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Ros

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Inviata - 30/06/2008 :  20:18:44  Visualizza il profilo  Scrivi una mail all'autore
Arte



Ros

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Inviato - 21/07/2008 :  14:01:17  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

Giuseppe Veneziano, da Riesi a Pechino, in Mostra per i XXIX Giochi Olimpici

PECHINO 2008: VENTI ARTISTI ITALIANI IN UNA MOSTRA DEDICATA ALLA FIGURA E ALLA “FATICA” DELL’ATLETA
La mostra Artâthlos si svolge all’Haidian Exhibition Center nell’ambito del programma Casa Italia, vetrina dell’eccellenza italiana ai XXIX Giochi Olimpici

Milano, 15 luglio 2008 - Si apre il prossimo 26 luglio a Pechino, a soli cinque chilometri dallo stadio olimpico (Bird Nest), Artâthlos, una mostra di pittura contemporanea tutta italiana dedicata all’atleta e alle discipline olimpiche promossa nell’ambito del programma Casa Italia, il palinsesto di eventi realizzato da Italia Team in occasione di tutti gli appuntamenti olimpici.
Si tratta di una collettiva di venti artisti - in prevalenza lombardi - chiamati ad interpretare questo tema attraverso le tecniche espressive più diverse, dalla stampa digitale all’acrilico, dalla matita al carboncino, dall’olio alla fotografia. “Il cuore della loro ricerca, - spiega il direttore artistico Piero Addis - più che l’agonismo o l’aspetto performativo, è l’umanità dell’atleta, mettendone in evidenza tutta l’imperfezione, la tensione, la fragilità, la bellezza”.
L’iniziativa si propone di colmare, come si legge nell’introduzione al catalogo “il divario tra sport e cultura”; una sfida con cui lo stesso Addis si era già misurato nel 2006, disegnando il cartellone culturale dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino e che è sottolineata anche da un atleta olimpionico come Piero Rebaudengo (bronzo pallavolo Los Angeles 1984): “[Artâthlos] vuole provare a rimarginare questa ferita (la dicotomia tra virtù fisiche e intellettive) riappacificando gli estremi in una mostra “classica” e contemporanea al tempo stesso. Visti attraverso i colori vivaci, le tinte calde di alcuni artisti o l’elaborazione digitale di altri, gli atleti rinascono in una contemporanea versione svestendosi dei panni eterni degli eroi per indossare quelli più logori, sfranti ma veri, della propria umanità”.
Gli artisti in mostra sono: Enrico Bellini, Allegra Betti van der Noot, Maria Luisa Branduardi, Manuela Carrano, Marco Cirnigliaro, Roberto Coda Zabetta, Vanni Cuoghi, Andrea Diamantini, Letizia Fornasieri, Massimo Gatti, Eloisa Gobbo, Massimo Gurnari, Bobo Ivancich, Alberto Leoni, Paolo Maggis, Fulvia Mendini, Cristina Sivieri Tagliabue, Tiziano Soro, Elisabetta Tagliabue, Giuseppe Veneziano.
La mostra, che si svolgerà all’Haidian Exhibition Center, nel cuore del Zhongguan Village, la “Silicon Valley cinese”, in una suggestiva cornice di laghi e giardini, è sostenuta da Regione Lombardia con il patrocinio di Panathlon International, Comitato Expo 2015, Ambasciata d’Italia in Cina, Comune di Milano, Camera di Commercio Italiana in Cina, Centro Culturale di Milano e Beijing 2008 che ha concesso, fatto straordinario, anche l’utilizzo del logo.
A fianco del direttore hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa la veneziana Carmela Cipriani, scrittrice di fiabe per l’infanzia, figlia del patron dell’Harry’s Bar”, che nel catalogo propone Venezia come “l’emblema nel mondo di come mantenere sempre vivo il rapporto tra mente e corpo” e Maurizio Zottarelli, autore, tra l’altro, de “L’undicesimo dito”, racconto che trasforma il football in strumento di riflessione sull’esistenza.


Artâthlos
Pechino, Haidian Exhibition Center, 26 luglio - 24 agosto 2008
Da quest’anno, a differenza delle precedenti edizioni, Casa Italia sarà aperta non solo agli operatori e alla stampa ma anche al pubblico.
L’Haidian Exhibition Center è facilmente accessibile dal terzo, quarto e quinto Ring Road ed è collegato ad oltre 40 linee di trasporto urbano.

Ufficio stampa: SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali

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Ros

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Inviato - 21/07/2008 :  14:14:26  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

Notizia flash

Giuseppe Veneziano, dalla Sicilia a San Pietroburgo

Il 26 luglio 2008, parteciperà ad una Mostra Collettiva a Montedoro. Finalmente la terra di Sicilia gli rende omaggio. A quando una Mostra a Riesi?
Mentre il 12 agosto è stato invitato alla Biennale d'Arte Contemporanea di San Pietroburgo, con tre opere, sempre per rappresentare l'Italia.
-Rosario Riggio

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Ros

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Inviato - 27/09/2008 :  16:21:00  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

GALLERIA FOTOGRAFICA CURATA DA ATTILIO GERBINO

In volo sulla Sicilia

Venti straordinarie immagini di Luigi Nifosì, colte dal cielo, restituiscono inedite prospettive della Sicilia, isola continente nel cuore del Mediterraneo.

Curatori: Sebastiano Favitta e Attilio Gerbino

GALLERIA FOTOGRAFICA LUIGI GHIRRI via Duomo, 11 Caltagirone (CT) - dal 4 al 19 ottobre 2008

Sitografia
http://www.exibart.com/

-Rosario Riggio
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Ros

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Inviato - 01/11/2008 :  17:20:38  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

GIUSEPPE VENEZIANO ESPONE A TORINO


RUMORS - “Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente.” Mao Zedong

Inaugurazione della mostra: 8 novembre 2008 ore 19.00 Caserma Cavalli, Ex Arsenale Borgo Dora dal 9 al 23 novembre 2008.

Ingresso libero (lunedì chiuso)


Dopo anni di silenzio, di indifferenza e di esterofilia dilagante, il problema della visibilità e della rappresentatività dell'arte italiana sta tornando con forza all'interno del dibattito artistico nazionale e internazionale. Dopo la quasi scomparsa del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia degli anni passati, e l'assenza forzata delle nuove generazioni di nostri artisti alle grandi manifestazioni internazionali, oggi si torna invece, finalmente, a riflettere sulla necessità di una forte presenza italiana nel panorama artistico globale: le recenti polemiche nate intorno alla mostra Italics e la fresca nomina di due curatori giovani e di grande competenza – Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice – per il Padiglione Italia alla prossima edizione della Biennale di Venezia, sono il segno di un netto
"cambio di rotta".

Italian Factory ha avuto in questi anni un ruolo "pionieristico" in questo senso, contribuendo, prima di altri, a far emergere, anche in ambito internazionale, la nuova arte italiana: presentando, fin dal 2003, 35 giovani artisti italiani nella grande mostra a latere della Biennale di Venezia (Italian Factory, la Nuova scena artistica italiana) e portando i nostri migliori pittori e scultori nei più importanti musei italiani e internazionali: dal PAC di Milano, allo Shanghai Art Museum, al Taipei Art Museum di Taiwan.
Oggi, Italian Factory ha deciso di prendere parte alla grande "festa dell'arte" che si svolge a Torino durante le giornate di Artissima, organizzando una grande mostra a più voci: le voci di una cinquantina di artisti di diversa estrazione, ma anche le voci di 11 curatori diversi (ognuno dei quali presenterà un artista che ritiene significativo all'interno del panorama artistico attuale), oltre alle molte voci di scrittori e poeti contemporanei: da Carlo Lucarelli, ad Andrea Pinketts, a Federico Moccia, a Gaetano Cappelli, a Tiziano Scarpa, a Piero Colaprico fino a Ivan il "poeta di strada", e a molti altri, che animeranno" la mostra, e il catalogo, con brani poetici e letterari inediti, creati per l'occasione.

Rumors vuol essere, dunque, un incrocio di voci, di idee, di sensibilità diverse e a volte anche contraddittorie, nelle quali si mescolano – vuoi armoniosamente, vuoi entrando anche in rotta di collisione tra loro – una ridda di paesaggi urbani, di volti, di sculture, di installazioni, di interventi di street art, di pitture murali, di foto digitali, di collage, di poesie, di interventi scritti, di frammenti di racconti e di "pensieri in libertà" che si rincorrono senza sosta sui muri dello spazio espositivo: Rumors sarà dunque un grande, caleidoscopico magma visivo e intellettuale, nel quale le "voci" – i rumors appunto – della cultura, dell'arte, della critica e della letteratura dell'Italia di oggi si alternano e si sovrappongono uno sull'altro, creando uno spaccato metaforico, e fortemente rappresentativo, dell'Italia di oggi.

Il luogo dove ha sede la mostra è la Caserma Cavalli, Ex Arsenale Borgo Dora: un nuovo, straordinario spazio espositivo, di oltre 1.000 metri quadri (che inaugurerà proprio con questa mostra), situato nel pieno centro di Torino, a un passo da Porta Palazzo, che conserva ancora, nell'impianto e nella scansione degli spazi, il suo sapore di archeologia industriale di metà Ottocento.

I curatori coinvolti

Flavio Arensi, Luca Beatrice, Chiara Canali, Lorenzo Canova, Marco Di Capua, Mimmo Di Marzio, Gianluca Marziani, Marina Mojana, Ivan Quaroni, Marco Vallora, Eugenio Viola.

Gli artisti invitati

Stefano Abbiati, Massimiliano Alioto, Agostino Arrivabene, Simone Bergantini, Giuseppe Bergomi, Simona Bramati, Alessandro Brighetti, Bros, Alessandro Busci, Felipe Cardeña, Paolo Cassarà, Aldo Damioli, Luca Del Baldo, Paolo Dell’Aquila, Aron Demetz, Desiderio, Giulio Durini, Tamara Ferioli, Paolo Fiorentino, Riccardo Gavazzi, Daniele Girardi, Svitlana Grebenyuk, Ettore Greco, Federico Guida, Massimo Gurnari, Giovanni Iudice, Mariangela Levita, Enrico Lombardi, Marco Mazzoni, Valentino Menghi, Luka Moncaleano, Andrea Nicodemo, Giorgio Ortona, Ozmo, Marco Petrus, Mauro Reggio, Enrico Robusti, Andrea Rossi, Livio Scarpella, Paolo Schmidlin, Serginho, Cristiano Tassinari, Giuseppe Veneziano, Andrea Zucchi.

Scrittori in mostra e in catalogo

Edoardo Albinati, Pietro Bottai, Argàno Brigante, Gaetano Cappelli, Piero Colaprico, Chicca Gagliardo, ivan, Carlo Lucarelli, Maurizio Matrone, Federico Moccia, Ana Pedroso, Tommaso Pincio, Andrea G. Pinketts, Gabriele Romagnoli, Fabio Santopietro, Annamaria Sbisà, Tiziano Scarpa, Maurizio Sciaccaluga, Flavio Soriga, Lorenzo Viganò. Catalogo Testi di Albinati, Bottai, Brigante, Cappelli, Colaprico, Gagliardo, ivan, Lucarelli, Matrone, Moccia, Pedroso, Pincio, Pinketts, Romagnoli, Santopietro, Sbisà, Scarpa, Sciaccaluga, Soriga, Viganò.

Per informazioni: 02 36517481 info@italianfactory.biz



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Ros

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Inviato - 01/11/2008 :  17:21:40  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore


IL NISSENO SALVATORE VITALE IN FRANCIA

ISTITUT CULTURAL ITALIEN de GENOBLE

Patrocinio

Città di Torino
Provincia di Torino


Vous prie de bien vouloir assisterau versnissage de l’exposition
5 novembre à 18 h 30
au 5 dècembre 2008


«OGGETTI: TRA REALISMO E SIMBOLISMO»

OPERE STORICHE DEGLI ANNI OTTANTA di Salvatore Vitale


“Incido dentro una pietra la stella delle tue forze” -Paul Eluard

L'intenso, vibrante, pulsante discorso pittorico di Salvatore Vitale è caratterizzato da una costante ricerca tra quotidianità rivisitata e impegno sociale, tra gli anni d'insegnamento e la progettazione e realizzazione di monumenti dedicati al lavoro dell'uomo, ai caduti sul lavoro, all'attenzione rivolta all'Oriente.
Pittura, scultura, grafica, per delineare il senso profondo di un tempo in continua evoluzione, dove l'indagine degli artisti non si accontenta di definire forme e immagini accattivanti, ma ogni rappresentazione diviene il luogo della memoria, della rivendicazione, della denuncia.
Vitale non perde mai di vista il determinante valore della cultura, della storia dell'umanità, della insinuante scoperta di un segno che incide sulla trasformazione del pensiero, della volontà di trasmettere interiori sensazioni, della capacità di tradurre un'idea in colore o materia.
Per questo significativo appuntamento nelle spazio espositivo dell'Istituto Italiano di Cultura di Grenoble, Vitale ha selezionato un ciclo di opere che rispecchiano un'esperienza maturata negli anni Ottanta in cui gli oggetti esprimono una visione tra realtà e simbolismo.
Un macchina per scrivere, un indumento intimo, un interno, costituiscono gli elementi di un racconto legato alla neo-figurazione della seconda metà del Novecento di scuola italiana, alla definizione di una successione di impressioni, di emozioni, di oggetti che sembrano richiamare i versi surreali e musicali di Jacques Prévert o di Jorge Luis Borges («Al di là della porta un uomo fatto/ di solitudine, di amore e tempo») o ancora di Cesare Pavese:«Il mattino è trascorso/ e la fabbrica libera donne e operai».
Uomini, donne, incontri per una stagione che rinnova i segnali di una società in evoluzione, mentre l'immagine evocata scandisce le tappe di una realtà fissata sulla tela come un graffito o una testimonianza. -Angelo Mistrangelo (Critico e storico dell’arte).


Il pensiero dell’autore Salvatore Vitale

Le opere che presento a Grenoble sono opere degli anni ottanta, il titolo della mostra e il termine sono riferiti agli anni ottanta, opere con un riferimento preciso e inequivocabile. Sottrarre gli oggetti alla loro funzione organica, portando la loro forma reale in un contesto spaziale quello della tela, già Marcel Duschamp con le sue opere, aveva dato inizio a queste espressioni dando origine alla corrente artistica del dadaismo. Le mie opere non sono certamente opere dada, perché Duschamp con le sue composizioni, non aveva fatto altro che prendere gli oggetti di produzione industriale tipo ruote di biciclette, gabinetti, lampadine tutti oggetti del quotidiano che diventano opere d’arte tridimensionali. Io con la mia pittura, e i miei oggetti, simbolo del quotidiano, ho voluto rappresentare una realtà: concreta, visibile e riconoscibile dal mondo. Le opere di Duschamp sono definite sculture, le mie sono opere pittoriche, di prodotti industriali che nascono dalle mani degli uomini, oggetti usuali e fabbricati in serie. Molti di questi oggetti sono ormai in disuso perché la moda cambia ma non mutano i ricordi, quelli rimangono. Definisco questi miei dipinti “il battesimo dell’oggetto reale e usuale che diventa simbolo.” Non dimentichiamo che il termine realismo e simbolismo veniva usato anche nel primo ottocento; indicando quel grande movimento che si contrapponeva al sentimentalismo tardo romantico. Gli artisti dell’ottocento erano molto attenti ad una nuova esigenza, per esempio alle mutate condizioni sociali, economiche e politiche del tempo che vedeva l’affermarsi della borghesia capitalistica, la diffusione del proletariato urbano e di conseguenza la nascita delle lotte di classe. Tutto questo però succedeva in modo particolare in Francia, con i suoi maggiori artisti, che hanno rappresentato quel realismo e simbolismo ottocentesco francese, che sono: Corot, Daumier, Millet, Courbert; mentre in Italia una delle figure di grande rilievo fu Giovanni Fattori. Anch’io, faccio riferimento all’industria e alla sua evoluzione, in particolare il periodo degli anni del millenocentoottanta, quando la tecnologia aveva raggiunto uno sviluppo elevato e il consumismo raggiungeva l’apice, un percorso tutto in salita, diffondendosi su tutto il pianeta, espandendosi in quasi tutti gli strati sociali. Sono questi i temi e gli oggetti che ho voluto rappresentare, oggetti di facile uso e consumo quotidiano, di una realtà prevalentemente contemporanea. Oggetti reali diventati simbolo della vita quotidiana, molti sostituiti dalla tecnologia e dal continuo cambiamento della moda. Alcuni degli oggetti che rappresento sono in disuso come la bottiglietta d’inchiostro affianco alla vecchia macchina da scrivere, simboli sostituiti dal computer e dalla stampante a laser, il cappellino rosso della signora benestante ironicamente abbandonato, ricordano un tempo ormai lontano. Gli indumenti intimi che vedete, potrebbero rappresentare per qualcuno la sensualità, non è proprio così, è un omaggio alla donna e ai suoi indumenti intimi che ironicamente li ho voluti affiancare a oggetti maschili, creando un rapporto molto intimo tra un uomo e una donna. In queste opere chi vuole potrà vederci tutto quello che desidera: la politica, il sesso, la tecnologia, il consumismo. Una descrizione degli anni ottanta dove ognuno vedrà qualcosa che gli appartiene o gli apparteneva, che ha perso o conserva gelosamente in un armadio o in un cassetto, per esempio la vecchia macchina da scrivere, la scrivania rossa, le vecchie padelle, il vecchio telefono sostituito dal cellulare, il famoso cappello nero e la sciarpa rossa, oggetti simbolo di Federico Fellini quando ha girato il film 8 ½. Tutti oggetti simbolo e reali che noi reputiamo “inutili” che se non fossero esistiti e usati nel nostro quotidiano il progresso non si sarebbe sviluppato. Queste opere, rappresentano l’attualità economica e tecnologica, un messaggio senza scegliere l’impegno politico come giustamente ha fatto Daumier con le sue caricature, Corrot, Millet o Courbert; con i loro quadri denuncia, e di scelta di impegno politico, le loro opere esprimevano la lotta antimonarchica e antiborghese di quegl’anni. Anche le mie opere sono denunce, altrimenti non sarei un artista. In questa mostra lo spettatore vedrà delle opere realizzate con totale spontaneità e libertà di visione, sempre nel rispetto dei valori umani, del clima e atmosfera degli anni ottanta. Questo significa che la mostra bisogna guardarla a trecentosessanta gradi per trovare quello che tu osservatore cerchi.

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Rosario Riggio
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Ros

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Inviato - 11/11/2008 :  00:02:45  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

ATTILIO GERBINO A CALTAGIRONE

GALLERIA LUIGI GHIRRI FOTOGRAFICA CALTAGIRONE CT

La Galleria Fotografica Luigi Ghirri, impegnata da circa un decennio nella diffusione della cultura fotografica in Sicilia, presenta un calendario di appuntamenti culturali – tra contaminazioni di immagine e scrittura – ideati da Maria ATTANASIO, Sebastiano FAVITTA e Attilio GERBINO e denominato

gli INCROCI POSSIBILI alla GHIRRI

Crocevia e Agorà degli incontri la Corte Capitaniale – nei suoi spazi espositivi – dove la Galleria Fotografica Luigi Ghirri opera da tempo promuovendo, in sinergia con svariate realtà associative e istituzionali, mostre fotografiche ed eventi culturali che si propongono come specchio e plurale chiave di lettura del contemporaneo. Con la presentazione di Maria ATTANASIO e Attilio GERBINO, il calendario propone il secondo degli appuntamenti per sabato

15 novembre 2008 ore 18.30 -CORTE CAPITANIALE via Duomo 11 INCONTRO con L’AUTORE

Elvira SEMINARA, L’indecenza.
Edizioni Arnoldo Mondadori, 2008.
Nota introduttiva a cura di Maria ATTANASIO e Guido NICASTRO.
Maria CHIRCO, Fotografie.
Riflessioni di Sebastiano FAVITTA e Attilio GERBINO.

Incroci sonori:

Baldassarre COSENTINO, voce recitante;
Miriam MUNDA, tastiera;
Nunzia SPAGNOLO, voce recitante.

INFORMAZIONI
- Sebastiano FAVITTA 334 3358978 - favitta.sebastiano@tiscali.it
- Attilio GERBINO 333 2419089 - attiliogerbino@libero.it

SPAZIO ESPOSITIVO
- Via Duomo 11 c/o Corte Capitaniale, 95041 CALTAGIRONE CT


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Rosario Riggio
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Ros

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Inviato - 29/11/2008 :  15:21:52  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

Attilio Gerbino e Sebastiano Favitta portano, in mostra, le foto di Arturo Patten a Riesi

Mostra fotografica al Servizio Cristiano -Istituto Valdese di Riesi

InFONDOagliOCCHI -Fotografie di ARTURO PATTEN

La Galleria Fotografica Luigi Ghirri di Caltagirone CT, impegnata da un decennio nella diffusione della cultura fotografica in Sicilia con la cura e l’allestimento di mostre fotografiche, l’organizzazione di eventi culturali e la pubblicazione di cataloghi, in sinergia e col sostegno del Servizio Cristiano – Istituto Valdese di Riesi – e la curatela di Sebastiano FAVITTA e Attilio GERBINO, espone a Riesi le fotografie di Arturo Patten.

Lo SPAZIO ESPOSITIVO si trova nella ex Scuola meccanica, Servizio Cristiano, Istituto Valdese, via monte degli ulivi 6, 93016 Riesi CL. Per i contatti telefonare allo 0934 928123 o scrivere al fax + 39 0934 922906, Emai: info@serviziocristiano.org; Web: serviziocristiano.org
Per appuntamento è possibile concordare visite guidate e orari.

Ingresso libero

DATA DI VERNISSAGE: sabato 06.12.2008, ore 18.30. DATA DI CHIUSURA: venerdì 09.01.2009. ORARI DI APERTURA: lun./ven. 9.00 -12.30, 14.00 -17.00

PATROCINI
Servizio Cristiano Istituto Valdese RIESI CL, Galleria Fotografica “Luigi Ghirri” CALTAGIRONE CT, Association “Arturo Patten” PARIGI

CURATORI
Sebastiano FAVITTA, favitta.sebastiano@tiscali.it Attilio GERBINO, attiliogerbino@libero.it.

APPARATO CRITICO
Marina BENEDETTO, Piero CARBONE, Nicolò D’ALESSANDRO, Angelo DI GARBO, Claudio FAVA, Sebastiano FAVITTA, Gianluca FIUSCO, Attilio GERBINO, Jérôme GODEAU, Pippo PAPPALARDO, Angelo PITRONE e Antonio TABUCCHI.

COORDINAMENTO, ALLESTIMENTO E GRAFICA
Sebastiano FAVITTA e Attilio GERBINO

TRADUZIONI
Vera VERDIANI

RINGRAZIAMENTI
Edith de la HÉRONNIÈRE, IMEC – Institut Mémoire de l’Édition Contemporaine – di Caen e gli amici dell’Association “Arturo Patten” di PARIGI.

Rosario Riggio
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Inviato - 02/12/2008 :  15:21:00  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

InFONDOagliOCCHI -Fotografie di ARTURO PATTEN


Su Arturo PATTEN

"... Ho cercato la vita in Sicilia e la morte ha mostrato il suo volto.
Vi ho incontrato sguardi a perdita d'occhio ... in Sicilia mi attendeva un mare di sguardi.
Non erano indiscreti né curiosi, ma abitati da una sorta di franchezza istintiva, talvolta accompagnata dal riso"
Edith de la HÉRONNIÈRE, Dal vulcano al caos. Diario siciliano, L’Ippocampo, 2004

Dopo le mostre di Garches, Vézelay, Caen, Agrigento, Parma, Modica, Palermo, Aix-en-Provence, Genova, Marsiglia e Grenoble sono in esposizione a Riesi, nello spazio della ex Scuola meccanica del Villaggio Valdese – prestigiosa architettura organica di Leonardo Ricci –, i trentaquattro ritratti in bianco e nero di siciliani impegnati nel mondo della cultura e dell’arte che il fotografo americano Arturo Patten ritrasse negli anni novanta. Le immagini in mostra provengono dall’IMEC – l’Institut Mémoire de l’Édition Contemporaine – di Caen, in Francia, grazie alla sensibilità e disponibilità di Edith de la Héronnière, la scrittrice e filosofa francese, legata al fotografo da profonda amicizia.
La mostra, ideata nel 2004 dal Centro culturale Pier Paolo Pasolini di Agrigento, presenta al pubblico la produzione tarda del fotografo americano che in questa ricerca esprime una grande sensibilità artistica attraverso la scelta di anteporre, nella maggior parte delle trentaquattro immagini, i volti paradigmatici di questi siciliani allo sfondo scuro che, ritagliandone nettamente i contorni – quasi un poetico e suggestivo omaggio agli intriganti ritratti di Antonello da Messina –, fa convergere l’attenzione dell’osservatore sui dettagli e sulla profonda intensità di questi sguardi.
“Sono siciliano” era solito ripetere Patten, il grande fotografo ritrattista nato in California nel 1939, amico dello scrittore americano Russel Banks e del regista Federico Fellini. Dopo l’esordio come attore presso l’Actor’s Studio di New York, a ventinove anni lascia gli Stati Uniti per trasferirsi in Europa e da qui comincia a viaggiare per il mondo fermandosi anche in India, quindi in Francia e, dal 1970, a Roma.
Scoperta tardi la passione per la fotografia ed in particolare per il ritratto, studiato traendo ispirazione dal taglio e dalle pose tipiche della pittura rinascimentale italiana, Arturo Patten pubblica regolarmente le sue foto, tra gli altri, sul quotidiano francese Le Monde e sugli italiani La Repubblica e Il Messaggero prima che i suoi reportage, vere istantanee sui quartieri popolari di Roma o di piccole città italiane e americane, vengano riconosciuti e apprezzati.

Se nei suoi ritratti, il fotografo americano, evidenzia un forte richiamo alla scrittura di Marguerite Yourcenar e alla cinematografia del regista russo Andreij Tarkovskij, di lui Salvatore Silvano Nigro – uno dei soggetti ritratti in mostra, docente di letteratura italiana moderna e contemporanea alla Scuola Normale di Pisa – ha detto “Come fotografo, Patten era improvvisato, non apparteneva a nessuna scuola: lui la foto se l'è inventata".

Purtroppo nel marzo del 1999 Arturo Patten decide di togliersi la vita ad Agrigento.
Oggi le sue spoglie riposano nella nuda terra del piccolo cimitero di Montaperto.
I suoi archivi sono conservati nell’abbazia d’Ardenne in Normandia – sede dell’IMEC l’Institut Mémoires de l’Edition Contemporaine – e nelle collezioni della Bibliothèque Nationale de France a Parigi.

"Da quante punte di freccia può essere straziato un uomo?
Qual è il limite oltre il quale il dolore non è più sostenibile?"
Andrea CAMILLERI

Sebastiano FAVITTA e Attilio GERBINO

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Ros

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Inviato - 05/02/2009 :  18:41:56  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

Giò

Intervista ad un artista di Riesi: Giò Calascibetta, paesaggista, fotografo ritrattista in bianconero.

Giò è un artista della fotografia di grande sensibilità, che negli anni ha esposto in numerose mostre le sue opere fotografiche.

Lo incontriamo nel suo regno, il suo studio personale, in un’atmosfera resa avvolgente da un delicato sottofondo musicale e circondati da ciò che lui stesso ama definire “i suoi figli”: le sue fotografie.

Come e quando nasce la tua passione fotografica?
La mia vocazione l’ho scoperta quasi per caso, grazie all’amore per la musica. In passato, infatti, ho lavorato in radio e così mi sono accorto di rimanere come affascinato dalle copertine dei dischi… pensavo che mi sarebbe piaciuto molto realizzare delle immagini così particolari.
Cos’è per te la fotografia?
Per me è tutto. È una passione grande, grazie alla quale vado avanti anche nei momenti difficili della mia vita. La fotografia mi riempie la vita. Per me è medicina di vita. Adesso, la fotografia è la mia famiglia e i miei figli sono le mie opere.
Quali sono i tuoi soggetti preferiti?
Tra i miei soggetti preferiti ci sono sicuramente i paesaggi, soprattutto gli spettacolari tramonti siciliani ma anche monumenti ed architetture particolari, still life. Io sono anche ritrattista: amo ritrarre le persone comuni, nella loro naturalezza. Nel mio percorso ho però fotografato un po’ di tutto, prediligo sempre il bianco e nero ma anche valorizzando i colori nel riprendere, per esempio, il folklore delle feste padronali in giro per la Sicilia e naturalmente le processioni della settimana Santa riesina.
Come riconosci un buon soggetto, un bel panorama, come decidi di scattare una foto?
Mi lascio sempre guidare dal cuore, dalla mi a sensibilità. Riprendo i miei soggetti al naturale, non costruendo nulla. Cerco in questo modo di trarre il meglio dai miei soggetti, la loro vera essenza, la loro espressività.
Nell’era del digitale tu preferisci ancora oggi continuare a lavorare con pellicole e camera oscura, sicuramente con notevoli costi è difficoltà. Perché? Una fotografia realizzata in modo artigianale quali emozioni può suscitare rispetto ad una foto ritoccata al computer?
La fotografia artigianale e soprattutto, secondo la mia personale esperienza, quella realizzata in bianco e nero, con un gioco di luci e ombre, è più viva rispetto alle foto realizzate con l’aiuto del computer che mi appaiono più fredde, più impersonali. Il prodotto artigianale invece è assolutamente unico e reca l’impronta personale di chi l’ha realizzato.
Sei stato definito un “poeta della fotografia”. Cosa rende poetica la tua fotografia?
Quello che suscita in me grandi emozioni sono le espressioni diverse dell’essere umano che grazie alla fotografia posso firmare per sempre. Questa è per me vera poesia.
Attraverso l’obiettivo allora possono essere riscoperti e valorizzati particolari nascosti e dettagli che il nostro sguardo non sa cogliere?
Si, esattamente, perché oggi si va veloci, non ci si ferma a riflettere, ad osservare quello che ci circonda. Con la fotografia si immortalano delle immagini per sempre, si scopre la bellezza nascosta ovunque, persino nella spazzatura.
Pensi di poter esprimere pianamente il tuo talento nella nostra comunità?
No, perché sento sento che non mi danno modo di esprimermi. Nessuno è profeta al paese proprio.
Cosa consigli a chi si vuole accostare al mondo della fotografia?
Consiglio a chi ha questa passione di non arrendersi mai davanti alle difficoltà perché occorre fare una lunga gavetta e soprattutto di avere sempre tanta umiltà.
Per concludere, chi è Giò Calascibetta: un ottimo osservatore, un artista, un sognatore?
Si. Sono un sognatore.

Alessandra Giusi Scaglione
Master in giornalismo -Cl
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Ros

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Inviato - 08/04/2009 :  15:07:07  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore


Giuseppe Veneziano espone all'Angel Art Gallery di Milano

Italians do it better

La mostra Italians do it better (gli italiani lo fanno meglio) inaugura la nuova sede della Angel Art Gallery nel quartiere Isola di Milano, cuore pulsante dell’Arte contemporanea nel capoluogo lombardo. Come icona di riferimento dell’evento si è scelto di reinterpretare la famosa montagna americana “Mount Rushmore”, su cui sono scolpiti i 4 presidenti d’America più celebri; per l’occasione ai volti più noti sono stati sostituiti i ritratti dei nostri protagonisti: Luca Beatrice, Francesco De Molfetta, Giampiero Mughini e Giuseppe Veneziano. I due artisti Francesco De Molfetta e Giuseppe Veneziano, per la prima volta, si confrontano mettendo in mostra la loro percezione della realtà sia quotidiana che artistica, ognuno nel proprio ambito più congeniale: il primo attraverso la scultura ed il secondo attraverso il medium pittorico.
Scopo dell’exhibition è raccontare la situazione italiana di oggi attraverso una chiave di lettura dissacrante e sarcastica che accomuna i quattro personaggi. Temi trattati saranno la contaminazione tra la politica e la religione, il folklore del life style nostrano e la situazione economica attuale, tra lo sport e la grande responsabilità che gli artisti hanno nei confronti dell’Arte italiana. La curatela affidata a due personaggi pubblici di rilievo, Luca Beatrice e Giampiero Mughini, si pone come vero e proprio corto circuito tra l’universo artistico e quello mediatico, attraverso una conversazione-intervista tra i due che cercherà di rispondere al quesito suggerito dal titolo della mostra: Gli italiani lo fanno meglio?

Galleria Angel Art Gallery, Via Ugo Bassi 18,Milano
Tel (+39)02.36561745 Fax (+39) 02.36561240
info@angelartgallery.it; www.angelartgallery.it
Date:23 Aprile, 30 Giugno 2009. Inaugurazione, giovedi 23 aprile dalle ore 18.00. Orari, martedì – sabato 10.00/13.00 – 15.00/19.00. Artisti: Francesco De Molfetta e Giuseppe Veneziano Curatori:Luca Beatrice e Giampiero Mughini. [b]Catalogo in sede.
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Ros

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Inviato - 02/06/2009 :  11:39:17  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

MOSTRA DI PITTURA -LE QUATTRO STAGIONI

Inaugurazione sabato 6 giugno 2009 alle ora 17.00, presso la Scuola elementare di Borgone di Susa.
Espongono: Viviana Cattero, Hilary Lo Grasso, Riccardo Culatti, Elia Schettino.

Orari: sabato 6 giugno dalle 17 alle 22 e domenica 7 giugno dalle 14.30 alle 22.00

Rosario Riggio
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