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Ros

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Inviata - 30/06/2008 :  20:15:50  Visualizza il profilo  Scrivi una mail all'autore
Sport



Ros

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Inviato - 17/07/2008 :  12:55:38  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore


Rindone Andrea, calciatore baby bomber

Andrea Rindone, figlio del riesino Nino Rindone, nato il 7 maggio del 1998 a Ciriè (TO), inizia l’avventura calcistica con il Caselle Calcio (Pulcini ’98) all’età di cinque anni a mezzo.
Il primo anno, 2005/2006, è stato quello dei “primi calci”. Nel 2006/2007, il primo campionato, più i tornei, Andrea segna una sessantina di gol; nel 2007/2008, il secondo campionato, più i tornei, ne segna, di gol, una settantina.
Alcuni titoli e spunti di articoli di giornali locali mettono il luce le qualità del giovane calciatore: Il Risveglio (2007) – Caselle, Super Rindone. Rindone fa volare il Caselle. Il ’98 Andrea Rindone è andato in gol contro il Cit Turin.
Il Corriere sportivo (2008) - Il Caselle affonda il Madonna grazie a Rindone. (…) Rindone salta in velocità due avversari e fulmina il portiere con un tiro preciso sotto l’incrocio. (…). All’ultimo minuto del primo tempo doppietta personale anche per Rindone, che, con una perfetta finta salta un uomo e segna con un gran tiro (…).
Nel giugno del 2008 Rindone ha partecipato al Torneo Bolzanettese Virtus, a Bolzanetto (GE), a cui hanno aderito il Caselle (TO), il Serra Riccò (GE), la squadra del vivaio del Genova e la stessa Bolzanettese Virtus (GE). Il Torneo è stato vinto dal Caselle, con sei gol segnati dal baby bomber Rindone.
La premiazione è stata fatta dal riesino Salvatore Riggio, Presidente del settore giovanile della Bolzanettese Virtus. Da settembre, per il campionato 2008/2009, Rindone inizia una nuova avventura con il Venaria (TO). -Rosario Riggio
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Ros

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Inviato - 23/02/2009 :  13:50:17  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

Andrea Rindone

Il Venaria Reale Calcio a Ginevra

La società A.S.D. Venaria Reale Calcio è stata invitata a disputare due incontri amichevoli, patrocinati dall'Assessorato allo Sport del Comune di Venaria per far conoscere la cittadina in Europa, con la Servette F.C.

Gli incontri si svolgeranno domenica 01/marzo/09 allo Stade de Balexert – Avenue du Pailly, 11 - 1219 Chatelaine. La prima sarà alle ore 14.30 con i Pulcini '98 sul terreno numero 4; la seconda alle ore 16.00 con gli Esordienti '97 sul terreno numero 1.

FABRIZIO LEONI
(Addetto Stampa)
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Ros

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Inviato - 11/02/2010 :  15:07:48  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore

SCHERMA DI BASTONE SICILIANO

Durante la presentazione a Settimo torinese del romanzo di Vindigni, “Il ritorno”, mi è stata presentata un’arte marziale siciliana. Non ero a conoscenza di questa forma di arte marziale siciliana e sarei curioso di sapere se esiste anche nelle nostre zone come tradizione nascosta, in particolare nel mondo agro-pastorale. -Rosario Riggio

L’arte del Bastone Siciliano è un aspetto delle tradizioni e della cultura del popolo siciliano. Infatti già all’epoca del Vespro Siciliano (1282 - rivolta del popolo contro gli oppressori dell’epoca, ossia gli Angioini) i Siciliani grazie anche all’uso del Bastone Siciliano cacciarono i soverchiatori. Da ricordare che in quel tempo era proibito tenere armi in casa e quindi il bastone era l’unico mezzo di difesa contro aggressori o sopraffattori. Perciò l’arte del Bastone Siciliano può essere inquadrata come un mezzo per la conservazione dell’onore, la lotta per la giustizia ed in alcuni sporadici casi la brama di primeggiare di alcuni praticanti. Il bastone deve essere raccolto nella stagione di riposo degli alberi, in inverno, alla fine del ciclo di luna calante, trattato al fuoco per togliere la corteccia, raddrizzato, messo ad asciugare in verticale, con un peso alla base dopo avere praticato un foro nel legno più lungo. I legni impiegati sono prevalentemente di ulivo selvatico, arancio amaro e sorbo. Inizialmente non vi era una scuola (tecnica) ben definita, che andò sviluppandosi nel tempo. Coloro che utilizzavano il gioco di bastone erano prevalentemente pastori, che spesso incrociavano (duellavano) per pascolare con il gregge in territorio altrui o venivano limitati nel pascolo. In altri casi tra confinanti fondiari il diverbio verbale sfociava nel duello di bastoni. Io personalmente ho conosciuto parecchie persone che mi hanno rivelato i propri personali combattimenti di bastone per la difesa dell’onore, che spesso terminavano con dita delle mani fratturate o malconce. Ho anche constato che parecchie persone anziane conoscono i colpi fondamentali dell’arte del Bastone Siciliano che tramandano, da generazione a generazione. Nel diciannovesimo secolo l’arte del Bastone Siciliano si praticava in maniera clandestina, ovvero era proibito praticarlo e quindi le sale (le attuali palestre) erano tenute nascoste. In queste pseudo-palestre vi era un Capo Bastone, l’attuale Maestro delle arti marziali, un Capo Sala, il vice Capo Bastone e poi tutti gli altri allievi di pari grado, quindi non esistevano le cinture colorate delle moderne arti marziali. Dopo la seconda guerra mondiale c’è stato un uso improprio del Bastone Siciliano il quale veniva utilizzato senza tanti scrupoli da mafiosi e gente poco affidabile. Però la cosa che più mi ha colpito e che ancora oggi esiste un alone di mistero per questa nobile arte, forse per la particolarità di maneggiare il bastone in maniera circolare, tipo un elica sia in senso verticale, orizzontale ed in diagonale abbinato all’aspetto coreografico e al modo di muoversi. L’arte del Bastone Siciliano comprende diversi stili a secondo che il bastone si utilizza con due mani senza che le stesse si allontanino dalla presa (Ruotato), con delle prese e dei colpi dati anche con una sola mano (comunemente detto alla “Messinese”), o con due mani che presentano delle dinamiche che si spostano lungo l’asse del bastone (Fiorato), particolarità queste di ogni scuola a seconda della provenienza geografica. Il Bastone Siciliano è praticato maggiormente nella Sicilia Orientale tra la Provincia di Messina e quella di Siracusa. Una delle Scuole più affermate è senza ombra di dubbio quella Catanese, in quanto è stata proprio questa a farsi conoscere come una delle più forti ed efficaci in tutto il meridione d’Italia nello scherma di combattimento del Bastone Siciliano.Un'altra particolarità di questi stili e che da Capo Bastone ad allievo ci sono state delle modifiche con delle aggiunte e con qualche eliminazione, in quanto ogni Capo Bastone con il tempo inseriva altre tecniche o combinazioni, che rispecchiano lo stile di appartenenza.La particolarità che collega i diversi stili e che non si può iniziare il combattimento se prima i due legni non si incrociano e che il combattimento in gergo viene denominato “tirata”. Un buon allievo nell’arte del Bastone Siciliano deve saper stare sotto la “tirata”, ossia deve avere il coraggio (u cori) di entrare sotto il legno ed arrivare prima, senza toccare il compagno; tutto ciò dopo anni e anni di allenamento costante nell’arte del Bastone Siciliano.Un altro elemento particolare delle scuole di Bastone Siciliano sono le forme, in quanto attraverso queste è possibile conoscere le particolarità dello scuola e potersi allenare da soli. Concludo con delle considerazioni personali: la scherma del Bastone Siciliano deve essere vista come: tradizione popolare (in molte famiglie dove c’è il senso dell’onore ancora oggi si pratica come tradizione da tramandare da generazione a generazione, ed è un aspetto distintivo della cultura Siciliana), arte marziale (sistema completo di combattimento con bastone) e di difesa personale applicabile in qualunque circostanza di aggressione, in quanto il Bastone Siciliano non è altro che un prolungamento degli arti superiori, quindi lo studio attento di questa nobile arte ci indirizza al vero combattimento a mani nude ed armati.Una particolare riconoscenza va al Capo Scuola nonché al Capo Bastone Triolo Luciano che ha saputo trasmettermi questa unica e tradizionale, nonché misteriosa disciplina, rendendola quasi una danza, sensibile ai veri ascoltatori del Bastone Siciliano ed ancora più efficace da come gli è stata a sua volta tramandata.

Carmelo DI NUZZO

Fonte - http://www.bastonesiciliano.com

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