’adolescenza è considerata il tempo giusto per avere esperienze sessuali. Giocando sul fascino di invulnerabilità ed onnipotenza del gruppo, la nostra cultura ne esalta gli impulsi narcisisti, antisociali ed autodistruttivi invece di avviare i giovani sulla strada della maturità sociale.


Gli effetti della attività sessuale precoce

Per gli adolescenti, le esperienze sessuali sono profondamente destabilizzanti, perché aprono la porta di un mondo di emozioni che non sanno gestire. Danno l’illusione della capacità di saper amare, mentre quello che in realtà l’adolescente cerca nell´esperienza sessuale è, soprattutto, la conferma della propria virilità o femminilità, più che la felicità reciproca.
Molti adolescenti hanno la loro prima relazione sessuale sotto la pressione dell’ambiente, temendo di essere considerati anormali se mantengono la verginità.
Secondo Guy Durand: ”le esperienze sessuali, nei giovani bloccano lo sviluppo affettivo e psicosessuale. Infatti, abituandosi a vivere poi, da adulti, la sessualità come un piacere, i giovani diventano incapaci di vivere poi, da adulti, la sessualità come linguaggio ed impegno”. Anche la masturbazione rischia di creare un’abitudine perpetua, fino all’età adulta, e di cristallizzare le tendenze della sessualità adolescente, egoista e dominata da sensi di colpa. Con la pubertà, il destarsi della sessualità non significa ancora la sua maturità. Significa, più precisamente, l’inizio di un processo di crescita, durante il quale l’adolescente deve imparare a controllare i desideri fisici, come parte di un progetto d´amore vero e stabile.


L’inganno dei programmi di “educazione sessuale”

Quale logica ci può essere in programmi di educazione sessuali peri i giovani, anche al di sotto dei 14 anni, come se essi fossero già sessualmente attivi?
L’educazione sessuale, in generale, causa una situazione di disagio nei giovani. Malgrado tutto si tende a presentare la sessualità adolescente od infantile come un fatto scontato, guardando invece con sospetto alla verginità, come se fosse un difetto. Il pregiudizio che troviamo dietro le tentazioni di iniziare i giovani al, consiste nell’idea che il pudore e la purezza sessuale non siano niente altro che il prodotto di una moralità repressiva, capace solo di generare sensi di colpa. In realtà, il pudore non è un senso di colpa, ma l´innato ed intuitivo sentimento che la sessualità è sacra, profondamente connessa al senzo di identità e per questo deve essere protetta.







COS’È L’AMORE ?


Il mito romantico della “passionalità”

Sotto l’influenza della produzione cinematografica di Hollywood, l’amore ha finito col diventare sinonimo di p. Amare significa sentirsi innamorati, una situazione che ci piomba addosso improvvisamente, di fronte alla quale siamo impotenti, che può misteriosamente scomparire, così come misteriosamente è apparsa.
Questa enfasi della passione è in contraddizione con un concetto di amore totalmente differente, che è valorizzato nella tradizione religiosa del matrimonio, particolarmente quella cristiana, per cui l’amore non è solo sentimento, ma un atto di volontà; l’attitudine a donare totalmente se stessi per la felicità degli altri.


Le due dimensioni dell’amore coniugale

Passione ed impegno non sono in contraddizione, ma aspetti di quella che dovrebbe essere una equilibrata relazione coniugale. La passione deriva da un’attitudine filiale e si esprime con la gratitudine, la fiducia e la dipendenza affettiva, mentre l’impegno deriva dall’attitudine di genitore e si esprime con la fedeltà reciproca. Per Erich Fromm “L’amore dovrebbe essere essenzialmente un atto di volontà, la decisione di affidare completamente la propria vita ad un’altra persona. Amare non è solo il potere del sentimento, ma una convinzione, un discernimento, una promessa”. Il matrimonio non è solo un atto privato, ma è anche sociale. Questa seconda dimensione rafforza la comunione d´amore tra gli sposi.

“L´uomo che vive completamente per il bene del mondo e dell’umanità non può avere fallimenti nel suo matrimonio. Per quella persona il matrimonio è una parte del suo amore per il mondo” dice una nota persona.

Non dimentichiamo che gli adolescenti cercano ideali assoluti ed un amore eslusivo, fondato su di un impegno totale. L’adolescente non ha sempre la maturità emotiva necessaria per coinvolgersi in un impegno stabile. Il suo ideale d’amore è ancora immaginario, mentre l’infatuazione appassionata agisce nel suo corpo. Egli deve imparare a controllare se stesso per riuscire ad armonizzare questi due aspetti, accantonando o subblimando temporaneamente i suoi desideri sessuali. È l’ideale del matrimonio che gli permette di rimanere puro, per il suo futuro sposo.


Matrimonio o convivenza?

Siamo indotti a pensare che la convivenza, prima del matrimonio, formisca una buona preparazione al matrimonio stesso. Molte coppie che convivevano prima del matrimonio, statisticamente, corrono un più alto rischio di divorziare. Questo si spiega col fatto che questo modo di vivere insieme, prima del matrimonio, genera una situazione di “prova” in cui, a differenza del contratto matrimoniale, il disimpegno è possibile in qualsiasi momento. Viene a mancare, cioè, l’impegno a creare una relazione di unità incondizionata.
Il matrimonio non è qualcosa di cui si può fare la prova generale, ma è, invece, l’evento centrale della vita e corrisponde al passaggio da un’esistenza ad un’altra. L’intera adolescenza non è mai troppo lunga per preparare questa esperienza.


La vera famiglia è la scuola dell’amore

In un suo libro, ”L’arte di amare”, Erich Fromm suggerisce l’idea che l’amore è un’arte e, come tutte le arti, deve essere appresa. In effetti, è la più difficile delle arti, tuttavia è necessaria allo sviluppo di ogni essere umano. L’arte di amare include i principi morali, quell´insieme di norme che promuove lo sviluppo e la pratica di un amore genuino.
È nella famiglia che l’arte d’amare viene trasmessa. La famiglia è l´insostituibile luogo in cui sperimentiamo le diverse relazioni d´amore, che non includono attività sessuali, se non che nell´esclusivo rapporto tra marito e moglie. Spesso, l’eccessivo interesse rivolto alla sessualità da parte dei giovani non è nient’altro che il risultato di una mancanza di amore e di direzione nella famiglia.
La famiglia può davvero diventare un inferno, un luogo di esclusione ed oppressione, quando è costruita su basi sbagliate.
Madre Teresa di Calcutta così tesimonia: “L’amore inizia nella casa. Le persone che si amano veramente e completamente sono le più felici al mondo. Lo vediamo bene tra i più poveri: loro amano i loro figli, le loro famiglie e possono anche non possedere quasi nulla, o nulla del tutto, ma essi sono comunque felici”.

Per eliminare le cause della sofferenza familiare non dobbiamo lasciarci sedurre dai miti di una cultura disonesta, spacciati come modernità, ma dobbiamo ricercare, per noi e per i nostri figli, l´ideale dell´amore vero, assoluto, eterno. Questo amore esiste, e la sua ricerca è la più nobile e coraggiosa che gli uomini e le donne possoano fare e richiede, comunque, un totale investimento di se stessi.


E soprattutto...l’amore sa e può attendere



(vedi anche Corso Educativo per Adolescenti e Giovani)





salvatore buttiglieri

sb

771 Messaggi

Inviato - 22/10/2009 :  14:44:59  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
L’ARTE DI AMARE



Tutti desiderano relizzarsi nella loro vita. Ma per raggiungere la felicità bisogna portare a compimento qualche scopo particolare. E ogni scopo si realizza quando possono concretizzarsi i nostri ideali. Questa concretizzazione degli ideali è espresso nel Pensiero di Unificazione come “unità fra mente e corpo”.
In altre parole, quando il corpo collabora con la mente, gli ideali della mente possono diventare una realtà. Le persone che raggiungono un livello molto alto di unità tra mente e corpo in una particolare disciplina, diventano dei maestri di quella forma di espressione; possono essere artisti, musicisti, scrittori, ingegneri, architetti, atleti...
Ma se analizziamo la vita di questi “maestri “ possiamo vedere che la sola unità di mente e corpo non porta necessariamente ad una completa realizzazione di sé. In arte, la vita di Van Gogh ne è un esempio, in quanto dimostra che, sebbene l’artista avesse raggiunto un altissimo grado di espressione personale con la sua pittura, nutriva ancora in sé un profondo senso di angoscia e frustrazione che alla fine lo condusse al suicidio. Molto più vicino giorni nostri, la morte di musicisti cantanti e atleti famosi (vedi J.Hendrix, L.Tenco, M.Pantani), è un’ulteriore dimostrazione che la sola capacità di esprimere quelle che sono le esperienze dello spirito, attraverso la voce o la chitarra, non non porta necessariamente alla felicità, o almeno non può farlo se lo spirito di quella persona è in mezzo ad una “purpurea nebbia” (Purple Haze).



Non ocorre alcun potere speciale per individuare che ciò che rende felici o tristi le persone è l’amore.
Senza l’amore l’artista più grande si sente svuotato, l’atleta più forte si sente insicuro, il banchiere più ricco è povero di spirito, il miglior musicista non riesce a suonare che i blues.
Per essere felici dobbiamo diventare dei maestri della disciplina d’amore.
La suprema ironia della nostra epoca è che la gente spende ore ogni giorno allenandosi nelle arti marziali, studiando matematica, programmando computers, studiando musica o facendo ginnastica per mantenersi in forma e dedica così poco tempo ed energia nel praticare l’amore verso le persone che si incontrano ogni giorno. L’amore, dopo tutto, è il mezzo più profondo di espressione personale.
Anche per imparare ad amare è essenziale impiegare ogni tempo e energie, tuttavia poche persone continuano a studiare ciò che i grandi filosofi e leaders religiosi hanno detto sull´amore. Molti cadono ancora nella trappola di credere che semplicemente con la pratica del sesso possono divenire dei maestri d’amore.
Con il tempo ci si rende conto che mentre si può giungere ad essere esperti di sesso in una notte, per imparare come esprimere il vero amore ci voglio decenni; frattanto, però, si costruiscono relazioni affettive con altri individui che hanno le identiche difficoltà, carenze e conflitti interiori.
Inevitabilmente il risultato è l´insoddisfazione e la sofferenza. Qual è allora il giusto processo attraverso cui poter divenire maestri nell’arte di amare?
Bisogna conoscere e seguire il giusto ordine naturale dell’amore.
Essere veramente capaci di amare significa unire il corpo ed il cuore per realizzare una relazione costruttiva con un’altra persona; fondamentalmente l’amore costruttivo è quello indirizzato verso gli altri, verso la società, la nazione o il mondo. L’amore distruttivo è quello diretto verso se stessi a spese degli altri. A questo punto che cosa dire delle esigenze personali: come possono essere soddisfatte?
È ovvio che se una persona ama la sua famiglia e la società, il suo amore gli sarà restituito dai suoi parenti e connazionali. E viceversa, se una persona usa gli altri per i suoi scopi, non potrà mai ricevere nè amore nè rispetto da coloro con cui ha stabilito simili relazioni.


AMARE IN MODO COERENTE

Come un bambino non può camminare se prima non ha imparato ad andare carponi, così l’uomo maturo non può costruire, realizzare un vero amore coniugale fino a che non ha imparato ad amare gli altri come fratelli e sorelle, ad improntare questo amore su basi di rispetto, lealtà considerazione delle esigenze e capacità altrui. È essenziale che l’amore passi dalla tipica forma più matura, di proiezione verso gli altri, con la crescita. L’adolescenza è uno stadio intermedio molto importante della maturazione di ogni tipo di sentimento. In questo periodo si comincia ad avere delle relazioni al di là della famiglia, dei dei vicini di casa; relazioni che includono i compagni di scuola, le persone con interessi comuni e le persone di sesso opposto verso cui si prova una romantica attrazione. È il momento in cui si è più vulnerabili, soli e confusi sulla propria identità. È il periodo in cui, particolarmente, si può far male a se stessi e agli altri se non si controllano le proprie espressioni premature di amore. Come gli scienziati nucleari, coloro che amano devono sapere come controllare il potere che possiedono. Imparando ad amare tutti in modo puro, come facenti parte di un’unica famiglia umana, possiamo prepararci ad esprimere la nostra più elevata forma di creatività e di responsabilità: quella di essere mariti, mogli e genitori. Solo i genitori che hanno imparato ad amare in modo sacrificale ed universale sono veramente qualificati per allevare i figli, che erediteranno così una tradizioni di valori.
A qualcuno questo potrebbe sembrare uno standard irraggiungibile nella realtà, ma come ogni forma artistica, anche l’arte di amare richiede disciplina a chi vuole allenarsi per divenire un maestro....

E per imparare ad amare ci vuole tempo.





salvatore buttiglieri
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