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 Riesi ,la mafia e la politica
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Zi venè

344 Messaggi

Inviata - 10/10/2007 :  19:09:50  Visualizza il profilo  Scrivi una mail all'autore
Ero un sindaco scomodo.....e per questo mi hanno fatto le scarpette sciogliendo il consiglio per mafia.
per riscattare tutto ciò non solo mi candido di nuovo a sindaco ma proporro non una ma ben due liste civiche.....una amndo riesi (la ciaola) e l'altra ril riscatto per riesi ....una cosa del genere.....
STA BARDANA.......direbbe un amico riesino che le battute non mancano mai.
Politica, mafia ,interessi ecc eccc eccc meno male che questo benedetto paese non interessa a nessuno.
Amici virtuali non ditemi che non ve lo avevo detto.... nel mitico paese di riesi ci saranno più liste civiche e candidati a sindaco che abitanti.
alla faccia della democrazia ,della mafia ,dell'antimafia e di tutti i sdducei e farisei hahahahahahahahah w l'italia democratica e libera.
In questo bel paese può accadere di tutto e di più.
meditate gente meditate. un cordiale saluto dallo zi venè di genua

Ezio Maurici

pites

486 Messaggi

Inviato - 10/10/2007 :  23:26:23  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
VITTIMA DELLA MAFIA??????

Una sola domanda, racconti cosa ha fatto mai per poter fare la parte della vittima.
I problemi del paese non si risolvono certo con le sole affermazioni di rispetto della legalità e proclamando buoni propositi, ma lavorando e rischiando per il bene del paese e dei suoi cittadini.

pites
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Aristotele

2098 Messaggi

Inviato - 11/10/2007 :  15:25:04  Visualizza profilo
La stranezza una persona viene insignita Cav. della Repubblica per alti meriti sull'antimafia, oggi invece viene screditato, perchè nell'occhio del mirino,in quanto lo hanno visto a cena con un ex mafioso oggi pentito.

Due sono le cose, o lo Stato debba delle scuse, oppure che gli si revoca il titolo di Cav.

cordialmente



Arturo Testa
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pites

486 Messaggi

Inviato - 16/10/2007 :  10:02:30  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
PER OPPORTUNA MEMORIA DEL CAVALIERE








DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 gennaio 2006
Affidamento ad una commissione straordinaria della gestione del
comune di Riesi, a norma dell'articolo 143 del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto che con decreto del Presidente della Regione siciliana, in
data 14 dicembre 2005, e' stato preso atto della decadenza del
consiglio comunale di Riesi (Caltanissetta), per dimissioni della
maggioranza dei consiglieri;
Visto che con il citato decreto e' stato nominato un commissario
straordinario con il compito di esercitare le attribuzioni del
consiglio comunale;
Constatato che dall'esito di approfonditi accertamenti svolti dai
competenti organi investigativi son emersi collegamenti diretti ed
indiretti tra parte degli organi rappresentativi del comune di Riesi
e la criminalita' organizzata;
Rilevato che tali collegamenti espongono l'amministrazione stessa a
pressanti condizionamenti, compromettendo la libera determinazione
degli organi ed il buon andamento della gestione comunale di Riesi;
Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai
condizionamenti esterni della criminalita' organizzata arreca grave
pregiudizio allo stato della sicurezza pubblica e determina lo
svilimento delle istituzioni e la perdita di prestigio e di
credibilita' degli organi istituzionali;
Ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento
e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario
far luogo allo scioglimento degli organi ordinari del comune di
Riesi, per il ripristino dei principi democratici e di liberta'
collettiva;

Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e'
allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 24 gennaio 2006, alla quale e' stato debitamente
invitato il Presidente della Regione siciliana;
Decreta:
Art. 1.
La gestione del comune di Riesi (Caltanissetta), il cui consiglio
e' stato dichiarato decaduto con decreto del Presidente della Regione
siciliana, e' affidata per la durata di diciotto mesi alla
commissione straordinaria composta da:
dott.ssa Anna Maria Polimeni - viceprefetto;
dott.ssa Michela La Iacona - viceprefetto aggiunto;
dott.ssa Isabella Giusto - direttore amministrativo contabile.


Art. 2.
La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita,
fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le
attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al
sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime
cariche.
Dato a Roma, addi' 26 gennaio 2006
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Pisanu, Ministro dell'interno
Registrato alla Corte dei conti il 6 febbraio 2006
Ministeri istituzionali - Interno, registro n. 1, foglio n. 256


Allegato
Al Presidente della Repubblica
Il comune di Riesi (Caltanissetta), i cui organi elettivi sono
stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 25 maggio
2003, presenta forme di ingerenze da parte della criminalita'
organizzata che compromettono l'imparzialita' della gestione e
pregiudicano il buon andamento dell'amministrazione ed il regolare
funzionamento dei servizi
.
Gia' in precedenza l'ente era stato destinatario di un
provvedimento di scioglimento per infiltrazioni mafiose, adottato con
decreto del Presidente della Repubblica del 16 ottobre 1992, ai sensi
del decreto-legge 31 maggio 1991, n. 164, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 luglio 1991, n. 221.
Al fine di verificare possibili condizionamenti della
criminalita' organizzata nell'attivita' amministrativa dell'ente, il
prefetto di Caltanissetta ha disposto, con provvedimento in data
24 agosto 2005, l'accesso presso il comune di Riesi, ai sensi
dell'art. 1, quarto comma, del decreto-legge 6 settembre 1982, n.
629, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 ottobre 1982, n.
726, e successive modificazioni ed integrazioni.
Nel corso della fase conclusiva dell'attivita' ispettiva e' stata
emessa dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta un'ordinanza di
custodia cautelare in carcere, in data 15 novembre 2005, nei
confronti di numerose persone ritenute responsabili a vario titolo,
del reato di cui all'art. 416-bis, c.p. e di altre fattispecie
criminose, tra i quali anche il presidente del consiglio comunale di
Riesi, la cui elezione, secondo quanto emerge dalle suddette
risultanze investigative, non sarebbe stata scevra da pressioni
esterne.
A seguito del suddetto provvedimento giudiziario, la maggioranza
dei consiglieri e degli assessori comunali hanno rassegnato le
dimissioni dalla carica e, pertanto, il Presidente della Regione
siciliana, con decreto in data 14 dicembre 2005, ha disposto la
decadenza del consiglio e la contestuale nomina di un commissario
straordinario in sostituzione del consiglio.
Gli accertamenti svolti dalla commissione d'accesso, confluiti
nella relazione resa in data 22 dicembre 2005, cui si rinvia
integralmente, nonche' dagli organi investigativi, nell'avvalorare
l'ipotesi della sussistenza di fattori di inquinamento dell'azione
amministrativa dell'ente locale a causa dell'influenza della
criminalita' organizzata fortemente radicata sul territorio, pongono
in risalto come, nel tempo, l'uso distorto della cosa pubblica si sia
concretizzato nel favorire soggetti collegati direttamente od
indirettamente con gli ambienti malavitosi.
Sono emerse sia una fitta rete di frequentazioni e parentele di
alcuni amministratori e dipendenti con soggetti raggiunti
dall'ordinanza di custodia cautelare o comunque collegati a sodalizi
mafiosi, sia una gestione amministrativa fortemente caratterizzata da
irregolarita', incongruenze ed anomalie, in materia di appalti
pubblici e nel settore edilizio.
In tali settori, nei quali notoriamente si annidano gli interessi
illeciti ed i tentativi di infiltrazione della criminalita'
organizzata, le gravi anomalie ed irregolarita' riscontrate, quali
l'inadeguata pubblicita' del bando, l'ammissione di offerte oltre il
termine, le alterate modalita' di protocollazione delle offerte,
lasciano ragionevolmente ipotizzare che le stesse siano espressione
di un disegno organico finalizzato al precostituito obiettivo di
dirottare le pubbliche risorse finanziarie verso imprese selezionate,
contigue ad esponenti mafiosi.
Sintomatici del radicato intento di condizionare l'attivita'
amministrativa sono, altresi', i numerosi episodi delittuosi
registrati nel comune di Riesi a partire dal 2003, che hanno colpito
beni dell'ente locale - palazzo municipale, palestra comunale, scuole
pubbliche - e di altri soggetti istituzionali, determinando un
allarme ed una diffusa percezione di insicurezza da parte della
collettivita' locale.
Anche la struttura burocratica non e' risultata esente da legami
con esponenti della criminalita' organizzata, oltre ad essere
responsabile di un sistema gestionale volto a privilegiare la cura di
interessi estranei al perseguimento delle finalita' pubbliche.
In particolare, punti stabili di riferimento all'interno della
struttura comunale per il sodalizio criminale dominante sono
risultati sia il suddetto consigliere, destinatario della predetta
ordinanza di custodia cautelare, sia un dipendente cui e' stato
conferito l'incarico di responsabile di un delicato settore, in
carenza dei requisiti previsti dalla legge.
La circostanza che il predetto amministratore si sia adoperato
stabilmente in favore delle consorterie criminali, con l'ausilio del
predetto dipendente, emerge dalla vicenda relativa al servizio di
refezione scolastica affidato dal comune ad una cooperativa, che tra
l'altro si avvale tra i fornitori di soggetti legati ad una famiglia
mafiosa locale. In particolare, pur in presenza di accertate
violazioni delle disposizioni che impongono di individuare tutti i
fornitori degli alimenti somministrati, il dipendente ha omesso di
adottare i dovuti provvedimenti sanzionatori a carico della
cooperativa. La situazione di favoritismo, gia' riscontrata per
l'anno 2004, si e' ripetuta anche nell'anno successivo in quanto la
stessa ditta e' risultata aggiudicataria dell'appalto in carenza dei
controlli sulla presenza dei richiesti requisiti igienico sanitari.
Altra vicenda anomala riguarda la gestione del civico acquedotto
affidata nel corso degli anni ad una impresa individuale, il cui
titolare e' ritenuto associato all'organizzazione mafiosa del clan
dominante. Per la gestione del suddetto servizio, pur essendo state
esperite procedure di pubblico incanto, nella quasi totalita' dei
casi ha partecipato un'unica ditta, che si e' aggiudicata l'appalto
con percentuali di ribasso esigue. Inoltre, la base d'asta fissata
dal comune appare strumentale alla sottrazione della procedura alle
piu' rigorose prescrizioni ed alla piu' ampia forma di pubblicita'
prevista dalla normativa di settore per gli affidamenti di valore
superiore, in relazione, inoltre, agli innumerevoli affidamenti
diretti alla medesima ditta di lavori di manutenzione, e' stato
rilevato dalla commissione che le procedure di somma urgenza sono
state regolarizzate spesso oltre i termini prescritti dalla vigente
normativa ed in assenza dei requisiti di urgenza e necessita' posti a
base delle procedure utilizzate.
La circostanza che l'ente non abbia previsto di affidare, con
apposita procedura di gara, il servizio di manutenzione del civico
acquedotto con durata stabile, cio' che avrebbe consentito di
contenere i costi, induce a ritenere che il ricorso alla procedura
d'urgenza sia stato strumentale alla precipua finalita' di mantenere
rapporti contrattuali in via esclusiva con un'unica societa'.
Nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani non
risultano emanate specifiche direttive per il regolare svolgimento
del servizio, come dimostra il fatto che ai relativi oneri l'ente ha
provveduto anche con il riconoscimento di debiti fuori bilancio.
Inoltre, non e' stato mai realizzato il monitoraggio dell'utilizzo
dei mezzi comunali per il conferimento dei rifiuti in discarica al
fine di ridurre gli oneri di noleggio, ne' sono state effettuate
indagini preventive di mercato al fine di valutare l'offerta piu'
economica prima di disporre l'effettuazione delle frequenti
riparazioni dei mezzi; del tutto assente risulta, altresi', la
valutazione della congruita' dei relativi costi. Anche il frequente
nolo degli autocompattatori, particolarmente oneroso per le finanze
dell'ente, presenta una serie di irregolarita' amministrative e
contabili che sembrano volte favorire sempre la stessa ditta.
Concorre a delineare una gestione svincolata dal perseguimento
dell'interesse pubblico anche la vicenda relativa all'approvazione,
da parte del consiglio comunale, del regolamento sui lavori pubblici
in economia che introduce un criterio di imprevedibilita' tanto
elastico da potersi considerare quale fattore sintomatico della
volonta' di perseguire interessi estranei alla sfera pubblica.
Dall'analisi della commissione ispettiva emergono altri ambiti di
anomale cointeressenze riferibili alla materia edilizia.
Infatti, dal maggio 2003 ad oggi sono stati effettuati solo sei
accertamenti di costruzioni abusive e, nella quasi totalita', i
controlli sono stati svolti su input esterni all'amministrazione
comunale. A seguito di tali accertamenti solo un immobile e' stato
acquisito al patrimonio dell'ente.
Nell'ambito dell'area contabile e' stata riscontrato un frequente
ricorso ai debiti fuori bilancio anche per sopperire a prevedibili
esigenze di ordinaria amministrazione. In materia di tasse e tributi
e' stato evidenziato un notevole fenomeno di evasione, con
particolare riferimento alla riscossione dei consumi idrici,
conseguente alla omissione degli accertamenti, dell'iscrizione a
ruolo, della riscossione e di eventuali provvedimenti coattivi.
Il complesso degli elementi emersi dall'accesso e dalle suddette
indagini manifesta che la capacita' di penetrazione dell'attivita'
criminosa ha favorito il consolidarsi di un sistema di connivenze e
di interferenza di fattori esterni al quadro degli interessi locali,
riconducibili alla criminalita' organizzata, che, di fatto, priva la
comunita' delle fondamentali garanzie democratiche e crea precarie
condizioni di funzionalita' dell'ente.
Il delineato clima di grave condizionamento e degrado in cui
versa il comune di Riesi, la cui capacita' volitiva risulta
assoggettata alla influenza dei locali sodalizi criminali,
l'inosservanza del principio di legalita' nella gestione dell'ente e
l'uso distorto delle pubbliche funzioni hanno compromesso le
legittime aspettative della popolazione ad essere garantita nella
fruizione dei diritti fondamentali, minando la fiducia dei cittadini
nella legge e nelle istituzioni.
La descritta condizione di assoggettamento necessita che da parte
dello Stato sia posto in essere un intervento, ben piu' incisivo
rispetto alla ordinaria fattispecie dissolutoria del consiglio
comunale, adeguatamente mirato a sostenere, in un piu' ampio arco
temporale, il ripristino della legalita' mediante il recupero della
struttura pubblica al servizio dei suoi fini istituzionali.
Pertanto, il prefetto di Caltanissetta, con relazione del
3 gennaio 2006, che si intende integralmente richiamata, ha proposto
l'applicazione della misura di rigore prevista dall'art. 143 del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Per le suesposte considerazioni si ritiene necessario provvedere,
con urgenza, ad eliminare ogni ulteriore motivo di deterioramento e
di inquinamento della vita amministrativa e democratica dell'ente,
mediante provvedimenti incisivi a salvaguardia degli interessi della
comunita' locale.
Per le caratteristiche che lo configurano, il provvedimento
dissolutorio previsto dall'art. 143 del citato decreto legislativo,
puo' intervenire finanche quando si siano verificate le situazioni
previste dall'art. 141, come nella fattispecie, a seguito delle
dimissioni rasseguate da oltre la meta' dei consiglieri,
differenziandosene per funzioni ed effetti.
La valutazione della situazione in concreto riscontrata, in
relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza criminale,
rende necessario che la durata della gestione commissariale sia
determinata in diciotto mesi.
Ritenuto, per quanto esposto, che ricorrano le condizioni
indicate nell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, per lo scioglimento del consiglio comunale di Riesi
(Caltanissetta), si formula rituale proposta per l'adozione della
misura di rigore.
Roma, 23 gennaio 2006
Il Ministro dell'interno: Pisanu



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Massimo Rosario Paterna

6 Messaggi

Inviato - 16/10/2007 :  11:32:04  Visualizza profilo
Caro Pites, PREMETTO CHE LUNGI DA ME DAL VOLER FARE L'AVVOCATO DELLA DIFESA A GENTE SU CUI SI POTREBBE DIRE DI TUTTO E DI PIU', ma non credi che dalla lunga papella citata (IN PARTE VERA) si evince demagogicamemte che i mafiosi di Riesi sono quasi quasi gli ex amministratori del paese e non diversi indagati dell'operazione "ODESSA"? Vuoi vedere che, in nome di un vecchia retorica, qualcuno avrà la bella faccia tosta da dire che gli indagati di "ODESSA" sono vittime della burocrazia giudiziaria?
Tra chi organizza e gestisce il crimine e la violenza e chi, invece, si trova costretto a dovere fare i conti con una società "malata" ne passa. Ci sono forse famiglie o politici siciliani (DI TUTTE LE FORZE POLITICHE) non collusi con un certo sistema?
Carissimo, a Riesi ci conosciamo tutti. Sappiamo tutto di tutti. Queste papelle saranno in parte descrittive, ma non afferrano in pieno quello che tutti i rijsani sanno. Non sono opera di indagini antropologiche o sociologiche e, soprattutto, non sono nemmeno il Vangelo. A mio avviso, partono da pregiudiziali e concludono con una "faciloneria" davvero unica. Ti pongo, pertanto, la seguente provocatoria domanda: MA CHI SONO REALMENTE MAFIOSI DI RIESI? Per favore, non mi rispondere gli amministratori "corrotti". Stimo e rispetto la tua intelligenza, per credere che anche tu possa semplicisticamente ricondurla ad una semplice "squadriglia" di cowboys senza ne testa e ne coda. "Arrubbaru lu sceccu e pinzammu a li capistra"? Tanti mafiosi e loro complici sono responsabili del "ratto di Riesi" e pensiamo..................
Saluti
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pites

486 Messaggi

Inviato - 17/10/2007 :  09:27:31  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
Caro Rosario, non voglio sottrarmi dal darti una risposta, ormai da tempo ho imparato ad assumermi le mie responsabilità ed a pagarne il prezzo in più occasioni.

Il nostro ragionamento sulla mafia potrebbe espandersi molto, dal momento che ha tante ramificazione ed interessi in ogni campo, oppure limitarsi all'approfondimento su aspetti singoli come l'intreccio mafia-politica che è quello che indirettamente condiziona tutta la società civile e rappresenta un peso insopportabile per la democrazia.

Sono convinto che alla base di ogni scioglimento di consiglio comunale e degli organi istituzionali democraticamente eletti, Riesi o altri comuni, non esista affatto un progetto segreto che si realizza in termini persecutori per questo o quell'altro sindaco (come qualche strillo d'aquila vorrebbe far credere).

A mio avviso si realizza anche una sofferenza da parte degli inquirenti che, con lo scioglimento, ammettono implicitamente che in quel territorio non lo Stato, ma un altro potere detta le sue leggi.

Discorso complesso che riprenderemo, ma vorrei ricordarti ciò che diceva Tullio Vinay a proposito del fascismo e della mafia: diceva che non potremo mai parlarne con sufficiente distacco e lucidità se prima non riusciremo a capire quanto ci sia in noi di fascista e di mafioso.

Perchè spesso, vedi, noi non condanniamo questi fatti e personaggi, anzi li ammiriamo e ci piacerebbe essere al loro posto.

cordialmente, pites
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Zi venè

344 Messaggi

Inviato - 17/10/2007 :  10:43:33  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
Carro pites più che qualche strillo d'aquila........direi qualche strillo di CIAOLA........come da simbolo della lista presentata.

Ps per le analisi di sociologia sul fenomeno mafioso a riesi e in sicilia rimando i signori ai testi elaborati da più fonti sociologiche che affrontano brillantemente il problema,sull'esercizio mentale dei vari Prof. Dott e company......NO COMMENT !!!

un cordiale saluto lu zi venè di Genua

Ezio Maurici
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Aristotele

2098 Messaggi

Inviato - 18/10/2007 :  14:11:58  Visualizza profilo
Non capisco, come mai a Catania, la disoccupazione prima era al 24% ed oggi tempo l'ultimo anno è scesa al 12,3%.

Eppure Catania come Riesi,il fenomeno Mafia esiste in ambedue le località:

Eppure il sindaco Scapagnini uomo di Berlusconi, non ha fatto affari con la mafia, anzi, ha dato un nuovo volto alla città.
In questi giorni i cittadini catanesi, elogiano l'evento, di una città che è ritornata a vivere, ed i numeri inducono a questo.

Allora smettiamola di dire, che nulla si puo' e niente si puo' fare.
A mio avviso ci vogliono persone nuove, e che hanno voglia di cambiare, lo abbiamo detto mille volte, ognuno ha la sua ricetta, ma far tornare un paese, nel senso civico e nella legalità, sono le prime basi, per poter cercare di far cambiare qualcosa.

Di gente a Riesi, che possono fare tutto queste c'è ne a iosa, invece chi oggi s è preposto, è gente vecchia, non anagraficamente ma politicamente, gente che ha fatto il suo tempo, non stà a me giudicare se positivo o negativo, in quanto la risposta la si puo' vedere palesemente.
Oggi Riesi è sotto terra, culturalmente, nell'amministrazione della cosa pubblica, e nella volontà di riemergere, la testa e portare il Paese nelle sue giuste Glorie.

cordialmente

Arturo Testa
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C.S.I.

954 Messaggi

Inviato - 18/10/2007 :  14:40:41  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
Aristotele ha scritto:

"Eppure il sindaco Scapagnini uomo di Berlusconi, non ha fatto affari con la mafia, anzi, ha dato un nuovo volto alla città."

ridere o piangere?


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Aristotele

2098 Messaggi

Inviato - 18/10/2007 :  15:09:29  Visualizza profilo
Per quanto mi riguarda puoi anche piangere, a me mi viene da ridere, delle cose che scrivi tu.

Tu fai quello che vuoi, in democrazia, ognuno fà quello che si sente.

I numeri sono questi, lo hanno anche supportato in un reportage di canale 5.

Riesi è rimasto sutta l'arbulu di pira, e la gente scappa ogni giorno di piu', a Catania, la disoccupazione è dimezzata, questa è realtà, poi se a te vien da ridere fallo pure, se ti viene da piangere, non sono vicino a te, per darti qualche fazzoletto.

cordialmente

Arturo Testa
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Aristotele

2098 Messaggi

Inviato - 18/10/2007 :  15:13:42  Visualizza profilo
E Visto che sei bravo, a mettere le immagini, cosa che io non riesco perchè incapace a farlo, metti pure l'intervista fatta da Cuffaro ieri sera alla trasmissione su LA7 condotta da Giuliano Ferrara, e vedrai come Cuffaro ne viene riabilitato e non screditato come a volte tu e tutti i sinistrati vorrebbero che fosse.

Su una cosa mi soffermo, a dire, perchè Cuffaro si incontra con Aiello, ed è processato per mafia, invece se Aiello esce con un Magistrato palermitano dell'anitmafia, invece non succede niente?

come mai se esce con Cuffaro, Aiello è un lestofante, invece se va a caccia e esce con il Magistrato Aiello è un galantuomo?

le solite due pesi e due misure.Il processo sul processo, la guerra tra i PM di Palermo, come diceva il senatore ieri sera.


cordialmente

Arturo Testa
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cosimo

472 Messaggi

Inviato - 08/11/2007 :  22:28:22  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
IL CAPO DEI CAPI
Nella fiction di canale 5 viene nominata una persona che rende Riesi sempre piu' "FAMOSO" solo per mafia e non per altro.
Giorni fa' ho conosciuto un persona anziana di Enna che quando gli ho detto di che paese ero la sua Risposta e stata Mafia.
Riesi non e solo mafia e anche altro.

Salutoni

Cosimo
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Aristotele

2098 Messaggi

Inviato - 09/11/2007 :  14:33:49  Visualizza profilo
Carissimo Cosimo, se pensi che invece 20 giorni fà nelle vicinanze di Tradate in provincia di Varese, c'era in un locale un cameriere di Corleone, ed appena ha sentito dire che eravamo di Riesi, la prima espressione è stata *******aaaaaaaaaaaaaaaa

Comunque è vero che nella Fiction hanno piu' volte menzionato il cognome di Di Cristina, ma non hanno mai detto che era di Riesi, quindi chi non lo sà non puo' farsene una brutta impressione di noi riesini.
Ma non c'era bisogno che menzionassero il cognome nella fiction, basta leggere qualsiasi libro che parla di mafia, è sicuramente troverai tutti i nomi, di quelli che hanno avuto a che fare con la mafia.

Comunque tengo a precisare, che Riesi, la Sicilia, e tutto il meridione, non è solamente Mafia o malaffare,ma la stragrande maggioranza di persone sono persone dediti al lavoro, alla famiglia, e alle Istituzioni.
Qua ci vorrebbe un trattato perchè bisogerebbe andare a cercare le motivazioni di questo negativismo che ha portato Riesi e tutto il meridione d'Italia, al malaffare e alla disoccupazione, che è l'ingrediente tra quelli principali, laddove la malavita attinge manovalanza.

cordialmente



Arturo Testa
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Poeta

698 Messaggi

Inviato - 09/11/2007 :  17:14:41  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
OLTRE IL PASSATO PAESE COABITATO DA PERSONE LEGATE ALLA MAFIA,CHE HA FATTO DESCRIVERE IL NOSTRO PAESE:SUI LIBRI - NEI FILM - DOCUMENTARI E TUTTO QUELLO CHE INFORMA,PAESE DI MAFIOSI.
OGGI CI SIAMO NOI ASSIEME AD'ALTRE ASSOCIAZIONI CHE CON MANIFESTAZIONI DI AGGREGAZIONE,CON STESURE DI LIBRI,CON FOTO,TESTIMONIANZE E TUTTO CIò CHE è LEGALE DIMOSTRIAMO AL MONDO INTERO CHE LE PERSONE DI BUONA VOLONTà SIAMO IN MANGIORANZA IN CONFRONTO DI COLORO CHE HANNO SCELTO LA STRADA DELL'ILEGALITà.
RIESI è SEMPRE STATO PER QUELLO CHE I MIEI OCCHI HANNO VISTO LE MIE ORECCHIE HANNO UDITO,I MIEI FAMIGLIARI ERANO E SONO,GENTE LABORIOSE,
E COME HO GIà DETTO UNA VOLTA PERSONE CHE HANNO SERVITO LO STATO INDOSSANDO UNA DIVISA E RISCHIATO DI MORIRE PER LA PATRIA.
ECCO COSA è STATO,COS'è E COSA SARà PER SEMPPRE RIESI PER IL SOTTOSCRITTO:CITTà DI UOMINI DI BUONA VOLONTà E GENTE PER BENE.
AGGREGAZIONE = LEGALITà COME PURE ONESTà.
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pites

486 Messaggi

Inviato - 09/11/2007 :  20:33:17  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore
PER FAVORE EVITIAMO DI CADERE NELLA TRAPPOLA DELLE GENERALIZZAZIONI.


Credo che sia opportuno guardare al passato per evitare di commettere gli stessi errori, ma è al presente che dobbiamo rivolgere la nostra attenzione.

La violenza e lo spirito di sopraffazione sono ancora ben radicati a Riesi e la stragrande maggioranza dei riesini li subiscono.
pites
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giovannav83

231 Messaggi

Inviato - 10/11/2007 :  14:11:24  Visualizza profilo
Sono daccordo con Pites e volevo aggiungere un antico proverbio che credo, in questo caso calzi a pennello: "FATTI L'ALLOMINA E VA CURCATI"!!!!
Con questo voglio dire che anche se a Riesi la maggiranza di cittadini è onesta, dedita al lavoro ecc...ci porteremo per sempre l'etichetta di mafiosi e di conseguenza quando si parlerà di Riesi, il risultato sarà RIESI UGUALE MAFIA!
Vi racconto questa: quando ero all'Università a Palermo qualche giorno prima di laurearmi sono entrata in un negozio per informarmi sui sacchettini delle bomboniere e quando il commesso mi ha chiesto da dove venivo, sentendosi rispondere Riesi ha detto:"Mi......!!!!!, qui a Palermo è molto famoso il suo paese, anche lì la mafia......".
Potete tutti immaginare la mia reazione: mi sono sentita offesa, delusa e principalmente molto arrabbiata! Ma la cosa peggiore è che per quanto noi tentiamo di andare avanti con la nostra onestà e per quanto tenteremo di costruire a Riesi qualcosa di buono, ci sarà sempre qualcuno che ci dipingerà in questo modo!
Quidi l'etichetta di paese NON FAMOSO BENSì FAMIGERATO sarà molto difficile eliminarla in tempi brevi! Purtroppo questa è la realta delle cose!
Saluti a tutti!

Giovanna Varisano
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