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 Edda e il Comunista
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sb

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Inviata - 04/10/2009 :  13:41:56  Visualizza il profilo  Scrivi una mail all'autore
La forza dell’Amore

EDDA E IL COMUNISTA





L'INCREDIBILE LOVE STORY
TRA LA FIGLIA DEL DUCE
ED UN DIRIGENTE COMUNISTA


I protagonisti sono:
EDDA MUSSOLINI VEDOVA CIANO...
E LEONIDA BUONGIORNO
E...
LIPARI



Questa storia assolutamente vera ma sconosciuta ai più
è venuta alla luce, dopo oltre sessanta anni,
grazie al giornalista scrittore Marcello Sorgi...
che l'ha scoperta per caso a Lipari... isola regina delle Eolie...
come un bellissimo gossip di fine guerra...
Una bruciante passione testimoniata da lettere e «pizzini»
gelosamente custoditi nell'armadio della «petite mal maison»
di contrada Timparozzo, che fu scenario di quel tormentato profondo rapporto.







EDDA CHE PERSONA E'?

Roma, anni Trenta. Potente e prepotente, inquieta, chiacchierata, adoratrice della dea della mondanità, Edda Ciano è la "contessa dei Parioli". Spregiudicata, stravagante, di non inespugnabile virtù, ama il gin, il poker, le sigarette forti, gli uomini più giovani, gli abiti audaci, i romanzi americani e le opere di De Chirico. Appartiene alla razza cui la quotidianità riserva solo scosse di piacere. La sua vita è una sfida alle regole, un divertimento, un romanzo. Il suo copione sembra scritto dal dio della fortuna. Poi, inevitabile, scatta il contrappasso: gli dei malevoli si vendicano e la sua lunga, elegante vacanza precipita in tragedia nelle cupe atmosfere del fascismo morente.
Salò, 1944. La ribelle dorata dei quartieri alti si trasforma in ribelle autentica, dalla maschera tragica. Donna "contro", orgogliosa ma sfinita dalla vita, lotta con tutte le sue forze per salvare Galeazzo. Implora, minaccia, gioca la carta dei Diari, maledice il padre tanto amato, piange tutte le sue lacrime. Invano. Ferita, furiosa, disperata, si rivela una donna vera, protagonista e vittima della Storia. Gli altri muoiono, lei sopravvive ma è una donna senza sorriso. Ha amato il marito Galeazzo, a modo suo, e glielo hanno portato via. Ha amato il padre Benito con tutta se stessa e lui l'ha tradita. Ha tanto amato e la vita l'ha portata a odiare: tragico capriccio del destino, che, impietoso, le ha chiesto il conto.
Nel settembre del 1945, a cinque mesi dalla fucilazione del padre Benito Mussolini e ventuno da quella del marito Galeazzo, Edda Ciano viene mandata al confino a Lipari.
La "sorvegliata speciale numero 1", come ama definirsi, è malata, depressa, chiusa nella solitudine. A 35 anni sembra una donna finita. Non sarà così.





CHI E' LEONIDA BUONGIORNO?

Figlio di don Edoardo Bongiorno, musicista, primo trombone cantabile della banda municipale di Lipari, socialista con Mussolini e poi così antifascista da essersi sempre rifiutato di suonare col suo trombone “Giovinezza” e da aver aiutato la fuga in motoscafo di Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti nel 1929, era ritornato da poco sull’isola.
Era stato Tenente degli alpini in Grecia e Francia, quindi orgoglioso partigiano nella Resistenza francese ed ex prigioniero dei tedeschi, era colto (laureato in Economia a Bologna, conoscitore di greco e latino) e romantico. E' a capo del Pci isolano... quando...





LA LOVE STORY

Abbiamo lasciato Edda triste e sconsolata al confino ma ecco che dal mazzo di carte del cangiante destino esce un jolly: Leonida Bongiorno, partigiano comunista, bello, alto, forte, colto, romantico.

Lei ha il fascino dell'inquietudine, la seduzione del mistero, l'appeal della dea pagana che fu.
La contessa lo corteggia subito, per stuzzicarlo lo chiama “Baiardo” (come il cavallo di Rinaldo) o “Lecret” (come il generale liberatore di Cuba nel 1898), e gli chiede di poter stare nella sua «casetta moresca» del Timparozzo che le ha «preso il cuore» e che ribattezzerà “Petite Malmaison” (come il castello regalato da Napoleone a Joséphine de Beauharnais dopo il divorzio).
Il loro nido.
Nelle lettere spesso lo provoca: «Mio adorabile allievo di sieur Palmiro»; «Continuate a essere comunista? Davvero?»...
Lui, un po’ in soggezione dinanzi a quella donna misteriosa, le dà il nome di Ellenica, le racconta epici episodi di guerra, leggende e miti delle Eolie, le declama a voce alta l’Odissea, che conosce a memoria. Soprattutto, la ragguaglia sul suo passato sentimentale, sulle sue tre storie d’amore degne di essere ricordate. Edda ricambia le confidenze, ricorda i tradimenti di Galeazzo, l’indifferenza del Duce («Una donna italiana fascista deve saper portare le corna»), e anche i suoi.


Presto l’amicizia, complici le gite in barca, i versi di Byron, la sbocciante primavera eoliana, senza però sottovalutare i succinti costumi da bagno della rifiorita e abbronzata 35enne, si trasforma. E poco prima della Pasqua del ‘46 i baci diventano più audaci, le carezze spinte, gli incontri bollenti. A Vulcanello il 16 marzo Baiardo la disegna nuda, dritta su una piccola roccia in mezzo al mare; un ritratto destinato, dopo il rientro a Roma, a una parete del bagno personale di Ellenica. Ormai il soldato conquistatore è cotto a puntino. Una sera le confessa: «Voi per me potreste essere la donna ideale!». Ma viene gelato: «È possibile che io lo sia per tutti gli uomini che si sono innamorati di me?».
Fra la figlia del Duce, la "fascistissima" Edda, e un uomo che orgogliosamente esibisce la tessera del Pci nasce una grande passione, un amore disperato.

Si incontrano, si corteggiano, si amano.
Baci dati e negati, fughe repentine, capricci di monella, parole sussurrate, poesie dedicate, sguardi persi nel vuoto, momenti di passionalità intensa, lettere, gelosia.
Una storia d'amore struggente, impossibile, che nasce e si consuma nelle magiche Eolie, inebriata dal profumo dei gelsomini, bagnata dalle acque blu di quelle isole vulcaniche, rincorsa sulle spiagge nere nei giorni di scirocco «bianco», il vento africano che toglie le forze e induce alla rilassatezza. E come tutte le storie d'amore, capace di superare ogni differenza e ideologia.
«La loro è una storia d'amore e di grande bellezza di vita isolana, un po' indigena, impensabile oggi.
Passavano le nottate a far l'amore sul terrazzo di casa, lei faceva il bagno in due pezzi...»




LA CONCLUSIONE DELLA STORIA


Nell'estate del ‘46, quando Edda, non più sottoposta al confino, per effetto dell'amnistia firmata da Togliatti, lascia l'isola, nonostante lo strazio della lontananza (e della gelosia), il loro rapporto non si interrompe:
"Mio carissimo e unico comunista", Edda scrive a Leonida "vi amo assai".

Ma non è la fine.
Si continuano a scrivere, tra gelosie e colpi di testa (lei si raperà a zero per protesta contro la nuova fidanzata, e futura moglie, di Leonida, Angela Cusolito, soprannominata “Chevelue” per i capelli ricci, e gli manderà una ciocca con un messaggio: «È tutto ciò che resta d’una razza che s’è spenta». Qualcosa di simile all’ultimo dei Moicani), si incontrano di nuovo a Lipari per tre settimane, fanno un viaggio clandestino al Nord...
Il loro è amore vero, ma i percorsi sono diversi.
Il vissuto... le diverse storie personali di vita però schiacciano questo amore totale benché sorprendente.

Lui non avrebbe mai lasciato la sua isola, lei non sarebbe mai andata a vivere laggiù...
Del loro amore resta un muro, scolpito nel 1971, a pochi metri dal ristorante “Filippino”, con i versi del canto XII dell’Odissea, in cui Circe indica a Ulisse due rotte impossibili per tornare a Itaca...

Una storia un po' folle, appassionata, ma forse pirandellianamente confusa nell'ambiguità fra il teatro e la vita, sfuma così in un'amicizia.
Dolce, malinconica, appesa a un raggio di sole, fino al tramonto.


Tratto da: Edda Ciano e il Comunista. L’inconfessabile passione della figlia del Duce
Autore: Marcello Sorgi


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