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 SIGNORE E SIGNORI...L'ORCHESTRA
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sb

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Inviata - 13/12/2008 :  12:18:30  Visualizza il profilo  Scrivi una mail all'autore
"LA MUSICA È UN'ALTRA ESPRESSIONE
DELLA NATURA VISIBILE UMANA CHE RACCHIUDE LESSENZA
DELLA GIOIA E DELLA SOFFERENZA UMANA"

S.M.M.




Tra non molto, ascolteremo alla radio o aseguiremo alla televisione, concerti per orchestra della quale possiamo vedere e ascoltare strumenti musicali che eseguono brani celebri come
"La pastorale" di Beethoven o "Le quattro stagioni" di Vivaldi e tante altre sinfonia.

sb




SIGNORE E SIGNORI...L'ORCHESTRA







I più grandi compositori della musica classica, infatti, hanno composto le loro più sublimi opere per orchestra sinfonica. Lo stile detto sinfonia, si impose nell'epoca classico-romantica ed era una composizione specifica per l'orchestra sinfonica. Ma veniamo adesso al significato di orchestra sinfonica. Una orchestra di grandi dimensioni è normalmente chiamata orchestra sinfonica o orchestra filarmonica; la differenza è che l'orchestra filarmonica è stata fondata dagli elementi che la compongono mentre nell'orchestra sinfonica i membri sono assunti tramite concorso. L'etimologia della parola viene dal teatro dell'antica Grecia, si tratta di un termine che indicava la zona compresa tra lo spazio dedicato al pubblico (usato da strumentisti e danzatori) ed il palcoscenico.
Un'orchestra sinfonica è composta di solito da 70 - 100 strumentisti (mentre una orchestra da camera ne ha al massimo una cinquantina).
Al giorno d’oggi le orchestre sono dirette da un direttore d'orchestra, ma in passato, ed anche per le piccole orchestre, spesso il direttore era semplicemente il primo violino o comunque un musicista impegnato anche nell'esecuzione e si limitava solo a segnare il tempo con la bacchetta.
I più grandi compositori della musica classica hanno composto opere per orchestra sinfonica. Tra i più importanti possiamo citare Haydn, Mozart, Beethoven, compositore quest'ultimo considerato di passaggio con il successivo periodo romantico, quando emersero esponenti come Schubert, Schumann, Chopin, Liszt, Wagner, Brahms e Berlioz.


La tipica formazione di un'orchestra sinfonica può essere strutturata come segue:
strumenti a corda: archi (da 16 a 38 violini, da 8 a 12 viole, da 8 a 12 violoncelli, da 5 a 8 contrabbassi) e arpa (cordofono a pizzico)
• legni (ottavino, 2 flauti traversi, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, clarinetto basso, 2 fagotti, controfagotto)
• ottoni (da 2 a 8 corni, da 2 a 5 trombe, 2 o 3 tromboni, trombone basso, tuba)
• percussioni (timpani, rullante- detto anche "cassa chiara" quando è usato in ambito classico - , grancassa, piatti, triangolo)
Più raramente l'orchestra sinfonica include anche:
• cordofoni a corde percosse (pianoforte)
• altre percussioni (celesta, xilofono, Glockenspiel)
• altri legni (flauto dolce, oboe d´amore, clarinetto piccolo, sassofono)
• altri ottoni (tromba piccola, tromba bassa, trombone contrabasso)







sb

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Inviato - 15/12/2008 :  23:01:52  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore





ARCHI

Gli strumenti ad arco, più comunemente definiti archi, sono strumenti della famiglia dei cordofoni, nei quali la vibrazione delle corde è sollecitata da un archetto su cui viene teso un fascio di crini di cavallo.

Lo sfregamento o la percussione dell'archetto sulla corda generano un suono di frequenza inversamente proporzionale alla lunghezza ed allo spessore del segmento di corda interessato. La cassa armonica ha una speciale rientranza su entrambi i lati, che consente al musicista di azionare agevolmente l'archetto sulle corde.
Dalla tessitura più acuta a quella più grave, gli archi attualmente sono:
Violino
Viola d'amore
Viola
Violoncello
Contrabbasso
Octobasso
Altre famiglie di strumenti ad arco sono stati usati nel passato, ma non sono più utilizzati nella musica del nostro tempo.
Tra questi c'è la viola da gamba, presente in 3 taglie principali, ciascuna con una differente tessitura (soprano, tenore e basso) più il cosiddetto violone (a sua volta in due differenti taglie ed accordature), che rappresenta il contrabbasso della famiglia.

Violino, viola, violoncello e contrabbasso costituiscono la base dell'orchestra sinfonica.

Gli strumenti ad arco sono anche definiti come appartenenti alla "famiglia delle viole". La "famiglia delle viole" nasce tra il Medioevo e il Rinascimento, quando con il termine "viele" si indicavano tutti gli strumenti suonati tramite l'utilizzo di un archetto. Successivamente,si distinsero due strumenti principali:la viola da gamba (simile al nostro violoncello) e la viola da braccio (simile a quella moderna).
La necessità però di avere uno strumento che potesse avere un suono più acuto venne soddisfatta quando l'abilità dei costruttori di corde arrivò al punto da costruire la corda più sottile,"il Mi".
Da lì nacque quindi una prima diramazione, il violino (viola più piccola, come dice il suo nome) che è accordato una quinta in più rispetto alla viola tradizionale, e quindi Sol, Re, La, Mi (e non Do, Sol, Re, La).
Una successiva diramazione venne col violoncello, derivato dal violone, che è accordato un'ottava sotto la viola, ma nonostante ciò ha un'estensione maggiore di essa, arrivando alle stesse note acute.
Il contrabbasso è stato l'ultimo passo. Il suo nome deriva da contro, che in musica indica un'ottava più bassa (come anche il controfagotto) e basso, nome poco usato per inidicare il violoncello. Dal nome il contrabbasso andrebbe accordato un'ottava sotto, e quindi partendo dal Do1 e andando avanti a intervalli di quinta, ma spesso viene accordato con le seguenti note: Mi1, La1, Re2 e Sol2, come il basso elettrico, ed hanno quindi un'accordatura al contrario rispetto al violino.


VIOLINO

Il violino è uno strumento musicale della famiglia dei cordofoni, composto da quattro corde, accordate ad intervalli di quinta. Si tratta del più piccolo tra i membri della famiglia degli strumenti a corde, capace di riprodurre i toni più alti rispetto agli altri strumenti che sono la viola, il violoncello e il contrabbasso.
La corda più bassa (e quindi la nota più bassa ottenibile) è il Sol3 subito sotto il Do centrale (Do4), poi in ordine crescente il Re4, il La4 e il Mi5.

Le partiture per violino utilizzano quasi sempre la chiave di Sol, detta comunemente chiave di violino. Quando devono essere eseguite note e passaggi particolarmente acuti si usa un'apposita indicazione che avvisa di trasportare le note interessate un'ottava sopra.

Chi suona il violino è indicato come violinista. Colui che costruisce o ripara gli strumenti a corde è il liutaio. Il violino è una scatola cava in legno costruita con grande accuratezza e precisione sia per quanto riguarda i materiali, sia per le finiture.
La cassa dello strumento(lunghezza variabile tra i 34,9 e i 36,2 cm), di forma curva e complessa, è costituita da un piano armonico ed un fondo collegati da fasce in legno curvato. Sia fondo sia piano armonico non sono piatti ma convessi; le elaborate curvature vengono ottenute con un certosino lavoro di scavo, inoltre a pochi millimetri dai bordi (che sporgono dalle fasce) viene intagliato un fregio scuro a doppia linea chiamato filetto. Il piano porta inoltre le uniche aperture della cassa: due fessure chiamate, dalla loro forma, effe; inoltre è internamente rinforzato da un listello longitudinale chiamato catena. Sempre all'interno piano armonico e fondo sono collegati da una sottile asticella di legno, detta anima, che è incastrata in una precisa posizione ed ha grandissima influenza sul suono. Nella cassa è montato superiormente un manico, che termina nella cassetta dei piroli o cavigliera, ornata superiormente da un fregio ad intaglio chiamato riccio o ricciolo. La faccia superiore del manico porta la tastiera, dove il violinista appoggerà le dita sulle corde. Le corde vengono avvolte attorno ai piroli o bischeri nella cavigliera (che servono a modificarne la tensione e quindi l'accordatura), passano su di un basso ponte all'inizio del manico (capotasto), scorrono al di sopra della tastiera e si appoggiano sul ponticello, una "lama" verticale di legno che scaricherà la tensione delle corde sul piano armonico. Vanno infine ad agganciarsi ad una cordiera, collegata elasticamente al punto più robusto all'altro estremo della cassa.
Il ponticello del violino ha quindi due funzioni. Prima di tutto, trasmette le vibrazioni sonore alla cassa armonica, dove vengono amplificate e riflesse, uscendo infine dalle effe. In secondo luogo mantiene le corde in una configurazione arcuata, permettendo all'archetto di toccarne una sola.

Il violino nella sua forma moderna è, nella sua essenza quanto mai "antica" ed artigianale (non contiene alcuna parte metallica al di fuori delle corde), una "macchina di precisione" in uno stato di delicatissimo equilibrio: le forme, i vari elementi ed anche i più minuti dettagli costruttivi, oltre alla grande cura nel montaggio, derivano da un affinamento durato più di 500 anni. Le curvature di piano e fondo, la forma della catena e delle effe e lo spessore dei legni usati sono deteminanti per la qualità e la personalità del suono dello strumento. Su questi parametri si può, in parte, anche interventire a posteriori: spostare anche solo di un millimetro gli elementi "mobili" come catena e ponticello provoca cambiamenti evidenti: è la cosiddetta messa a punto dello strumento eseguita per ottenere caratteristiche sonore ricercate dal violinista o per ottimizzare la resa dello strumento.
Va ricordato che anche la vernice, a base d'olio o di alcool e ricca di resine vegetali ed ingredienti di origine molto antica, ha una grandissima importanza per il suono dello strumento. I liutai sono da sempre alla caccia delle "ricette" delle vernici dei grandi liutai del passato, che secondo alcuni è stata determinante nel far raggiungere ai loro strumenti l'eccellenza.


VIOLA

La viola è uno strumento appartenente alla famiglia degli archi, e si distingue dal violino per le dimensioni (è circa 1/7 più grande), per l'estensione e per il timbro. Il timbro della viola è dolce e morbido, e si presta molto bene ad eseguire le voci interne dell'armonia. L'intonazione delle quattro corde della viola (partendo dalla più acuta) è la seguente:
1°corda: La
2°corda: Re
3°corda: Sol
4°corda: Do
La viola si può considerare come l'erede musicale della viella, uno strumento musicale usato dai trovieri del XII-XIII secolo nell'accompagnare le loro poesie.
Dalla viella e dalla viola medioevale derivarono molti strumenti ad arco, che nelle loro successive evoluzioni portarono ai quattro strumenti della famiglia degli archi. Da una riduzione della viola, per esempio, deriva il violino moderno (il nome ne porta ancora il diminutivo); dal "basso di viola di braccio" derivò il violoncello.
La Viola sfrutta pressoché la stessa tecnica di esecuzione del Violino con una maggiore attenzione alla produzione del suono, visti i problemi relativi che sono stati elencati sopra, per il resto lo studio e l'applicazione della tecnica rimangono identici. La viola legge nelle chiavi di contralto e di violino.


VIOLONCELLO

Il violoncello è uno strumento musicale della famiglia dei "cordofoni", più specificamente appartenente alla famiglia degli strumenti ad arco, è dotato di quattro corde, accordate ad intervalli di quinta. Il violoncello è molto più grande del violino e più piccolo del contrabbasso. Si suona da seduti tenendo lo strumento in piedi tra le gambe del musicista, poggiato su un puntale presente sulla parte inferiore dello strumento. L'esecutore muove l'archetto orizzontalmente sulle corde.
Il nome è di origine italiana e significa "piccolo violone". Il violone è uno strumento musicale obsoleto, una grande viola, simile ad un moderno contrabbasso. Il violoncello è strettamente associato alla musica classica. È parte dell'orchestra, del quartetto d'archi e di molti altri gruppi di musica da camera. Molti sono i concerti e le sonate scritte per violoncello. È meno comune nella musica popolare, mentre a volte è utilizzato nei gruppi pop e rock.
Il primo violoncello conosciuto fu costruito in Italia nel 1529. Il nome derivava dal "violone" e si trattava di un "piccolo contrabbasso": uno strumento inizialmente abbastanza rozzo con tre corde, era il primo strumento a corde nella cultura occidentale che poteva essere suonato tenendolo in grembo, in mezzo alle ginocchia. Nel XVI secolo si è evoluto in uno strumento a quattro corde accordate per quinte e la sua popolarità è aumentata fortemente. Di lì a poco, il violoncello fu nel quartetto d'archi e quindi divenne uno dei più importanti e conosciuti strumenti musicali. I violoncelli realizzati in quel periodo erano più grandi di quelli attuali. I liutai iniziarono a produrne di più piccoli intorno al 1690, ma non furono accettati fino alla metà del secolo successivo. Strumenti di dimensioni minori erano utili per ridurre la tensione della mano sinistra, sebbene la riduzione nelle dimensioni risultasse in una leggera diminuzione della qualità del tono.
A metà del XX secolo i violoncelli iniziarono ad essere prodotti su larga scala. Al giorno d'oggi la maggior parte degli strumenti reperibili sul mercato è di fabbricazione industriale. In Italia, tramite le scuole di liuteria ancora attive, vengono ancora prodotti in modo del tutto artigianale. Il violoncello viene considerato per diffusione e per conoscenza il secondo strumento della famiglia degli archi, preceduto solo dal violino.
I violoncelli fanno parte dell'orchestra sinfonica classica, generalmente in un numero compreso tra otto e dodici.
La sezione dei violoncelli, nella dislocazione abituale, è nel palco sinistro (a destra rispetto all'uditorio), sulla parte anteriore e sul lato opposto alla sezione occupata dai primi violini. Alcune orchestre preferiscono un diverso tipo di dislocazione, collocando la sezione dei violoncelli nella parte anteriore centrale, tra i primi violini e i secondi violini. Il principale, o "primo" violoncellista è il migliore dell'orchestra. Nella disposizione dell'orchestra tipo, è seduto immediatamente vicino al direttore d'orchestra ed è il più vicino all'uditorio. Nella disposizione alternativa, siede sempre vicino al direttore a sinistra del palco, rispetto al violoncellista più vicino (il "secondo").
I violoncelli costituiscono una parte fondamentale nella musica per orchestra; tutte le opere sinfoniche prevedono la sezione dei violoncelli e sono molti i brani che richiedono solo i violoncelli o persino un solista. Per la maggior parte i violoncelli forniscono parte dell'armonia al suono dell'orchestra. In molte occasioni l'intera sezione esegue la melodia portante del brano, prima di ritornare alla parte armonica. Esistono anche concerti per violoncello, che sono costituiti da brani orchestrali in cui un violoncello solista, di solito affermato, è accompagnato dall'intera orchestra. Il violoncello è spesso usato come strumento solista,e fa parte del quartetto d'archi tradizionale e lo si può trovare impiegato in divere interpretazioni di musica pop e rock.


CONTRABBASSO

Il contrabbasso è uno strumento musicale della famiglia dei "cordofoni" ad arco (in parole più semplici è uno strumento che si suona strofinando l'archetto su una delle quattro corde, anche se nel jazz viene suonato ormai quasi esclusivamente pizzicandole).
Della famiglia degli archi è lo strumento più grande: è alto poco più di 2 metri e si suona in piedi tenendolo appogiato per terra. Oltre ad essere il più grande, è anche lo strumento con il suono più basso di tutti gli archi: la 1° corda (quella più acuta) è un Sol, la 2° è un Re, la 3° è un La e la 4° è un Mi. Per indicare con più precisione la reale altezza di una nota, viene utilizzata una nomenclatura che affianca al nome della nota un numero. Questa numerazione inizia dalla nota più bassa del pianoforte (La0) fino alla nota più alta (Do8). seguendo questo schema, le corde del contrabbasso sono:
1°corda: Sol2
2°corda: Re2
3°corda: La1
4°corda: Mi1
Esistono anche contrabbassi a cinque corde, in cui l'ultima è generalmente un Do1 o un Si0. Questo genere di accordatura è poco utilizzata. In orchestra il contrabbasso ha raramente una funzione solistica, per via del suo suono estremamente basso. Ha però una funzione indispensabile nell'"amalgamare" i suoni degli strumenti acuti, ed è lo strumento che più di ogni altro pone le basi alle melodie dell'orchestra. Una delle prime testimonianze sull'uso del contrabbasso è data dal quadro Nozze di Cana (1562-63) del Veronese, ove Tiziano è raffigurato mentre suona un contrabbasso. Monteverdi nel 1608 richiede un "basso di viola".
Inizialmente il contrabbasso serviva solo a raddoppiare la viola da gamba (o il violoncello) all'ottava bassa. Successivamente, grazie a virtuosi (Michele Berini e soprattutto Domenico Dragonetti), il contrabbasso si svincola dalla mera funzione d'accompagnamento per raggiungere, con Giovanni Bottesini, le più alte vette espressive. Le accordature ed il numero delle corde variano in tutta Europa fino alla fine dell'Ottocento. Nella zona tedesca si utilizzava principalmente il basso a quattro corde, mentre in Italia era più usato il basso a tre corde, dal suono più melodioso ma col difetto di avere un'estensione molto limitata. Il contrabbasso più utilizzato divenne quello a quattro corde non per qualche pregio particolare, ma perché i più grandi compositori del tempo erano tedeschi (vedi Mozart, Haydn, Beethoven).
Nelle loro composizioni loro utilizzavano il basso a quattro corde solamente perché nella loro zona era il più suonato. Richard Wagner scrisse nelle sue opere anche delle musiche orchestrali in cui compariva il basso a cinque corde (di origine nordica), ma è raramente utilizzato.




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sb

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Inviato - 17/12/2008 :  21:57:23  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore



I LEGNI


Sono detti"Legni" alcuni strumenti musicali aerofoni.
Si chiamano così in quanto il loro corpo, almeno in passato, era realizzato in legno di (spesso l'ebano); tuttavia alcuni di questi strumenti vengono attualmente prodotti in metallo (spesso ottone), anche se ricadono nella categoria dei legni in quanto originariamente prodotti in legno (ad esempio il flauto traverso ed il sassofono).
Sono quasi tutti aerofoni risonanti (flauti e ance, eccetto gli ottoni).

Lista di Legni:

Ad ancia singlola:
Clarinetto
Sassofono

Ad ancia Doppia:
Oboe
Corno Inglese
Fagotto
Controfagotto

Flauti
Flauto & Piccolo


Il Flauto traverso è uno strumento musicale della famiglia dei legni e quindi è un aerofono. L'attribuzione del flauto - oggi quasi sempre costruito in metallo - alla famiglia dei legni deriva dal fatto che, fino al XIX secolo, la quasi tolità dei flauti erano in legno.

Il suo nome (anticamente: traversiere) deriva dal fatto che viene suonato in posizione trasversale asimmetrica, con il corpo dello strumento alla destra dell'esecutore ("di traverso").

Nella sua forma moderna, il flauto traverso (anche noto come flauto traverso da concerto occidentale) è uno strumento cilindrico che lo strumentista(detto flautista) suona soffiando nel foro d'imboccatura e azionando un numero variabile di chiavi, che aprono e chiudono dei fori praticati nel corpo dello strumento, modulando così la lunghezza della colonna d'aria contenuta nello strumento stesso e quindi variando l'altezza del suono prodotto.
L'emissione del suono è dovuta all'oscillazione della colonna d'aria che, indirizzata dal suonatore sull'orlo del foro d'imboccatura, forma vortici che ne provocano l'oscillazione dentro e fuori dal foro e mette in vibrazione l'intera colonna d'aria.
La forma moderna del flauto (cilindrico, a dodici o più chiavi) è dovuta alle modifiche applicate ai flauti barocchi (a loro volta derivanti da più antichi flauti a sei fori) dal tedesco Theobald Boehm (1794-1881) e ai successivi perfezionamenti ideati dai fabbricanti di scuola francese
Precedente al flauto traverso il Flauto Dolce.
Nel XVIII secolo il flauto dolce era chiamato semplicemente flauto, mentre il flauto traverso si chiamavaTraverso.
Proprio per il flauto dolce Johann Sebastian Bach scrisse il secondo Concerto Brandenburghese in fa maggiore e il quarto concerto brandeburghese in sol maggiore per due flauti.
Antonio Vivaldi ha scritto alcuni concerti per flautino, uno strumento che - è ormai accertato - è quello che oggi chiamiamo flauto dolce sopranino.
Alla fine del diciottesimo secolo il flauto dolce subisce un declino, dovuto anche al tramonto della musica da camera (il flauto dolce, a differenza del traverso, non si trova tra gli strumenti dell'orchestra sinfonica) e viene praticamente dimenticato.
Nel ventesimo secolo era così raro da far credere a Stravinsky che fosse una sorta di clarinetto (in effetti il clarinetto nasce proprio come evoluzione del flauto dolce). Con la "riscoperta" (sebbene in realtà si continuasse a suonare marginalmente anche durante il XIX secolo) divenne popolare come strumento da utilizzare nelle scuole, grazie al fatto di essere economico, e di produrre suoni non troppo stridenti anche nelle mani più inesperte.

Il flauto dolce(o flauto a becco) è uno strumento musicale della famiglia degli aerofoni, di legno. In inglese è chiamato recorder,in francese flûte à bec, in tedesco Blockflöte.
Si suona con le labbra, tenendolo verticalmente, a differenza del flauto traverso che si tiene orizzontale. Esistono flauti dolci di diverse lunghezze, flauti più lunghi avranno un suono più grave, più corti avranno un suono più acuto. Non è possibile, come in altri strumenti a fiato (ad esempio la tromba) cambiare la posizione delle labbra per produrre note diverse. Ha in tutto 8 fori (7 sopra e 1 sotto), dei 7 sopra i tre superiori si suonano con la mano sinistra (il foro sotto si chiude con il pollice della mano sinistra) e i quattro inferiori con la mano destra. Il mignolo della mano sinistra ed il pollice della destra non vengono usati.


Piccolo/Ottavino

L'ottavino, chiamato anche flauto piccolo, è la più piccola taglia del flauto traverso. Viene realizzato in metallo, in legno duro o in plastica. Le sue dimensioni sono pari alla metà di un flauto traverso. La sua estensione comprende il Re4 come nota più grave (gli ottavini moderni sono privi del piede) e si estende per almeno due ottave e mezza. Per evitare troppi tagli addizionali, viene scritto un'ottava sotto. È lo strumento più agile ed acuto dell'orchestra. Viene generalmente suonato da un flautista, come strumento principale o come secondo strumento (alternato al flauto). Questa soluzione (utilizzata spesso nei piccoli organici) richiede un particolare allenamento al flautista per adattarsi rapidamente allo strumento.
L'ottavino è uno strumento difficile dal punto di vista dell'emissione del suono e dell'intonazione: occorre molta maestria ed allenamento da parte dell'esecutore. Il carattere dello strumento è estremamente brillante e si adatta perfettamente all'esecuzione di passaggi virtuosistici, meno alle melodie cantabili. La sonorità è esile nel registro medio grave, mentre acquista di forza e chiarezza salendo: la terza ottava è potente e penetrante al punto da "bucare" qualsiasi sonorità orchestrale.


Clarinetto

Il clarinetto è uno strumento musicale traspositore a fiato ad ancia semplice appartenente alla famiglia dei legni. Il timbro del clarinetto è limpido e grintoso. Nella sua estensione si divide in diversi registri, ognuno con le proprie particolarità.
Il registro grave è dolce, vellutato e malinconico, quello centrale è brillante e allegro mentre quello acuto è squillante e corposo.

Il clarinetto è costituito da una cameratura cilindrica alla cui estremità superiore c'è il bocchino e a quella inferiore una svasatura a campana. Il legno utilizzato per costruire il clarinetto è in prevalenza l'ebano, che gli conferisce il caratteristico colore nero.
Esistono clarinetti costruiti in metallo e altri materiali.
Sul clarinetto sono presenti ventiquattro fori di dimensioni differenti. Sette fori, di cui sei circondati da anelli, vengono chiusi dalle dita, gli altri vengono chiusi dai cuscinetti azionati dalle diciotto chiavi o dagli anelli. Il clarinetto è diviso in cinqueparti svolgenti funzioni diverse unite ad incastro con guarnizioni in sughero. Partendo dall'alto c'è il bocchino, corredato di ancia e fascetta, che serve a produrre le vibrazioni sonore. Segue il barilotto che fa risuonare le vibrazioni. Poi c'è la parte centrale costituita dal corpo superiore e quello inferiore. Su queste due parti ci sono i fori, le chiavi e gli anelli e, mediante impostazione delle dita, le vibrazioni vengono modellate per ottenere i suoni desiderati. Lo strumento termina con la campana che dà ulteriore risonanza ai suoni.
Il suo ingresso in orchestra è avvenuto solo alla fine del 1700 per merito di Mozart, che ne intuì l'originalità del timbro e le risorse tecniche. Grazie alle doti espressive e tecniche, il clarinetto è presente in vari generi musicali. È ampiamente presente in musica classica dove si trova prevalentemente in orchestra. Qui, all'interno della sezione dei "legni", svolge un ruolo di sostegno agli "archi" e spesso gli vengono affidate parti "a solo".
Un esempio è nella Forza del Destino di Giuseppe Verdi e nella prima parte della celeberrima aria "E lucean le stelle" dalla Tosca di Giacomo Puccini.


Sassofono

Il sassofono, saxofono, o semplicemente sax è uno strumento musicale ad ancia semplice della famiglia degli aerofoni.
Il sassofono è inserito nella famiglia dei legni poiché, nonostante il corpo dello strumento sia normalmente di metallo (spesso di ottone, motivo per cui viene spesso impropriamente inserito tra gli ottoni), l'emissione del suono è provocata dalla vibrazione di un'ancia, costruita in legno. Inoltre, la lunghezza della colonna d'aria (e quindi l'altezza del suono prodotto) viene modificata attraverso dei fori sul corpo dello strumento (controllati da chiavi).
Fu inventato da Adolphe Sax nel 1841 e brevettato il 22 giugno del 1846. Ha avuto una grandissima e veloce espansione in moltissimi generi musicali grazie alle sue doti di espressività e duttilità.
In generale la famiglia dei sax è presente in quasi tutti i generi musicali moderni (anche se è meno rappresentato nel rock e nella musica elettrica in generale): anche la recente tendenza verso la musica sintetica e campionata ha solo scalfito la sua popolarità. A causa della sua recente invenzione, nella musica classica il sassofono è un po' penalizzato dalla limitata letteratura, ma è tuttavia presente, anche con ruoli di rilievo, nelle orchestre sinfoniche (si ricordi l' assolo per sax alto in Il Vecchio Castello dai Quadri di un'esposizione di Mussorgsky orchestrati da Maurice Ravel nel 1922). Esiste inoltre un crescente corpus di musica cameristica originale per sassofoni (spesso in quartetto) e di trascrizioni. Dotato di una voce potente e di grande proiezione di suono, il sassofono ha un vasto uso bandistico (ad esempio è molto impiegato nelle bande militari americane): per questo motivo fu quasi subito presente nelle prime formazioni jazz, un genere musicale di cui è diventato il simbolo.


Fagotto

Il fagotto è uno strumento musicale a fiato ad ancia doppia appartenente al gruppo dei legni, di cui costituisce il basso.
Il nome fagotto deriva dalla forma che esso aveva in origine, simile a quella di un mantice a soffietto che immetteva l'aria in due tubi affiancati.
Il suonatore di questo strumento viene chiamato fagottista. Strumento dalle notevoli capacità musicali, in grado di estendersi per tre ottave e mezzo. Utilizzato particolarmente in periodo barocco, rivalutato da grandi compositori quali Vivaldi, il quale ha composto ben 37 concerti per fagotto, esaltandone le capacità espressive, Mozart, Weber, Hummel, Saint-saense molti altri compositori.
Nel '900 utilizzato anche in ambito jazz e in varie sperimentazioni (rock).


Controfagotto

Fa parte della famiglia degli "Aerofoni",e di materiale in legno per quattro parti,e tubo metallico, in corrispondenza delle chiavi, dell'ancia e nella 'tromba' terminale.L'ancia è composta da sottili lamelle di bambù.
Il controfagotto è uno strumento musicale ad ancia doppia che rappresenta la tessitura contrabbassa dell'intera famiglia. Deriva dal fagotto, di cui è, in un certo senso, un ampliamento e ne condivide l'intero sistema di chiavi e di posizioni, tanto che a suonare questo strumento sono solitamente i fagottisti. Lo strumento è traspositore d'ottava verso il basso, vale a dire che le note scritte suonano d'effetto un'ottava sotto. E' conosciuto fin dagli inizi del seicento ed è lo strumento più grosso della sezione dei legni, due volte più grande del fagotto.
I suoni che produce sono forti e gravi: è infatti intonato un'ottava più bassa del fagotto ed è anche esso, a doppia ancia con la canna ripiegata. Prima degli inizi del XX secolo, a causa di alcune imperfezioni costruttive, al controfagotto veniva preferito il sarrusofono, pur rimanendo il termine "controfagotto" scritto in partitura. Si può considerare lo strumento più grave dell'orchestra ed il suo timbro si presta ad evocare situazioni grottesche, tragiche o paurose. Venne molto utilizzato per le opere drammatiche ed in moltissime partiture da Mozart e Weber, che sfruttarono il suo suono scherzoso e grottesco. Alla fine del XIX secolo in poi il suo posto in orchestra è stabile ed indispensabile per coprire il registro 32' della famiglia dei legni,anche se già Beethoven lo usò mirabilmente nel finale della Nona sinfonia, per ottenere l'effetto denominato alla turca, il controfagotto si distingue in orchestra, anche in assolo, a partire dalla fine del XIX secolo, come nel celebre Apprendista stregone di Paul Dukasdove il suo timbro pigro e cavernoso lo rende inconfondibile.


Oboe

L'oboe è uno strumento musicale a fiato ad ancia doppia appartenente al gruppo dei legni. Di forma conica, è generalmente fatto di ebano (Dalbergia melanoxylon) o, meno frequentemente, di palissandro (Dalbergia nigra, chiamato spesso "legno di rosa" o "brazilian rosewood"). I tasti e la meccanica sono in metallo, generalmente alpacca, e argentati (o dorati) in superficie.
L'oboe è utilizzato generalmente nella musica da camera, nelle bande o nelle orchestre sinfoniche, anche come solista; più raramente nel jazz. Tra i principali compositori che hanno scritto musica per lo strumento è possibile ricordare Antonio Vivaldi, Alessandro Marcello (Concerto erroneamente attribuito a suo fratello), Georg Friedrich Händel, Richard Strauss.
Sempre più spesso è possibile sentire la voce dell'oboe in colonne sonore di film, sceneggiati e spot, nonché in brani di musica leggera come i Rondò Veneziano. Il nome attuale di oboe risale al secolo XVI per opera dei francesi che chiamarono questo strumento Hautbois (ovvero alto legno) proprio in virtù delle sue note acute. Ovviamente il nome Hautbois esportato nei diversi paesi ha cambiato la sua forma fino a divenire Hautboy in inglese, Obòe in tedesco e Óboe (già Oboé nel '700) in italiano. Quindi è svelato il mistero della pronuncia del nome; l'accento va sulla prima "o".
L'oboe che conosciamo oggi è lo strumento barocco erede di una lunga tradizione di trumenti ad ancia doppia. La sua importanza tra i fiati dell'orchestra barocca è testimoniata anche dal fatto che l'oboe dà il La agli altri strumenti dell'orchestra (su questo ci sono pareri discordanti: alcuni sostengono che dia il La perché nelle orchestre spesso sostituiva il violino, altri invece che dia il La perché è lo strumento di più difficile intonazione). Per tutto il XVI secolo l'oboe mantiene la sua forma più antica con un unico tubo conico ed una grossa campana che gli dà un suono molto forte quasi fosse una tromba. È solo nel secolo successivo che l'oboe assume una forma che è del tutto simile a quella attuale a tutto vantaggio del suono che diventa più nasale e delicato.
L'oboe barocco, così, si divide in tre parti:

Parte superiore che ha sulla sommità il barilotto (che rimane molto accentuato oggi nei modelli tedeschi) in cui si inserisce l'ancia;
Parte centrale che ha solo due chiavi (Do e Re#) che sono fatte "a cuore" in modo da poter essere azionate sia dall'indice destro che dal sinistro (in origine l'oboe poteva essere suonato con la mano sinistra sopra e la destra sotto che lo sostiene come oggi ma anche al contrario);
la campana.


Corno Inglese

Il corno inglese, è uno strumento musicale a fiato ad ancia doppia e canna conica, molto probabilmente deve il suo nome dall'espressione francese corne d'angle o "cor anglé", quindi"angolato", per l'angolo che presentava al centro della canna, e successivamente tradotta erroneamente "inglese" ("anglais", dalla pronuncia analoga ad "anglé").
In realtà si tratta di un oboe contralto, la cui estensione è una quinta giusta sotto quella dell'oboe. Si diffuse nella prima metà del '700 come modificazione dell'oboe da caccia (quello utilizzato da Johann Sebastian Bach).
L'estensione va dal mi sotto il do centrale fino al si bemolle, una tredicesima sopra il do centrale. Il corno inglese è uno strumento difficile da suonare (seppure meno dell'oboe), per la capacità di "fiato" richiesta e per la difficoltà di mantenere una corretta imboccatura. Un musicista professionista ha paragonato lo sforzo di suonare il corno inglese a quello di gonfiare palloncini consecutivamente per ore. Coloro che lo suonano, inoltre, rischiano la tendinite o la sindrome del tunnel carpale, a causa del peso dello strumento da sostenere per lunghi periodi.


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sb

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Inviato - 19/12/2008 :  20:35:57  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore





OTTONI

Il termine collettivo Ottoni in ambito musicale indica il complesso di quegli strumenti a fiato che comprendono:
Trombe, Corni, Tromboni, Tube, Flicorni, Cornetti e Serpenti.
Una definizione più precisa di ottone potrebbe essere: strumento musicale in cui il suono è prodotto dalla vibrazione delle labbra del musicista appoggiate ad un bocchino collegato ad un tubo cavo, in cui la vibrazione risuona. Il termine ottone non deve quindi trarre in inganno: esistono strumenti costruiti in ottone ma ricadono in altre categorie (come ad esempio il sassofono che è una ancia). L'abilità dello strumentista sta nella sua capacità di controllare i vari modi di vibrazione del sistema labbra/strumento: si possono infatti ottenere più note semplicemente cambiando la tensione delle labbra.


Corno

Il corno (lingue antiche: sanscr. crn-gam corno, gr. kèras, lat. cornu, fr. cor e crone; sp. trompa, ted. horn; anche chiamato corno francese) è uno strumento musicale a fiato facente parte degli "aerofoni" e della sottofamiglia degli ottoni con canneggio conico. Il corno moderno ha tre cilindri, un canneggio circolare che inizia da un lato
con con un bocchino a imbuto e termina con un ampio padiglione a campana. Il suono viene prodotto grazie alla vibrazione delle labbra contro l'imboccatura, così come avviene nella tromba. Il timbro è soffice e profondo. Rispetto agli altri ottoni presenti nell'orchestra, l'estensione del corno può raggiungere quasi le 4 ottave e mezza. In orchestra viene utilizzato come strumento armonico e solistico, grazie al suo particolare timbro che "lega" molto bene gli altri suoni e può anche emergere facilmente; molti compositori dei periodi barocco, classico e romantico hanno dato importanti ruoli a questo strumento dal suono evocativo sia in campo sinfonico cameristico che in quello operistico.


Tromba

La tromba è uno strumento musicale della famiglia degli "aerofoni".
È il più alto del registro degli altri ottoni nella stessa famiglia. Il musicista che suona la tromba è chiamato trombettista. Il più antico strumento simile alla tromba è stato trovato in Egitto, ed era utilizzato prevalentemente per scopi militari. Un'antenata della tromba è la buccina, uno strumento a fiato usato dai Romani per impartire ordini alle milizie. È realizzata in bronzo, e non ha tasti. Nelle forme primitive era costituita da un tubo dritto, poco agevole durante il trasporto e l'esecuzione. Il suono viene prodotto insufflando aria nello strumento per mezzo delle labbra a contatto con il bocchino, in modo che vibrando esse producano un fine ronzio. Il trombettista può scegliere la nota da emettere, fra un insieme di tonalità fondamentali e armonici modificando il flusso dell'aria immessa e la pressione delle labbra sul bocchino. I pistoni permettono di modificare il percorso dell'aria nello strumento, alterandone la lunghezza e quindi variando la tonalità emessa. Con i soli tre tasti della tromba standard in Sib, un trombettista può suonare in ogni chiave.


Trombone

Il trombone è uno strumento musicale della classe degli "aerofoni", sottoclasse ottoni. Nella versione moderna e più comune è noto come trombone a tiro o trombone a coulisse, ed è caratterizzato da una pompa mobile (“coulisse” o “tiro”) a forma di U che unisce due tubi paralleli ed è in questo modo allungabile modificando il percorso dell'aria e l'intonazione dell'armonico di base.
Esiste anche il trombone a pistoni che è strutturato sul medesimo principio della tromba. Il musicista che suona il trombone è chiamato trombonista.
Il trombone fu il primo tra gli ottoni a disporre degli armonici nelle sette posizioni degli attuali strumenti a pistoni, e di conseguenza della scala cromatica, grazie alla coulisse, per cui veniva in origine considerato il più perfetto degli strumenti a bocchino. Esistono vari tipi di trombone che si differenziano per la nota dell'armonico di base, il timbro, l'estensione e la presenza di una o più ritorte per il trasporto la modifica della tonalità ecc.


Tuba

La tuba è uno strumento musicale a fiato. Appartiene alla famiglia degli ottoni, con caratteristiche simili alle trombe e ai corni. Come la tromba, la tuba ha il tubo raccolto in volute ellittiche e il bocchino emisferico a tazza, la forma del tubo è conica come nel corno. La più utilizzata in orchestra è la tuba bassa, nota come basso tuba.
Esiste anche in una forma particolare da parata che è caratterizzata da un'ampia campana diretta in avanti verso il pubblico. In questo caso prende il nome di Sousafono o Susafono.
Sousafono
Il sousafono o susafono è uno degli strumenti che caratterizzano le bande musicali. Inventato da Philip Sousa per essere usato nella propria banda, deriva da varie modifiche strutturali apportate ad un basso tuba.
In particolare, tali modifiche sono atte a migliorarne la trasportabilità e soprattutto l'usabilità in posizione eretta ed in marcia nonché per migliorarne la sonorità applicando alla tuba un gigantesco padiglione mobile che indirizza il suono verso avanti.
La tuba tradizionale risulta infatti troppo ingombrante e scomoda da usare camminando. Il susafono invece si avvolge sulle spalle del musicista lasciandogli più libertà di movimento.



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sb

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Inviato - 21/12/2008 :  15:28:15  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore




Percussioni

Lo strumento a percussione è uno strumento musicale che suona quando colpito, agitato, frizionato o sfregato dalle mani dell'esecutore, o da appositi strumenti quali bacchette, spazzole o battenti.
Gli strumenti a percussione hanno, senza dubbio, accompagnato l'uomo sin dalla preistoria. Gli strumenti a percussine seguono una classificazione secondo categorie di appartenenza, o per tipologia.

Esempio di
Strumento a percussione:
Timpani - Batteria
Bongo - Congas
Gran Cassa - Piatti
Campane Tubolari - Campanacci
Rullante - Tamburo
Tom-Tom - Glockenspiels
Xilofono - Marimba...ecc,ecc

Timpani

I timpani sono uno strumento musicale a percussione, membranofoni a suono determinato. Il timpano è un tamburo che consiste in una membrana, chiamata pelle, tesa su un grande fusto chiamato "caldaia" solitamente in rame, in altre leghe metalliche o in materiali plastici.
Vengono suonati per mezzo di due battenti, generalmente a punta morbida (feltro o altro materiale). In orchestra sono sempre presenti in coppia (da cui il nome plurale), a volte in set comprendenti tre, quattro o più strumenti.
A differenza di molti tamburi, i timpani, come detto, sono uno strumento a suonodeterminato. L'intonazione viene determinata dalla tensione della pelle: ogni strumento ha un'estensione che varia da una quinta ad un'ottava cromatica. La modifica dell'altezza viene effettuata oggi per mezzo di un pedale che agisce contemporaneamente su tutte le viti di tensione della pelle. Anticamente queste venivano avvitate o svitate manualmente una ad una, obbligando il timpanista (ed il compositore) a mantenere la stessa intonazione durante tutto un brano. L'uso del pedale e di un apposito quadrante graduato permettono una rapida intonazione dello strumento ed effetti di glissato.
I suoni vengono oggi notati in altezza reale in chiave di basso (talvolta senza accidenti in chiave). Anticamente si utilizzava una notazione convenzionale in cui il Do rappresentava al tonica ed il Sol la dominante del pezzo: la reale intonazione era indicata a chiare lettere all'inizio del brano.
I timpani sono in uso prevalentemente in orchestre di musica classica dal XVII secolo, ma oggi hanno trovato posto anche in altri contesti musicali. Il termine timpani deriva dal latino "tympanum", ed è in uso anche in altre lingue. Gli inglesi indicano spesso questo strumento con tympani, in riferimento al nome latino.
Il musicista che suona i timpani è il timpanista.

Batteria

La batteria è uno strumento musicale composto da tamburi, piatti e altri strumenti a percussione disposti in modo da essere suonati da un solo batterista, nel jazz, nel rock o in altri generi di musica contemporanea.
Fin dal jazz del 1920 la batteria è stato uno strumento fondamentale della musica popolare, coniugato o sostituito in seguito dalla drum machine, soprattutto nella musica elettronica. Le origini dello strumento risalgono alla seconda metà dell'ottocento, negli U.S.A., sebbene i tamburi singoli abbiano radici ben più antiche.
La genesi avviene con la fusione di vari componenti percussivi durante le esibizioni bandistiche fino a formare una "batteria"di tamburi molto simile alle odierne. L'attuale batteria nasce da problemi di"spazio"; infatti in principio, lungo le strade di New Orleans (Luisiana).
In seguito le esibizioni si spostarono dalle strade ai locali, ed era impossibile ospitare sul palco cinque/sei musicisti che si dedicassero alle percussioni; quindi si fuse la grancassa(bass drum) con il rullante militare (snare drum). A questa batteria "primordiale" vennero, in seguito, aggiunti i piatti, solitamente allo scopo di creare un suono acuto che si contrapponesse al suono grave dei tamburi. In seguito ogni etnia presente in america diede il suo contributo, come i cinesi, che importarono i tom, tamburi di diametro piccolo (generalmente dagli 8 ai 12 pollici) ed i turchi, che perfezionarono la produzione dei piatti adoperando il loro modo di fondere e martellare il rame e l'ottone. In principio la grancassa era suonata con il piede, come suggerisce anche il vecchio nome inglese kick drum (tamburo a calcio), sebbene oggi sia sempre suonata con l'apposito pedale per cassa o battente.
Nell'immagine a lato sono evidenziate la parti di cui si compone una comune batteria:

1-grancassa o semplicemente cassa,
2-tom-tom a terra da 14" a 18", dal registro più grave, viene chiamato impropriamente timpano
3-rullante
4-uno o più tom-tom da 8" a 16" fissati alla grancassa o su apposite aste reggi-tom
5-charleston detto anche hi-hat
6-piatti, presenti almeno un ride (quello sulla sinistra) e un crash (vicino al charleston).
Il materiale utilizzato maggiormente per la costruzione dei fusti è il legno (acero, betulla, mogano, tiglio, bubinga, afromosia, noce, amazoukè, faggio, bamboo). Il componente principe della batteria, il rullante, può anche essere costruito in metallo (bronzo, acciaio, alluminio, ottone). Più rare le batterie costruite in plexyglass (acrilico trasparente e/o colorato). Alcuni batteristi aggiungono una seconda cassa, o dei particolari pedali, suonando anche con il piede sinistro; dei tom tom supplementari, altri piatti, tamburelli, woodblock, campanacci, pad elettronici che riproducono suoni campionati o altri strumenti della vasta collezione di accessori. I batteristi solitamente suonano con le bacchette, ma possono usare anche strumenti diversi come le spazzole, le mani, i multi-rod (bacchette composte da fasci di legno) e i mallets (battenti). Il batterista Bob Moses fu visto suonare con dei ramoscelli raccolti prima del concerto.


Congas

La conga è uno strumento musicale della famiglia dei "membranofoni" usato nella musica afro-cubana.
È un tamburo alto e stretto con la testa singola, derivato dal makuta congolese. In origine esso si ricavava da un tronco svuotato con una pelle bovina cucita o legata sopra ed era utilizzato nelle cerimonie religiose. Attualmente è costruito in fibra di vetro o legno e la pelle, che può essere anche di capra, di cammello, di bue, o sintetica, è messa in tensione con delle viti. Normalmente si utilizzano da due a quattro e si suona con le dita ed i palmi della mano. Assume una denominazione diversa a seconda del diametro, dal più piccolo al più grande.



Bongo

Il bongo è uno strumento musicale, a percussione, di pelle di origine africana ad una sola membrana posta nella parte alta dello strumento, un risuonatore di legno a corpo doppio e con due suoni di diversa altezza: medio e acuto. Si suonano con una o più dita a seconda dell'intensità desiderata. È usato nella musica Latin. In Africa il bongo si usa in occasione di danze, feste e riti. In genere questo tamburo viene fabbricato a mano usando una pelle di vero animale, solitamente di capra.


Rullante

Il rullante è uno strumento musicale della famiglia dei "membranofoni". È un tamburo costituito da un fusto, due pelli battente e risonante, i cerchi, la cordiera e la macchinetta. Viene spesso conosciuto come componente della batteria, posizionato al centro sul reggi-rullante, ma viene anche utilizzato in contesti orchestrali e bandistici, dove prende il nome di tamburo d'orchestra.


Campane Tubolari

Le campane tubolari sono uno strumento musicale "idiofono" a percussione. Si tratta di una serie di "campane" lunghe barre metalliche cave (solitamente tubi di ottone appesi verticalmente a circa due metri di altezza), che si accordano modificando la lunghezza.
Sono normalmente suonate colpendole con un martello speciale, a testa di cuoio grezzo o di plastica, nella parte alta del tubo, il che può rendere necessaria una piattaforma per il percussionista. Nelle orchestre sinfoniche simulano il suono delle campane da chiesa. Sono utilizzate in composizioni sinfoniche, come la Symphonie Fantastique di Berlioz, l'Ouverture 1812 di Ciaikovsky o la 9a sinfonia di Mahler, ma anche nella musica popolare.

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sb

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Inviato - 21/12/2008 :  15:36:50  Visualizza profilo  Scrivi una mail all'autore




PERCUSSIONI A Tastiera

Negli strumenti musicali "idiofoni" il suono è prodotto con la vibrazione del corpo stesso dello strumento, senza l'utilizzo di corde o membrane.
Questa famiglia è una delle cinque principali nella famosa divisione dei pioneri Erich von Hornbostel e Curt Sachs per la classificazione degli strumenti musicali.
Gli ">strong>idiofoni sono stati ulteriormente suddivisi in quattro sottocategorie:
percussione,
frizione,
pizzico e ad aria.
Molti strumenti a percussione che non sono tamburi sono idiofoni e la maggior parte di questi hanno origini occidentali. Questi strumenti sono classificati come idiofoni a percussione e vengono suonati colpendoli direttamente, con le bacchette o con le mani (come il triangolo), o indirettamente a seguito di scuotimento (come maracas o cabasa).
Gli strumenti nelle sottocategorie frizione, pizzico, e ad aria sono di rara diffusione.
Gli idiofoni sono realizzati in materiali diversi, come il metallo, il legno e le materie plastiche. Gli strumenti a suono determinato sono suonati controllando la nota prodotta, e rispettando le regole dell'armonia come per gli altri strumenti con la stessa caratteristica. Gli strumenti a suono indeterminato sono utilizzati invece per la scansione dei ritmi, o con funzione di abbellimento.

IDIOFONI IN LEGNO:
A suono Determinato
Marimba
Xilofono

A Suono Indeterminato
Cabasa
Maracas
Nacchere
Wood-block

IDIOFONI IN METALLO:
A suono Determinato
Campane
Campane tubolari
Celesta
Glockenspiel
Vibrafono

A Suono Indeterminato
Campanaccio
Gong
Piatti
Scacciapensieri
Triangolo.



MARIMBA

Marimba La marimba è uno strumento musicale a percussione di tipo "idiofono" che ha origini africane, ma è diffuso anche in Messico e nell'America meridionale. È formata da una serie di piccole tavole di legno duro, sotto le quali vengono disposte, come risonatori, zucche essiccate e svuotate o grosse canne di bambù.
La xilomarimba è una versione perfezionata dello strumento nella quale i risonatori sono di metallo, è entrata a far parte delle orchestre di musica leggera e sinfonica.


XILOFONO

Lo xilofono è uno strumento musicale a percussione,è costituito da due file di barrette di legno disposte come la tastiera di un pianoforte, cioè le note naturali nella fila inferiore e quelle alterate nella fila sopra. Questo per quanto riguarda la versione moderna dello strumento, perché in passato era dotato di una sola fila.
Al di sotto delle barrette, in corrispondenza di ciascuna di esse vi sono dei tubi aperti che fanno da cassa di risonanza, cioè amplificano il suono. L'altezza delle note dipende dalla lunghezza delle barrette: più sono lunghe e più il loro suono è grave e viceversa.
Lo xilofono fa parte della categoria delle percussioni a "suono determinato"e lo si suona con delle mazzuole di legno. Si percuotono ovviamente le barrette di legno e si possono ottenere diversi effetti.
Spesso per prolungare il suono si usa la tecnica del trillo, che consiste nel battere le bacchette sulla stessa barretta in rapida alternanza. Altri effetti ottenibili sono il glissando, le note ribattute. La sonorità di questo strumento è secca e legnosa ma molto limpida, anche se il suono si spegne subito.
Per prolungare il suono si usa la tecnica prima descritta. L'estensione dello xilofono va dal Do3 (261 Hz) al Do6 (1.046 Hz) e cioè tre ottave. Lo xilofono era diffuso nell'Asia sud orientale già dal XIV secolo. Giunse poi in Africa diffondendosi rapidamente, grazie alla relativa facilità con cui poteva essere costruito. Alcuni modelli africani erano costituiti da due rami di banano su cui erano appoggiate le tavolette. Gli schiavi deportati nelle Americhe lo diffusero poi in quel continente dove, al sud, prese il nome di Marimba. In Europa lo strumento si diffuse a partire dal 1500, anche se il termine xilofono apparve solo nel 1800. Nel 1830 Michael Jozef Couzikov, grande virtuoso che ne suonava un tipo a quattro file, contribuì senz'altro ad accrescerne la popolarità. Un altro virtuoso fu Charles de Try. Pare che ad un concerto fu ascoltato da Saint-Saëns che decise di impiegarlo nella sua Danza Macabra introducendo, di fatto, lo xilofono nell'orchestra sinfonica.
Nel 1900 Bartok valorizzò ulteriormente lo strumento impiegandolo in varie opere. Nel XX secolo, grazie al musicista Pierre Boulez lo strumento acquista prestigio al punto da diventare imprescindibile tra le percussioni delle orchestre sinfoniche per essere impiegato anche come strumento solista.


GLOCKENSPIEL

Il termine Glockenspiel è una parola tedesca che significa letteralmente gioco ("Spiel") delle campane ("Glocken"). In tedesco ha due significati:
1.lo strumento musicale idiofono a percussione, più precisamente il metallofono della tonalità più alta;
2.il Carillon.
In tutte le altre lingue Glockenspiel indica sempre lo strumento musicale.
Il Glockenspiel esiste in diverse forme. La forma più diffusa consiste in due file di lamelle metalliche ordinate orizzontalmente come una tastiera di pianoforte che si estende da un'ottava fino a tre ottave. Ci sono anche forme con una disposizione verticale per l'uso nelle bande militare ed altre ancora. Lo strumento è suonato mediante due o raramente più bacchette di consistenza dura che battendo le lamelle metalliche producono un suono molto chiaro simile a delle campanelle. Il suono è molto acuto e generalmente nel pentagramma è segnato due ottave più in basso rispetto al suono prodotto. Uno dei più celebri esempi per l'utilizzo del Glockenspiel è Il Flauto Magico di Mozart. Altri strumenti simili sono: Xilofono, Marimba


VIBRAFONO

Il vibrafono è uno strumento musicale a percussione della famiglia degli "idiofoni" a suono determinato. Esso è composto da lamelle in metallo che ne costituiscono i tasti, percossi da battenti con la testa in gomma o feltro. Il vibrafono fu inventato negli Stati Uniti nel 1921.
Il suono di ogni tasto viene amplificato da un tubo metallico di lunghezza opportuna posto al di sotto del tasto stesso, chiamato anche risuonatore tubolare o canna di risonanza. Un'elica posta in cima ad ogni tubo viene fatta ruotare tramite un motore elettrico a velocità controllabile. Questo congegno varia l'intensità del suono emesso in relazione alla velocità del motore, generando l'effetto vibrato.
Un pedale di smorzamento simile a quello presente sul pianoforte consente all'esecutore di intervenire sulla lunghezza della nota prodotta. Il suono caldo di questo strumento lo rende molto adatto alla musica jazz. I vibrafoni tradizionali hanno un'estensione di tre ottave, ma esistono modelli con estensione di quattro ottave. Il vibrafono ha molte caratteristiche comuni con lo xilofono,nel quale però i tasti sono in legno. Oltre che nel jazz e nella musica leggera, il vibrafono ha avuto larga diffusione anche nella musica del Novecento e contemporanea.
Tra i primi grandi compositori a farne uso in orchestra, Alban Berg nell'opera Lulu e, in Italia, Luigi Dallapiccola nei Canti di prigionia e Alfredo Casella nella Missa solemnis pro pace.




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