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sb

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Inviata - 10/10/2009 :  21:12:20  Visualizza il profilo  Scrivi una mail all'autore


Il mio pensiero è che la Pace abbraccia tutti gli aspetti della vita.
Ed è per questo che ritengo che ogni attività umana, (dall’educazione scolastica e quella morale, dallo sport alla musica, all’arte alla scienza, dalla religione alla politica), deve avere almeno una piccola base riservata alla pace.

Non mi riferisco alla pace espressa con le manifestazioni, ma a quella nostra interiore, senza la quale non si può ottenere un mondo pacifico.



salvatroe buttiglieri



sb

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Inviato - 12/10/2009 :  20:22:36  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

L’Albero della Pace




In occasione della Giornata Internazionale della Pace del 23 settembre scorso, sancita dall’ONU, il Comune di Bergamo ha accolto, precedentemente, la proposta fatta dall’UPF - BG (Federazione per la Pace Universale) di celebrare questo giorno con l’impianto di un “ALBERO della PACE”.
L’evento è stato celebrato con una cerimonia presso il Parco Pubblico del “Polaresco” sito in via Polaresco al n. 15, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Bergamo, Ufficio Pace e Cooperazione Internazionale con la partecipazione del Sindaco e di autorità cittadine e rappresentanti religiosi. Vi è stata posta anche una targa commemorativa.
Nei giorni seguenti, sono stati organizzati, dall’UPF, alcuni incontri di giovani palestinesi e israeliani i quali hanno cercato di sviluppare una cooperazione pacifica tra loro.

<>


La speranza, mia, è che questi incontri diano buoni frutti.

Ma c’è un altro Albero per il quale, pare, non si riesce a trovare nemmeno 10 centimetri quadrati di spazio per piantarlo : quello della Pace del Cuore.

Se l’albero fisico è molto facile da piantare non lo è per quello del cuore, interiore o, se preferite, spirituale.
Ed è per quest’ultimo, credo, anzi ne sono sicuro, che i giovani hanno accettato di incontrarsi.

Riporto di seguito alcuni brani tratti da un discorso del Prof. Vladimir Hudolin (1922-1996), croato, psichiatra e fondatore della associazione denominata CAT (Club Alcolisti in Trattamento) sparsa in tutta Italia, e che ho avuto il piacere di conoscere qualche anno fa, e che, secondo me, dà un senso molto pratico alla Pace.

Dice: “...Ognuno di noi si chiede cosa bisogna fare nel futuro, quali sono i programmi da preparare per il prossimo millennio. La richiesta di base – lo affermano tutti – è quella di creare programmi che, oltre al resto, abbiano lo scopo di proteggere la pace. Senza pace non si può organizzare una vita migliore, cioè una migliore salute nelle comunità; non ci si può aspettare migliore spiritualità antropologica. Da sempre si parla di pace, ma, quando viene il momento di fare i passi necessari per la sua promozione, non si fa molto...”

“...la pace non si conquista con dichiarazioni formali, ma con un cambiamento umano profondo...”

“...dobbiamo trovare la pace nel nostro interno, nel profondo del cuore, nelle nostre famiglie e comunità. Quando l’avremo, potremo offrirla anche agli altri...”

“...cosa significa pace? tutti pensano che si tratta di problemi degli altri, dei problemi internazionali, ma in verità si tratta di noi tutti...”

“...come possiamo realizzare un programma che parla di solidarietà, di amore, di amicizia, di convivenza, di compartecipazione, della possibilità di perdono, dell’accettazione del diverso, se riteniamo che la pace significa solo fermare le grandi guerre e lasciar libere le piccole guerre quotidiane? Non si può fare così, perché le nostre piccole guerre conducono a quelle grandi.
Abbiamo visto che tutte le conferenze internazionali non risolvono e conflitti nati fra di loro a causa dei propri diversi interessi.”



salvatore buttiglieri
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sb

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Inviato - 15/10/2009 :  11:18:52  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
I colori dei Giochi Olimpici






Da Wikipendia:
La bandiera olimpica raffigura cinque anelli intrecciati in campo bianco. I colori scelti sono presenti nelle bandiere di tutte le nazioni, quindi la loro combinazione simboleggia tutti i Paesi, mentre l'intreccio degli anelli rappresenta l'universalità dello spirito olimpico. Come afferma lo stesso CIO, è errato credere che il colore di ciascun cerchio stia a rappresentare un determinato continente.
Qualcuno afferma che i 5 cerchi simboleggiano i 5 Continenti: Europa, Asia, Africa, Americhe e ad ognuno di essi è associato un colore: Blu-Europa. Nero-Africa. Giallo-Asia. Verde-Oceania. Rosso-Americhe.
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Comunque sia è certo che i colori della bandiera dei Giochi olimpici rappresentano tutte le nazioni e quindi tutta l´umanità.
Se l´umanità è rappresentata in questo modo, è giusto pensare che gli atleti creino lo spirito di gruppo e questo dovrebbe andare a beneficio di tutta l´umanità.
Tuttavia questo “spirito di gruppo” che dovrebbe continuare anche dopo i Giochi olimpici stessi e svilupparsi sotto forma di cooperazione, di aiuto reriproco, di fratellanza e di amore, si ferma invece sotto casa degli attleti stessi.
Può darsi che tanti atleti ne facciano tesoro di quella esperienza, che si può manifestare sotto forma di crescita personale sia sportiva che spirituale, ed io non posso che augurare a tutti loro di portarla nella propria nazione.








salvatore buttiglieri
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sb

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Inviato - 15/10/2009 :  11:23:24  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
Un pò di anni fa l´ONU aveva indetto l`Appello Internazione per un milione di minuti di pace un´iniziativa estesa a
40 paesi,ciascuno dei quali si era impegnato a raccogliere – per lo meno – un milione di minuti di pace
nell´arco di un mese.
Lo scopo dichiaratamente ’’senza fondo politico“ era quello di “incoraggiare le persone di ogni età,e di ogni estradizione culturale,religiosa e razziale,a scoprire il loro stato naturale di pace,donando almeno
1 minuto del loro tempo“.

Ecco come era formulato l´appello e... buona lettura!









UN MILIONE DI MINUTI DI PACE
CERCASI




SCOPO:


Dare l´opportunità ad ogni individuo di partecipare attivamente all´Anno Internazionale di Pace delle Nazioni Unite.


IN COSA CONSISTE L`APPELLO?


- Non è una carità - Non è un evento a fondo monetario - Si tratta soltanto di una donazione di tempo - Non di molto: SOLO UN MINUTO! – di più se lo desiderate,selezionate uno dei tre modi proposti,e date i vostri migliori pensieri al mondo...


CHI NE BENIFICERÀ?


- Innanzi tutto, i partecipanti stessi – La gente che ci circonda in famiglia,nell´ambiente di lavoro.
- In conclusione il mondo intero per far sì si sparga un´armonia di Pace.

Prendono parte in 40 paesi,le scuole,gli ospedali,le congragazioni religiose,i gruppi di comunità,
Di gioventù,gli organismi lavorativi.





TRE MODI PER LA DONAZIONE



A: buone azioni
Tema: PACE
Crea momenti costruttivi
pensanso alla Pace...

Puoi fare:
Disegni,
Poesia,
Musica,
Ecc.......




C: preghiera

Signore, fa di me uno strumento della Tua
Pace.
Dove è odio, fa che io porti l’Amore
Dove è offersa, che io porti il Perdono
Dove è discordia, che io porti l’Unione
Dove è il dubbio, che io porti la Fede
Dove è errore, che io porti la Verità
Dove è disperazione, che io porti la Speranza
Doce è tristezza, che io porti la Gioia
Dove sono le tenebre, che io porti la luce

Maestro, fa che io non cerchi tanto
Di essere consolato, quanto di consolare
Di essee compreso, quanto di comprendere
Di essere amato, quanto di amare

Perché è
dando che si riceve,
Perdonando che si è perdonati,
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna...




C: meditazione

Sedendomi in una posizione comoda
Rivolgo la mia attenzione
Nel mio profondo.

Sono conscio dei pensieri che
Attraversano la mia mente.

La velocità dei miei pensieri si attenua,
concentro la mia attenzione
su una stella di Luce radiante
nella mia mente,e creo pensieri di Pace.

Piano piano la mia mente diventa
come la superficie di un lago
completamente calma
e totalmente tranquilla.

Sperimento un silenzio profondo
Appena divento conscio che io
Sono la Pace.

E spargo il potere di quella Luce
E di quella Pace nel mondo intero.


-_-_-_-_-_-_-_-_ -_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-

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sb

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Inviato - 19/10/2009 :  12:36:38  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
Rumori di Pace




Incontro su "Famiglia, Comunità e Pace" - Sotto il Monte (BG), 10 ottobre 2009



Incontro su


Famiglia, Comunità e Pace

Sotto il Monte, 10 ottobre 2009





Si è svolto il 10 ottobre l'incontro su "Famiglia, Comunità e Pace" organizzato da UPF* Bergamo e WFWP** Bergamo, con la collaborazione della Federazione delle Famiglie per la Pace nel Mondo (BG).


L'evento prevedeva due relazioni, presentate da Christine Bianchini (WFWP) e da Carlo Zonato (UPF), la prima dal titolo:

"La ricerca dei valori universali"


in cui è stata messa enfasi sulla crescita interiore individuale, e la seconda


"Famiglia, scuola d'amore e di pace".


in cui è stata esposta la visione della famiglia promulgata dalla UPF.


L'interesse dei circa 30 partecipanti è stato mostrato dalle domande che sono state fatte, alle quali è stato posto un limite solo dal termine previsto per il programma.


L'incontro si è concluso con una cena nello stesso agriturismo.


Il prossimo appuntamento è per il giorno 24 ottobre, sempre presso l'Agriturismo Clelia di Sotto il Monte per un approfondimento dello stesso tema.




* Universal Peace Federation: Federazione Universale per la Pace.
** Women’s Federation for World Peace (Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo)
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sb

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Inviato - 21/10/2009 :  11:10:49  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore


Dichiarazione per una Cultura della Pace


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.



Il concetto di Cultura della Pace fu formulato al Congresso Internazionale sulla Pace in Costa d'Avorio nel 1989. Il Congresso raccomandò all'UNESCO di lavorare per costruire una nuova visione della pace basata sui valori universali di rispetto per la vita, la libertà, la giustizia, la solidarietà, la tolleranza, i diritti umani e l'uguaglianza tra uomo e donna. Questa iniziativa nacque in un contesto internazionale influenzato dalla caduta del muro di Berlino e la conseguente scomparsa delle tensioni legate alla Guerra Fredda.
Nel 1994 si tenne il primo Forum Internazionale sulla Cultura della Pace in San Salvador. L'anno dopo la 28ma Conferenza Generale dell'UNESCO introdusse il concetto di Cultura della Pace nella Strategia a Medio Termine per il quinquennio 1996-2001, durante il quale fu sviluppato il progetto Towards a Culture of Peace (Verso una Cultura della Pace). ONG, associazioni, giovani e adulti, media nazionali e locali e leader religiosi attivi per la pace, la non-violenza e la tolleranza si impegnarono nel diffondere in tutto il mondo una Cultura della Pace.
Nel 1997 l'Assemblea Generale dell'ONU stabilì un punto separato dell'agenda dei lavori intitolato Towards a Culture of Peace e proclamò il 2000 "Anno Internazionale per la Cultura della Pace" approvando la Risoluzione 52/15.
Nel 1998 l'Assemblea Generale dell'ONU, su proposta di alcuni premi Nobel per la pace, approvò la risoluzione 53/25 con la quale proclamò il 2001-2010 "Decennio Internazionale per una Cultura della Pace e della Non-Violenza per i Bambini del Mondo".
Il 13 settembre 1999 l'Assemblea Generale dell'ONU approvò la risoluzione 53/243 adottando con essa la Dichiarazione per una Cultura della Pace




Testo della Dichiarazione per una Cultura della Pace

« L’Assemblea Generale,
Richiamando la Carta delle Nazioni Unite, nonché gli scopi e i principi in essa contenuti,
Richiamando la costituzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, in cui si afferma che “dal momento che le guerre hanno inizio nella mente degli uomini, è nella mente umana che bisogna iniziare a costruire la pace”,
Richiamando inoltre la Dichiarazione Universale dei diritti umani e altri strumenti in materia del sistema delle Nazioni Unite,
Riconoscendo che la pace non è solo assenza di conflitto, ma richiede un processo positivo e dinamico di partecipazione, all’interno del quale il dialogo venga incoraggiato e i conflitti siano risolti in uno spirito di comprensione e cooperazione reciproca,
Riconoscendo che la fine della guerra fredda ha ampliato le possibilità di rafforzare la cultura della pace,
Esprimendo viva preoccupazione per il persistere e il proliferare di violenza e conflitti in varie parti del mondo,
Riconoscendo inoltre la necessità di eliminare tutte le forme di discriminazione e intolleranza, comprese quelle basate su razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica o altra, origine nazionale, etnica o sociale, proprietà, disabilità, nascita o altro stato, (...)
Proclama solennemente la presente Dichiarazione sulla Cultura di Pace, allo scopo che Governi, organizzazioni internazionali e società civile possano essere guidati dalle sue norme nelle loro attività volte a promuovere e consolidare una cultura della pace nel nuovo millennio.
Articolo 1 - Una cultura di pace è un insieme di valori, atteggiamenti, tradizioni e modi di comportamento e stili di vita fondati su:
• a) rispetto per la vita, fine della violenza e sulla promozione e la pratica della nonviolenza tramite l’educazione, il dialogo e la cooperazione;
• b) pieno rispetto dei principi di sovranità, integrità territoriale e indipendenza politica degli Stati e non intervento in questioni che rientrano essenzialmente nell’ambito della giurisdizione nazionale di uno Stato, in conformità con quanto previsto dallo Statuto delle Nazioni Unite e dal diritto internazionale;
• c) pieno rispetto e promozione di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali;
• d) impegno in favore di una composizione pacifica dei conflitti;
• e) sforzo per soddisfare le esigenze inerenti allo sviluppo e all’ambiente della presente e delle future generazioni;
• f) rispetto e promozione del diritto allo sviluppo;
• g) rispetto e promozione di pari diritti e opportunità per donne e uomini;
• h) rispetto e promozione del diritto di ognuno alla libertà di espressione, di opinione e di informazione;
• i) aderenza ai principi di libertà, giustizia, democrazia, tolleranza, solidarietà, cooperazione, pluralismo, diversità culturale, dialogo e comprensione a tutti i livelli della società e fra le nazioni;
ed è alimentata da un ambiente nazionale e internazionale favorevole e orientato alla pace.
Articolo 2 - Il cammino verso un più completo sviluppo di una cultura della pace si realizza attraverso valori, atteggiamenti, tradizioni, comportamento e sistemi di vita che siano favorevoli alla promozione della pace fra gli individui, i gruppi e le nazioni.
Articolo 3 - Il progresso verso un più completo sviluppo di una cultura di pace è indissolubilmente legato ai seguenti fattori:
• a) promozione della composizione pacifica dei conflitti, rispetto e comprensione reciproca e cooperazione internazionale;
• b) adesione agli obblighi internazionali, secondo la Carta delle nazioni Unite e il diritto internazionale;
• c) promozione della democrazia, dello sviluppo e del rispetto e osservanza su scala mondiale di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali;
• d) al mettere in grado le persone di ogni condizione di sviluppare abilità in materia di dialogo, negoziazione, costruzione del consenso e risoluzione pacifica delle differenze;
• e) rafforzamento delle istituzioni democratiche e garanzia di piena partecipazione al processo di sviluppo;
• f) sradicamento della povertà e dell’analfabetismo e ridurre le disuguaglianze all’interno e fra le nazioni;
• g) promozione di uno sviluppo economico e sociale sostenibile;
• h) eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne, mediante l’empowerment e l’equa rappresentanza a tutti i livelli decisionali;
• i) garantire il rispetto, la promozione e la protezione dei diritti dell’infanzia;
• j) assicurare la libertà del flusso dell’informazione e migliorare l’accesso ad essa;
• k) incrementare trasparenza e responsabilità nell’azione di governo;
• l) eliminazione di tutte le forme di razzismo, di discriminazione razziale, di xenofobia e dell’intollerante ad esse collegata;
• m) aumentare la comprensione, la tolleranza e la solidarietà fra tutte le civiltà, i popoli e le culture, nonché verso le minoranze etniche, religiose e linguistiche;
• n) alla piena realizzazione dei diritti di tutti i popoli, compresi quelli che si trovano sottoposti a dominazione coloniale o straniero o ad occupazione straniera, all’autodeterminazione, contenuto nella Carta delle Nazioni Unite e inserito nei Patti internazionali sui diritti umani, nonché nella Dichiarazione sull’indipendenza dei paesi e popoli coloniali contenuta nella Risoluzione AG 1514 (XV) del 14 dicembre 1960.
Articolo 4 - L’istruzione a tutti i livelli, costituisce uno dei principali strumenti per costruire una cultura di pace. In questo contesto è di particolare importanza l’educazione ai diritti umani.
Articolo 5 - I Governi hanno un ruolo essenziale nel promuovere e consolidare una cultura di pace.
Articolo 6 - La società civile ha bisogno di essere pienamente coinvolta nello sviluppo avanzato di una cultura di pace.
Articolo 7 - Il ruolo educativo e informativo dei media contribuisce alla promozione di una cultura di pace.
Articolo 8 – Un ruolo chiave nella promozione di una cultura di pace compete a genitori, insegnanti, politici, giornalisti, organismi e gruppi religiosi, agli intellettuali, a quanti sono impegnati in attività scientifiche, filosofiche, creative e artistiche, agli operatori in campo sanitario e umanitario, agli operatori sociali, ai dirigenti a vari livelli come pure alle organizzazioni non governative.
Articolo 9 - Le Nazioni Unite dovranno continuare a rivestire un ruolo chiave nella promozione e nel rafforzamento di una cultura di pace nel mondo





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Death

10 Messaggi

Inviato - 22/10/2009 :  15:04:36  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
NO AL RAZZISMO


Salve a tutti, mi chiamo Enzo e "guzio" da un po su questo forum per tenermi informato (anche se non ho lasciato molti messaggi).

Oggi, dopo qualche giorno di assenza, ho aperto il forum e ho trovato questa bella sezione...
Quando sento parlare di pace, in genere la associo personalmente a tutti i valori che il mondo dovrebbe avere, come la lotta al razzismo, la fratellanza di tutti i popoli, la tolleranza.
E proprio per questo volevo rendervi partecipi della mi aesperienza.

Qualche giorno fa, il 17 Ottobre, mi sono recato a Roma, insieme ad altri 5 amici miei, per partecipare alla manifestazione nazionale contro ogni forma di razzismo e discriminazione.

Facciamo parte tutti del consiglio direttivo dell'associazione ARCI LA CASA DELLA MUSICA, e attraverso il canale Arci siamo partiti in autobus alla volta di Roma (16 ore di massacrante viaggio!!!).

Oltre ad ammirare le magnificenze della capitale Italiana (che consiglio vivamente a tutti di vedere una volta nella vita) abbiamo partecipato in prima fila alla suddetta manifestazione.

Il messaggio era chiaro:

- BASTA AL RAZZISMO E ALLA DISCRIMINAZIONE
- BASTA AI RESPINGIMENTI DEI CLANDESTINI
- PIU' DIRITTI PER GLI IMMIGRATI CON REGOLARE PERMESSO DI SOGGIORNO
- PIU' UMANITA'

Il corteo secondo gli organizzatori era forte di 200.000 partecipanti, e secondo quello che ho visto posso assicurarvi che eravamo davvero in tanti. Italiani, Congolesi, Ghanesi, Nigeriani, Indiani, Cinesi, Iracheni, Afghani, Rumeni, e persone provenienti da tutti i Paesi del mondo e di tutte le religioni uniti in una grandissima festa, a ballare, ad abbracciarsi o semplicemente a scambiarsi un sorriso in barba al clima di intolleranza e razzismo imperante nel nostro Paese (e non ditemi che non è cosi).

E' questo il messaggio che noi giovani dell'Arci di Riesi vogliamo dare. Siamo tutti fratelli. Bianchi, Neri, Gialli, Verdi, Cristiani, Musulmani, Buddhisti, Atei, di destra o di sinistra, comunisti o fascisti... SIAMO TUTTI FRATELLI

...La pace è l'unica vittoria...
(Piero Pelù)


Il capitalismo è un'ingiusta ripartizione della ricchezza. Il comunismo è una giusta distribuzione della miseria. (Winston Churchill)
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sb

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Inviato - 22/10/2009 :  21:27:18  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
Ciao Enzo, e benvenuto.
Infatti alla base di tutto ci deve essere almeno un "pizzico" di pace.

Hai fatto qualche esperienza particolare mentre eri alla manifestazione?
C'è qualche tuo amico che ha partecipato e ci vuole raccontare qualcosa?

salvatore buttiglieri
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sb

771 Messaggi

Inviato - 24/10/2009 :  13:23:47  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
Da un giornale svizzero


INVITO DI J. REUBEN SILVERBIRD A NON DIMENTICARE

Un “pellerossa” in riva al Ceresio (Lago di Lugano)

Figlio di un capotribù Apache e di una guaritrice Cherokee. Musicista, attore, storico e messaggero di pace. J. Reuben Silverbird gira per il mondo tentando di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla difficile e controversa situazione in cui versano le 576 “nazione indiane” originarie. A gennaio era a Oslo per perorare la causa di Eloise Cobell (la donna che ha portato il governo americao davanti alla corte suprema chiedendo 176 miliardi come risarcimento per un presunto caso di sfruttamento delle risorse petrolifere dei nativi) chiedendo che le fosse attribuito il Nobel per la pace.
Giovedì era a Lugano, invitato dalla sezione ticinese della Universal Peace Federation, per una serata contraddistinta dal bisogno di ricordare le difficoltà che giornalmente affrontano i quasi 3 milioni di “pellerossa” che vivono negli Stati Uniti.
<<Non mi piace il termine “nativo americano” – ha spiegato Silverbird – perché anche un italiano che nasce sul suolo americano può essere considerato tale, io preferisco di gran lunga essere chiamato “nativo originale degli Stati Uniti”; definizione che ovviamente non piace ai “bianchi”. Tutti sappiamo cos’è successo al popolo ebraico con l’olocausto. La mia gente, tra il 1860 ed il 1910, ha a sua volta subito sofferenze simili: terribili. Una storia che è completamente stata dimenticata. Non c’era la TV ad informare il mondo su cosa succedeva al nostro popolo e nessuno si è scandalizzato di fronte ai massacri che la mia gente ha subito. Le persone dimenticano in fretta. Eppure a guardar bene, sono passati solo 90 anni. I “bianchi” non pensano mai, quando vanno a dormire, che ogni pezzetto della loro terra è stato conquistato con la forza e con il sangue.
Mai c’è stato un processo riparatore, e questo è incredibile visto che la biblioteca del Congresso è stracolma di documenti provanti, se ancora ce ne fosse bisogno, le atrocità compiute dai coloni nella corsa verso il “west”. Chi si ricorda del “percorso delle lacrime”? Chi si ricorda che Andrew Jackson, il presidente degli Stati Uniti in persona, ordinò la deportazione di Cherokee,Chickasaw e dei Seminole dalla Georgia all’Oklahoma? In quel tragitto morirono di fame e di stenti 3.000 bambini; lo stesso numero di morti dell’undici settembre.
È stato un presidente! E con lui, a scortarci verso le riserve, l’esercito americano!È solo uno dei tanti esempi di ciò che abbiamo subito. Una tragedia dimenticata. Eppure, nonostante tutto, ci sono ancora 18.000 nativi americani sotto le armi a combattere in Iraq. Credono nella forza dell’unità. Ci credo anche io e credo in Obama: il primo uomo con un cuore entrato alla Casa Bianca>>.

J.B.

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Death

10 Messaggi

Inviato - 29/10/2009 :  22:19:04  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
[quote]Originalmente inviata da sb

Ciao Enzo, e benvenuto.
Infatti alla base di tutto ci deve essere almeno un "pizzico" di pace.

Hai fatto qualche esperienza particolare mentre eri alla manifestazione?
C'è qualche tuo amico che ha partecipato e ci vuole raccontare qualcosa?

salvatore buttiglieri
[/quote

...Diciamo che tutta la manifestazione è stata un'esperienza particolare, abbiamo tenuto lo striscione dell' ARCI proprio in testa al corteo, abbiamo ballato e cantato insieme a tanti amici "neri"... Gente che dopo aver visto chissà quali atrocità nel loro Paese, sono capaci di ballare e gioire piu di noi ormai annichiliti da questa vita monotona e da questa società...

Consiglierò ai miei amici questo forum se avranno qualcosa da dire!

Cordiali Saluti

ENZO

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